Nyctalus noctula riduce i richiami di ecolocalizzazione e sfrutta la vista crepuscolare per catturare gli insetti più velocemente, svelando nuove strategie sensoriali per la tutela dei pipistrelli.
Introduzione alla strategia sensoriale di Nyctalus noctula
La Nottola Comune, Nyctalus noctula, è al centro di una recente scoperta che ha messo in luce come questo microchirottero integri la visione all’ecolocalizzazione per ottimizzare la caccia in condizioni di luce.
Uno studio pubblicato su PNAS da Laura Stidsholt (Aarhus University) e Christian Voigt (Leibniz-IZW) documenta per la prima volta l’uso combinato di segnali acustici e informazioni visive in fase di foraggiamento[1].
Ecolocalizzazione e visione: un sistema multisensoriale
Tradizionalmente, Nyctalus noctula è noto per l’uso dell’ecolocalizzazione, ossia l’emissione di ultrasuoni per orientarsi e localizzare le prede al buio.
Gli ultrasuoni, generati nella laringe e modulati in frequenza e intensità, garantiscono un “sonar biologico” sofisticato.
Tuttavia, il team di ricerca ha equipaggiato 21 esemplari con sensori miniaturizzati per registrare simultaneamente livelli di illuminazione, richiami ultrasonori, cadenza del battito alare e velocità di volo, evidenziando un’integrazione sensoriale mai documentata prima[1].
Riduzione dei richiami in ambienti illuminati
Durante i voli di foraggiamento in ambienti più luminosi, Nyctalus noctula dimezza il numero di richiami di ecolocalizzazione rispetto a quelli emessi nel buio.
Nonostante questa riduzione, i singoli richiami risultano fino a 7 decibel più potenti, compensando in parte la minor frequenza di emissione.
In parallelo, la velocità di attacco degli insetti aumenta di oltre il 50%, passando da 5,2 a 7,9 metri al secondo.
Questo comportamento dimostra che la vista diventa un supporto complementare all’ecolocalizzazione, ottimizzando l’efficienza di caccia in condizioni di luce sufficiente[1].
Vantaggi adattativi e flessibilità sensoriale
L’integrazione tra visione ed ecolocalizzazione consente a Nyctalus noctula di sfruttare il crepuscolo, momento di attività prediletta, combinando due fonti di informazione per cogliere prede sfuggenti in frazioni di secondo.
L’aumento della potenza dei richiami ultrasonori, associato a un battito alare più vigoroso in ambienti illuminati, suggerisce un profondo adattamento comportamentale.
Queste strategie multisensoriali sfidano la convinzione che i pipistrelli, e in particolare i microchirotteri, abbiano una visione troppo limitata per supportare la caccia crepuscolare[1].
Implicazioni per la tutela dei pipistrelli
La scoperta di questa flessibilità sensoriale nel comune notturno sottolinea l’importanza di preservare gli habitat con una corretta gestione dell’illuminazione artificiale.
L’inquinamento luminoso può alterare gli equilibri tra visione ed ecolocalizzazione, compromettendo la capacità di caccia dei pipistrelli e la loro sopravvivenza.
Per garantire aree di foraggiamento adeguate, è fondamentale mantenere fasce di “semi-oscurità” in prossimità di corridoi ecologici e rifugi, supportando sia il canale visivo sia quello acustico.
Conclusioni e prospettive future
Lo studio di Stidsholt e Voigt rappresenta un punto di svolta nella comprensione dei meccanismi sensoriali dei pipistrelli.
La capacità di Nyctalus noctula di modulare l’ecolocalizzazione in base alla disponibilità di luce apre nuove prospettive di ricerca sulla plasticità comportamentale dei microchirotteri e sull’effetto delle luci artificiali sugli ecosistemi notturni.
Approfondire queste dinamiche sarà essenziale per definire strategie di conservazione mirate, che tengano conto delle esigenze multisensoriali dei pipistrelli notturni.
Per ulteriori informazioni e iniziative di tutela, consultare il sito ufficiale:
http://www.tutelapipistrelli.it
Fonti
[1] More than echolocation: Bats use both sight and sound to hunt more efficiently in light https://www.izw-berlin.de/en/press-release/more-than-echolocation-bats-use-both-sight-and-sound-to-hunt-more-efficiently-in-light.html