Un incontro a Sagrado del Carso per raccontare le ultime scoperte nel fiume sotterraneo Reka/Timavo, tra speleologia e biologia molecolare.

Dal DNA ambientale alle specie invasive: un progetto interdisciplinare indaga l’ecosistema ipogeo del Carso Classico.

Il proteo, simbolo della fauna sotterranea, al centro di nuove ricerche insieme a sorprendenti ospiti inattesi.

Un evento divulgativo della Società Adriatica di Speleologia fa luce sulla biodiversità nel buio delle grotte triestine.

Esperti e ricercatori raccontano l’ambiente fragile e ancora poco conosciuto del Timavo sotterraneo.

Mercoledì 30 luglio, la Società Adriatica di Speleologia organizzerà a Sagrado del Carso un incontro dal titolo “Mostri e alieni del fiume della notte”.

L’evento, dedicato alle ultime ricerche sulla straordinaria fauna del fiume carsico Reka/Timavo, si terrà presso la località Milic, Sagrado di Sgonico n. 2.

Un viaggio nelle profondità del Carso Classico triestino, tra le oscure acque del fiume Timavo sotterraneo, che ci condurrà in un mondo dove la luce non arriva e la vita ha sviluppato adattamenti straordinari. 

Grazie a innovative tecniche di analisi del DNA ambientale e a indagini biologiche dedicate, la ricerca esplora questo ecosistema nascosto per monitorare lo stato di salute e la distribuzione del proteo (Proteus anguinus), l’enigmatico anfibio cieco simbolo della fauna ipogea europea. 

Accanto al proteo, emerge una scoperta sorprendente: la presenza di meduse cinesi d’acqua dolce (Craspedacusta sowerbii), una specie aliena che solleva interrogativi sulle connessioni ecologiche globali e sull’equilibrio degli ambienti sotterranei. 

Questo progetto è un incontro tra biologia, speleologia e tecnologia, un’”immersione nel buio” che accende nuove prospettive sulla biodiversità nascosta e sulla necessità di tutelare uno degli ecosistemi più fragili e misteriosi del pianeta. 

Di questo e altro, parleranno Edgardo Mauri, Luciano Longo, Chiara Manfrin e Marco Restaino, della Società Adriatica di Speleologia.