Il Mistero dei Ghiacci Svelato: Come i Geologi Italiani Leggono il Futuro dal Passato Antartico

L’INGV, l’OGS e tre università italiane hanno partecipato a una spedizione storica nel Mare di Ross, portando alla luce 228 metri di sedimenti che raccontano il destino del nostro pianeta—e la cura per salvarsi non è più un mistero

Nel gennaio 2026, un team internazionale di scienziati ha completato una storica operazione di perforazione nel Mare di Ross presso il sito di Crary Ice Rise, raggiungendo una profondità di 228 metri sotto la calotta glaciale antartica e superando il target iniziale di 200 metri. Questa impresa, condotta in condizioni ambientali estreme, ha permesso il recupero di sedimenti marini risalenti a milioni di anni fa, contenenti informazioni cruciali sul comportamento passato della Calotta Glaciale dell’Antartide Occidentale (West Antarctic Ice Sheet – WAIS) e sulla sua risposta a scenari climatici simili a quelli previsti dal Paris Agreement. Il progetto SWAIS2C (Sensitivity of the West Antarctic Ice Sheet to 2°C) rappresenta la prima spedizione dell’International Continental Drilling Program (ICDP) in Antartide, coinvolgendo oltre 120 scienziati, ingegneri e tecnici provenienti da dieci nazioni, con l’Italia che svolge un ruolo di primo piano attraverso l’INGV, l’OGS e tre università.[icdp-online]?


1. CONTESTO SCIENTIFICO E RILEVANZA CLIMATICA GLOBALE

La Piattaforma di Ross e il Problema del Tipping Point

La Piattaforma di Ross rappresenta la più grande massa di ghiaccio galleggiante al mondo, con un’estensione di circa 970 chilometri di lunghezza e 800 chilometri di larghezza, paragonabile alle dimensioni della Francia.

Questa struttura svolge un ruolo critico nel sistema climatico globale, fungendo da “tappo” che rallenta il flusso della Calotta Glaciale dell’Antartide Occidentale verso l’oceano.

La WAIS è una calotta glaciale a base marina, il che significa che il suo basamento giace ben al di sotto del livello del mare, su bacini geologici profondissimi. Questa configurazione geomorfologica la rende particolarmente vulnerabile al riscaldamento oceanico.wikipedia+1

Se la Piattaforma di Ross dovesse crollare completamente, provocherebbe il successivo scioglimento della WAIS, con un conseguente innalzamento del livello globale del mare di 4-5 metri.

Per contestualizzare questa minaccia: uno scioglimento dell’intera calotta antartica potrebbe comportare un innalzamento fino a 60 metri.

Sebbene attualmente il livello del mare stia aumentando a un ritmo medio di circa 3,7 millimetri annui, uno scenario di fusione rapida della WAIS rappresenterebbe una catastrofe senza precedenti per i centri urbani costieri del mondo intero, dalle grandi metropoli asiatiche come Shangai, Bangkok e Jakarta, alle città europee e nord-americane.adnkronos+3

Il Concetto di Tipping Point e l’Accordo di Parigi

Il progetto SWAIS2C affronta direttamente la questione del “tipping point” climatico—il punto di non ritorno oltre il quale l’aumento della temperatura innesca cambiamenti irreversibili nel sistema terrestre. L’Accordo di Parigi del 2015 ha stabilito un obiettivo di contenimento del riscaldamento globale a 1,5-2°C rispetto ai livelli preindustriali entro la fine del secolo.

Tuttavia, ricerche recenti suggeriscono che il rischio di innescamento di punti critici per diversi elementi del sistema terrestre—in particolare la Groenlandia e la WAIS—aumenterebbe di oltre il 70% anche nel caso di un superamento temporaneo di questi limiti.

Studi condotti dal Potsdam Institute for Climate Impact Research (PIK) indicano che la WAIS e la calotta della Groenlandia sono tra gli elementi più vulnerabili, potendo raggiungere il tipping point anche per piccoli superamenti della soglia di temperatura di 1,5°C.[regionieambiente]?


2. IL PROGETTO SWAIS2C: STRUTTURA E OBIETTIVI

Organizzazione Internazionale e Governance

Il progetto SWAIS2C è stato concepito come un’iniziativa di ricerca paleoclimatica senza precedenti, coordinato dal Potsdam Institute for Climate Impact Research in collaborazione con l’International Continental Drilling Program.

Il team internazionale coinvolge scienziati, ingegneri e perforatori provenienti da dieci nazioni: Nuova Zelanda (coordinatrice logistica), Stati Uniti, Germania, Australia, Giappone, Spagna, Repubblica di Corea, Paesi Bassi, Regno Unito e Italia.

