Il recupero di un pipistrello richiede pochi gesti corretti e il supporto di personale qualificato. Le nuove linee guida ISPRA spiegano perché ogni intervento deve seguire procedure precise per garantire il benessere dell’animale e la sua successiva reintroduzione in natura.
Recupero di un pipistrello: i primi gesti da compiere
Durante il periodo estivo aumenta il numero di segnalazioni di pipistrelli trovati a terra, sui balconi, nei giardini o all’interno delle abitazioni. In molti casi si tratta di giovani appena involati, animali debilitati oppure individui che hanno subito un trauma.
Gli esperti ricordano che un intervento corretto nelle prime fasi può fare la differenza. Se si trova un pipistrello in difficoltà è consigliabile raccoglierlo delicatamente utilizzando un panno o un tessuto, evitando il contatto diretto con le mani. L’animale va quindi sistemato in una scatola di cartone ben chiusa, nella quale siano stati praticati alcuni piccoli fori per consentire il ricambio dell’aria.
Successivamente è utile fotografare il dorso dell’animale e inviare le immagini, insieme alla località del ritrovamento indicando città e provincia, al numero 339 360 5949, gestito da specialisti che potranno fornire le indicazioni più adatte in base alla situazione.
Gli operatori raccomandano di non somministrare cibo o acqua e di non tentare cure improvvisate. Dopo la segnalazione sarà il personale competente a valutare le condizioni del pipistrello e a indicare le operazioni successive.
Le linee guida ISPRA spiegano perché il recupero è complesso
Dietro il recupero di un pipistrello esiste un percorso tecnico molto articolato. Per questo motivo l’ISPRA ha pubblicato le Linee guida per il recupero e la riabilitazione dei chirotteri, documento destinato ai Centri di Recupero della Fauna Selvatica, ai veterinari e agli operatori che si occupano della conservazione di queste specie. (ISPRA?)
Il manuale affronta tutte le fasi della gestione di un animale recuperato: criteri per il ricovero, modalità di stabulazione, protocolli veterinari, gestione delle principali patologie, valutazione della capacità di volo e criteri per il rilascio in natura. Comprende anche indicazioni dedicate alle specie esotiche e alle misure di biosicurezza per gli operatori. (ISPRA?)
Perché non bisogna improvvisare il soccorso di un pipistrello
I pipistrelli sono mammiferi selvatici protetti dalla normativa italiana ed europea. Un intervento non corretto può aumentare lo stress dell’animale, comprometterne il recupero oppure ridurre le possibilità di un ritorno alla vita libera.
Le linee guida sottolineano anche l’importanza di limitare la manipolazione allo stretto necessario e di affidare quanto prima l’animale a personale qualificato. La valutazione delle condizioni cliniche richiede infatti competenze specifiche, così come la successiva riabilitazione e il rilascio nel luogo più idoneo. (ISPRA?)
Un aiuto concreto per la conservazione dei chirotteri
Ogni segnalazione correttamente gestita contribuisce alla tutela dei pipistrelli, un gruppo di mammiferi fondamentale per gli ecosistemi grazie al controllo naturale degli insetti e al loro ruolo negli equilibri ambientali.
Le nuove linee guida ISPRA rappresentano oggi il riferimento nazionale per uniformare le procedure di recupero e migliorare le possibilità di sopravvivenza degli animali trovati in difficoltà. Anche i cittadini possono contribuire alla loro conservazione seguendo poche semplici regole e affidandosi ai canali di assistenza specializzati, evitando interventi autonomi che potrebbero compromettere il buon esito del recupero.
Fonti
- ISPRA – Linee guida per il recupero e la riabilitazione dei chirotteri?
- UNEP/EUROBATS – Guidelines for the Rescue and Rehabilitation of Bats published in Italy?
- Associazione Tutela Pipistrelli – Linee guida recupero e riabilitazione chirotteri?