Un accordo per esplorare, studiare e valorizzare le cavità naturali e artificiali con evidenze archeologiche

Collaborazione tra Società Speleologica Italiana e Istituto Centrale per l’Archeologia per la ricerca sui contesti archeologici ipogei

La Società Speleologica Italiana ETS (SSI-ETS) e l’Istituto Centrale per l’Archeologia (ICA) del Ministero della Cultura hanno siglato un accordo di collaborazione tecnico-scientifica finalizzato a promuovere attività di ricerca, censimento e divulgazione sui contesti archeologici sotterranei.

L’intesa nasce con l’obiettivo di unire le competenze speleologiche e archeologiche per esplorare e studiare cavità naturali e artificiali che presentano evidenze archeologiche, sviluppare progetti scientifici condivisi e avviare attività di formazione e divulgazione sul ruolo storico e culturale delle grotte[4].

L’accordo prevede inoltre la promozione di una visione integrata della tutela del patrimonio ipogeo, riconoscendo le grotte come veri e propri archivi del tempo, custodi di preziose conoscenze su ambiente, storia e cultura.

Un primo tavolo tecnico sull’archeologia in contesti confinati è già in fase di costituzione, coinvolgendo esperti con comprovata esperienza nel settore speleologico[4].

Ruolo della Società Speleologica Italiana e dell’Istituto Centrale per l’Archeologia nella valorizzazione del patrimonio speleologico e archeologico

La SSI, fondata nel 1950 e presieduta da Sergio Orsini, è impegnata nella diffusione e nel progresso della speleologia con particolare attenzione all’esplorazione, allo studio e alla salvaguardia dell’ambiente carsico e ipogeo, incluse le cavità di interesse storico e culturale.

Attraverso la Commissione Catasto e i curatori regionali, l’SSI conserva e aggiorna dati di posizione, metrici e rilievi grafici delle cavità sul territorio nazionale, curando il progetto WISH, il Catasto nazionale delle Grotte d’Italia[5].

L’ICA, guidato da Irma Della Giovampaola, ha il compito di definire linee di indirizzo e standard per lo sviluppo dello studio e della ricerca archeologica, promuovendo innovazione e sperimentazione nelle metodologie e tecnologie di ricerca territoriale e documentazione.

L’Istituto gestisce il Geoportale nazionale dell’archeologia, un hub che raccoglie e rende accessibili dati archeologici, anche in formato open data[4].

Esplorazione e tutela delle cavità: un patrimonio da conoscere e proteggere

Le cavità naturali e artificiali rappresentano una frontiera dell’esplorazione con un alto potenziale informativo che interessa archeologia, ambiente, turismo sostenibile e patrimonio culturale.

Le grotte sono considerate archivi privilegiati per la ricerca, la cui conformazione richiede anche attenzione normativa specifica.

L’accordo tra SSI e ICA intende valorizzare questo patrimonio con un approccio interdisciplinare e innovativo, promuovendo una maggiore consapevolezza del valore storico e ambientale delle grotte[4].

La collaborazione si inserisce in un contesto più ampio di riorganizzazione e sviluppo della Società Speleologica Italiana, che punta a rafforzare la formazione, la ricerca e la tutela del territorio carsico, anche attraverso iniziative come concorsi di rilievo speleologico e progetti di sensibilizzazione ambientale[5][2].

Prospettive future per la speleologia e l’archeologia ipogea in Italia

L’alleanza tra SSI e ICA apre nuove prospettive per la conoscenza e la salvaguardia del patrimonio ipogeo italiano.

La costituzione del tavolo tecnico sull’archeologia in contesti confinati rappresenta un primo passo per sviluppare strategie condivise di censimento, studio e tutela delle cavità con evidenze archeologiche.

L’approccio integrato tra speleologia e archeologia favorirà anche la formazione di nuovi esperti e la diffusione di conoscenze attraverso attività divulgative rivolte a un pubblico più ampio[4].

Questa collaborazione si configura come un tassello importante per valorizzare il patrimonio nascosto del sottosuolo, contribuendo a tutelare e far conoscere un patrimonio che unisce natura, storia e cultura.

Le grotte, custodi di memorie antiche, potranno così essere esplorate e studiate con strumenti e metodologie all’avanguardia, in un’ottica di conservazione e promozione scientifica.

Per ulteriori informazioni è possibile contattare l’Istituto Centrale per l’Archeologia all’indirizzo ic-archeo.comunicazione@cultura.gov.it o la Società Speleologica Italiana tramite ufficiostampa@socissi.it[4].

Fonti

[2] Rilievo speleologico tra tecnica e arte: il concorso SSI 2025 https://www.scintilena.com/rilievo-speleologico-tra-tecnica-e-arte-il-concorso-ssi-2025/07/08/
[4] Convenzioni e Accordi – Istituto Centrale per l’Archeologia https://ica.cultura.gov.it/convenzioni-e-accordi/
[5] Riorganizzazione della Società Speleologica Italiana – Scintilena https://www.scintilena.com/riorganizzazione-della-societa-speleologica-italiana-nuove-priorita-e-progetti/01/01/
[6] SSI – Società Speleologica Italiana https://speleo.it/site/
[11] Istituto Centrale Archeologia, firmato accordo con la Società … – AgCult https://www.agenziacult.it/notiziario/istituto-centrale-archeologia-firmato-accordo-con-la-societa-speleologica-italiana/
[13] [PDF] Accordo di collaborazione tecnico-scientifica https://ica.cultura.gov.it/wp-content/uploads/2025/06/72526079Accordo-ICA-SSI-signed-1-signed.pdf