Esplorazioni storiche e nuove scoperte arricchiscono un numero ricco di contributi da Friuli Venezia-Giulia e Slovenia
«Fresco di tipografia il volume XXII del nostro Bollettino! Dopo Capo Volta eccolo a disposizione su Internet». Così scrive il Gruppo Triestino Speleologi (GTS) sul proprio sito, annunciando l’uscita del nuovo numero del suo bollettino.
Il GTS, attivo dal 1946, è socio della Società Speleologica Italiana – SSI ETS, della Federazione Speleologica Regionale del Friuli Venezia Giulia (FSRFVG) e della Federazione Speleologica Triestina (FST). Da quasi ottant’anni opera nelle cavità del Friuli Venezia Giulia e delle aree vicine, promuovendo la conoscenza e la tutela del patrimonio ipogeo.
Il volume XXII raccoglie, oltre alla relazione delle attività svolte nel 2024, diversi contributi presentati ai convegni Speleo2022 e Speleo2025.
Spiccano articoli dedicati a luoghi simbolo della speleologia regionale e transfrontaliera, come il nuovo rilievo della Grotta Verde, il Terzo di Trebiciano (una cavità investigata e poi occlusa già a inizio ’800), il Burrone di Orle con il ritrovamento di una targa lasciata da soci GTS nel 1947, e l’Abisso III di Gropada, riscoperto a cent’anni dalla sua prima esplorazione dopo decenni di oblio.

E ancora contributi frutto della collaborazione con altri gruppi, come i lavori di rilevamento nel Complesso del Monte Croce Carnico con la Società di Studi Carsici A.F. Lindner, e uno sguardo approfondito alla storia dell’Abisso Bolletti, che potrebbe ancora riservare sorprese esplorative.
Chiude il volume un articolato contributo di Mila Bottegal sul collezionismo speleologico, impreziosito da fotografie, vignette tratte dalla Settimana Enigmistica (e qui riprodotte… come resistere?) e riflessioni che coniugano passione, memoria e cultura speleologica.

La versione sfogliabile del bollettino è disponibile sul sito ufficiale del GTS al link https://gtspeleo.it/bollettino-del-gts-volume-xxii/
