Il GRAIM e il Museo UdA uniscono le risorse per esporre fotografie, documenti e rilievi sul bacino estrattivo di bitume e asfalto attivo tra Ottocento e Novecento


Inaugurazione al Museo Universitario di Chieti

Giovedì 21 maggio 2026, alle ore 18:00, il Museo Universitario di Chieti apre al pubblico la mostra “Miniere della Maiella”, dedicata alla storia delle miniere di bitume e asfalto del massiccio montuoso abruzzese.

L’evento di inaugurazione prevede gli interventi di Ruggero D’Anastasio, direttore del Museo universitario UdA, e di Laura De Lellis del GRAIM, seguiti da una visita guidata all’esposizione.

La mostra sarà visitabile con ingresso gratuito fino al 30 giugno 2026.[1]


Il GRAIM: speleologi e ricercatori al servizio della memoria industriale

La mostra nasce dalla collaborazione tra il Museo Universitario di Chieti e il Gruppo di Ricerca di Archeologia Industriale della Majella (GRAIM), associazione informale fondata nel 2014, composta da esploratori, speleologi e studiosi.

Il gruppo si occupa di esplorare e documentare le antiche infrastrutture minerarie della Maiella, tra cui gallerie sotterranee, pozzi e strutture industriali abbandonate.

Nel corso delle ricerche, il GRAIM ha catalogato oltre cento ingressi tra miniere e sondaggi accessibili, e ha scoperto all’interno di un antico sito la cosiddetta Grotta della Lupa, ancora oggetto di studi universitari.

Le esplorazioni in profondità sono state condotte in collaborazione con lo Speleo Club Chieti e altri gruppi speleologici abruzzesi.[2][3][4]


La storia delle miniere di bitume della Maiella

Il bacino minerario della Maiella rappresenta uno dei capitoli meno noti dell’archeologia industriale italiana.

Le prime tracce di sfruttamento risalgono al Neolitico: un panetto di bitume impastato con argilla rinvenuto nel comprensorio è stato datato intorno al 4700 a.C., e un altro reperto attesta l’utilizzo del materiale già in epoca romana.

L’attività estrattiva moderna prese avvio nel 1844 per iniziativa dell’imprenditore teatino Silvestro Petrini, che scoprì la grande potenzialità del territorio nel versante occidentale della Maiella, tra i comuni di Manoppello e San Valentino.[5][6]

Tra Ottocento e Novecento, il bacino coinvolse numerose società, soprattutto straniere: l’inglese Claseen nel 1872, la tedesca Reh di Berlino nel 1889, e altre compagnie europee che costruirono ferrovie a scartamento ridotto, teleferiche, centrali idroelettriche e grandi stabilimenti.

Nei decenni di maggiore attività, le miniere diedero lavoro a più di 1.000 persone con tre turni giornalieri, segnando profondamente le comunità di Scafa, Lettomanoppello, Manoppello, Roccamorice e Abbateggio.

L’attività si interruppe definitivamente a metà degli anni Sessanta del Novecento, quando il mutamento delle condizioni di mercato rese antieconomica l’estrazione.[6]


Cosa espone la mostra sulle miniere della Maiella

L’esposizione raccoglie materiali di diversa natura per restituire al pubblico la memoria del lavoro minerario e delle comunità che vissero questi luoghi.

Saranno presentati fotografie storiche, documenti d’archivio, oggetti legati all’attività estrattiva, rilievi cartografici e materiali audiovisivi.

La mostra affronta così un capitolo della storia economica e industriale dell’Abruzzo che coinvolge un’area geografica estesa, compresa tra Scafa, Lettomanoppello, Manoppello, Roccamorice, Abbateggio e altri comuni del versante occidentale della Maiella.[7][5]

Il GRAIM porta in questo progetto anni di ricerca sul campo, conferenze tenute in tutta Italia — dal Raduno Internazionale di Speleologia di Costacciaro all’Incontro Internazionale SYPHONÌA a Caselle in Pittari — e un patrimonio documentario composto da oltre cinquecento slide, foto, mappe e rilievi elaborati nel corso di un decennio di esplorazioni.

