Venerdì 16 gennaio a Presicce-Acquarica la presentazione del volume di Stefano Calò con focus sulla Madonna della Grotta e la ricerca speleologica nel territorio salentino

La ricerca sull’archeologia rupestre delle Serre Salentine incontra la comunità locale.

Nel centro storico di Presicce-Acquarica viene presentato il volume “Paesaggio di Pietra – Archeologia del rupestre nelle Serre Salentine” di Stefano Calò, appuntamento in programma venerdì 16 gennaio alle ore 18:00 presso il Castello Medievale di Piazza S. Carlo 11.[1]

L’archeologia rupestre delle Serre Salentine in una nuova edizione

Il volume “Paesaggio di Pietra” affronta il tema dell’archeologia rupestre nelle Serre Salentine in una versione aggiornata rispetto alla prima edizione.

L’opera è pubblicata da Arbor Sapientiae Editore nella collana IRAW – Italian Research on Ancient World. La ricerca si concentra sulle diverse tipologie di ipogei presenti nel territorio salentino, affrontando non soltanto insediamenti ma anche strutture con funzioni specifiche che hanno caratterizzato il popolamento nei secoli.[1]

Lo studio approfondisce le strutture rupestri a carattere religioso e esamina le dinamiche di popolamento in epoca medievale. Viene data attenzione anche all’analisi delle attività produttive presenti nel territorio delle Serre Salentine.[1]

Focus sulla Madonna della Grotta e il patrimonio speleologico

Durante la presentazione del volume, uno spazio significativo sarà dedicato alla Madonna della Grotta in località Acquarica, indicata come sito di interesse storico, archeologico e speleologico.[1]

L’archeologia rupestre rappresenta un ambito di ricerca che integra sempre più l’approccio speleologico con quello storico-archeologico.

Il Gruppo Speleologico Tricase, ente organizzatore dell’evento, ha partecipato a ricognizioni specifiche presso siti rupestri del territorio per integrare l’osservazione sul campo con la lettura storico-culturale delle tracce materiali.[2]

Il contesto della ricerca interdisciplinare

Il Gruppo Speleologico Tricase e altri gruppi speleologici del territorio hanno sviluppato collaborazioni con ambiti universitari per lo studio delle grotte e dei loro contenuti storici e culturali.

Un esempio è il progetto Graff-IT, focalizzato sullo studio interdisciplinare dei graffiti medievali e rinascimentali conservati in grotta come fonti storiche.[2]

Gli attori e le modalità dell’evento

L’evento è realizzato dal GST – Gruppo Speleologico Tricase, da VivArch APS, dal Gruppo Speleologico Leccese ‘Ndronico e dalla rassegna “Domenica Beni Culturali”, in collaborazione con la Pro Loco Acquarica del Capo APS e con il patrocinio del Comune di Presicce-Acquarica.[1]

La presentazione prevede i saluti istituzionali dell’Avv. Paolo Rizzo, sindaco di Presicce-Acquarica, e di Maria Antonietta Torsello, presidente della Pro Loco Acquarica del Capo APS. Dialogheranno con l’autore il dott. Marco Cavalera, archeologo presso Arches APS, e il dott. Stefano Cortese, archeologo e storico dell’arte. La moderazione è affidata a Marco Piccinni del Gruppo Speleologico Tricase.[1]

L’appuntamento rappresenta un momento di incontro tra la ricerca archeologica e la comunità locale, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio rupestre quale elemento significativo della storia del territorio salentino.

La presentazione del volume si terrà presso il Castello Medievale di Acquarica, in Piazza S. Carlo 11, nel comune di Presicce-Acquarica, venerdì 16 gennaio alle ore 18:00. L’evento è aperto al pubblico.

La Madonna della Grotta: una grotta-cripta di straordinario valore storico

La Madonna della Grotta (nota anche come Santa Maria della Rutta) rappresenta una grotta-cripta di straordinario interesse storico e archeologico ubicata nei pressi di Presicce-Acquarica.

