Transizione energetica sì, ma con regole chiare e tutela reale dei territori
Riflessione sulla proposta di parco eolico tra Ferriere e Santo Stefano d’Aveto alla luce delle politiche energetiche regionali e delle osservazioni dei territori: uno dei tanti parchi eolici non desiderati.
Negli ultimi mesi si è intensificato il dibattito attorno al progetto di un parco eolico industriale sul Monte Crociglia, un rilievo appenninico di grande valore naturalistico, paesaggistico e identitario tra Emilia?Romagna e Liguria.
Un luogo quasi mistico, ricco di storia: il Monte Crociglia (1.578 m), noto anche come Monte dell’Angelo, è un’ampia montagna erbosa situata sullo spartiacque tra le valli dell’Aveto e del Nure, a nord dell’omonimo passo.
In quest’area, i flysch calcareo-marnosi tornano a prevalere sulle rocce ofiolitiche circostanti, influenzando la morfologia dei rilievi: se il vicino Monte Roncalla, a sud, ha una struttura aspra e articolata, il Crociglia si presenta come un gigantesco cupolone dai fianchi dolci e rassicuranti, quasi materni, coperti da praterie.
Al passo, un tempo, si svolgevano scambi e contrabbando di sale e metalli. Sulla vetta del Crociglia svetta oggi una grande statua di un angelo, in memoria della tragedia alpinistica del 1957 sul Piz Palü, nel massiccio del Bernina. Qui gli escursionisti si incontrano dal versante pagano al versante ligure.

Il panorama dalla cima è grandioso: si abbracciano l’Appennino Ligure, la Pianura Padana, le Alpi e perfino il mare (salvo nebbia o foschia), con viste ampie su tutta la Val d’Aveto.
Il toponimo Crociglia richiama un antico crocevia di mulattiere, dove si incontravano genti e mercanti delle valli. Per la facilità d’accesso, la bellezza delle fioriture primaverili, la presenza del Rifugio Stoto e i vasti panorami, il Crociglia è oggi una delle vette più frequentate e amate del circondario.

Secondo quanto riportato anche da Nicola Giordanella, la procedura autorizzativa è stata avviata, generando una “pioggia di osservazioni” e mobilitazioni locali, tra cui petizioni e raccolte firme per contrastare l’intervento.
Il Crociglia conta, e non è solo “vento”: e cosa ci mettiamo? Le pale eoliche.
Il Monte Crociglia non è un punto qualsiasi sulla carta: è parte dello spartiacque appenninico principale, dove si dividono le acque verso il Tirreno e verso la Pianura Padana. È attraversato da sentieri CAI, itinerari escursionistici, crinali storici e ambienti naturali di pregio, con faggete, praterie d’altura e specie faunistiche significative.

La montagna è al tempo stesso ecosistema, paesaggio, cultura e identità collettiva. Per il CAI – e per chi vive o frequenta la montagna – questi luoghi sono paesaggi da ascoltare, non “spazi vuoti” da riempire con infrastrutture pesanti e impattanti.
Il progetto e le osservazioni dei territori
Il progetto prevede l’installazione di aerogeneratori di oltre 180 metri di altezza sul crinale tra i comuni di Ferriere (PC) e Santo Stefano d’Aveto (GE). Le amministrazioni locali hanno espresso contrarietà o richieste di modifica, citando l’impatto su paesaggio, biodiversità, percorsi escursionistici e assetti ambientali consolidati.
La Regione Emilia?Romagna ha già reso noto che, pur essendo favorevole allo sviluppo delle rinnovabili, considera il progetto di Ferriere non compatibile con criteri ambientali e paesaggistici, e sta predisponendo un parere tecnico negativo nell’ambito della procedura VIA.
La petizione pubblica per fermare l’impianto ha raccolto migliaia di firme in pochi giorni. La Regione Emilia-Romagna ha presentato una lunga serie di criticità tecniche, fra cui:
- violazione di limiti altitudinali;
- presenza in aree tutelate dal piano paesaggistico;
- documentazione ambientale giudicata carente.
Elementi che rafforzano la necessità di una maggiore prudenza e partecipazione democratica.
Incontro pubblico aperto alla cittadinanza
A dimostrazione dell’interesse e della preoccupazione diffusa, il Comune di Santo Stefano d’Aveto ha convocato un incontro pubblico per discutere il progetto, ascoltare i cittadini e informare in modo trasparente.
- Domenica 8 febbraio – Ore 15:00
- Pala Arvigo, Santo Stefano d’Aveto
“Tuteliamo il territorio, l’ambiente e gli interessi della nostra comunità.”

