Nel cuore del carso salentino, una dolina rivela come il pianeta sta trasformando gli ecosistemi fragili della Puglia—e cosa insegna agli speleologi
Il Lago del Capraro non è una vera laguna. Non è nemmeno una grotta. Eppure, per chi sa leggerlo, questo piccolo specchio d’acqua temporaneo tra Soleto e Sternatia racconta storie profonde di dissoluzione calcarea, adattamenti biologici estremi e il dramma silenzioso che attende i paesaggi carsici in un’epoca di cambiamento climatico accelerato.
A prima vista, la “dolina carsica” del Capraro appare come una semplice depressione ellittica nel piano del Salento—130 metri di lunghezza, 100 metri di larghezza, circondata da scarpate calcaree di circa 5 metri. In superficie, sembra inerte.
Ma l’articolo pubblicato nel 2023 su Acta Carsologica dai geomorfologi Gianfreda, Negri e Sansò ha svelato quello che l’occhio non vede: il fondo di questa dolina è un laboratorio vivente di processi carsici ancora attivi, e il suo destino è legato ai cambiamenti climatici che trasformeranno il Mediterraneo nei prossimi decenni.[1]
Una Forma Carsica Affascinante: Come Nasce una Dolina di Dissoluzione
Il termine “soluzione doline” (solution doline) indica depressioni create dalla dissoluzione della roccia calcarea—non dal collasso di cavità sotterranee, ma dal lento, costante scioglimento della pietra causato dall’acqua acidificata da anidride carbonica e acidi organici del suolo.
L’acqua penetra le fratture della roccia, dissolve il carbonato di calcio, e la roccia scompare, creando uno spazio vuoto che il materiale in superficie lentamente collassa a riempire.[2]
Il Lago del Capraro è una forma classica di questo processo. Il suo fondo, situato a circa 65 metri sul livello del mare, è coperto da un riempimento di argille sabbiose e colluvioni—rifiuti di roccia e suolo che si sono accumulati nel corso di millenni.
Questo riempimento, apparentemente inerte e pianeggiante, nasconde la vera dinamica del sito: il processo di dissoluzione continua ancora oggi, lentamente, nella roccia calcarea sottostante.[1]
Metodologie Innovative: Come gli Speleo-Geomorfologi Leggono il Sottosuolo
Lo studio del Capraro rappresenta un modello di metodologia multi-disciplinare che gli speleologi potrebbero adottare in altre ricerche. Gianfreda e colleghi hanno combinato tre tecniche complementari per ottenere un’immagine completa del sito:
1. Electrical Resistivity Tomography (ERT) – Una tecnica non invasiva che utilizza corrente elettrica per mappare la resistività del sottosuolo. L’ERT permette di distinguere orizzonti geologici diversi: argille umide (bassa resistività) contrastano nettamente con roccia calcarea asciutta (alta resistività).
Nel Capraro, l’ERT ha rivelato zone preferenziali di infiltrazione dell’acqua—specie “corridoi” verticali dove l’acqua penetra più facilmente verso il substrato, fungendo da “tubi di scarico” naturali.[3][1]
2. Sismica a Rifrazione – Complementare all’ERT, questa tecnica utilizza onde sonore per determinare la geometria esatta dei depositi di riempimento e la profondità della roccia sottostante.[1]
3. Cone Dynamic Penetrometer Test – Uno strumento geotecnico che spinge una punta conica nel terreno, misurando la resistenza meccanica a varie profondità.
I risultati sono stati rivelatori: la resistenza diminuisce significativamente verso il basso, suggerendo che i processi di dissoluzione carsica rimangono attivi al fondo della dolina, indebolendo la roccia e createando cavità microscopiche che riducono la coesione del materiale.[1]
Questi tre metodi, integrati, forniscono ai ricercatori un modello tridimensionale preciso della dolina—il tipo di intelligenza che potrebbe trasformare lo studio di altre cavità e forme carsiche in Italia.
L’Habitat Prioritario: Un Stagno Temporaneo che Sostiene una Biodiversità Straordinaria
Il valore ecologico del Capraro emerge quando le piogge autunnali trasformano il fondo della dolina in uno specchio d’acqua.
La Direttiva Habitat dell’Unione Europea (92/43/CEE) classifica questi ambienti—gli “stagni temporanei mediterranei” (codice habitat 3170)—come prioritari: ecosistemi così fragili e minacciati che meritano protezione speciale.[4]
Questi stagni sono il regno delle piante annuali specializzate—terofite, geofite e idrofite anfibio-temporanee—che hanno evoluto strategie straordinarie per sopravvivere al ciclo ciclopico di inondazione e aridità.
Germinano solo quando l’acqua arriva, fioriscono rapidamente, si riproduc ono, e poi scompaiono nella stagione secca, affidandosi a semi dormienti nel suolo per la generazione successiva.[5]
Il Lago del Capraro è un sito di importanza internazionale per questo ecosistema.
Nel passato ha ospitato il Marsilea strigosa, una felce acquatica rara che era scomparsa dalla Puglia da oltre un secolo prima di essere riscoperta in questo sito. La sua presenza attesta la rarità e il valore conservazionistico del luogo.[6]
Tuttavia, il quadro è complesso. La dolina si trova in una “situazione ambientale precaria”—circondata da agricoltura intensiva, con edifici adiacenti, e soggetta a pressioni antropiche che includono aratura accidentale, drenaggio intenzionale, e accumulo di rifiuti inerti.
