Quasi 60 specie censite nelle grotte Foran di Landri e Foran des Aganis, tra cui due organismi potenzialmente nuovi per la scienza


Biodiversità sotterranea nelle Prealpi Giulie: un’indagine sistematica nella Valle di Prestento

Le grotte della Valle di Prestento, nelle Prealpi Giulie meridionali (comune di Torreano, provincia di Udine), si confermano tra le aree di maggior interesse biospeleologico dell’Italia nordorientale. Una ricerca condotta tra il 2018 e il 2025 da Giacomo Canciani (G.S. Talpe del Carso e Gruppo Entomologico Triestino “Giuseppe Muller”), Martina Colautti (A.S. Forum Julii Speleo) e Caterina Bearzotti ha portato al censimento di quasi 60 entità faunistiche nelle due principali cavità dell’area: il Foran di Landri (11/46Fr) e il Foran des Aganis (122/48Fr). I risultati sono stati presentati agli Atti del Convegno Speleo2025.

La Valle di Prestento è una piccola valle fluviale che si sviluppa in direzione Nord-Sud, a un’altitudine compresa tra 200 e 500 metri s.l.m. La rete idrografica locale confluisce nel torrente Chiarò di Prestento, affluente del torrente Torre. Dal punto di vista geologico, la parte settentrionale è caratterizzata dal Flysch di Grivò, localmente interrotto dal megastrato di Vernasso, un banco carbonatico che ospita i principali fenomeni carsici dell’area. Nella valle sono presenti una dozzina di cavità, ma le indagini si sono concentrate sulle due grotte di maggiori dimensioni, sia per la loro estensione sia per l’accessibilità.


Le due grotte studiate: caratteristiche del Foran di Landri e del Foran des Aganis

Il Foran di Landri si sviluppa per 314 metri planimetrici con un dislivello positivo di 60 metri. L’ingresso si apre su una sala circolare con un laghetto perenne; da qui parte il ramo principale, con due sifoni consecutivi, ambienti concrezionati, colate, vaschette e stalattiti. La galleria termina in un meandro allagato oltre il quarto sifone, mentre il ramo alto conduce a una sala concrezionata sormontata da un camino di circa 30 metri.

Il Foran des Aganis è la cavità più estesa dell’area, con 761 metri di sviluppo planimetrico e un dislivello positivo di 90 metri. Dal portale d’ingresso una galleria percorsa da un torrente raggiunge, dopo circa 160 metri, un sifone non superabile senza attrezzatura speleo-subacquea. Le ricerche faunistiche si sono concentrate su questa porzione accessibile. L’interno della grotta è caratterizzato da abbondante argilla depositata dall’acqua sulle pareti e sul fondo, con concrezioni piuttosto scarse.

Le indagini biospeleologiche nella valle risalgono ai primi anni del Novecento, ma fino al 2018 si erano limitate a osservazioni occasionali. La campagna esplorativa dell’A.S. Forum Julii Speleo di quell’anno ha segnato l’avvio di un approccio sistematico.


Metodi di ricerca sulla fauna cavernicola: campionamenti e analisi specialistiche

La ricerca ha integrato indagini sul campo e revisione bibliografica. I campionamenti sono stati effettuati in diversi periodi dell’anno, con il supporto dell’A.S. Forum Julii Speleo, del Jamarski Klub Kraški Krti e del Gruppo Entomologico Triestino “G. Muller”. Nel Foran di Landri, le campagne del 2018 e del 2019 hanno incluso lo svuotamento dei sifoni, consentendo di raggiungere le zone più interne della cavità.

L’identificazione delle specie ha richiesto il contributo di numerosi specialisti nazionali e internazionali: entomologi, aracnologi, malacologhi, specialisti di platelminti, miriapodologi e altri esperti. Le determinazioni tassonomiche sono state integrate da analisi molecolari in alcuni casi specifici, come per i ditteri del genere Culex rinvenuti nel Foran des Aganis.