La mostra al Museo Universitario di Chieti rappresenta il naturale approdo espositivo di questo lavoro di ricerca collettiva, portando per la prima volta questo patrimonio in un contesto museale strutturato.[8][9][1]

Fonti
[1] Inaugurazione della Mostra “Miniere della Maiella” https://www.museo.unich.it/news/inaugurazione-della-mostra-miniere-della-maiella
[2] Il Gruppo di Ricerca di Archeologia Industriale della Majella (GRAIM … https://www.scintilena.com/il-gruppo-di-ricerca-di-archeologia-industriale-della-majella-graim-ottiene-un-prestigioso-riconoscimento-sul-sito-della-soprintendenza-archeologia-belle-arti-e-paesaggio-per-le-province-di-chieti-e/05/08/
[3] GRAIM: 10 Anni di Archeologia Industriale in Abruzzo – Scintilena https://www.scintilena.com/graim-10-anni-di-archeologia-industriale-in-abruzzo/12/06/
[4] “Le miniere abbandonate della Maiella: situazione attuale, nuove … https://www.museo.unich.it/news/le-miniere-abbandonate-della-maiella-situazione-attuale-nuove-scoperte-e-prospettive-future
[5] Miniere di bitume della Maiella: il GRAIM estende le ricerche a … https://www.scintilena.com/miniere-di-bitume-della-maiella-il-graim-estende-le-ricerche-a-taranta-peligna-e-lama-dei-peligni/02/28/
[6] Le miniere di bitume della Majella – MyOutdoor https://myoutdoor.it/percorsi/speleologia/miniere-bitume-majella/
[7] ABRUZZO – STORIA DEL BACINO MINERARIO DELLA MAJELLA | Il Faro 24! https://ilfaro24.it/abruzzo-storia-del-bacino-minerario-della-majella/
[8] Le miniere dismesse della Maiella al Raduno Internazionale di … https://www.scintilena.com/le-miniere-dismesse-della-maiella-al-raduno-internazionale-di-speleologia-di-costacciaro/10/15/
[14] Le miniere abbandonate della Maiella: un patrimonio da … https://www.scintilena.com/le-miniere-abbandonate-della-maiella-un-patrimonio-da-riscoprire-attraverso-la-conferenza-del-graim/11/07/
[15] GRAIM: Presentazione delle Scoperte e ricerche sulle … https://www.scintilena.com/graim-presentazione-delle-scoperte-e-ricerche-sulle-miniere-abbandonate-della-maiella-il-23-gennaio/01/08/

[16] Le miniere abbandonate della Majella: situazione attuale … https://www.scintilena.com/doppio-appuntamento-in-abruzzo-le-miniere-abbandonate-della-majella-situazione-attuale-nuove-scoperte-e-prospettive-future/03/08/
[17] Alla scoperta delle miniere della Maiella a Caramanico Terme https://www.scintilena.com/alla-scoperta-delle-miniere-della-maiella-a-caramanico-terme/05/09/
[18] Alla scoperta delle miniere abbandonate della Maiella https://www.scintilena.com/alla-scoperta-delle-miniere-abbandonate-della-maiella-una-serata-emozionante-per-rivivere-la-storia-dellattivita-mineraria/06/23/
[19] Cerimonia inaugurazione targa Silvestro Petrini: memoria e storia al … https://www.scintilena.com/cerimonia-inaugurazione-targa-silvestro-petrini-memoria-e-storia-al-cimitero-monumentale-di-chieti/05/14/
[20] Le miniere abbandonate della Majella: situazione attuale, … https://www.scintilena.com/doppio-appuntamento-in-abruzzo-le-miniere-abbandonate-della-majella-situazione-attuale-nuove-scoperte-e-prospettive-future/03/08/2/
[21] Cavità artificiali e montagna: a Chieti la presentazione del manuale … https://www.scintilena.com/cavita-artificiali-e-montagna-a-chieti-la-presentazione-del-manuale-di-gabriele-la-rovere-sulla-speleologia-dei-rischi/05/12/
[22] Scoperto un presunto cenobio eremitico nel comprensorio delle … https://www.scintilena.com/scoperto-un-presunto-cenobio-eremitico-nel-comprensorio-delle-miniere-della-maiella/07/21/
[23] Riscoperta del Patrimonio Minerario Abruzzese: Oggi Una … https://www.scintilena.com/riscoperta-del-patrimonio-minerario-abruzzese-oggi-una-conferenza-a-san-valentino-in-abruzzo-citeriore-pe/05/16/
[24] Silvestro Petrini e le Miniere della Maiella: il patriota che trasformò l … https://www.scintilena.com/silvestro-petrini-e-le-miniere-della-maiella-il-patriota-che-trasformo-larcheologia-industriale-abruzzese/06/22/
[25] Miniere della Maiella Chieti – La Dolce Vita https://www.ladolcevita.tv/miniere-della-maiella-chieti/
[27] Riscoperta del patrimonio minerario abbandonato della Maiella … https://www.terredichieti.net/notizie/territorio/15671/riscoperta-del-patrimonio-minerario-abbandonato-della-maiella-incontro-al-museo-universitario-di-chieti
[28] Le miniere di bitume della Majella – Abruzzo https://www.youtube.com/watch?v=adgc_eOwwtw
[29] “Miniere abbandonate della Majella” | Università degli Studi … – Unich https://www.unich.it/notizie/miniere-abbandonate-della-majella
[30] La valorizzazione turistica delle ex miniere abruzzesi: se ne è … https://www.agenziademanio.it/opencms/it/notizia/La-valorizzazione-turistica-delle-ex-miniere-abruzzesi-se-ne-e-parlato-allincontro-internazionale-di-speleologia
[31] Gruppo di Ricerca di Archeologia Industriale della Majella – GRAIM … https://www.facebook.com/minieredellamajella/mentions/
[32] Domenica 16 novembre 2025, alle ore 16:30, presso l’auditorium … https://www.instagram.com/p/DQwimggCJkM/
[33] Gruppo di Ricerca di Archeologia Industriale della Majella – GRAIM https://www.facebook.com/minieredellamajella/?locale=it_IT