In Puglia, gli stagni temporanei hanno subito perdite superiori al 50% negli ultimi due decenni, principalmente a causa dell’intensificazione irrigua.[7][4]
Il Dato Climato-Carsico che Cambia Tutto
Lo studio presenta una conclusione allarmante con implicazioni profonde non solo per il Capraro, ma per tutti i sistemi carsici mediterranei: il riscaldamento globale e le alterazioni dei regimi idrici renderanno la formazione dello stagno temporaneo sempre più rara in futuro.
Ecco il meccanismo. La dissoluzione carsica continua al fondo della dolina sta ampliando le zone di infiltrazione dell’acqua.
Il cone penetrometer test ha mostrato una diminuzione della resistenza meccanica verso il basso—evidenza di un’attiva erosione chimica che crea microporosità e connessioni sotterranee sempre più efficienti.
In altre parole, l’acqua che piove sul fondo della dolina avrà sempre più facilità ad infiltrarsi verso l’acquifero profondo, anziché accumularsi in uno stagno superficiale.[1]
Contemporaneamente, i modelli climatici globali prevedono due fenomeni per il Mediterraneo:
- Intensificazione stagionale dei periodi piovosi – Le piogge si concentreranno in episodi più violenti nei mesi autunnali, piuttosto che distribuirsi uniformemente.
- Riduzione complessiva della precipitazione annuale – Il trend decennale mostra una contrazione della pioggia totale in molte aree mediterranee.
L’effetto netto è che uno stagno come il Capraro avrà meno opportunità di formarsi e di mantenersi. Anche quando piove, l’acqua sparirà più velocemente attraverso i “tubi di scarico” carsici che si sono allargati nei millenni. E quando piove meno complessivamente, il periodo di inondazione—l'”idroperiodo”—si accorcia drammaticamente.[8][1]
Studi già condotti su stagni temporanei portughesi tra il 2016 e il 2021 confermano questo scenario allarmante: una riduzione della precipitazione annuale ha determinato una contrazione critica dell’idroperiodo, minacciando la vitalità dell’intero ecosistema. Le piante specializzate per questi ambienti hanno tempi di germinazione e riproduzione sintonizzati a un ciclo idrologico specifico; quando quel ciclo cambia, l’ecosistema crolla.[8]
Cosa Insegnano i Dati del Capraro ai Geomorfologi e agli Speleologi
Questo studio racchiude lezioni profonde per la comunità speleologica italiana:
1. La dissoluzione carsica rimane un processo dinamico e misurabile nel presente, non solo una forza del passato geologico. Usando strumenti geofisici moderni, siamo in grado di documentare come il carsismo continua a trasformare il paesaggio attualmente. Questo ha implicazioni per la gestione di caverne turistiche, la previsione di crolli di doline, e la comprensione dell’evoluzione futura delle forme di superficie.
2. I cambiamenti climatici non minacciano solo le grandi specie cavernicole (pipistrelli, protei, crostacei troglobi). Minacciano gli ecosistemi superficiali legati ai sistemi carsici—piccoli stagni, zone umide temporanee, aree di infiltrazione—che sono ugualmente ricchi di biodiversità e altrettanto fragili. La speleologia “classica” (lo studio delle caverne sotterranee) è inestricabilmente legata alla geomorfologia carsica di superficie.
3. La rete Natura 2000 e gli habitat prioritari europei rappresentano un’opportunità per la ricerca integrata. Il Lago del Capraro è ora inserito nelle Zone Speciali di Conservazione (ZSC), uno status che offre protezione legale ma anche opportunità per la ricerca scientifica coordinata. Gli speleologi italiani potrebbero posizionarsi come esperti essenziali nel monitoraggio e nello studio di questi siti.
4. Le metodologie geofisiche (ERT, sismica, geotecnica) sono trasferibili ad altri siti carsici. Non sono costose, non sono invasive, e possono fornire dati straordinariamente dettagliati su forme carsiche complesse—dalle doline alle caverne sommerse fino ai sistemi acquiferi sotterranei.
Le Minacce Antropiche: Oltre il Clima
Non è il clima solo a minacciare gli stagni come il Capraro. Le pressioni umane rimangono acute:
- Aratura e colmatura: Agricoltori hanno storicamente riempito doline con terreno, trasformandole in campi coltivabili.
- Drenaggio intenzionale: Nei terreni agricoli, gli stagni sono spesso visti come “sprechi” idrici.
- Contaminazione: Accumuli di rifiuti inerti e in taluni casi contaminazione chimica riducono il valore conservazionistico.
- Alterazione dell’idroperiodo dovuta all’irrigazione intensiva: Nei territori dove l’irrigazione è massiccia, la falda acquifera si abbassa, riducendo la frequenza di inondazione naturale delle doline.
In Puglia, sette siti Natura 2000 ospitano l’habitat prioritario 3170. Tuttavia, ricerche recenti suggeriscono che il numero reale di stagni temporanei significativi sia stato sistematicamente sottostimato—molti siti minori, non catalogati, ospitano comunità biologiche importanti.[9]
Speranza e Resilienza: Cosa Possiamo Imparare
Nonostante la prospettiva cupa, lo studio del Capraro contiene anche insegnamenti sulla resilienza. Il fatto che la ricerca scientifica abbia individuato un’anomalia geomorfologica (la diminuzione della resistenza meccanica verso il basso) significa che possiamo monitorare il processo di dissoluzione nel tempo, tracciando come le zone di infiltrazione evolvono anno dopo anno. Una stazione di monitoraggio permanente, con misure della resistività, della piezometria (livello della falda), e della composizione chimica dell’acqua, potrebbe fornire segnali di allarme precoce di cambiamenti drammatici.
Inoltre, la designazione del Capraro come ZSC apre la possibilità di gestione attiva della dolina: protezione dalle pressioni agricole, il ripristino di aree di rispetto intorno al sito, e persino interventi di restauro idrologico—come la rimozione di canali di drenaggio artificiali che riducono l’idroperiodo.
