Allestito un campo base sotterraneo: 15 speleologi al lavoro per spingere oltre i confini noti della grotta
Nel cuore del Friuli Venezia Giulia, continuano le attività esplorative dell’Unione Speleologica Pordenonese nella Risorgiva di Eolo, una delle cavità più promettenti del territorio.
Il prossimo fine settimana, scrive il gruppo speleologico il 6 gennaio 2026 sulla sua pagina social, è prevista la prima immersione del sifone situato all’estremo fondo della grotta, un momento chiave per il proseguimento delle esplorazioni.
Per rendere possibile l’operazione, il sabato precedente 12 speleologi dell’USP, affiancati da 3 membri del Gruppo Speleologico Sacile, hanno trasportato tutto il materiale speleosubacqueo fino al punto di immersione. È stato inoltre allestito un campo base nell’ultima sala della cavità, indispensabile per il recupero fisico, l’alimentazione e l’asciugatura al termine dell’immersione.
La Risorgiva di Eolo si trova nell’area geografica delle Prealpi Carniche, in comune di Trasaghis (UD).
È una cavità carsica attiva, attraversata da un corso d’acqua sotterraneo, che riemerge in superficie dando origine a una risorgiva. L’ambiente interno è caratterizzato da gallerie attive, salti, ambienti fangosi e tratti allagati, che culminano in un sifone terminale oggetto di attuali esplorazioni speleosubacquee. La grotta è un nodo importante per lo studio della circolazione idrica carsica della zona.
Sulla Risorgiva di Eolo si può trovare ogni dettaglio sul Catasto FGV (numero catasto 1671-numero catasto locale 658FR) al collegamento https://catastogrotte.regione.fvg.it/1671
Un importante lavoro di squadra, quello ora in azione, che segna l’inizio di una nuova fase esplorativa, con l’obiettivo di oltrepassare i limiti attualmente conosciuti della grotta e aprire la strada a nuove scoperte nel sottosuolo del Fiuli Venezia Giulia.