Complessivamente, il progetto riunisce più di 120 ricercatori provenienti da 35 istituzioni scientifiche diverse, con il coordinamento gestionale affidato a Earth Sciences New Zealand (ESWNZ).gns+3

Per l’Italia, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) svolge un ruolo di primo piano nella governance del progetto in qualità di “Contributing Party”.

L’INGV non solo coordina la partecipazione italiana, ma contribuisce attivamente alla componente scientifica, mettendo a disposizione expertise specializzata in cronostratigrafia, vulcanologia, petrologia e paleomagnetismo.

Accanto all’INGV, gli enti italiani coinvolti includono l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS), il quale vanta una lunga tradizione di ricerche paleoceanografiche nel Mare di Ross, e tre università di eccellenza: l’Università di Siena, l’Università di Trieste e l’Università di Genova.insalutenews+4

Metodologia di Perforazione e Siti di Ricerca

Il progetto si articola su due siti di perforazione strategicamente selezionati lungo la Siple Coast, dove la calotta continentale inizia a galleggiare per formare la Piattaforma di Ross:

  1. Kamb Ice Stream (KIS3): Ubicato sotto la Piattaforma di Ross, questo sito prevede una perforazione attraverso circa 620 metri di ghiaccio galleggiante, seguita dall’accesso alle acque oceaniche sottostanti e, infine, al sedimento marino del fondale. Nel primo biennio di operazioni (2023-2025), il progetto ha già recuperato sedimenti preziosi da questo sito, fornendo dati cruciali sulla storia paleooceanografica della zona.unigesostenibile.unige+1
  2. Crary Ice Rise (CIR): In questa località, il ghiaccio poggia direttamente sulla roccia basale, a oltre 500 metri di profondità. La perforazione completata nel gennaio 2026 ha raggiunto 228 metri nel bedrock, superando il target di 200 metri e consentendo l’estrazione di carote sedimentarie di eccezionale valore scientifico.swais2c+1

La tecnologia di perforazione sviluppata ad hoc per questo progetto rappresenta un’innovazione significativa. Uno speciale sistema hot-water drill (perforatore ad acqua calda) fonde lentamente il ghiaccio, creando un foro di 35 centimetri di diametro che consente il successivo passaggio di strumenti di perforazione rotativa.

L’Antarctic Intermediate Depth Drill (AIDD), progettato specificamente per SWAIS2C, è stato poi abbassato attraverso oltre 1.300 metri di tubo in asta, permettendo il carotaggio rotativo e il recupero di sedimenti in sezioni fino a 3 metri di lunghezza.[icdp-online]?


3. LA CAMPAGNA DI PERFORAZIONE 2025-2026 E I RISULTATI

Aspetti Logistici e Sfide Operative

La perforazione di Crary Ice Rise rappresenta un’impresa logistica di complessità straordinaria.

Il campo remoto è localizzato a 700 chilometri dalla base neozelandese Scott Base più vicina, in una regione caratterizzata da temperature medie estive intorno a -35°C e condizioni meteorologiche estreme.

L’accesso al sito ha richiesto una traversata di oltre 1.100 chilometri attraverso la Piattaforma di Ross, effettuata mediante un convoglio di veicoli cingolati che ha trasportato l’intera piattaforma di perforazione, laboratori di analisi e i rifornimenti per una campagna di tre mesi.adnkronos+2

I team di ricerca sono giunti in loco in tre ondate successive, con la prima dedicata ai preparativi logistici e all’allestimento del campo.

Il team del hot-water drill ha iniziato le operazioni preliminari di fusione dei 523 metri di ghiaccio, processo che ha richiesto la produzione continua di acqua calda a partire dalla fusione della neve locale, in condizioni di estrema esposizione.

I Risultati Conseguiti

Il raggiungimento della profondità di 228 metri nel sedimento sottostante la roccia basale rappresenta un traguardo straordinario per la comunità scientifica polare.

I sedimenti estratti conservano tracce di variazioni climatiche risalenti a milioni di anni fa, con particolare riferimento ai periodi di clima caldo nel corso del Quaternario.

Le carote di sedimento, lunghe complessivamente 228 metri e estratte in sezioni di pochi decimetri per volta, sono state immediatamente processate in situ da un team di oltre 120 scienziati, i quali hanno effettuato descrizioni visive, imagery ad alta risoluzione e il prelievo di campioni per analisi successive.instagram+1

Le osservazioni preliminari indicano che le carote contengono sedimenti che registrano almeno tre principali episodi di cambiamento ambientale, in corrispondenza di periodi di riscaldamento climatico nel passato.