La Penisola Salentina ospita una biodiversità carsica ipogea e superficiale straordinaria. La Palude del Capitano, il cui laboratorio di ricerca è stato inaugurato nel dicembre 2024, rappresenta un segnale che la ricerca coordinata su questi ecosistemi fragili sta guadagnando slancio. Il Capraro potrebbe diventare il prossimo centro di monitoraggio permanente per comprendere come i processi carsici interagiscono con il cambiamento climatico.[10]
Conclusione: Un Invito alla Comunità Speleologica
Lo studio di Gianfreda, Negri e Sansò sul Lago del Capraro non è una semplice monografia geomorfologica. È un appello tranquillo ma deciso alla comunità speleologica italiana a riconoscere che il nostro lavoro non termina al limite della caverna.
I processi sotterranei—la dissoluzione continua, la circolazione dell’acqua, l’evoluzione dell’acquifero—modellano integralmente il paesaggio di superficie. E il paesaggio di superficie ospita ecosistemi che dipendono da cicli idrologici precisi.
In un’epoca di cambiamento climatico accelerato, comprendere come questi sistemi cambiano—e anticipare il cambiamento con dati scientifici solidi—è una responsabilità che ricade su di noi come ricercatori e speleologi. Il Capraro ci insegna che le piccole cose—uno stagno temporaneo, una dolina semiconosciuta, una felce rara che torna dopo cent’anni—meritano la massima attenzione scientifica.
Perché una volta che scompaiono, le portiamo via per sempre.
GLOSSARIO DELL’ARTICOLO: “Quando la Terra respira: Il Lago del Capraro”
A
Acquifero
Sistema geologico saturo d’acqua capace di immagazzinare e trasmettere acqua. Nel contesto carsico, gli acquiferi sono spesso sottili e altamente vulnerabili alla contaminazione perché l’acqua penetra rapidamente attraverso le fratture della roccia calcarea.
Acque di origine carsica
Acque che si infiltrano nei sistemi carsici e circolano attraverso cavità sotterranee e fratture, riemergendo come sorgenti. Nelle regioni carsiche come il Salento, queste acque rappresentano una risorsa idrica critica e sono spesso utilizzate per l’approvvigionamento umano e agricolo.
Anidride carbonica (CO2)
Gas presente naturalmente nell’atmosfera e nel suolo. Quando dissolto in acqua, forma acido carbonico (H2CO3), che è il principale agente responsabile della dissoluzione della roccia calcarea nei sistemi carsici.
Anfibio-temporaneo (idrofita)
Pianta acquatica specializzata che può sopravvivere sia in condizioni di immersione che di siccità. Nelle zone umide temporanee come il Lago del Capraro, queste piante hanno cicli vitali sincronizzati con i periodi di inondazione e aridità.
C
Calcarea/o (roccia)
Roccia sedimentaria composta principalmente da carbonato di calcio (CaCO3), come il calcare e la dolomia. È solubile in acqua leggermente acida, per cui è soggetta ai processi carsici.
Carbonato di calcio (CaCO?)
Composto chimico che costituisce la roccia calcarea. Si dissolve in acqua contenente anidride carbonica, creando una soluzione di bicarbonato di calcio che viene trasportata dall’acqua sotterranea.
Carso/Carsismo
Dal toponimo “Carso”, la regione carsica tra Trieste e la Slovenia. Il termine descrive tutte le forme di paesaggio e i processi geologici originati dalla dissoluzione della roccia calcarea, incluse doline, caverne, inghiottitoi e sistemi acquiferi complessi.
Cavità sotterranea
Spazio vuoto nel sottosuolo, che può variare da piccoli pori e fratture fino a grandi grotte e sistemi di caverne estese per chilometri.
Ciclo idrologico (idroperiodo)
Nel contesto degli stagni temporanei, è il periodo durante il quale l’acqua persiste nella depressione. Ha inizio con le piogge autunnali e termina nella stagione estiva quando l’acqua evapora o si infiltra completamente.
Colluvioni
Accumuli di detriti di roccia e suolo che si spostano lentamente verso il basso per gravità, specie lungo pendii. Nel fondo delle doline, le colluvioni formano un riempimento eterogeneo di materiali.
Colmare (una dolina)
Atto di riempimento deliberato di una dolina con terreno, tipicamente per scopi agricoli. Pratica antropica molto diffusa in passato che ha distrutto numerosi stagni temporanei.
Cone Dynamic Penetrometer Test
Tecnica geotecnica non invasiva che spinge una punta conica nel terreno, misurando la resistenza meccanica a varie profondità. Fornisce informazioni sulla densità, coesione e possibili variazioni stratigrafiche dei depositi.
Contaminazione
Introduzione di sostanze estranee (rifiuti, inquinanti chimici, microplastiche) in un ecosistema naturale. Nelle doline, l’accumulo di rifiuti inerti è una delle minacce principali allo stato di conservazione degli habitat.
Corrente elettrica (applicata in geofisica)
Nel metodo ERT, corrente a bassa intensità iniettata nel terreno per misurarne la resistività. Permette di creare mappe tridimensionali della distribuzione dell’umidità e dei diversi orizzonti geologici.
D
Depressione carsica
Forma di paesaggio caratterizzata da uno sprofondamento rispetto al piano circostante, causato da dissoluzione di roccia sotterranea. Include doline, inghiottitoi, e altre cavità di superficie.
Diagenesi
Processo di trasformazione di sedimenti in roccia consolidata nel tempo geologico. Nel contesto carsico, è importante per comprendere come i riempimenti di doline (colluvioni) si trasformano gradualmente in roccia.
