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Uno studio pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences analizza la grotta di Üça??zl? II nel sud della Turchia e propone una nuova interpretazione dei rapporti tra Neanderthal e Homo sapiens, evidenziando una lunga continuità culturale durante il Paleolitico.

La grotta di Üça??zl? II al centro della ricerca sull’evoluzione umana

Una ricerca internazionale condotta nella grotta di Üça??zl? II, sulla costa mediterranea della Turchia meridionale, propone nuove evidenze sul rapporto tra Neanderthal e Homo sapiens.

Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), suggerisce che le due specie umane non abbiano condiviso soltanto lo stesso territorio, ma anche alcune tradizioni culturali.

La grotta si trova nella regione del Levante settentrionale, uno dei principali corridoi attraversati dalle popolazioni umane durante le migrazioni dall’Africa verso l’Eurasia. In questo contesto geografico, Neanderthal e Homo sapiens vissero nella stessa area in periodi successivi, lasciando testimonianze archeologiche che oggi permettono di ricostruire le loro modalità di vita. (EurekAlert!)

Una sequenza archeologica che copre oltre 30.000 anni

Le analisi stratigrafiche indicano che la grotta fu frequentata dai Neanderthal tra circa 77.000 e 59.000 anni fa. In seguito, a partire da circa 59.000 anni fa e fino a 47.000 anni fa, il sito venne occupato da gruppi di Homo sapiens.

Gli archeologi hanno rimosso i sedimenti con una metodologia estremamente dettagliata, procedendo millimetro dopo millimetro. Questo approccio ha consentito di distinguere con precisione i livelli attribuiti alle due popolazioni e di confrontarne i reperti. L’identificazione della successione delle occupazioni è stata possibile soprattutto grazie ai resti fossili, in particolare ai denti rinvenuti durante gli scavi. (EurekAlert!)

Strumenti litici e strategie di caccia mostrano una forte continuità

Uno degli elementi più rilevanti riguarda i quasi 20.000 strumenti litici recuperati nel sito. La maggior parte è costituita da raschiatoi e altri utensili che presentano caratteristiche molto simili nei livelli attribuiti ai Neanderthal e in quelli successivi di Homo sapiens.

Anche la fauna rinvenuta racconta una storia analoga. Cervi, capre selvatiche e cinghiali compaiono in entrambe le fasi di occupazione, suggerendo strategie di caccia comparabili e un utilizzo delle stesse risorse ambientali.

Secondo gli autori dello studio, questa continuità non può essere spiegata soltanto dalla presenza dello stesso ambiente naturale. I dati indicano una trasmissione di conoscenze e comportamenti che potrebbe essere il risultato di contatti diretti oppure di una tradizione culturale condivisa sviluppatasi nel tempo. (EurekAlert!)

Le conchiglie ornamentali rafforzano l’ipotesi di una cultura condivisa

Tra i reperti più significativi figurano numerose conchiglie marine della specie Columbella rustica. Non presentano caratteristiche che ne facciano pensare a un utilizzo alimentare. Molte mostrano invece perforazioni intenzionali e alterazioni compatibili con il loro impiego come elementi ornamentali.

L’uso di questi piccoli gusci come pendagli o perline compare sia nei livelli occupati dai Neanderthal sia in quelli attribuiti agli esseri umani moderni. Questo dato rappresenta uno degli aspetti più interessanti della ricerca, perché riguarda il comportamento simbolico e non semplicemente le tecniche di sopravvivenza.

Il coordinatore scientifico Naoki Morimoto dell’Università di Kyoto osserva che i risultati indicano un profondo livello di interazione culturale. Secondo i ricercatori, le due popolazioni non si limitarono ad adattarsi allo stesso ambiente, ma potrebbero aver condiviso anche preferenze simboliche e pratiche culturali. (EurekAlert!)

Un contributo al dibattito sulle relazioni tra Neanderthal e Homo sapiens

La ricerca non dimostra che Neanderthal e Homo sapiens abbiano abitato contemporaneamente la grotta di Üça??zl? II. Le occupazioni risultano infatti successive. Lo studio non afferma neppure l’esistenza di una cultura identica nel significato moderno del termine.

Gli autori evidenziano invece una continuità sorprendente nei comportamenti osservati durante oltre 20.000 anni di frequentazione del sito. Il confronto con altri importanti siti paleolitici del Levante e dell’Europa mostra che Üça??zl? II costituisce un caso particolarmente significativo per comprendere le relazioni tra le due specie umane.

Le conclusioni contribuiscono al dibattito scientifico sulle interazioni tra Neanderthal e Homo sapiens, già documentate sul piano genetico dagli episodi di incrocio tra le due popolazioni. Questa ricerca amplia il quadro suggerendo che, oltre allo scambio genetico, possano essersi verificati anche processi di trasmissione culturale durante una fase cruciale dell’evoluzione umana. (EurekAlert!)

Fonti