Alcuni strati mostrano chiaramente la transizione da un ambiente subglaciale (diamictite—sedimenti caratteristici del fondo di una calotta glaciale) a sedimenti marini aperti, suggerendo che durante certi intervalli climatici caldi, il WAIS si sia ritirato significativamente dalla regione.


4. SIGNIFICATO PALEOCLIMATICO: IL RECORD GEOLOGICO DELLA LAST INTERGLACIAL

L’Ultimo Periodo Interglaciale (130.000-115.000 anni fa)

Uno degli aspetti più significativi del progetto SWAIS2C risiede nella capacità di studiare il comportamento della WAIS durante il Last Interglacial (LIG), un periodo in cui le temperature globali erano circa 1,5-2°C più calde rispetto al preindustriale—precisamente il range contemplato dagli accordi climatici internazionali.

Durante questo intervallo, il livello globale del mare era 6-9 metri più alto di oggi, con prove sedimentologiche che suggeriscono un contributo significativo della WAIS a questo innalzamento.pmc.ncbi.nlm.nih+1

Analisi di DNA antico di polpi bentonici suggeriscono che la WAIS abbia subito un collasso sostanziale circa 125.000 anni fa durante il LIG, quando le temperature erano simili a quelle previste dagli scenari climatici futuri.

Se ciò risulterà confermato dalle analisi dei sedimenti di Crary Ice Rise, fornirebbe prova empirica diretta che il punto di non ritorno climatico potrebbe collocarsi effettivamente all’interno della gamma di riscaldamento di 1,5-2°C contemplata dal Paris Agreement—un risultato di rilevanza strategica per i processi decisionali globali.[regionieambiente]?

Metodologie di Analisi Paleoclimatica

L’analisi dei sedimenti estratti utilizzerà un approccio integrato, sfruttando più linee di evidenza complementari:

Micropaleontologia: La ricerca di microfossili è centrale alla ricostruzione paleoclimatica. Particolare importanza riveste l’identificazione di diatomee (alghe silicee) e foraminiferi bentonici, i quali indicano la presenza di acqua marina libera sopra il sedimento.

L’assenza di diatomi in strati particolari suggerisce invece un ambiente coperto dal ghiaccio, mentre la loro presenza testimonia l’apertura delle acque antartiche. La composizione delle assemblee di microfossili fornisce inoltre informazioni sulla temperatura, salinità e produttività biologica delle acque passate.[youtube]?

Analisi Cronologiche: La cronostratigrafia—la disciplina che ordina cronologicamente gli strati geologici—sarà applicata attraverso correlazioni biostratigrafiche con sequenze paleoclimatiche ben datate e, dove possibile, mediante tecniche radiometriche. L’INGV contribuirà specificamente in questa area con expertise consolidata.

Vulcanologia e Paleomagnetismo: I depositi vulcanici rappresentano marker temporali preziosi. Ceneri vulcaniche ben datate in sezioni sedimentarie consentono la sincronizzazione tra archivi distanti. Il paleomagnetismo—lo studio della magnetizzazione residua del sedimento—fornisce informazioni sulla storia del campo magnetico terrestre e facilita ulteriormente la datazione relativa.[ingv]?

Petrologia: Lo studio della composizione mineralogica e petrografica dei clasti grossolani (ghiaia e ciottoli) intrappolati nei sedimenti rivela informazioni sulla provenienza del materiale, indicando se il sedimento sia stato depositato direttamente da un ghiaccio erosivo o sia stato trasportato da correnti oceaniche.

Questa distinzione è fondamentale per discriminare tra periodi di avanzamento glaciale (diamictite) e periodi di ritiro (sedimenti marini).


5. IMPLICAZIONI PER GLI SCENARI CLIMATICI FUTURI

Il Ruolo dell’Intrinsione di Acque Calde Oceaniche

Ricerche recenti hanno rivelato che la Piattaforma di Ross non sta subendo solo il riscaldamento dell’atmosfera, ma soprattutto l’intrusione di acque oceaniche profonde più calde, in particolare la Corrente Circumpolare Profonda.

Studi condotti mediante strumenti sottomarini hanno documentato che le acque superficiali riscaldate dal sole penetrano nella cavità sottoglaciale durante i mesi estivi antartici, triplicando il tasso di scioglimento basale della Piattaforma rispetto alle aspettative precedenti. Questo fenomeno non era stato pienamente apprezzato fino alle osservazioni dirette di fine anni 2010.iconaclima+2

L’analisi dei sedimenti di Crary Ice Rise permetterà di determinare quando, in passato, processi analoghi abbiano indotto il ritiro della Piattaforma di Ross.

