La presenza di chirotteri protetti impone a Mobilità di Marca uno stop ai lavori nell’area destinata alla nuova autostazione. La normativa vieta qualsiasi intervento senza preventiva verifica faunistica


Demolizione ex Cuor di Treviso sospesa per la tutela dei pipistrelli

L’area dell’ex Cuor di Treviso, storico complesso immobiliare dismesso tra via Pinelli e le vie limitrofe, non potrà essere demolita senza prima aver verificato la presenza di colonie di pipistrelli negli edifici destinati all’abbattimento. La notizia, riportata da Polesine24 e dalla Tribuna di Treviso, conferma lo stop alle ruspe imposto dalla normativa ambientale vigente.[1][2]

Mobilità di Marca (Mom), l’azienda di trasporto pubblico locale della provincia trevigiana, aveva appena concluso una trattativa durata quasi quattro anni per acquisire tutte le porzioni del compendio immobiliare ex Cuor. Il piano prevedeva la demolizione degli immobili entro l’estate 2026 per far posto alla nuova autostazione, un progetto atteso dalla città. Il presidente di Mom, Giacomo Colladon, aveva annunciato a inizio anno che l’area ex Cuor sarebbe scomparsa entro sei mesi, lasciando spazio a un moderno hub intermodale con 15 spazi per la sosta di bus e corriere.


Censimento dei chirotteri: un passaggio obbligato prima dei lavori di abbattimento

Prima dell’avvio degli interventi di demolizione, Mom dovrà affidare a tecnici specializzati e esperti faunistici un monitoraggio degli immobili dell’ex complesso commerciale. All’interno delle strutture semiabbandonate dovrà essere effettuato un censimento per accertare l’eventuale presenza di colonie di pipistrelli, specie protetta dalla normativa nazionale ed europea.[1]

I pipistrelli, appartenenti all’ordine dei chirotteri, trovano spesso rifugio nei sottotetti e negli spazi inutilizzati di edifici dismessi. Le strutture abbandonate rappresentano veri e propri habitat sostitutivi rispetto ai rifugi naturali. Come riportato nella presentazione sui pipistrelli troglofili della Società Speleologica Italiana, alcune specie che normalmente utilizzano grotte e cavità sotterranee — tra cui rinolofi, vespertili e orecchioni — possono colonizzare anche gli edifici, in particolare scantinati, sottotetti e parti sotterranee delle costruzioni.

La Tribuna di Treviso ha raccontato la vicenda con un pizzico di ironia, specificando che l’indagine con “scala e pila” sarebbe partita a breve, con tanto di avviso ai carabinieri per evitare fraintendimenti. Solo al termine delle verifiche e dopo eventuali prescrizioni degli enti competenti sarà possibile definire l’avvio delle demolizioni.[2][1]


Pipistrelli specie protetta: cosa dice la normativa italiana ed europea

Le Linee guida ISPRA per il recupero e la riabilitazione dei chirotteri, pubblicate nel 2025 (Manuale MLG 210/2025), ricordano che tutte le 36 specie di pipistrelli presenti in Italia sono inserite nell’allegato IV — e alcune anche nel II — della Direttiva 92/43/CEE “Habitat”, e sono pertanto sottoposte a protezione rigorosa. In particolare, l’articolo 12 della direttiva vieta qualsiasi forma di cattura o uccisione deliberata, la perturbazione delle specie durante il periodo di riproduzione, ibernazione e migrazione, nonché il deterioramento o la distruzione dei siti di riproduzione o delle aree di riposo.

A livello nazionale, la Legge 157/92 tutela tutte le specie di chirotteri, mentre il DPR 357/97 recepisce la direttiva comunitaria nell’ordinamento italiano. Il Decreto Legislativo 121/2011 ha introdotto nel Codice penale i reati di “Uccisione, distruzione, cattura, prelievo, detenzione di esemplari di specie animali o vegetali selvatiche protette” (art. 727-bis) e di “Distruzione o deterioramento di habitat all’interno di un sito protetto” (art. 733-bis). La Legge 82/2025 ha ulteriormente inasprito le pene previste. L’uccisione, la cattura e la perturbazione degli esemplari sono vietate e possono comportare sanzioni amministrative e penali.

I pipistrelli rivestono un ruolo ecologico fondamentale. Consumano grandi quantità di insetti ogni notte, tra cui zanzare e parassiti dannosi per l’agricoltura e la salute umana. Negli Stati Uniti, il valore economico dei pipistrelli insettivori legati al settore agricolo è stato stimato in circa 22,9 miliardi di dollari l’anno. La loro presenza è considerata un indicatore di salute ambientale.


