Esperti di speleologia dell’Università di Bologna al Cassero di Porta Lame per svelare i segreti della speleologia sarda
Il Gruppo Speleologico Bolognese-Unione Speleologica Bolognese organizzerà giovedì 2 ottobre presso la propria sede di Piazza VII Novembre 1944 al Cassero di Porta Lame la presentazione del volume “Grotta Santa Barbara – Tesoro della Miniera/Treasure of the Mine“.
L’evento avrà inizio alle ore 21:00 e vedrà protagonisti Paolo Forti e Jo De Waele, professori di Geomorfologia e Speleologia presso l’Università di Bologna[1][2].
I relatori: protagonisti della ricerca speleologica internazionale
Paolo Forti, professore emerito dell’Università di Bologna e già presidente della Società Speleologica Italiana e dell’Unione Internazionale di Speleologia, rappresenta una delle figure più autorevoli della speleologia mondiale[3][4]. Il suo contributo alla conoscenza delle grotte italiane e internazionali si è sviluppato attraverso oltre cinquant’anni di ricerche[5].
Jo De Waele, professore ordinario presso il Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell’Università di Bologna, si occupa di geografia fisica e geomorfologia con specializzazione nei fenomeni carsici[6][7]. Le sue ricerche spaziano dagli studi sui sistemi carsici costieri della Sardegna alle esplorazioni nei tepui venezuelani[8].
La Grotta Santa Barbara: un patrimonio geologico unico nel territorio iglesiente
La Grotta Santa Barbara, situata all’interno della miniera di San Giovanni nel comune di Iglesias, rappresenta un caso eccezionale nel panorama speleologico internazionale[9][10]. Scoperta fortuitamente nell’aprile del 1952 durante i lavori di scavo per un pozzo minerario, la grotta custodisce formazioni geologiche risalenti al Cambriano inferiore, circa 500 milioni di anni fa[11][12].
Le pareti della grotta sono caratterizzate dalla presenza di cristalli tabulari di barite bruno scuro, una peculiarità mineralogica che la distingue nel panorama delle cavità naturali[1][13]. Questa caratteristica, insieme alle concrezioni di calcite bianca e alle formazioni di aragonite eccentrica, crea un ambiente sotterraneo di notevole valore scientifico[9].
Il valore scientifico e la tutela della grotta di Santa Barbara
Nel luglio 2025, la Grotta Santa Barbara ha ricevuto il riconoscimento ufficiale come Monumento Naturale dalla Regione Sardegna, un provvedimento che ne sancisce l’importanza geologica e speleologica[14][2]. Il decreto firmato dall’assessora regionale Rosanna Laconi ha istituito la tutela di un’area di circa 0,18 ettari, con una zona di rispetto di quasi 38 ettari che comprende oltre 140 cavità ipogeiche[14].
La miniera di San Giovanni, che ospita la grotta, ha una storia che affonda le radici nell’epoca romana e ha visto successive fasi di sfruttamento fino alla chiusura definitiva nel 1998[15]. L’attività industriale moderna fu avviata nel 1867 dalla società inglese Gonnesa Mining Company Ltd per l’estrazione di minerali di piombo, argento e zinco[1][15].
La speleologia in Sardegna: ricerca e valorizzazione del territorio
La presentazione del volume sulla Grotta Santa Barbara si inserisce in un contesto più ampio di valorizzazione del patrimonio speleologico sardo. La Sardegna, per la sua conformazione geologica e la lunga tradizione mineraria, presenta numerose cavità di interesse scientifico che sono state oggetto di studi approfonditi[16].
Il GSB-USB, fondato nel 1932 da Luigi Fantini, ha una consolidata tradizione nella ricerca speleologica e nella divulgazione scientifica[17][18]. La sede del gruppo al Cassero di Porta Lame ospita il Museo di Speleologia “Luigi Fantini”, riconosciuto dall’ex IBACN della Regione Emilia Romagna e inserito nella lista dei musei della Città Metropolitana di Bologna[17][19].
La divulgazione della cultura speleologica nel territorio bolognese
L’iniziativa del 2 ottobre rappresenta un esempio dell’impegno del GSB-USB nella divulgazione della cultura speleologica. I “Martedì intelligenti” e gli eventi pubblici organizzati dal gruppo contribuiscono alla sensibilizzazione del pubblico sui temi della speleologia e della tutela ambientale[20][21].
Il volume “Grotta Santa Barbara – Tesoro della Miniera/Treasure of the Mine” si aggiunge alle numerose pubblicazioni scientifiche curate dal GSB-USB per la valorizzazione del patrimonio speleologico regionale e nazionale[22][23]. L’evento rappresenta un’occasione per approfondire la conoscenza di uno dei siti speleologici più significativi del Mediterraneo.
Fonti
[1] Grotta di Santa Barbara e Miniera di San Giovanni https://www.iglesiasturismo.it/grotta-di-santa-barbara-e-miniera-di-san-giovanni/
[2] La Straordinaria Grotta Santa Barbara di Iglesias diventa … https://www.scintilena.com/la-straordinaria-grotta-santa-barbara-di-iglesias-diventa-monumento-naturale-un-riconoscimento-per-la-speleologia-e-il-territorio/07/14/
[4] Paolo Forti – Università di Bologna – Academia.edu https://unibo.academia.edu/PaoloForti
[5] Speleotemi peculiari dei Gessi e delle Anidriti http://www.venadelgesso.it/2021/speleotemi.pdf
[6] Jo Hilaire Agnes De Waele https://www.unibo.it/sitoweb/jo.dewaele/pubblicazioni?page=14
[7] Jo Hilaire Agnes De Waele https://www.unibo.it/sitoweb/jo.dewaele/pubblicazioni?page=13
[8] Jo De Waele – Curriculum Vitae – Università di Bologna https://unibo.academia.edu/JoDeWaele/CurriculumVitae
[9] Grotta di Santa Barbara https://it.wikipedia.org/wiki/Grotta_di_Santa_Barbara
[10] Iglesias, Miniera di San Giovanni – grotta di Santa Barbara https://www.sardegnacultura.it/articolo/iglesias-miniera-di-san-giovanni