Se tali episodi di ritiro coincideranno con ricostruzioni oceanografiche che mostrano l’intrusione di acque calde, ciò fornirà evidenza di un medesimo meccanismo operante nel presente—rafforzando la validità dei modelli predittivi.

Proiezioni per il 21° Secolo

Gli studi attuali sulla WAIS indicano una vulnerabilità accentuata rispetto alla Calotta della Groenlandia. Mentre la Groenlandia risente principalmente del riscaldamento atmosferico estivo, la WAIS è più sensibile alle variazioni di flusso di calore oceanico verso il fondo della Piattaforma di Ross.

Le proiezioni dell’IPCC per lo scenario di alte emissioni (SSP5-8.5) prevedono un innalzamento del livello del mare tra 63 e 101 centimetri entro il 2100, con possibilità di aumenti fino a 5 metri entro il 2150 nel caso di una rapida disintegrazione della WAIS.

Tuttavia, tali proiezioni rimangono incerte, proprio perché la soglia di temperature critiche (il tipping point) che innescherebbe il collasso irreversibile della WAIS non è ancora stata determinata con precisione.[regionieambiente]?


6. LA RICERCA ITALIANA E IL CONTRIBUTO DELL’INGV

Ruolo dell’INGV nella Governance

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia non solo partecipa al progetto, ma ricopre una posizione di governance significativa per la componente italiana.

Il Presidente dell’INGV, Fabio Florindo, ha sottolineato che l’Istituto mette a disposizione del team scientifico composto da oltre 120 esperti le proprie competenze specializzate in cronostratigrafia, vulcanologia, petrologia e paleomagnetismo.

Queste discipline sono essenziali per la corretta interpretazione delle carote sedimentarie e per l’attribuzione di età assolute ai vari livelli stratigrafici.[ingv]?

Contributi Complementari dell’OGS e delle Università

L’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS), con sede principale a Trieste, vanta una consolidata esperienza nella ricerca paleoceanografica nel Mare di Ross.

Le ricerche condotte da ricercatori dell’OGS sui sedimenti marini della piattaforma continentale antartica hanno fornito basi scientifiche per la pianificazione della presente campagna di perforazione. L’OGS è inoltre responsabile di parte della modellizzazione geofisica utilizzata per la localizzazione ottimale dei siti di perforazione.canaleenergia+1

Le tre università coinvolte—Siena, Trieste e Genova—portano ciascuna expertise specifiche. L’Università di Genova, ad esempio, contribuisce con competenze in paleontologia marina e stratigrafia, mentre l’Università di Trieste fornisce expertise in oceanografia storica e analisi sedimentologiche. Il coordinamento di queste istituzioni rappresenta un modello di eccellenza della ricerca scientifica italiana applicata a problematiche di portata globale.


7. FINANZIAMENTO E SUPPORTO LOGISTICO

Programma Internazionale di Perforazione Continentale (ICDP)

Il progetto è finanziato attraverso l’International Continental Drilling Program (ICDP), un programma internazionale di ricerca scientifica che ha concesso 1,2 milioni di dollari specificamente per SWAIS2C—la prima iniziativa dell’ICDP in Antartide.

Ogni nazione partecipante contribuisce inoltre con finanziamenti nazionali. Per l’Italia, il supporto è fornito dal Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA), il quale ha finanziato il progetto denominato “Italy for SWAIS-2C” con risorse significative.gns+2

Supporto Logistico Internazionale

Le operazioni logistiche sono coordinate da Antarctica New Zealand in collaborazione con lo United States Antarctic Program.

Ciò garantisce l’accesso alle infrastrutture antartiche, il supporto aereo, il trasporto di rifornimenti e la coordinazione con il sistema di stazioni di ricerca internazionali presenti nel continente.

La traversata di 1.100 chilometri attraverso la Piattaforma di Ross è stata effettuata mediante veicoli cingolati specializzati, in un viaggio che ha richiesto circa quindici giorni di viaggio.[insalutenews]?


8. PROSPETTIVE FUTURE E IMPATTI POTENZIALI

Analisi Laboratoriale e Pubblicazione dei Risultati

Le carote sedimentarie estratte a Crary Ice Rise verranno inviate in Nuova Zelanda per le prime analisi non-distruttive (scanning e imagery ad alta risoluzione), dopodiché verranno suddivise fra i vari laboratori partner in Europa e Nord America.