Direttiva Habitat (92/43/CEE)
Normativa europea che stabilisce l’istituzione della rete “Natura 2000” e classifica habitat e specie di interesse conservazionistico comunitario. Distingue tra habitat “ordinari” e habitat “prioritari” (in grave pericolo di estinzione).
Diritto di scarico
Nel contesto idrogeologico, il rilascio controllato di acqua da una cavità sotterranea verso l’ambiente esterno, spesso attraverso sorgenti naturali o sistemi di drenaggio artificiali.
Dissoluzione carsica
Processo chimico mediante il quale l’acqua leggermente acida (contenente CO? e acidi organici) dissolve la roccia calcarea, creando vuoti e fratture. È il meccanismo fondamentale della genesi di tutte le forme carsiche.
Dolina
Depressione di forma generalmente circolare o ellittica nel paesaggio carsico, originata dalla dissoluzione di roccia calcarea sottostante e dal conseguente collasso parziale della superficie. Le doline possono contenere stagni temporanei, laghi permanenti, o rimanere aride.
Dolina di dissoluzione (solution doline)
Tipo di dolina formata principalmente dalla dissoluzione chimica della roccia calcarea, senza collasso di cavità cavernosa. Il Lago del Capraro è un esempio classico.
Drenaggio (intenzionale)
Pratica agronomica di rimozione artificiale dell’acqua dal suolo, mediante canali, tubi o altre infrastrutture. Nelle aree agricole, il drenaggio intenzionale ha decimato gli stagni temporanei naturali.
E
Ecosistema temporaneo
Ambiente biologico caratterizzato da fluttuazioni drastiche e cicliche (inondazione-aridità). Gli stagni temporanei mediterranei sono esempi paradigmatici, con cicli sincronizzati alle piogge invernali.
Electrical Resistivity Tomography (ERT)
Metodologia geofisica non invasiva che utilizza corrente elettrica per misurare la resistività del sottosuolo e creare mappe tridimensionali della distribuzione di umidità, roccia, e depositi sedimentari. Essenziale per lo studio di doline e cavità senza danneggiarle.
Episodio piovoso
Evento meteorologico di precipitazione. Nel contesto del cambiamento climatico mediterrane o, gli episodi divengono sempre più intensi e concentrati (piogge violente) piuttosto che distribuiti uniformemente.
Erosione chimica
Dissoluzione della roccia causata da reazioni chimiche (non da abrasione fisica). Nel carsismo, l’erosione chimica è dominante e causa la maggior parte della perdita di massa calcarea.
Evaporazione
Passaggio di acqua dallo stato liquido allo stato di vapore, causato dal calore solare. Negli stagni temporanei mediterranei, l’evaporazione estiva è il principale fattore di asciugamento della dolina.
F
Falda acquifera
Livello sotterraneo saturo d’acqua continua o semicontinua. La profondità della falda determina se una dolina può contenere uno stagno temporaneo o rimane secca.
Frattura della roccia
Interruzione della continuità della roccia (non necessariamente con separazione dei blocchi). Nelle rocce calcaree, le fratture sono i percorsi preferenziali per la circolazione dell’acqua e la dissoluzione.
Frequentazione speleologica
Accesso e visita di caverne naturali da parte di speleologi per scopi scientifici, esplorativi, o ricreativi. L’uso ripetuto può danneggiare ecosistemi fragili, per cui è necessario autolimitazione consapevole.
G
Geofisica
Branca della geologia che utilizza metodi fisici (elettrici, sismici, magnetici, ecc.) per investigare la struttura e le proprietà del sottosuolo senza scavi invasivi.
Geomorfologia
Scienza che studia le forme del paesaggio e i processi che le originano. La geomorfologia carsica è una specialità cruciale per comprendere doline, caverne, e sistemi idrogeologici.
Geotecnica
Disciplina che studia il comportamento meccanico dei terreni e delle rocce, con applicazioni in ingegneria civile e ambientale. Nel Capraro, i test geotecnici hanno rivelato il processo attivo di dissoluzione.
H
Habitat 3170 (Natura 2000)
Codice identificativo dell’Unione Europea per gli “stagni temporanei mediterranei”—un habitat prioritario, cioè in pericolo critico di estinzione e meritevole di protezione speciale.
Habitat prioritario
Classificazione europea per ecosistemi rari e minacciati che richiedono azioni di conservazione urgenti. Gli stagni temporanei mediterranei sono habitat prioritari in tutta l’UE.
I
Idrofita
Pianta che vive completamente immersa o galleggiante in acqua (o in substrati saturo d’acqua). Nelle doline, le idrofite annuali si specializzano nel ciclo dell’inondazione stagionale.
Idrogeologia
Scienza che studia il flusso e il comportamento dell’acqua nel sottosuolo, inclusi i sistemi carsici complessi. L’idrogeologia del Capraro rivela zone di infiltrazione preferenziale verso la falda profonda.
Idroperiodo
Durata del periodo durante il quale una zona umida temporanea rimane inondata (cioè contiene acqua). L’idroperiodo è il fattore ecologico critico per le specie specializzate degli stagni temporanei.
Inghiottitoio (sinkhole)
Apertura o cavità nella roccia calcarea dove l’acqua superficiale penetra direttamente nel sottosuolo. A differenza di una dolina, un inghiottitoio ha forme più accentuate e spesso comunica direttamente con cavità cavernose.
Infiltrazione
Movimento dell’acqua attraverso il suolo e la roccia porosa verso l’acquifero profondo. Nelle doline carsiche, l’infiltrazione è il meccanismo principale di drenaggio dello stagno temporaneo.
