Dalla biochimica delle grotte alla tecnologia del rilievo: l’eccellenza speleologica premiata da SSI ETS e La Venta
Annunciati i vincitori della seconda edizione del Premio Speleologico Internazionale “Giovanni Badino”
La Società Speleologica Italiana Ente del Terzo Settore -SSI ETS e l’Associazione di esplorazioni geografiche La Venta APS annunciano in Brasile i vincitori dell’edizione 2025 del Premio Speleologico Internazionale Giovanni Badino. Il prestigioso riconoscimento è volto a sostenere progetti di ricerca avanzata nel campo della speleologia, con un focus sullo sviluppo e l’applicazione di tecniche innovative per esplorazione, ricerca scientifica, divulgazione e documentazione degli ambienti ipogei.
Si è conclusa la seconda edizione del Premio Giovanni Badino, promosso dalla Società Speleologica Italiana ETS in collaborazione con La Venta – esplorazioni geografiche, con l’obiettivo di sostenere e valorizzare la ricerca speleologica in tutte le sue declinazioni: ambientale, tecnologica, geologica, biologica, storica e culturale. I dieci progetti premiati nel 2025 riflettono un panorama vivace e multidisciplinare, in grado di unire rigore scientifico, originalità e passione per l’esplorazione del mondo sotterraneo.
E allora, ecco la classifica completa del Premio Badino 2025:
1° posto: Andrew Farrant
“Speleogenetic modification of cave passages by nitrification of biogenic ammonia”
Un progetto innovativo che indaga il ruolo dell’ammoniaca prodotta biologicamente (ad esempio da colonie di pipistrelli) nei processi chimici di dissoluzione della roccia.
Farrant dimostra come la nitrificazione dell’ammoniaca possa contribuire in modo significativo alla morfogenesi delle grotte. Le implicazioni sono ampie: comprendere questi meccanismi aiuta a interpretare forme ipogee complesse e a valutare l’impatto ecologico di colonie animali su scala geochimica.
Il progetto di Andrew Farrant (British Geological Survey) premiato con il Premio Badino 2025 esplora un meccanismo innovativo di modificazione delle grotte, legato alla nitrificazione dell’ammoniaca biogenica. In ambienti sotterranei con colonie di pipistrelli o uccelli, l’ammoniaca rilasciata dal guano viene ossidata da microrganismi nitrificanti (soprattutto Archaea) in acido nitrico, che accelera la dissoluzione delle rocce carbonatiche.
Il processo, finora preso in poca considerazione, ha un impatto morfogenetico significativo: contribuisce all’allargamento secondario dei passaggi in grotta e modifica le forme originali. Le implicazioni sono rilevanti per la geomorfologia, l’ecologia ipogea e la conservazione degli ecosistemi sotterranei, soprattutto in grotte tropicali e temperate con alta attività biologica.
Il lavoro è stato pubblicato nel 2024 su SSRN, con il titolo Pervasive Speleogenetic Modification of Cave Passages by Nitrification of Biogenic Ammonia
SSRN – https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0169555X25002326?ssrnid=5067487&dgcid=SSRN_redirect_SD
2° posto: Paolo Scarabaggio
“Magneto: sistema open source per rilievi ipogei con calibrazione automatica dei sensori”
Magneto è un dispositivo modulare che automatizza la raccolta di dati spaziali in grotta attraverso sensori calibrabili in tempo reale.
Magneto è pensato per trasformare il rilievo in grotta rendendolo più accessibile, preciso e modulare, economico, replicabile e personalizzabile. Si tratta di un sistema open-source basato su componenti elettronici (es. sensori IMU, bussole digitali, eventualmente LiDAR o altimetri) ben documentati e assemblabili in autonomia, anche da gruppi speleologici amatoriali.
Il cuore del progetto è un algoritmo che calibra in modo dinamico i sensori durante l’uso: questo significa che, anche in condizioni difficili (umidità elevata, campi magnetici distorti o movimento discontinuo), Magneto pare poter garantire dati coerenti e affidabili senza la necessità di un controllo manuale continuo.