Miniere della Maiella, a Chieti una mostra racconta il patrimonio minerario abruzzese

Al Museo Universitario della “d’Annunzio” fotografie, documenti e ricerche del GRAIM sulle miniere di bitume e asfalto della Maiella

Sarà inaugurata giovedì 21 maggio 2026 alle ore 18.00, presso il Museo Universitario della “d’Annunzio”, la mostra “Miniere della Maiella”, dedicata alla storia delle miniere di bitume e asfalto della Maiella e alle attività di ricerca del GRAIM, il Gruppo di Ricerca di Archeologia Industriale della Majella.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra il museo universitario dell’Università degli Studi “G. d’Annunzio” Chieti-Pescara e il GRAIM, gruppo composto da esploratori, speleologi e studiosi impegnati nello studio e nella documentazione del patrimonio minerario abruzzese.

La mostra sulle miniere della Maiella tra archeologia industriale e speleologia

L’esposizione propone fotografie, documenti storici, oggetti, rilievi cartografici e materiali audiovisivi dedicati alle miniere della Maiella. Il percorso ricostruisce la memoria del lavoro minerario e delle comunità che hanno vissuto nei territori interessati dalle attività estrattive.

Alla presentazione interverranno Ruggero D’Anastasio e Laura De Lellis. Al termine dell’inaugurazione è prevista una visita guidata alla mostra.

La mostra resterà aperta fino al 30 giugno 2026 con ingresso gratuito.

Le miniere di bitume e asfalto della Maiella nella storia industriale dell’Abruzzo

Il progetto espositivo approfondisce un capitolo poco conosciuto della storia economica e industriale dell’Abruzzo. Tra Ottocento e Novecento il bacino minerario della Maiella rappresentò uno dei principali giacimenti italiani di bitume e asfalto.

Le attività estrattive interessarono diversi comuni dell’area montana abruzzese, tra cui Scafa, Lettomanoppello, Manoppello, Roccamorice e Abbateggio.

Lo sfruttamento industriale iniziò nel 1844 grazie agli imprenditori Silvestro Petrini e Donato Paparella. In seguito operarono nel territorio anche compagnie italiane e straniere.

Dal materiale estratto venivano prodotti composti destinati alla pavimentazione stradale e all’impermeabilizzazione. Tra i prodotti più noti vi furono le mattonelle bituminose della SAMA, utilizzate in numerose stazioni ferroviarie italiane ed estere.

Il lavoro del GRAIM tra ricerca storica ed esplorazioni minerarie

Dal 2014 il GRAIM conduce attività di ricerca storica, antropologica ed esplorativa sulle miniere della Maiella. Il gruppo opera attraverso studi d’archivio, raccolta di testimonianze orali ed esplorazioni speleologiche nelle aree minerarie dismesse.

Le ricerche hanno portato alla localizzazione di circa venti complessi estrattivi e alla catalogazione di oltre cento ingressi minerari. Un’attività che unisce archeologia industriale, documentazione storica e speleologia mineraria.

Secondo quanto spiegato dal direttore del museo, la mostra intende valorizzare un patrimonio storico e umano spesso poco conosciuto, restituendo memoria al lavoro e alla vita delle comunità minerarie della Maiella.

Informazioni per visitare la mostra “Miniere della Maiella”

L’inaugurazione della mostra “Miniere della Maiella” si terrà:

  • Giovedì 21 maggio 2026
  • Ore 18.00
  • Museo Universitario della “d’Annunzio”, Chieti

La mostra sarà visitabile fino al 30 giugno 2026 con ingresso gratuito.