Intensificazione agricola (intensificazione irrigua)
Pratica moderna di agricoltura che massimizza la produzione mediante irrigazione artificiale e uso intenso di input chimici. Nel Salento, l’intensificazione irrigua ha abbassato significativamente la falda acquifera locale, riducendo la frequenza di inondazione delle doline naturali.
Intensificazione stagionale delle piogge
Tendenza climatica per cui la precipitazione annuale si concentra in episodi isolati molto intensi, piuttosto che distribuirsi uniformemente nel tempo. Questo fenomeno è previsto nei modelli climatici per il Mediterraneo futuro.
Irrigazione
Fornitura artificiale di acqua ai campi agricoli. L’irrigazione intensiva estrae acqua dalle falde sotterranee, abbassandone il livello e riducendo la capacità delle doline di formarsi stagni naturali.
L
Leaching (lisciviazione chimica)
Processo di dissoluzione e trasporto di minerali solubili (come il carbonato di calcio) mediante passaggio di acqua attraverso la roccia. Nel Capraro, il leaching attivo al fondo della dolina crea microporosità crescente.
Lepidoteca
Collezione di ali o squame di farfalle e altri insetti. Non pertinente al presente articolo, ma incluso per completezza lessicale speleologica.
M
Marsilea strigosa
Felce acquatica rara della famiglia Marsileaceae, caratterizzata da foglie pelose. Era scomparsa dalla Puglia per oltre un cento anni prima di essere riscoperta nel Lago del Capraro, testimoniando l’eccezionale valore conservazionistico del sito.
Materiali colluviali
Vedi “colluvioni”: accumuli di detriti che riempiono depressioni come le doline.
Microporosità
Presenza di piccoli pori (pochi micrometri) nel terreno o nella roccia. Aumenta la permeabilità e riduce la coesione meccanica. Nel Capraro, l’aumento della microporosità è dovuto al leaching attivo.
Migrazione (di specie)
Spostamento di popolazioni di organismi da un habitat a un altro, spesso causato da cambiamenti ambientali o perdita di habitat. Nel contesto del cambiamento climatico, molte specie mediterranee migrano verso nord o verso quote più elevate.
Mineralogia
Scienza che studia la composizione chimica e la struttura cristallina dei minerali. Nel carsismo, è importante per comprendere la genesi di speleotemi (stalagmiti, stalattiti, ecc.).
Monitoraggio ambientale
Osservazione sistematica e ripetuta di parametri ambientali (temperatura, umidità, resistività, piezometria, ecc.) per tracciare cambiamenti nel tempo. Essenziale in grotte turistiche e siti di ricerca come il Capraro.
N
Natura 2000
Rete ecologica europea di aree protette istituita dalla Direttiva Habitat (92/43/CEE). Include Zone di Protezione Speciale (ZPS) per gli uccelli e Zone Speciali di Conservazione (ZSC) per habitat e specie di interesse comunitario.
Non invasivo (metodologia)
Tecnica di ricerca che non richiede scavi, carotaggi, o altre modifiche permanenti dell’ambiente investigato. Le tecniche geofisiche (ERT, sismica) sono non invasive, a differenza dei sondaggi meccanici.
O
Orizzonte geologico
Strato o livello di roccia/sedimento caratterizzato da proprietà distintive (composizione, granulometria, colore, ecc.). L’ERT permette di distinguere orizzonti diversi sulla base della resistività elettrica.
P
Paleoclima (paleoclimatologia)
Clima di periodi passati ricostruito mediante dati indiretti (sedimenti, pollini, isotopi, speleotemi, ecc.). Le grotte conservano archivi paleoclimatici eccezionali per periodi di 100,000+ anni.
Paleosismicità
Attività sismica nel passato geologico, ricostruita mediante evidenze di fratture, deformazioni e depositi caotici. La geofisica e la speleologia contribuiscono a tracciare la storia sismica regionale.
Penisola Salentina (Salento)
Regione geografica nel sud-est della Puglia (provincia di Lecce), caratterizzata da un paesaggio carsico sviluppato su rocce calcaree di età Cretacea e Terziaria. È un hotspot di biodiversità carsica e speleologica per l’Italia.
Piezometria (livello piezometrico)
Misura della profondità della falda acquifera rispetto al piano campagna. Nel Capraro, il livello piezometrico determina se la dolina contiene acqua o rimane asciutta.
Pioggia (precipitazione)
Caduta d’acqua dal cielo in forma di gocce liquide. Nel Salento, le piogge sono concentrate principalmente tra novembre e marzo; l’estate è intensamente asciutta.
Piezometro
Strumento per misurare il livello della falda acquifera. Consiste in un tubo infisso nel suolo con marcature di profondità.
Porosità
Frazione di volume di una roccia o sedimento occupata da pori (spazi vuoti). La porosità aumenta progressivamente in rocce calcaree sottoposte a dissoluzione carsica prolungata.
Precipitazione
Quantità di acqua che cade dal cielo (pioggia, neve, grandine). Nel contesto del cambiamento climatico, il trend mediterraneo è verso una riduzione complessiva della precipitazione annuale.
R
Resistività elettrica
Proprietà di un materiale di opporre resistenza al passaggio di corrente elettrica. Nel suolo e nella roccia, la resistività varia con il contenuto d’acqua, la composizione mineralogica e la densità. L’ERT misura queste variazioni per mappare il sottosuolo.
Restauro idrologico
Intervento di gestione ambientale volto a ripristinare i cicli idrologici naturali di un ecosistema, ad esempio mediante rimozione di canali di drenaggio artificiali o ripristino di zone umide.