La revisione della letteratura ha permesso di raccogliere tutte le segnalazioni faunistiche precedenti riferite alle due cavità, costruendo un quadro storico e aggiornato della fauna cavernicola dell’area. Questo approccio combinato — dati di campo e letteratura — ha consentito di raddoppiare il numero di specie note per la Valle di Prestento.


Quasi 60 specie censite: le nuove segnalazioni faunistiche per l’area

Le ricerche hanno portato al censimento di quasi 60 entità faunistiche. Circa la metà sono specie strettamente legate agli ambienti sotterranei, sia terrestri (troglobie ed eutroglofile) che acquatiche (stigobie ed eustigofile). Ben 24 entità non erano mai state segnalate in precedenza nell’area, raddoppiando il numero di specie note.

Tra i vertebrati, sono stati documentati per la prima volta la salamandra pezzata (Salamandra salamandra) e il ghiro (Glis glis). Adulti di salamandra sono stati osservati agli ingressi di entrambe le cavità; larve numerose sono presenti nel laghetto nella prima sala del Foran di Landri e nel torrente del Foran des Aganis. La presenza del ghiro è stata accertata dal ritrovamento di resti ossei ed escrementi.

Tra gli insetti, le nuove segnalazioni comprendono tre specie di lepidotteri (Triphosa dubitata, Scoliopteryx libatrix, Hypena rostralis), l’ortottero Troglophilus neglectus, il tricottero Micropterna sequax, il dittero Limonia nubeculosa, il coleottero Leptinus testaceus e l’imenottero icneumonide Dyphius quadripunctorius. Quest’ultimo, pur essendo diffuso in Europa, era inedito per le Prealpi Giulie. Degna di nota è la presenza di Troglophilus neglectus in un settore interno del Foran di Landri tra il secondo e il terzo sifone, raggiungibile solo superando tratti perennemente allagati: un dato che suggerisce l’esistenza di un ingresso secondario alla cavità. Nel Foran des Aganis è stata rilevata anche la coesistenza di tre specie di ditteri del genere Culex (C. pipiens, C. hortensis, C. torrentium), confermata tramite analisi molecolari.


Tre specie troglobie nella fauna cavernicola delle Prealpi Giulie

Tra le nuove segnalazioni per la Valle di Prestento spiccano tre specie troglobie, rinvenute tutte nel Foran di Landri. Il gasteropode Zospeum isselianum, a distribuzione alpino-dinarica, il coleottero colevide Aphaobius forojuliensis, endemico delle Alpi e Prealpi Giulie, e il diplopode julide Stygiiulus fimbriatus ampliano il quadro delle specie strettamente cavernicole dell’area.

Stygiiulus fimbriatus riveste particolare importanza: era noto finora unicamente nella Grotta di San Giovanni d’Antro (4/43Fr), e il Foran di Landri rappresenta la sua seconda stazione conosciuta. Il ritrovamento ha contribuito in modo significativo alla comprensione delle abitudini ecologiche della specie — che conduce uno stile di vita semiacquatico — e delle relazioni filogenetiche all’interno della famiglia Julidae (Vagalinski et al., 2022; Canciani et al., 2023).

Queste segnalazioni ampliano in modo concreto la conoscenza della biodiversità sotterranea delle Prealpi Giulie. Specie troglobie come quelle individuate sono indicatori biologici di ambienti ipogei stabili e di lungo isolamento evolutivo, e per questo rivestono un interesse biogeografico rilevante.


Due potenziali nuove specie per la scienza: planaria e ragno cavernicolo

Il risultato più rilevante delle ricerche riguarda il rinvenimento di due entità faunistiche potenzialmente nuove per la scienza, entrambe nelle zone più interne del Foran di Landri. Entrambe sono in fase di studio e richiedono ulteriori analisi morfologiche e genetiche.

La prima è un platelminta triclade (planaria) della famiglia Dendrocoelidae, verosimilmente ascrivibile al genere Dendrocoelum. Alcuni esemplari di piccole dimensioni (circa 2 mm), privi di occhi e di colore bianco lattiginoso, sono stati osservati nelle acque e sulle pareti umide oltre il quarto sifone. Le caratteristiche morfologiche e l’habitat ne fanno organismi stigobi. I primi riscontri mostrano differenze rispetto a Dendrocoelum collinii — l’unica specie del genere finora segnalata nelle Prealpi Giulie — tali da far ipotizzare l’appartenenza a una specie non ancora descritta. Sono in corso analisi genetiche per chiarire l’identità degli esemplari.

