Il 1° agosto 2025, alla Grotta del Vento, Gianni Guidotti, Marc Faverjon e Matteo Rivadossi raccontano la Caracaraia, uno dei sistemi ipogei più estesi e complessi d’Italia
Appuntamento venerdì 1° agosto 2025 alle ore 21:15 presso la Grotta del Vento, in Località Grotta del Vento 1, Fornovolasco (LU) per parlare di Carcaraia, in quello che promette di essere uno dei momenti più significativi dell’estate speleologica apuana.
“Scoperto nelle viscere del Monte Tambura un labirinto sottorraneo di oltre 80 km‘ è il titolo: un viaggio nel tempo, nel sottosuolo e nel metodo speleologico. Lla Grotta del Vento (LU) ospita un incontro di grande rilievo, con tre figure di spicco della speleologia italiana e internazionale: Gianni Guidotti, Marc Faverjon e Matteo Rivadossi.
L’incontro si inserisce nella rassegna per i 60 anni di apertura al pubblico della Grotta del Vento, una delle più note e frequentate grotte turistiche italiane. Un anniversario importante, già anticipato su Scintilena qui Grotta del Vento, 60 anni nel cuore delle Apuane – tra speleologia e scoperta.
I tre relatori presenteranno la storia, i dati e le prospettive del sistema Caracaraia – Tambura, che oggi supera gli 80 km di sviluppo e rappresenta una delle reti ipogee più estese e complesse d’Italia. Un sistema stratificato, che affonda tra le pieghe delle Alpi Apuane e continua a restituire sorprese.
Tutto è cominciato qui.
È proprio nelle viscere del Monte Tambura, a pochi chilometri dalla Grotta del Vento, che prende avvio questa lunga avventura esplorativa. Dalla scoperta di ingressi secondari fino alla connessione tra abissi e rami superiori, l’area è diventata un laboratorio speleologico a cielo (e sottoterra) aperto.
Gli ospiti ripercorreranno le tappe fondamentali dell’esplorazione, i primi accessi, i rilievi iniziali, le tecniche utilizzate e l’evoluzione del sistema in termini di collegamenti e comprensione morfologica.
Gianni Guidotti, tra i più esperti speleologi italiani, grande, una vita dedicata all’esplorazione, alla ricerca e alla divulgazione delle grotte, in particolare del sistema carsico delle Alpi Apuane, offrirà uno sguardo storico e tecnico sul progetto, affiancato da Marc Faverjon, ingegnere dalla pronuncia irresistibile, fotografo, speleologo tra i principali artefici del rilievo esteso del sistema, e da Matteo Rivadossi, il Pota, tra grotte, parete, canyon e ghiaccio, con una notevole professionalità da documentarista: in breve, tre leggende.
La Carcaraia, con le sue verticali, i rami fossili e attivi, i tratti ancora inaccessibili e i collegamenti inattesi, è un caso emblematico di come la tenacia, la collaborazione e l’evoluzione degli strumenti tecnici abbiano permesso di andare oltre i limiti esplorativi di una generazione.
Dialogheremo con i tre relatori, solo per interrogarli sulla cronaca delle esplorazioni e sullo spirito e la visione che le hanno rese possibili.
L’incontro è aperto al pubblico, a ingresso libero.
Fortemente consigliato a speleologi ed escursionisti, per capire perché il complesso della Carcaraia abbia manifestato finora solo 9 accessi ad un reticolo sotterraneo di eccezione, contro i 23 del Corchia: oltre 80 km di concreta avventura e conoscenza, tutto in una serata.

Giunzione Saragato-Aria ghiaccia-Gigi Squisio con Mani Pulite – Pozzo dell’Ovo – Marc FAverjon
Per approfondire
Per chi desidera ricostruire nel dettaglio la lunga vicenda esplorativa del sistema Caracaraia–Tambura, suggeriamo la lettura del numero 44 della rivista Speleologia (2021), dove Gianni, con Valentina Malcapi, approfondisce come si era arrivati algli allora “20.000 metri sotto i marmi”
Notevoli gli episodi emblematici, tra i quali l’apertura del Pozzo Firenze al Saragato: “tirava aria”. Proprio quell’indizio — invisibile, inconfondibile, tanto caro a noi speleologi — spinge gli esploratori ad aprire un varco che si rivelerà decisivo per l’accesso ai livelli profondi.
Una lettura densa e appassionata, che mostra come spesso, nel buio della montagna, sia l’aria a indicare la strada.
Da allora, sono passati 24 anni e più di 60.000 metri: quanti occorrono, più o meno, per percorrere in auto la strada che collega Castelnuovo Garfagnana alla Versilia, passando da Isola Santa, Arni e il Cipollaio: un tragitto di curve, gallerie e tornanti attraverso il cuore delle Apuane.
Solo che nel caso della Caracaraia, tutto questo accade sottoterra.
È bello tutto questo. Perché raccontare una grotta non è solo una questione di dati e chilometri, ma di sguardi, scelte, intuizioni condivise. È un modo per restare umani anche sottoterra.
Allora, ci vediamo il 1° agosto a Fornovolasco!
- Scintilena https://www.scintilena.com/apuane-il-complesso-della-carcaraia-ha-raggiunto-gli-80-km-di-sviluppo/04/07/ – https://www.scintilena.com/importante-riconoscimento-della-regione-toscana-a-gianni-guidotti-per-40-anni-di-attivita-speleologica/02/14/ – ed altri
- Disegnare modellizzare topografare – autrice Maud Faverjon – Amazon Italia Logistica SRL – 2023