Un’occasione importante, a cui partecipare attivamente, per ascoltare voci esperte e rappresentare le esigenze di chi ama e vive questi luoghi. La presenza di operatori ambientali, escursionisti, tecnici, amministratori locali e cittadini sarà fondamentale per rendere visibile la complessità e il valore del territorio minacciato.
Il quadro normativo in Liguria: PEAR 2030 e “aree idonee”
Nel frattempo, la Regione Liguria ha formalmente adottato il nuovo Piano Energetico Ambientale Regionale (PEAR 2030) e un Disegno di Legge sulle “aree idonee” alla realizzazione di impianti da fonti rinnovabili, nell’ambito del Pacchetto Energia Liguria 2030.
Il PEAR definisce gli obiettivi regionali al 2030 su energia rinnovabile, efficienza, decarbonizzazione e innovazione. Il Ddl allegato elenca categorie di aree non idonee (vincoli paesaggistici, siti Natura 2000, aree protette, rischio idrogeologico, siti Unesco…).
Tuttavia, manca ancora l’elenco completo e operativo delle aree effettivamente idonee, lasciando un vuoto che rischia di alimentare proposte speculative o inadeguate, anche in zone pregiate e sensibili.
Transizione sì, ma con pianificazione e partecipazione
La transizione energetica è una necessità, ma dev’essere anche giusta, condivisa e consapevole. Non basta parlare di rinnovabili: serve programmazione trasparente, coinvolgimento reale delle comunità e rispetto per il paesaggio e gli ecosistemi.
Il caso del Monte Crociglia evidenzia quanto sia urgente:
- una mappatura ufficiale delle aree idonee, pubblica e partecipata;
- una valutazione ambientale approfondita, non solo procedurale;
- una voce forte delle comunità e delle associazioni, nel rispetto dei principi di tutela ambientale e culturale.
Come Operatrice TAM – Tutela Ambiente Montano – e Operatrice Naturalistico Culturale del CAI, mi sento di affermare che la montagna non è una riserva di spazio “libero” da occupare, ma un sistema vivo, complesso e prezioso, che merita rispetto, ascolto e cura.
La vera sostenibilità energetica non si costruisce contro i territori, ma insieme ad essi. La transizione ecologica sarà davvero giusta solo se includerà le persone e i luoghi, non se verrà imposta dall’alto come una nuova forma di sfruttamento.
Riferimenti e fonti
- N. Giordanella, Parco eolico Ferriere: pioggia di osservazioni sul progetto — Genova24 2026 – https://www.genova24.it/2026/02/parco-eolico-ferriere-pioggia-osservazioni-emilia-petizione-453473/
- Regione Liguria, Pacchetto energia Liguria: PEAR?2030 e Ddl Aree Idonee — comunicato ufficiale Regione Liguria 20/11/2025 https://www.regione.liguria.it/homepage-giunta/giunta-regionale/comunicati-stampa-della-giunta-regionale/item/45095-pacchetto-energia-liguria.html
- ANSA, Regione Liguria, presentato ddl Aree idonee per rinnovabili 20/11/2025 https://www.ansa.it/liguria/notizie/2025/11/20/regione-liguria-presentato-ddl-aree-idonee-per-rinnovabili_51930796-8a82-481b-86f9-8a93a2865159.html
- Registri pubblici progetto Ferriere – Santo Stefano d’Aveto — documentazione VIA (Ministero Ambiente) – il progetto è all’attenzione pubblica e sta seguendo la procedura autorizzativa VIA, con documentazione resa pubblica e termini per osservazioni qui: https://va.mite.gov.it/it-IT/Oggetti/Info/11818
- Criticità indicate da Regione Emilia?Romagna nel procedimento tecnico Piacenza24 https://www.piacenza24.eu/parco-eolico-ferriere-regione/
- Regione Emilia-Romagna, Parco eolico Ferriere: la Regione pronta a dare parere negativo al progetto – 1 febbraio 2026 https://notizie.regione.emilia-romagna.it/comunicati/2026/ambiente-parco-eolico-ferriere-pc-la-regione-pronta-a-dare-parere-negativo-al-progetto-lassessora-priolo-gia-individuate-forti-criticita