La seconda è un ragno della famiglia Dysderidae, del genere Mesostalita. Un singolo esemplare femmina (3,1 mm), morto ma ben conservato, è stato rinvenuto tra i massi di crollo in una sala poco oltre i primi due sifoni. L’individuo presenta caratteristiche tipiche delle specie troglobie: corpo depigmentato, assenza di occhi e zampe allungate. Il taxon era già stato segnalato da Gasparo (1997) per la Grotta di Canebola come Stalita sp. prope nocturna, ma non è ancora stato formalizzato come nuova specie. Il Foran di Landri rappresenta la quarta stazione conosciuta, dopo la Grotta di Canebola, la Voragine a Sud di Prepotischis e il Pozzo 1° di Miscecco.


Importanza biogeografica del genere Mesostalita nelle Prealpi Giulie

Dal punto di vista biogeografico, la presenza di Mesostalita nelle Prealpi Giulie riveste un interesse particolare. Mesostalita è un genere dinarico, con tre specie distribuite tra il Carso italiano e la Bosnia-Erzegovina. La sua presenza nelle Prealpi Giulie implica un ampliamento dell’areale verso Nord-Ovest.

L’Isonzo rappresenta storicamente una barriera biogeografica per molti organismi troglobi. La distribuzione di Mesostalita su entrambi i lati del fiume ne fa uno dei pochi generi cavernicoli dinarici a superare questo limite. Un contributo specifico su questo tema è stato recentemente pubblicato (Canciani et al., 2025, Acta Carsologica).

Per formalizzare la descrizione della nuova specie, sarà necessario raccogliere almeno un esemplare maschio: al momento sono noti solo individui femmina in tutti i siti. Le indagini genetiche potranno aiutare a chiarire la posizione tassonomica del taxon all’interno del genere.


Ricerche future sulla biodiversità cavernicola della Valle di Prestento

Le ricerche degli ultimi anni hanno reso la Valle di Prestento l’area delle Prealpi Giulie meglio documentata dal punto di vista biospeleologico. Il quadro faunistico non è ancora da considerarsi completo: diversi gruppi tassonomici (anellidi, collemboli, dipluri e ragni) sono ancora in fase di studio. Ogni uscita di campionamento ha portato all’individuazione di specie nuove per l’area.

Le prossime attività mireranno a superare nuovamente i sifoni interni del Foran di Landri per raggiungere le zone di rinvenimento delle due entità potenzialmente nuove. La raccolta di nuovi esemplari e ulteriori indagini morfologiche e genetiche saranno indispensabili per chiarire il loro status tassonomico. Le ricerche verranno estese anche alle cavità minori della valle, finora non indagate.

L’obiettivo è costruire una documentazione completa su un’area che si conferma di grande interesse per la biospeleologia delle Prealpi Giulie, con ricadute significative sulla conoscenza della biodiversità ipogea dell’Italia nordorientale.

Fonte: https://scholar.google.it/scholar_url?url=https://www.researchgate.net/profile/Giacomo-Canciani/publication/402030117_La_fauna_cavernicola_delle_grotte_nella_Valle_di_Prestento_Prealpi_Giulie_meridionali_Nuovi_dati/links/69b582338c53216c011c3e2f/La-fauna-cavernicola-delle-grotte-nella-Valle-di-Prestento-Prealpi-Giulie-meridionali-Nuovi-dati.pdf&hl=it&sa=X&d=16623251861279785075&ei=XA68afHmOf6GieoP7-Hh6Ao&scisig=AFtJQiwSF6Rk-WoKex60YIBkNlOU&oi=scholaralrt&hist=w0-f5c4AAAAJ:5322517497421247222:AFtJQiyAjOQ0odbHIjvUxvUM_0iR&html=&pos=0&folt=kw-top