Ricerca integrata (o multidisciplinare)
Approccio scientifico che combina metodologie e competenze di più discipline (geologia, geofisica, biologia, ecologia, ecc.) per comprendere un sistema complesso. Lo studio del Capraro è un esempio di ricerca integrata.
Rifiuti inerti
Detriti solidi non biodegradabili (calcinacci, mattoni, cemento, pietrisco, ecc.) spesso accumulati illegalmente nelle doline e zone umide. Rappresentano una grave minaccia ecologica.
S
Salinità (dell’acqua)
Concentrazione di sali disciolti nell’acqua. Nelle doline costiere carsiche, l’acqua può essere salmastra per contaminazione marina sotterranea. Nel Capraro, la salinità è bassa perché la dolina è lontana dalla costa.
Sedimento/Sedimentazione
Processo di accumulo e deposizione di particelle (sabbia, limo, argilla, ecc.) trasportate dall’acqua. Nel fondo delle doline, la sedimentazione forma i riempimenti colluviali che caratterizzano il substrato.
Sedimentologia
Scienza che studia l’origine, il trasporto, la deposizione e la diagenesi dei sedimenti. È fondamentale per interpretare la storia geologica delle doline.
Seicche (sesse)
Oscillazioni libere del livello d’acqua in bacini chiusi o semicchiusi, causate da perturbazioni (vento, scosse sismiche). Nel Capraro, quando contiene acqua, possono verificarsi oscillazioni minor i dovute al vento.
Sismica a rifrazione
Metodo geofisico che utilizza onde sonore per misurare la velocità di propagazione attraverso diversi strati del sottosuolo, permettendo di delimitare orizzonti geologici e determinare profondità di roccia.
Sismica (applicata in geofisica)
Insieme di tecniche che utilizzano onde sonore (naturali o artificiali) per investigare la struttura interna del sottosuolo. La sismica a rifrazione è complementare all’ERT.
Sorgente carsica
Punto dove l’acqua sotterranea del sistema carsico riaffiora naturalmente alla superficie. In regioni come il Salento, le sorgenti carsiche sono la principale fonte d’acqua dolce.
Specializzazione ecologica (specializzate/specializzate)
Adattamento evolutivo di una specie a condizioni ambientali molto specifiche e ristrette. Le piante degli stagni temporanei sono altamente specializzate al ciclo di inondazione-aridità.
Speleogenesi
Processo di formazione e sviluppo di caverne naturali, dominato dalla dissoluzione carsica della roccia calcarea. È un argomento centrale della speleologia scientifica.
Speleologia
Scienza che studia le grotte naturali in tutti i loro aspetti (morfologia, geologia, idrogeologia, biologia, climatologia, ecc.). Include sia aspetti scientiici che esplorativo-sportivi.
Speleoterapia
Pratica medica che sfrutta le proprietà fisiche e chimiche dell’ambiente ipogeo (microclima stabile, umidità, composizione dell’aria) per scopi terapeutici. È ancora in fase di validazione scientifica.
Speleotemi
Depositi minerali (principalmente calcite) che si formano per precipitazione chimica all’interno di caverne. Includono stalattiti, stalagmiti, drappi, perle di grotta, ecc. Sono archivi di paleoclima.
Stadio della dolina
Fase evolutiva di una dolina. Una dolina può passare da giovane (margini accentuati, fondo irregolare) a matura (margini dolci, fondo pianeggiante, pieno di colluvioni) a senile (completamente colmata, invisibile in superficie).
Stagno permanente
Bacino d’acqua che rimane inondata tutto l’anno. A differenza degli stagni temporanei, non subisce cicli di asciugamento stagionale.
Stagno temporaneo (Mediterranean Temporary Pond, MTP)
Zona umida che si riempie di acqua solo durante la stagione piovosa invernale-primaverile e si asciuga completamente in estate. È un ecosistema straordinariamente fragile e adattato a questa dinamica.
Stratigrafia
Scienza che studia la sequenza, la composizione e l’ordine cronologico dei strati di roccia e sedimento. Nel Capraro, l’analisi stratigrafica dei riempimenti della dolina rivela la sua storia evolutiva.
Strutturale (analisi geologica strutturale)
Studio degli elementi geometrici e cinematici della roccia (fratture, faglie, pieghe, ecc.) e dei loro meccanismi di formazione. È importante per comprendere come si orienta la circolazione dell’acqua nel carsismo.
Substrato (geologico)
Roccia o sedimento di base su cui poggiano depositi superficiali. Nel Capraro, il substrato è roccia calcarea Cretacea sottoposta a dissoluzione attiva.
Subsidenza
Abbassamento graduale del terreno causato da compattamento, dissoluzione, o altre cause. Nel Capraro, la subsidenza lenta del fondo contribuisce all’approfondimento della dolina nel tempo geologico.
T
Terofita (pianta)
Pianta annuale che completa il suo ciclo vitale in una singola stagione, sopravvivendo ai periodi avversi esclusivamente in forma di semi dormienti nel suolo. Le terofite dominano gli stagni temporanei mediterranei.
Tomografia (tomografia elettrica = ERT)
Metodo che divide il volume investigato in “fette” (tomi) e ricostruisce l’immagine tridimensionale delle proprietà fisiche variabili. La “tomografia” implica ricostruzione bidimensionale o tridimensionale complessa.
Troglobi (animali)
Animali che vivono permanentemente in grotta, evoluti dall’isolamento ipogeo per milioni di anni. Mostrano adattamenti estremi come cecità, perdita di pigmentazione, allungamento degli arti. Esempi: protei, crostacei sotterranei rari.