L’analisi completa richiederà mesi o anni, coinvolgendo decine di ricercatori in specialità diverse. I risultati verranno progressivamente pubblicati in riviste scientifiche di primo livello, generando una serie di articoli che contribuiranno significativamente alla letteratura paleoclimatica e glaciologica.

Implicazioni Politiche e di Policy

I risultati di SWAIS2C avranno implicazioni dirette per i processi decisionali politici globali. Se le carote confermeranno che la WAIS ha subito collassi sostanziali quando le temperature planetarie erano solo 1,5-2°C più calde del preindustriale, ciò rafforzerebbe l’urgenza di mantenere il riscaldamento globale al di sotto di tali soglie.

Se emergerà che la WAIS è rimasta stabile anche in periodi di riscaldamento più marcato, ciò potrebbe modificare le valutazioni del rischio climatico e le priorità di mitigazione.

Adattamento Costiero e Pianificazione Territoriale

Indipendentemente dai risultati paleoclimatici, le evidenze scientifiche attuali suggeriscono che un innalzamento del livello del mare nell’ordine di 0,5-1 metro entro il 2100 è ormai quasi inevitabile, dato il riscaldamento già verificatosi.

Un innalzamento della WAIS comporterebbe aumenti ancora più significativi. Città costiere di tutto il mondo—da Venezia al Bangladesh, da Rotterdam a Miami—dovranno pianificare difese costiere, adattamenti infrastrutturali e, in alcuni casi, migrazione di intere comunità. La ricerca paleoclimatica fornisce il contesto storico essenziale per valutare la gravità di questi scenari e justificare gli investimenti in adattamento.


9. COLLOCAZIONE NEL CONTESTO DELLA RICERCA POLARE

Continuità con Progetti Precedenti

Il progetto SWAIS2C non rappresenta un’iniziativa isolata, ma la continuazione di una tradizione lunga di ricerca polare italiana e internazionale.

L’Italia ha partecipato a precedenti campagne di perforazione antartica, fra cui il Cape Roberts Project (CRP) e il progetto ANDRILL, i quali hanno fornito significativi record paleoclimatici dal Ross Sea. SWAIS2C beneficia direttamente dell’esperienza e dai dati acquisiti in quelle iniziative passate.[insalutenews]?

Relazione con Altre Iniziative di Ricerca Climatica

La campagna si colloca inoltre in un più ampio panorama di ricerca climatica globale. Contemporaneamente, presso il sito di Little Dome C in Antartide, il progetto europeo Beyond EPICA ha realizzato una perforazione fino a 2.800 metri di profondità, recuperando ghiaccio risalente a 1,2 milioni di anni fa.

Mentre Beyond EPICA fornisce un archivio dell’atmosfera passata (attraverso le bolle d’aria intrappolate nel ghiaccio), SWAIS2C fornisce un archivio della storia oceanica e glaciale. L’integrazione di questi due archivi offre una visione olistica dell’evoluzione climatica antartica.[cnr]?


10. CONCLUSIONI

La perforazione completata nel gennaio 2026 presso Crary Ice Rise nel Mare di Ross rappresenta un capitolo significativo della ricerca paleoclimatica contemporanea.

Attraverso il recupero di 228 metri di sedimenti marini contenenti informazioni paleoclimatiche risalenti a milioni di anni, il progetto SWAIS2C ha generato un archivio scientifico di valore inestimabile per la comprensione della sensibilità della Calotta Glaciale dell’Antartide Occidentale ai cambiamenti climatici.

Le implicazioni scientifiche sono profonde: la capacità di determinare quando, nel passato geologico, la WAIS ha subito cambiamenti significativi in risposta a riscaldamento comparabile ai 1,5-2°C del Paris Agreement fornirà prove empiriche cruciali per validare (o mettere in discussione) le proiezioni numeriche dei futuri cambiamenti climatici.

I risultati potranno indicare se il “punto di non ritorno” climatico si colloca effettivamente entro l’intervallo di temperatures attualmente contemplato dai negoziatori internazionali, oppure a soglie diverse.

La partecipazione centrale dell’Italia, attraverso l’INGV, l’OGS e le università partner, testimonia l’eccellenza della ricerca scientifica italiana nel campo della geofisica, oceanografia e paleoclimatologia.

Questi risultati contribuiranno alla base di conoscenza su cui verranno fondate le politiche di mitigazione e adattamento climatico per i decenni a venire, rendendo la ricerca polare non solo un’impresa di scoperta scientifica, ma uno strumento essenziale per la governance climatica globale.


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