Uno studio pubblicato su bioRxiv rivela che i pipistrelli vampiro (Desmodus rotundus) concentrano la pulizia reciproca sulle zone che un individuo non può pulire da solo, aprendo nuove prospettive sulla cooperazione tra chirotteri
Il grooming sociale nei pipistrelli vampiro non è casuale. Secondo un nuovo studio condotto da C. Chen, T.I. Nguyen, M. Meyer, E. Hashem e G.G. Carter, pubblicato in preprint su bioRxiv nel 2026, i pipistrelli vampiro (Desmodus rotundus) indirizzano la pulizia reciproca verso le parti del corpo che un individuo non riesce a raggiungere autonomamente. Il risultato aggiunge un tassello importante alla comprensione della cooperazione sociale in questi chirotteri, già noti per comportamenti altruistici come la condivisione di pasti di sangue rigurgitato.[1][2][3]
Il grooming come pilastro della vita sociale dei pipistrelli vampiro
I pipistrelli vampiro sono tra i mammiferi più sociali al mondo. Il grooming, ossia la pulizia reciproca del pelo, occupa circa il 5% del tempo di veglia di questi animali ed è considerato un comportamento chiave per costruire e mantenere legami sociali. Gerald Carter, ecologo comportamentale dell’Ohio State University (ora alla Princeton University) e autore senior dello studio, ha dedicato anni di ricerca ai meccanismi che regolano la cooperazione in Desmodus rotundus.[4][5]
Il grooming svolge molteplici funzioni. Da un punto di vista igienico, serve a rimuovere ectoparassiti dalla pelliccia e dal patagio. Da un punto di vista sociale, funziona come una sorta di “valuta”: un modo a basso costo per ottenere tolleranza, instaurare fiducia e consolidare un legame con un altro individuo. Studi precedenti hanno dimostrato che il grooming rappresenta il primo passo nella costruzione di amicizie tra pipistrelli vampiro non imparentati, una fase propedeutica alla condivisione del cibo, che comporta un costo ben maggiore.[6][7][2]
Lo studio: il grooming mirato alle zone inaccessibili
Il nuovo studio pubblicato su bioRxiv nel 2026 si concentra su un aspetto finora poco indagato: la distribuzione del grooming sulle diverse parti del corpo. I ricercatori hanno analizzato dove esattamente i pipistrelli vampiro concentrano la pulizia sociale e hanno scoperto che le zone privilegiate sono quelle più difficili da raggiungere per l’individuo stesso, come la testa, il collo e la parte superiore del dorso.[3]
Questo dato suggerisce che il grooming sociale non sia soltanto un comportamento affiliativo generico, ma risponda anche a un bisogno funzionale concreto: rimuovere parassiti e sporcizia dalle aree che un pipistrello non può pulire con la propria lingua o con gli arti. La ricerca evidenzia inoltre differenze tra maschi e femmine. I maschi di pipistrello vampiro sono più inclini alla competizione aggressiva, per cui futuri approfondimenti dovranno confrontare le localizzazioni del grooming tra i due sessi.[3]
Un aspetto interessante è che gli esemplari coinvolti nello studio non erano a digiuno. Questo dettaglio è rilevante perché il leccamento della bocca (mouth licking), già analizzato in un precedente studio di Sopka, George e Carter del 2025, può servire a funzioni diverse dalla condivisione del cibo. Nei pipistrelli vampiro non a digiuno, il leccamento della bocca potrebbe avere un ruolo sociale o esplorativo piuttosto che alimentare.[8]
Cooperazione e reciprocità: il contesto più ampio
Il risultato si inserisce in un quadro scientifico ampio e in rapida espansione. La cooperazione nei pipistrelli vampiro è stata al centro di numerosi studi negli ultimi anni. Nel 2020, un lavoro pubblicato su Current Biology ha dimostrato che coppie di individui estranei costruiscono legami partendo dal grooming per poi arrivare alla condivisione del sangue, confermando la teoria dell'”alzare la posta in gioco” (raising the stakes). Nel 2022, un esperimento condotto nelle foreste panamensi ha mostrato che legami formati in cattività si mantengono anche dopo il rilascio in natura, con le coppie che continuavano a cercarsi e a dedicarsi al grooming reciproco tra centinaia di altri pipistrelli.[9][10][11][1]