Troglofili (animali)
Animali che preferiscono l’ambiente ipogeo ma mantengono la capacità di vivere in superficie. I pipistrelli sono i troglofili più noti; altri includono certi insetti e piccoli vertebrati.
Troglosseni (animali)
Animali che utilizzano occasionalmente le grotte per riparo o svernamento, ma vivono prevalentemente in superficie. I geotritoni sono esempi di troglosseni.
U
Unione Europea (Direttiva Habitat)
Istituzione sovranazionale che ha emanato la Direttiva Habitat (92/43/CEE) stabilendo criteri vincolanti per la protezione di habitat e specie in tutti gli stati membri dell’UE.
Urbanizzazione (pressione antropica)
Espansione di insediamenti umani, infrastrutture, e aree costruite che frammentano gli habitat naturali e compromettono gli ecosistemi. Nel Capraro, la vicinanza di edifici rappresenta una pressione antropica significativa.
V
Vulnerabilità (degli acquiferi carsici)
Suscettibilità di un acquifero a contaminazione da agenti inquinanti superficiali. Gli acquiferi carsici sono altamente vulnerabili perché l’acqua penetra rapidamente attraverso fratture senza filtraggio efficace nel suolo.
Vulnerabilità ecologica
Grado di esposizione di un ecosistema a minacce (cambiamenti climatici, pressioni antropiche, perdita di habitat, ecc.) e capacità di adattamento e resilienza. Gli stagni temporanei sono fra gli ecosistemi più vulnerabili del Mediterraneo.
Z
Zona Speciale di Conservazione (ZSC, Natura 2000)
Area protetta designata dall’Unione Europea per la conservazione di habitat prioritari e specie di interesse comunitario. Il Lago del Capraro è stato recentemente inserito in una ZSC, garantendo protezione legale.
Zone di infiltrazione preferenziale
Aree dove il flusso dell’acqua verso l’acquifero profondo è facilitato da fratture, permabilità aumentata, o assenza di materiali impermeabili. Nel Capraro, l’ERT ha identificato questi “corridoi di scarico” verticali.
Zonazione ecologica
Distribuzione spaziale (verticale o orizzontale) di comunità biologiche differenti in relazione ai gradienti ambientali (umidità, profondità, temperatura, ecc.). Negli stagni temporanei, la zonazione è marcata tra le zone marginali, littoranee e profonde.
Note finali
Questo glossario è pensato per lettori con diversi livelli di conoscenza scientifica. I termini sono organizzati alfabeticamente per facilità di consultazione. Molti concetti sono correlati (ad es., “dissoluzione carsica” ? “speleogenesi” ? “erosione chimica”) e la lettura incrociata è incoraggiata.
Per approfondimenti tecnici, si consiglia la consultazione di:
- Testi di speleologia: Manuale di Speleologia (SSI, 1978)
- Risorse online: www.scintilena.com (archivio di articoli divulgativi)
- Articolo scientifico principale: Gianfreda et al. (2023), Acta Carsologica 52(2–3) https://doi.org/10.3986/ac.v52i2-3.13063
Versione 1.0 – Gennaio 2026
Glossario preparato per La Scintilena, notiziario italiano di speleologia
Note e riferimenti
Gianfreda, F., Negri, S., & Sansò, P. (2023). Integrated geomorphological analysis of a Mediterranean temporary pond priority habitat: the Lago del Capraro doline (Salento peninsula, Italy). Acta Carsologica, 52(2–3), 259–275.[1] https://doi.org/10.3986/ac.v52i2-3.13063
Ernandes, P., Beccarisi, L., & Zuccarello, V. (2007). L’habitat prioritario “stagni temporanei mediterranei” in Puglia. Informatore Botanico Italiano, 39(2), 271–279.[4]
EUNIS. (2024). Electrical Resistivity Tomography in Karst Hydrogeology: Applications and Limitations.[3]
Pinto-Cruz, et al. (2023). How can Mediterranean temporary ponds benefit from disturbance? Challenges and opportunities. Restoration Ecology.[8]
EUNIS. (2024). Factsheet for Mediterranean temporary ponds. EEA.[5]
Beccarisi, L., Zuccarello, V., & Ernandes, P. (2007). Felci spontanee del Salento. Informatore Botanico Italiano, 33(2), 341–349.[6]
EUNIS. (2024). Mediterranean amphibians and the loss of temporary ponds: Are there alternative breeding habitats?[7]
Il notiziario online Scintilena; articolo sulla fauna ipogea pugliese (2025).[9]
Centro di Speleologia Sottomarina Apogon & Federazione Speleologica Pugliese. (2024). Inaugurazione laboratorio Palude del Capitano. LeccePrima, 9 dicembre 2024.[10]
Fonti
https://doi.org/10.3986/ac.v52i2-3.13063
[2] Karst, a renewable water resource in limestone rocks https://www.encyclopedie-environnement.org/en/water/karst-renewable-water-resource-in-limestone-rocks-2/
[5] ‘Isolated base?of?slope aprons’: An oxymoron for shallow?marine fan?shaped, temperate?water, carbonate bodies along the south?east Salento escarpment (Pleistocene, Apulia, southern Italy) https://onlinelibrary.wiley.com/doi/pdfdirect/10.1111/sed.12941
[6] Estudio del desarrollo de aleros y cuevas en diferentes regiones y contextos geológicos de la Argentina: hacia una caracterización de patrones y procesos http://revistas.pucp.edu.pe/index.php/boletindearqueologia/article/download/23688/22640
