Uno studio di bat science analizza l’aria a livello di respiro accanto a roost artificiali per pipistrelli in un campus universitario

Contesto: bat science, pipistrelli e rischio virale

Da anni il dibattito sulle zoonosi mette al centro i pipistrelli, spesso in modo semplificato, mentre la ricerca più recente sottolinea che la prevenzione del rischio passa soprattutto da gestione degli habitat, riduzione delle interferenze umane e monitoraggi mirati.

Organizzazioni come Bat Conservation International e diversi gruppi di ricerca evidenziano che proteggere gli ambienti dei pipistrelli e limitare le alterazioni dei loro rifugi è una delle vie più efficaci per ridurre gli spillover, senza demonizzare i pipistrelli stessi.

Lo studio sull’aria vicino ai rifugi artificiali per pipistrelli

L’articolo documenta la rilevazione genetica di tre virus di mammiferi in campioni d’aria raccolti a livello di respiro accanto a rifugi artificiali per pipistrelli installati in un campus universitario.
Il lavoro si inserisce nella linea di studi che utilizzano campionatori d’aria e tecniche di amplificazione genetica per cercare RNA o DNA virale in aerosol, già impiegate ad esempio per SARS?CoV?2 e altri virus respiratori.

Gli autori mostrano che in prossimità dei roost artificiali per pipistrelli possono essere rintracciate, a livello genetico, sequenze riconducibili a virus che infettano mammiferi, suggerendo che in quell’ambiente circola materiale virale respirabile.
L’articolo rientra in un quadro più ampio di ricerche che cercano di capire come e quanto virus respiratori restino sospesi in aria, a quali concentrazioni e con quali possibili implicazioni per la salute umana e per la gestione di strutture frequentate da pipistrelli.

È importante sottolineare che i metodi più usati in questi studi, come la RT?PCR, rilevano materiale genetico virale ma non dimostrano automaticamente la presenza di virus infettivi, un punto sottolineato da diverse review sull’uso del campionamento ambientale.
Per valutare il reale rischio sanitario servono in genere colture su cellule vive e altre prove funzionali, che non sempre sono possibili o previste nei protocolli di monitoraggio ambientale.

Implicazioni per pipistrelli, roost artificiali e gestione sanitaria

Per chi si occupa di pipistrelli, lo studio aggiunge un tassello a favore di una lettura prudente ma non allarmistica del rapporto tra colonie e presenza di virus nell’aria.
La rilevazione di tre virus di mammiferi accanto a rifugi artificiali non dimostra di per sé che i pipistrelli siano l’unica fonte, ma segnala un contesto complesso dove fauna selvatica, ambiente e attività umane si intrecciano.

La bat science da anni insiste sul fatto che interventi basati sull’eliminazione dei pipistrelli possono essere controproducenti, anche perché la perdita di colonie riduce servizi ecosistemici come il controllo degli insetti e l’impollinazione.
Le strategie più efficaci per contenere il rischio di spillover includono piuttosto la protezione degli habitat, il controllo degli accessi non necessari alle grotte e la riduzione delle interferenze dirette con le colonie di pipistrelli.

Collegamenti con la speleologia e il monitoraggio in grotta

Per il mondo speleologico, questo tipo di ricerca suggerisce possibili integrazioni tra monitoraggi tradizionali di fauna cavernicola e campionamenti dell’aria mirati, soprattutto in siti molto frequentati da pubblico o operatori.
In Italia, il quadro normativo europeo (Direttiva Habitat 92/43/CEE) già prevede il monitoraggio regolare dello stato di conservazione dei pipistrelli, tutti inclusi negli allegati di interesse comunitario, e diversi progetti regionali hanno sviluppato protocolli standardizzati per il censimento delle colonie ipogee.

Integrare, dove ha senso, misure sulla qualità dell’aria e sulla presenza di materiale virale può aiutare a definire procedure di accesso in grotta basate su dati, senza penalizzare inutilmente né i pipistrelli né l’attività speleologica.
Lo studio sui roost artificiali vicino ai pipistrelli mostra come la bat science possa fornire elementi tecnici utili per progettare linee guida di gestione che tengano insieme conservazione, sicurezza sanitaria e fruizione speleologica.

Fonti:

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0021850226000893

https://www.vido.org/news/2025/vido-researchers-building-pandemic-preparedness-tool-kit-with-the-help-of-bats.php

https://www.batcon.org/press/for-future-pandemics-prevention-is-paramount

https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC7118525

https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC3421691

https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11753960

https://asm.org/articles/2024/july/how-studying-bat-viruses-prevent-zoonotic-disease

http://www.tutelapipistrelli.it

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