3° posto: Matteo Ruocco e Petra Cattano
“Meiofauna delle acque carsiche della Vena del Gesso Romagnola”
Uno studio ecologico che analizza la biodiversità dei minuscoli organismi bentonici (meiofauna) presenti nelle acque sotterranee carsiche. Il lavoro offre nuovi spunti per valutare la qualità degli ecosistemi ipogei e rappresenta un importante contributo alla biologia della conservazione.
Il progetto “Meiofauna delle acque carsiche della Vena del Gesso Romagnola” di Matteo Ruocco e Petra Cattano, finanziato dal NBFC tramite PNRR e NextGeneration?EU, studia per la prima volta la biodiversità della piccola fauna (organismi fra 63?µm e 1?mm) che popola sedimenti e laghetti ipogei nella Vena del Gesso Romagnola. Per questo, sono utilizzate tecniche di metabarcoding su 20 siti, permettendo di identificare simultaneamente molteplici taxa e di valutare la connettività ecologica tra grotte e ambiente esterno. Il progetto mira a mappare specie spesso ignote o endemiche e a impiegarle come bioindicatori per monitorare la qualità delle acque carsiche. I primi risultati, frutto di oltre un anno di campionamenti e analisi, saranno un prezioso contributo per la conservazione e la gestione dell’ecosistema sotterraneo.
4° posto – Théophile Cailhol e Charlotte Honiat
Esplorazioni speleologiche nel carsismo della Vanoise, Alpi francesi
Un lavoro che unisce ricerca morfologica, rilievi topografici e mappatura in una delle zone carsiche più complesse delle Alpi, con particolare attenzione ai cambiamenti climatici.
5° posto – Lorenzo Bordin
RADICE – RADiation under ICE: archivi glaciali di radioattività ambientale pre-moderna
Il progetto esplora le grotte glaciali come archivi di isotopi radioattivi, offrendo nuovi strumenti per ricostruire storie ambientali legate a contaminazioni antropiche o naturali.
6° posto – Siwei Tian
Cavway: dispositivo integrato di rilievo in grotta
Una grande soluzione per il rilievi ipogeo il più probabile successore del DistoX sul mercato: rilievi, georeferenziazione e sensori in un unico strumento.

Sito ufficiale: Sito ufficiale e blog del Cavway X1
https://cavedevice.com/
7° posto – Cristina Ancona
Caverna(e) solertes inquisitores: graffiti del XVI secolo a Martina Franca (TA)
Un affascinante studio storico-culturale che analizza iscrizioni e segni lasciati in grotte pugliesi da viaggiatori del XVI secolo, rivelando connessioni tra mondo ipogeo e cultura rinascimentale.
8° posto – Marcello Manea e Matteo Scapin
Soprattutto sotto: ricerca sull’Altipiano Faedo-Casaron
Un’indagine speleologica e geomorfologica su un altopiano poco conosciuto del Veneto, che combina esplorazione e ricerca ambientale per valorizzare il carsismo locale.

9° posto – Marcello Pellegrini
LiDAR iPhone e rilievo ipogeo
Una sperimentazione sull’uso del LiDAR integrato negli iPhone per la mappatura veloce e a basso costo delle grotte, con valutazioni sulla precisione e applicabilità reale sul campo.
Marcello Pellegrini e Massimiliano Zago hanno scritto un libretto in cui raccontano la loro esperienza nel rilievo ipogeo e il passaggio all’uso delle tecniche geomatiche: info: equipelidar@gmail.com
10° posto – Manlio Magnoni
L’Ovetto delle Tassare
Un’indagine multidisciplinare su una piccola cavità carsica e le sue peculiarità geomorfologiche, ambientali e mitologiche, che dimostra come anche le “piccole grotte” possano raccontare grandi storie.
Prossimi appuntamenti
La cerimonia di premiazione sarà integrata in uno degli eventi principali della SSI: aggiornamenti su data e luogo verranno pubblicati a breve.
Nel frattempo, SSI ETS e La Venta ringraziano tutti i partecipanti e rinnovano l’impegno a sostenere una speleologia scientifica, curiosa e aperta alla contaminazione tra discipline.
Complimenti a tutti!
