Quello che poteva essere un sifone pensile di pochi metri in realtà costituisce un tratto sommerso di 250 metri di lunghezza; l’adrenalinica esplorazione speleosubacquea di Roberto Loru e Claudio Soffo alla Grotta di Intru ‘e Gurgu ‘e S’Adde – Monte Albo Siniscola (NU) regala centinaia di metri di grotta inesplorata, nell’immenso serbatoio nascosto sopra i monti di Siniscola.

ESPLORAZIONE SPELEO-SUBACQUEA

Di Roberto Loru

Grotta di Intru ‘e Gurgu ‘e S’Adde – Monte Albo Siniscola (NU)

Si è conclusa con successo la spedizione speleo-subacquea nella grotta “Intru ‘e Gurgu ‘e S’Adde ”, situata nel comune di Siniscola nel massiccio calcareo del Monte Albo, un imponente catena montuosa della lunghezza di circa 17 km con cime che raggiungono un’altezza media di 1000 m.

Le acque sotterranee di questo imponente massiccio calcareo scaturiscono tutto l’anno nella sorgente di Fruncu e Oche, situata nell’abitato di Siniscola e utilizzata come acquedotto del paese.

Nei periodi di abbondanti piogge le acque sotterranee fuoriescono in regime di troppo pieno dalla risorgenza della grotta di Locoli che con le sue imponenti condotte sommerse permette di accedere al profondo reticolo carsico della falda sotterranea tuttora in fase di esplorazione.

La grotta di Intru ‘e Gurgu ‘e S’Adde , scoperta lo scorso anno dal gruppo speleologico ASPROS, ha rapidamente superato i 4 km di sviluppo e raggiunto -334 m di profondità ponendola tra le grotte più profonde della Sardegna.

La grotta e’ caratterizzata da ampi ambienti e acque di scorrimento sotterranee, che nel punto più profondo alimentano un sifone terminale.

Questo piccolo specchio d’acqua dove scompare il torrente, ha fatto sognare a lungo gli esploratori nella speranza si trattasse di un breve sifone pensile facilmente superabile, per proseguire in ulteriori tratti aerei, consapevoli del potenziale carsico che avrebbe potuto portare questa grotta alla profondità di -600/700m.

Questa sezione sommersa era stata sondata in modo preliminare lo scorso anno dallo speleo sub Claudio Soffo dell’associazione Aspros, che in due tentativi aveva raggiunto la profondità di -35 m per 70m di progressione, fermandosi davanti a un restringimento oltre il quale la grotta sembrava proseguire.

A maggio di quest’anno viene organizzato un terzo tentativo, lo speleo sub Roberto Loru cerca di proseguire nell’esplorazione per tentare di andare oltre il punto conosciuto, nella speranza di guadagnare velocemente la superficie in nuove diramazioni aeree.

Grazie alla sagola guida posizionata da Claudio raggiunge il precedente punto limite a -35m, individua la prosecuzione oltre il restringimento e prosegue in una basso laminatoio su fondo ghiaioso in decisa risalita. Dopo 180m di progressione raggiunge la profondità di -5 m. senza trovare vie di riemersione.

Da lì, la grotta si dirige nuovamente verso il basso in un piccolo canyon tra lame di roccia e pareti verticali, alla profondità di -10m raggiunge una bella condotta che prosegue orizzontale con il fondo ciottoloso, fino a un nuovo restringimento e 220m di progressione.

Oltrepassato anche questo passaggio, la grotta prosegue in una condotta in salita, alta in media 1m e larga 2-3 m, un ennesimo restringimento costringe a raschiare il fondo, fino a raggiungere i -6 m.

In questo punto, dopo 250 m di avanzamento, la grotta si allarga leggermente e diviene orizzontale.

Qui si vede costretto a fermarsi per aver terminato la sagola guida a disposizione, soffermandosi davanti a una condotta di dimensioni contenute che prosegue nel buio.

Il suo resoconto ai compagni che lo attendono lascia tutti sorpresi, nessuna emersione dopo 250 metri di esplorazione, nessun tratto asciutto intermedio, infrangendo le speranze di molti che immaginavano un sifone pensile di pochi metri facilmente superabile.

Bisogna riorganizzare una nuova immersione.

Dopo 3 mesi di attesa passati a fantasticare sulle possibili gallerie nascoste in quel mondo sommerso si ritorna a Intregurgu per tentare di superare il limite esplorativo e per portare a casa delle belle riprese delle condotte sommerse.

Arriva finalmente il giorno fatidico, sabato 30 agosto.

Viene organizzata una numerosa squadra con la collaborazione del team Su Molente che numeroso partecipa ai trasporti delle pesanti attrezzature.

In tre ore di progressione tutti i materiali raggiungono il sifone, e alle 15.15 del pomeriggio Roberto inizia l’immersione portando con se due video camere per riprendere tutta la progressione e un rullo con altri 220m di filo.

Raggiunge facilmente il punto limite, fissa la nuova sagola, e dopo soli 10m di progressione intravede la superficie di un piccolo lago, riemerge e si ritrova in una piccola saletta 3×3 con uno scoglio affiorante.

In alto la grotta stringe senza lasciare intravedere nessuna prosecuzione, mentre ai lati dello sperone di roccia la grotta continua oltre due restringimenti sommersi.

Si immerge sul lato sinistro e dopo una facile strettoia sbuca in unambiente più grande, sulla testa un altro specchio d’acqua, verso il basso la grotta continua ad andare avanti in un ambiente rettilineo e discendente.

Risale velocemente nello specchio d’acqua ma senza trovare niente di interessante, esplora verso il basso proseguendo per circa 20m fino alla profondità di -10m.

La grotta continua a scendere per altri 5m circa in una sorta di pozzo tra lame di roccia, ma non si intravedono prosecuzioni a misura d’uomo, solo un caos di blocchi e sfasciumi di lame rocciose.

Non trovando niente di interessante ancora la sagola e decide di fare rientro.

La grotta di “Intru ‘e Gurgu ‘e S’Adde ”, con questa esplorazione, si conferma ancora più affascinante e complessa, un altro tassello è stato aggiunto a questo gigante sotterraneo, eventuali prosecuzioni saranno da ricercare in future esplorazioni speleo sub oltre i restringimenti del fondo attuale.

ASPROS – Associazione Progetto Supramonte