Un precedente nel Veneto: la colonia di 300 pipistrelli nel Trevigiano

La vicenda dell’ex Cuor non è un caso isolato nel territorio veneto. Nel 2025 ha fatto notizia una villa nel comune di Cappella Maggiore, sempre in provincia di Treviso, dove una colonia di circa 300 esemplari di Rinolofo minore (Rhinolophus hipposideros) aveva colonizzato la mansarda da oltre trent’anni. La proprietaria, Michela Deon, si era rifiutata di allontanare i pipistrelli nonostante le difficoltà nella vendita dell’immobile.

Marcello Consolo, referente per il Veneto del Gruppo Italiano Ricerca Chirotteri (GIRC), aveva definito la colonia un evento raro, trattandosi di una specie che normalmente si rifugia nelle grotte. Il Rinolofo minore è tra le quattro specie italiane di Rinolofidi — tutte troglofile — e può raggiungere i 21 anni di vita in natura. I suoi siti di riproduzione comprendono sia cavità ipogee che gli interni di edifici, dove le colonie riproduttive possono contare da 10 a oltre cento femmine. Situazioni di questo tipo confermano quanto gli edifici dismessi e le strutture abbandonate possano diventare habitat sostitutivi per i chirotteri.


Pipistrelli e riqualificazione urbana: il nodo della convivenza tra sviluppo e biodiversità

Il caso dell’ex Cuor di Treviso evidenzia una questione ricorrente nei progetti di riqualificazione urbana in tutta Italia. La demolizione o la ristrutturazione di vecchi edifici rappresenta una delle principali cause di perdita di rifugi per i pipistrelli, insieme alla chiusura di grotte e all’abbattimento di alberi cavi. Le Linee guida ISPRA sottolineano che il danno ambientale ai chirotteri potrebbe interessare intere colonie, con effetti negativi sulla conservazione delle specie, e che la responsabilità ambientale comporta obblighi di prevenzione e riparazione secondo la Direttiva 2004/35/CE.

Situazioni analoghe si sono verificate in altre aree del paese. La Scintilena ha documentato numerosi casi: dalla storica colonia della Zelata in provincia di Pavia, dove il comune aveva murato l’ingresso di una cavità che ospitava la più grande colonia europea di vespertilio smarginato, fino alle diffide dell’associazione Tutela Pipistrelli alle Grotte di Castellana per la protezione dei chirotteri durante eventi turistici. Un documento di EUROBATS del 2025 ha affrontato proprio il tema dell’impatto degli interventi edilizi sugli habitat dei pipistrelli, proponendo soluzioni tecniche per conciliare efficienza energetica e conservazione della fauna.


L’appello per riconoscere chi ha segnalato la presenza dei pipistrelli a Treviso

A margine della vicenda, un’associazione di tutela ha lanciato un appello per identificare e ringraziare chi ha segnalato la possibile presenza dei chirotteri nell’area ex Cuor, contribuendo al blocco delle demolizioni in attesa delle verifiche. La protezione dei pipistrelli negli edifici destinati alla demolizione resta un tema centrale per la conservazione della biodiversità in ambito urbano.

Il WWF di Rovigo, attivo nel monitoraggio della chirotterofauna del Polesine, ha documentato negli anni la presenza di diverse specie nel territorio della provincia, tra cui il Vespertilio di Daubenton e il Pipistrello albolimbato. Anche il progetto ToscoBAT, attivo da oltre dieci anni, dimostra l’importanza della collaborazione tra chirotterologi e speleologi per il monitoraggio delle colonie.

Il censimento nell’area ex Cuor rappresenta un passaggio obbligatorio, previsto dalla legge, che potrebbe ritardare i tempi del cantiere ma che garantisce il rispetto delle specie protette. L’esito delle verifiche determinerà se e come i lavori di demolizione potranno proseguire.

Per informazioni sulla tutela dei pipistrelli: http://www.tutelapipistrelli.it

Fonti
[1] MLG-210-2025.pdf https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_20f3b7e0-4dab-4445-b61b-1527af169439/5bd206d7-8803-4143-b3f0-ed44083580d9/MLG-210-2025.pdf
[2] 29-Pipistrelli-troglofili.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_20f3b7e0-4dab-4445-b61b-1527af169439/625cc695-5181-4b61-a582-f2e8be745602/29-Pipistrelli-troglofili.ppt.txt