Il giacimento di fluorite in Presolana torna al centro dell’attenzione
Dopo oltre quattro decenni di inattività, le miniere della Val di Scalve potrebbero vedere una nuova fase di estrazione mineraria.
Il giacimento di fluorite situato nel massiccio della Presolana è stato recentemente inserito tra i siti di interesse strategico dal nuovo Programma nazionale delle esplorazioni (Pne), pubblicato dall’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale).
La fluorite, minerale chiave per la metallurgia dell’alluminio, rappresenta una risorsa importante per l’industria nazionale.
Programma nazionale delle esplorazioni: fluorite e terre rare tra le priorità
Il Programma nazionale delle esplorazioni ha identificato 14 progetti su tutto il territorio italiano, in risposta alla richiesta dell’Unione europea di elaborare un piano minerario.
Tra questi, la riserva di fluorite nel territorio comunale di Colere si distingue per la sua rilevanza.
Il sito della Presolana, insieme a quelli tirolesi e a Torgola in Val Trompia, è parte integrante del primo progetto dedicato alla fluorite.
L’area di Colere conserva ancora tracce della passata attività mineraria: vicino al rifugio Albani, uno degli ingressi alle miniere mostra le vecchie baracche dei minatori e una piccola esposizione delle attrezzature utilizzate per l’estrazione del minerale.
La quantità precisa di fluorite ancora disponibile non è nota, ma il nuovo programma prevede campionature mirate per valutare il potenziale estrattivo.
Inoltre, alcuni filoni sono sotto osservazione per la possibile presenza di minerali delle cosiddette terre rare, risorse strategiche a livello internazionale.
Vincoli ambientali e prospettive future per le miniere di Presolana
Nonostante l’inserimento nel programma nazionale, la ripresa delle attività estrattive nella zona della Presolana presenta sfide logistiche e ambientali.
L’area si trova all’interno del Parco delle Orobie, una zona protetta che impone restrizioni e richiede valutazioni attente prima di qualsiasi intervento.
Secondo il sindaco di Colere, Gabriele Bettineschi, non sono ancora arrivate comunicazioni ufficiali e la ripresa delle attività appare complessa dal punto di vista operativo.
La campagna scientifica dell’Ispra dovrà concludersi entro il 30 giugno 2026, data entro la quale sono attese le prime evidenze sui potenziali sviluppi.
La situazione della miniera di Gorno: in attesa della Valutazione d’Impatto Ambientale
Parallelamente, resta ferma la situazione della miniera di Gorno, dove la riapertura è bloccata in attesa della Valutazione d’Impatto Ambientale.
Il giacimento di zinco di Gorno, tra i più grandi d’Italia, ha cessato l’attività nel 1982 per motivi di convenienza economica.
Negli ultimi dieci anni, un’azienda australiana ha condotto ricerche nell’area, ma senza risultati concreti visibili a livello locale.
Il distretto minerario di Gorno comprende i giacimenti in Val del Riso e Val Parina e, durante il periodo di massima attività, impiegava centinaia di persone.
Attualmente, la miniera di Gorno è inserita tra i 12 depositi di rifiuti estrattivi considerati prioritari dal Pne.
Questi siti verranno investigati nell’ambito del progetto Pnrr Urbes, con l’obiettivo di recuperare materiali di valore dagli scarti minerari.
Si stima che nel distretto bergamasco possano essere presenti circa 25mila tonnellate di zinco.
Miniere in Val di Scalve: tra passato, presente e futuro
La possibile ripartenza delle miniere in Val di Scalve rappresenta un tema centrale per il territorio, tra esigenze di tutela ambientale e opportunità di rilancio economico.
Il giacimento di fluorite in Presolana, inserito nel nuovo Programma nazionale delle esplorazioni, viene menzionato più volte come risorsa strategica.
La parola chiave “giacimento di fluorite in Presolana” ricorre in modo significativo nel dibattito locale e nazionale, sottolineando l’importanza della questione per la comunità e per l’industria mineraria italiana.
La situazione resta in evoluzione, con le istituzioni e i cittadini in attesa dei risultati delle indagini scientifiche e delle valutazioni ambientali.
Il futuro delle miniere in Val di Scalve dipenderà dalle evidenze raccolte e dalle decisioni che verranno prese nei prossimi mesi, sempre nel rispetto delle normative ambientali e delle esigenze del territorio.
Le principali sfide per la ripresa dell’estrazione mineraria in Val di Scalve riguardano soprattutto aspetti logistici, ambientali e normativi.
- Vincoli ambientali e tutela del Parco delle Orobie
L’area della Presolana, dove si trova il giacimento di fluorite, è inserita nel Parco delle Orobie, una zona protetta che impone rigide limitazioni alle attività estrattive. Questo comporta la necessità di valutazioni ambientali approfondite e di un’attenta gestione per evitare impatti negativi sull’ecosistema locale. - Incertezza sulle riserve e necessità di indagini scientifiche
Non è ancora nota con precisione l’entità delle riserve di fluorite presenti. Il Programma nazionale delle esplorazioni prevede una fase iniziale di campionature mirate per valutare il potenziale minerario, ma i dati attuali sono insufficienti per pianificare una ripresa concreta dell’attività. - Aspetti logistici e operativi
La posizione a circa 1.900 metri di quota e la conformazione montuosa rendono logisticamente complessa l’organizzazione di un’attività estrattiva moderna, con problematiche legate a trasporto, sicurezza e infrastrutture. - Iter autorizzativi e valutazioni d’impatto ambientale
La riapertura delle miniere, come nel caso di Gorno, è subordinata a procedure di Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) che possono richiedere tempi lunghi e approfondimenti specifici per garantire la compatibilità con le norme ambientali e di sicurezza.
Questi elementi, uniti a un contesto normativo e sociale attento alla sostenibilità, rappresentano le principali difficoltà da superare per una possibile ripresa dell’estrazione mineraria in Val di Scalve[1].
Fonti
[5] Val di Scalve, la valle del ferro – Montanarium https://www.montanarium.com/val-di-scalve-bergamo/
[6] Valle di Scalve – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Valle_di_Scalve
[8] Progetto Valle di Scalve | Università degli studi di Bergamo – CST http://cst.unibg.it/it/ricerca/imago-mundi-lab/progetto-valle-scalve