[7] Los conglomerados sintectónicos de la Formación Las Cumbres (Plio-Pleistoceno), Sierras Pampeanas de La Rioja y Catamarca, Argentina http://www.scielo.cl/pdf/andgeol/v36n2/art02.pdf
[8] Integrated geomorphological analysis of a Mediterranean temporary pond priority habitat: the Lago del Capraro doline (Salento peninsula, Italy) https://ojs.zrc-sazu.si/carsologica/article/view/13063
[9] L’habitat prioritario “stagni temporanei mediterranei” in Puglia https://www.societabotanicaitaliana.it/sbi/IBI%2039%20(2)%202007/271-279%20Ernandes%20et%20al%20-%20Distribuzione%20di%20alcune%20specie%20di%20stagni%20temporanei%20mediterranei%20in%20Puglia.pdf
[10] La Palude del Capitano si trasforma in un laboratorio di ricerca sulle … https://www.scintilena.com/la-palude-del-capitano-si-trasforma-in-un-laboratorio-di-ricerca-sulle-doline-carsiche-del-salento/12/06/
[11] Sedimentación sinectónica asociada a una subida relativa del nivel del mar durante el Cretácico superior (Fm. Tremp, provincia de Lérida) https://estudiosgeol.revistas.csic.es/index.php/estudiosgeol/article/download/626/648/642
[12] Inventario y caracterización morfológica de lagos y lagunas de alta montaña en las provincias de Palencia y León (España) http://pirineos.revistas.csic.es/index.php/pirineos/article/download/260/292
[13] Dolines in the Netherlands https://geoera.eu/blog/dolines-in-the-netherlands/
[14] SPELEOLOGIA SUBACQUEA E ATTIVITA SCIENTIFICA https://s736caa7b9cbc9152.jimcontent.com/download/version/1737448705/module/7591987551/name/Speleosub%20e%20ricerca%20scientifica.pdf
[15] Guida alla flora degli stagni temporanei della Sardegna https://dryades.units.it/stagnisardi/index.php?procedure=area
[16] Lago del Capraro nel Parco del Mago diventa ZSC https://www.youtube.com/watch?v=e5EOKcezr34
[17] 3170*: Stagni temporanei mediterranei – Scheda tipo di habitat http://vnr.unipg.it/habitat/cerca.do?formato=stampa&idSegnalazione=4
[18] Karst https://en.wikipedia.org/wiki/Karst
[19] 341-349 Beccarisi et al – Felci spontanee del Salento. … https://www.societabotanicaitaliana.it/sbi/IBI%2033%20(2)%202001/341-349%20Beccarisi%20et%20al%20-%20Felci%20spontanee%20del%20Salento.pdf
[20] habitat 3170 – Stagni temporanei mediterranei http://vnr.unipg.it/sunlife/habitat-dettagli.php?id=6
[21] Dissolution rates of subsoil limestone in a doline on the … https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0169555X1530012X
[22] GASP! Porta a Termine Terza Immersione nella Grotta … https://www.scintilena.com/gasp-porta-a-termine-terza-immersione-nella-grotta-rotolo/07/31/
[23] Gli habitat di interesse comunitario segnalati in Emilia- … https://www.federgev-emiliaromagna.it/files/Manuale-Habitat-RER.pdf
[24] Limestone Dissolution Processes in Beke Doline Aggtelek … https://onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1002/(SICI)1096-9837(199706)22:6%3C531::AID-ESP711%3E3.0.CO;2-I
[25] Ecosistemi Mediterranei a Rischio: Studio su Acquiferi Carsici e … https://www.scintilena.com/ecosistemi-mediterranei-a-rischio-studio-su-acquiferi-carsici-e-minacce/09/29/
[26] Quanto tempo impiega una stalattite per crescere di un … https://www.scintilena.com/quanto-tempo-impiega-una-stalattite-per-crescere-di-un-centimetro/08/18/
[27] Un nuovo punto di riferimento per la biospeleologia https://www.scintilena.com/un-nuovo-punto-di-riferimento-per-la-biospeleologia-pubblicato-il-primo-dataset-completo-sulla-fauna-sotterranea-pugliese/06/08/
[28] Sei milioni di anni fa Quando il Mediterraneo si Prosciugò – Scintilena https://www.scintilena.com/quando-il-mediterraneo-si-prosciugo/01/21/
[29] Le Risorse Idriche delle gole di Stifone https://www.scintilena.com/le-risorse-idriche-delle-gole-di-stifone/08/26/
[30] Palinuro, un p – Scintilena https://www.scintilena.com/palinuro-un-p/05/08/
[31] Dossier 152_2006 documentazione.doc https://www.scintilena.com/wp-content/uploads/2024/08/Dossier-Le-Acque-di-origine-carsica-una-risorsa-strategica.pdf
[32] Il Centro di Speleologia Sottomarina Apogon compie 20 anni https://www.scintilena.com/il-centro-di-speleologia-sottomarina-apogon-compie-20-anni/01/04/
[33] Sopra e sotto il Carso dicembre 2025 – Scintilena https://www.scintilena.com/sopra-e-sotto-il-carso-dicembre-2025-cronache-dal-sottosuolo-di-gorizia/01/01/
[34] Grotte e speleologi nel territorio narnese https://www.scintilena.com/grotte-e-speleologi-nel-territorio-narnese/01/31/
[35] Autore: Andrea Scatolini https://www.scintilena.com/author/admin/
[36] Scintilena: Notiziario di Speleologia in Italia https://www.scintilena.com/scintilena-notiziario-di-speleologia-in-italia/06/11/
[37] Web Archivi https://www.scintilena.com/category/web/
[38] FEDERAZIONE REGIONALE https://www.scintilena.com/speleoit/indirizzi/puglia/puglia.html
[39] DOLINE PARK IN CROCE di SALVEN https://www.altopianodelsole.it/en/destinations/doline-park-in-croce-di-salven/