Carter e colleghi hanno anche dimostrato che le relazioni cooperative si estendono oltre il rifugio: pipistrelli vampiro con legami sociali forti tendono a ritrovarsi durante la caccia notturna, suggerendo che la cooperazione abbia implicazioni anche per il foraggiamento sociale. Le relazioni a lungo termine, però, non dipendono dalle prime impressioni: uno studio del 2024 pubblicato sugli Annals of the New York Academy of Sciences ha evidenziato che i legami duraturi non sono facilmente prevedibili dalle interazioni iniziali, ma si sviluppano attraverso una storia condivisa di scambi sociali.[12][13]
Pipistrelli vampiro: biologia e comportamento sociale
Il pipistrello vampiro comune (Desmodus rotundus) è diffuso in America Centrale e Meridionale ed è uno dei soli tre mammiferi al mondo che si nutrono esclusivamente di sangue. Non succhia il sangue, come vuole il mito: con incisivi affilati incide la cute di bovini o altri animali d’allevamento e lecca la ferita. Se non riesce a nutrirsi per tre notti consecutive, rischia la morte.[14][2][15][6]
Questa pressione alimentare estrema ha favorito l’evoluzione di comportamenti cooperativi rari nel mondo animale. Le femmine, in particolare, formano gruppi sociali stabili di 8-12 individui e condividono il sangue rigurgitato con compagne in difficoltà, anche non imparentate. Il grooming rappresenta il collante di queste relazioni: un investimento a basso costo che prepara il terreno per la cooperazione ad alto costo.[16][11][17][6]
Implicazioni per la ricerca e la conservazione dei chirotteri
Lo studio di Chen e colleghi apre nuove piste di indagine. Comprendere come il grooming sociale sia distribuito sul corpo potrebbe aiutare a chiarire il ruolo dei parassiti nella dinamica delle relazioni sociali e a distinguere meglio tra grooming igienico e grooming puramente affiliativo. Questi risultati interessano non soltanto la chirotterologia, ma anche l’ecologia comportamentale comparata, offrendo paralleli con il grooming nei primati.
Per quanto riguarda la conservazione, capire i meccanismi di cooperazione sociale è fondamentale per gestire correttamente le popolazioni di pipistrelli vampiro, in particolare nel contesto del controllo della rabbia, che in alcune regioni dell’America Latina rappresenta un problema sanitario rilevante. I pipistrelli vampiro infetti tendono a modificare i propri comportamenti sociali, e il grooming è uno dei canali attraverso cui il microbioma sociale viene condiviso tra individui.[18][4]
La tutela dei pipistrelli in Italia
In Italia non vivono pipistrelli vampiro, ma il Paese ospita oltre 35 specie di chirotteri, tutte protette dalla legge. L’associazione Tutela Pipistrelli, fondata dalla dottoressa Alessandra Tomassini e con sede a Roma, si occupa da anni di recupero, riabilitazione e divulgazione sul mondo dei chirotteri. L’associazione gestisce una voliera dedicata presso la Parsec Flor in via della Marcigliana e promuove iniziative di sensibilizzazione rivolte al pubblico.[19][20][21][22]
Anche i pipistrelli italiani mostrano comportamenti sociali complessi, come la formazione di colonie riproduttive, la cura cooperativa dei piccoli e il grooming reciproco tra madri e neonati nelle nursery estive. Conoscere i risultati della ricerca internazionale aiuta a comprendere meglio la biologia di tutti i chirotteri e a promuovere una convivenza informata con questi mammiferi.[23]
Per informazioni sulla tutela dei pipistrelli in Italia: http://www.tutelapipistrelli.it