A Libarna il decumano della città romana orientato verso il solstizio d’inverno?
Per molti italiani il nome Libarna richiama prima di tutto la storica grappa piemontese. Il marchio Libarna esiste ancora oggi, anche se la storica distilleria di Serravalle Scrivia ha chiuso da tempo: il brand è oggi legato al Gruppo Montenegro e continua a proporre diverse referenze di grappa piemontese. La celebre “Grappa Libarna”, nata nel 1906 presso la Distilleria Gambarotta di Serravalle Scrivia, prendeva il nome proprio dall’antica città romana, mentre la bottiglia richiamava i capitelli delle colonne del sito archeologico.
Ma molto prima di diventare un noto marchio di distillati, Libarna era una prospera città romana lungo la Via Postumia, tra Piemonte e Liguria.
Oggi l’antico impianto urbano torna al centro dell’attenzione grazie a uno studio di archeoastronomia che ipotizza possibili allineamenti con il Sole e la Luna nella fondazione della città.
Nuovi studi di archeoastronomia sulla città romana di Libarna, nei pressi di Serravalle Scrivia (Alessandria), hanno evidenziato infatti questi orientamenti astronomici nella pianificazione urbana dell’antico centro, fondato tra II e I secolo a.C. lungo la Via Postumia.

Nel caso di Libarna, lo studio effettuato suggerisce che proprio il decumano massimo potrebbe essere stato orientato verso il punto del tramonto del Sole al solstizio d’inverno.
Nell’urbanistica romana, esistevano due strade principali: il cardo, che correva normalmente in direzione nord-sud, e il decumano, che correva invece est-ovest. Il più importante era il decumano massimo, che attraversava la città ed era spesso il principale asse viario e commerciale.
Le misurazioni, effettuate con rilievi astronomici di precisione, confermano l’ipotesi già avanzata in passato da Guido Cossard e Adriano Gaspani: uno dei cardi minori sarebbe orientato verso il punto di levata della Luna al cosiddetto “lunistizio minimo”, un fenomeno che si ripete ogni 18,61 anni.

L’elemento più innovativo emerso dalla ricerca riguarda però il decumano massimo, che risulterebbe allineato con notevole precisione verso il tramonto del Sole al solstizio d’inverno.
Gli studiosi invitano tuttavia alla prudenza: l’orientamento potrebbe essere legato anche a fattori pratici, come la direzione della Via Postumia, la morfologia del terreno e il deflusso delle acque, elementi spesso determinanti nell’urbanistica romana.

Lo studio, presentato al 28° seminario ALSSA di archeoastronomia da Sergio Pedemonte, Mario Codebò e Henry De Santis, è stato pubblicato sulla rivista “In Novitate”.
Cos’è l’archeoastronomia
L’archeoastronomia è la disciplina che studia i rapporti tra le antiche civiltà e i fenomeni astronomici.

Analizza l’orientamento di monumenti, città, templi e siti archeologici per verificare eventuali allineamenti con il Sole, la Luna, le stelle o particolari eventi celesti, come solstizi ed equinozi.

L’obiettivo dell’archeoastronomia è anche meglio comprendere se tali orientamenti avessero significati religiosi, simbolici, calendari o pratici nelle culture del passato.
Non è un caso che Henry De Santis, archeologo e speleologo dello SpeleoClub Ribaldone di Genova, sia tra gli autori dello studio. Anche se Libarna non si trova in un’area carsica o legata a cavità sotterranee, archeoastronomia e speleologia condividono spesso metodi di rilievo, osservazione del territorio e studio dell’interazione tra uomo e paesaggio. Gli speleologi, abituati a lavorare con orientamenti, cartografia e analisi ambientale, possono offrire un contributo importante anche in ricerche archeoastronomiche come questa, dedicate agli allineamenti urbani e ai rapporti tra antiche città e fenomeni celesti.
Fonte testo, foto e ricostruzioni: Henry De Santis
