Da Alessandria del Carretto alle scoperte in tutta la Calabria: una storia di passione, esplorazione e amore per il territorio

Cinquant’anni fa nasceva ufficialmente, davanti a un notaio, il primo gruppo speleologico della Calabria. A fondarlo nel 1976 furono Giuseppe Leone ed Ettore Angiò, studenti animati da una visione chiara: costruire un gruppo “vero”, legale, impegnato nella speleologia come strumento di conoscenza, non di spettacolo.

Sulla pagina sociale del Gruppo è scritto che in campo speleologico è da considerare che è stato, per molto tempo, il solo gruppo speleo della Calabria. L’80% delle nuove grotte conosciute in Calabria è frutto delle ricerche dei soci dello “Sparviere”.

Il Gruppo Speleologico Sparviere è stato molto più di un’associazione: ha formato generazioni, promosso ricerche, ispirato vocazioni scientifiche e diffuso in Calabria — e non solo — l’idea che la speleologia potesse essere un mezzo per comprendere, raccontare e valorizzare il territorio.

Numerosi i messaggi di affetto e stima per questo importante traguardo sulla pagina social del Gruppo: https://www.facebook.com/p/Gruppo-Speleologico-Sparviere-100064318886404/.

Felice Larocca ricorda come lo Sparviere abbia “segnato la vita di tanti giovani”.

Giuseppe Leone rievoca i tempi in cui “era difficile persino pronunciare la parola speleologia”, in un piccolo paese dell’entroterra calabrese.

Tra i primi pionieri anche Leonardo Brunacci e Angelo Leone. In pochi, con pochi mezzi ma con grandi idee, diedero avvio a una realtà che avrebbe acceso la curiosità e l’impegno di molti altri.

Dall’Olanda arriva il saluto del gruppo archeologico che opera nel Raganello dal 1991, mentre Roberto De Marco sottolinea: “Il gruppo che ha fatto la speleologia della Calabria”.

Ancora tanti altri saluti ed auguri, tutti da leggere e gustare.

Il valore della speleologia calabrese si riflette non solo nella storia del gruppo di Alessandria del Carretto, ma anche nelle attuali ricerche speleoarcheologiche nel Parco Nazionale del Pollino. A Pietra Sant’Angelo (San Lorenzo Bellizzi), ad esempio, grazie alla collaborazione tra università, speleologi e istituzioni, sono in corso indagini che stanno portando alla luce depositi archeologici usati dalluUomo fin dal Paleolitico superiore, con reperti e sepolture di grande importanza scientifica. In questo progetto, il Centro Regionale di Speleologia “Enzo dei Medici svolge un ruolo centrale come centro di ricerca speleoarcheologica, lavorando a stretto contatto con Università e Gruppi locali, tra cui il luminoso Gruppo Speleologico Sparviere, per studiare e valorizzare il patrimonio ipogeo e archeologico calabrese.

Insomma, cinquant’anni dopo, lo “Sparviere” continua a volare alto: auguri e buona continuazione anche da tutti noi!

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