Storia della ricerca, protagonisti e scoperte nella Caverna delle Arene Candide e nelle grotte della Liguria di Ponente
Giovedì 22 gennaio 2026, alle ore 11:00, l’Aula Magna dell’Università di Genova (Via Balbi 2) ospiterà la presentazione del volume “Primitivi, sacerdoti e scienziati. L’archeologia preistorica nella Liguria di Ponente dall’uomo antidiluviano al carbonio-14”, a cura di Andrea De Pascale, funzionario conservatore dei Musei Civici di Genova.
L’incontro fa parte del ciclo InPrA – Incontri di Preistoria e Antropologia, organizzato dalla Scuola di Scienze Umanistiche dell’Università di Genova, con il patrocinio del Ministero della Cultura e del Museo Archeologico del Finale. Interverranno anche Vincenzo Tinè, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Liguria, e Giovanni Murialdo dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri.
Il volume ricostruisce una pagina affascinante – e spesso poco nota – della storia dell’archeologia preistorica in Liguria, ripercorrendo le vicende umane e scientifiche che hanno segnato gli scavi nella celebre Caverna delle Arene Candide e in altre grotte del Ponente ligure, tra Ottocento e Novecento.

Emergono figure emblematiche come quella del sacerdote-scienziato don Morelli, che nel 1888 pubblicò il catalogo dei fossili rinvenuti nella caverna (oggi nel territorio di Finale Ligure), e che coniugò fede e metodo scientifico in un’epoca in cui l’archeologia preistorica muoveva i primi passi tra intuizioni, dibattiti e stereotipi sull’“uomo primitivo”.
Attraverso fotografie d’epoca, documenti d’archivio e nuove letture critiche, il libro esplora il contributo di studiosi, speleologi, religiosi e istituzioni, tracciando un quadro vivace della nascita di una disciplina che affonda le radici proprio nelle ricerche nelle grotte liguri.
Il volume e l’evento di presentazione ruotano attorno a luoghi chiave per l’archeologia e la speleologia. Grotte come la Caverna delle Arene Candide sono tra i siti preistorici più importanti d’Italia, esplorati sin dal XIX secolo da archeologi e speleologi. La documentazione, lo scavo e la mappatura di questi ambienti sotterranei sono attività in cui archeologia e speleologia si incontrano naturalmente.
L’argomento interessa dunque profondamente anche il mondo speleologico, soprattutto per chi si occupa di archeospeleologia, storia delle esplorazioni in grotta o cultura materiale legata ai contesti ipogei.
Non è un caso che a ricordarlo sul suo profilo social sia Fabio Negrino, archeologo, docente all’Università di Genova e anche speleologo, che segnala inoltre la possibilità di seguire l’evento anche da remoto tramite Teams (per ricevere il link, scrivere a: fabio.negrino@unige.it).
I protagonisti: voci della ricerca
Alla presentazione interverranno alcune figure di spicco del panorama archeologico ligure.
Andrea De Pascale, archeologo e curatore del volume, è funzionario conservatore dei Musei Civici di Genova e conservatore del Museo Archeologico del Finale. Specializzato in preistoria ligure e storia delle ricerche paletnologiche, si occupa da anni della valorizzazione del patrimonio archeologico in grotta.
Vincenzo Tinè, Soprintendente per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Liguria, coordina le attività di tutela e promozione del patrimonio archeologico regionale, con particolare attenzione ai contesti preistorici e protostorici.
Giovanni Murialdo, dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri, è studioso attivo da decenni nella ricerca sul territorio, con numerosi contributi dedicati all’archeologia e alla storia del Finalese.
E Fabio Negrino, che ha dato notizia dell’evento, è professore associato di Preistoria e Protostoria (SSD ARCH-01/A) presso il Dipartimento di Antichità, Filosofia e Storia (DAFIST) dell’Università degli Studi di Genova. Attualmente Direttore della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici, si occupa di Preistoria mediterranea, con particolare attenzione agli insediamenti in grotta della Liguria.