La cavità si sviluppa per circa ottanta metri con un’altezza variabile dai tre ai sei metri, diramandosi in stretti cunicoli.

L’aspetto di eccezionalità che caratterizza il sito è rappresentato dall’imponente repertorio epigrafico conservato lungo le pareti della cavità.

Centinaia di croci di varie forme e dimensioni, monogrammi, nomi e date incise nel corso dei secoli coprono le pareti della grotta.

Si tratta di incisioni lasciate da pellegrini in visita al santuario rupestre che invocavano il Signore con formule votive o lasciavano testimonianze del loro passaggio.


Le più antiche testimonianze risalgono, secondo i riscontri paleografici, all’XI secolo e riportano caratteri, espressioni e simboli di matrice bizantina.

Tra questi spicca una croce con il monogramma IC XC NI KA (Gesù Cristo Vincitore), tipico delle icone ortodosse e presente anche sulle monete bizantine dell’XI secolo.

All’ingresso della grotta si conservano affreschi medievali, tra cui una raffigurazione della Vergine con Bambino che testimonia il carattere devozionale mariano del santuario.

All’interno, nella prima galleria-cappella che si estende per circa venticinque metri, il pavimento è costituito da lastre calcaree quadrangolari e la volta è segnata da due croci greche scolpite nella roccia. In questo spazio furono rinvenute tombe di anacoreti, purtroppo distrutte nei decenni scorsi.

Le testimonianze epigrafiche e la storia del santuario

Il repertorio epigrafico della Madonna della Grotta è stato oggetto di analisi scientifica a partire dal 1982, ad opera dello storico André Jacob, studioso di storia bizantina.

La ricerca ha documentato numerose iscrizioni in greco e latino che coprono diversi periodi storici. Una delle iscrizioni più interessanti riporta la provenienza del visitatore (Corsano) e il suo titolo nobiliare: “HIC FUIT COLUS SECURUS BARO CURSANI”.

La cappella dedicata a Santa Maria della Grotta visibile in superficie risale ai secoli XVIII-XIX. La grotta era anticamente di pertinenza dei padri Carmelitani di Presicce, ordine soppresso durante il regime napoleonico nel 1806, evento che determinò un progressivo degrado del santuario rupestre.

Scoperte archeologiche preistoriche


Nel maggio 1959 il Gruppo Speleologico Salentino di Maglie effettuò una scoperta di rilevanza scientifica all’interno della Madonna della Grotta. Vennero rinvenuti numerosi reperti attribuibili a diversi periodi preistorici: Paleolitico superiore, Neolitico ed Eneolitico (Età del Rame).

Particolarmente significativi i ritrovamenti nello stretto cunicolo denominato ‘ramo est’, dove furono portati alla luce materiali ceramici d’età protostorica, manufatti in selce e due tombe, tra cui i resti di un bambino risalente all’Età del Bronzo. I preziosi reperti sono conservati ed esposti presso il Museo di Maglie “L’Alca”.


La ricerca interdisciplinare e il progetto Graff-IT


La Madonna della Grotta rappresenta anche uno spazio di ricerca interdisciplinare che integra l’approccio speleologico con quello storico-archeologico.

Le prime ricerche biospeleologiche risalgono al settembre 1949 con Sandro Ruffo e Angelo Pasa.

Successivamente il Gruppo Speleologico Tricase ha condotto campagne di ricerca continua in collaborazione con il Laboratorio Ipogeo Salentino di Biospeleologia “Sandro Ruffo”.

Il Gruppo Speleologico Tricase ha partecipato al progetto Graff-IT, focalizzato sullo studio interdisciplinare dei graffiti medievali e rinascimentali conservati in grotta come fonti storiche.

In questo contesto, la ricognizione nella grotta ha dimostrato come i graffiti rappresentano un repertorio ricco di informazioni sulla vita quotidiana e la visione del mondo delle comunità medievali.

Fonte:

https://www.facebook.com/share/p/1AGbfkTE76/?mibextid=wwXIfr