I volontari dell’associazione riconosciuti per la bonifica della grotta di Fiara e l’impegno contro le discariche selvagge in ambiente carsico

Un riconoscimento per la missione identitaria di protezione territoriale

L’associazione “Recuperanti di montagne – Terzo patrimonio” ha ricevuto il premio “L’Altopianese dell’anno 2025” per il suo straordinario lavoro di tutela ambientale e bonifica dell’Altopiano.

La consegna del riconoscimento avverrà il 3 febbraio 2026, durante la serata “L’Altopianese dell’anno” presso il cinema Lux di Asiago alle ore 21.

Il riconoscimento celebra il loro impegno silenzioso. Ogni giorno questi volontari lottano contro le discariche selvagge.

La loro missione intreccia storia, senso di appartenenza e tutela del territorio. Si tratta di un’attività che va oltre il semplice volontariato.

La bonifica della grotta di Fiara: un’opera di pulizia complessa

Tra gli ultimi dieci anni, i Recuperanti di montagne hanno realizzato numerose bonifiche in diversi punti dell’Altopiano.

Lo scorso settembre hanno concluso un intervento mastodontico: la pulizia della grotta di Fiara, situata nel comune di Rotzo.

La cavità era stata scoperta quarant’anni fa dal Gruppo Speleologico Sette Comuni.

Nel tempo è diventata una discarica abusiva in ambiente carsico di proporzioni preoccupanti.

Carcasse di animali, rifiuti diversi e persino ingombri hanno contaminato le acque sotterranee della zona.

La pulizia ha richiesto 4 anni e 2 mesi di procedure burocratiche.

Nel 2024 sono state impiegate 487 ore di lavoro. Nel 2025 altre 490 ore sono state dedicate al progetto. Il risultato finale ha restituito la grotta al suo stato originale.

Il significato storico del termine “recuperante” nella tutela ambientale

Il termine “recuperante” ha radici profonde nella storia dell’Altopiano.

Richiama i cercatori di ferro e cimeli della Grande Guerra. Quelle figure percorrevano i boschi dell’Altopiano per decenni, riportando alla luce ciò che la montagna custodiva.

I Recuperanti di montagne moderni raccolgono questo spirito antico. Lo trasformano in impegno civile e ambientale contemporaneo. Non recuperano più residuati bellici. Oggi recuperano la purezza della montagna, minacciata da anni di abbandono.

L’Altopiano carsico: un paesaggio fragile da proteggere

L’Altopiano possiede oltre 2.500 grotte censite. È un paesaggio fragile per caratteristiche geologiche specifiche. L’acqua scorre rapidamente nel sottosuolo carsico, portando con sé ogni sostanza.

Proteggere le cavità significa proteggere le falde acquifere. Queste alimentano la vita delle comunità locali e dei pascoli.

I Recuperanti di montagne incarnano il vero significato di ecologia. Proteggono un patrimonio naturale sottoposto a gravi rischi di contaminazione.

Claudio Barbato, presidente dell’associazione, sottolinea l’importanza di comportamenti virtuosi collettivi.

Le bonifiche non bastano se mancano azioni quotidiane responsabili. L’abbandono di rifiuti in ambiente rimane una pratica diffusa e controproducente.

Le sorgenti principali e i sistemi carsici dell’Altopiano

Molte sono le sorgenti importanti presenti sull’Altopiano. La sorgente di Oliero è tra le più significative. L’Elefante Bianco, Rio Torretta e Pimpa rappresentano altre importanti risorse idriche.

Alcuni sistemi carsici accolgono le acque da decine di abissi. Calgeron e Bigonda sviluppano da soli un reticolo di gallerie per 40 chilometri. Questi sistemi complessi richiedono protezione costante.

La necessità di una cultura condivisa di conservazione territoriale

La montagna è vuota e il percorso delle acque meteoriche al suo interno è veloce. Contaminare le risorse idriche in superficie ha conseguenze inevitabili. L’acqua che passa attraverso le crepe della montagna raccoglie tutto quello che trova.

I rifiuti gettati oggi usciranno domani dai rubinetti dei cittadini. Questo collegamento diretto deve farci riflettere. Ogni azione irresponsabile ha conseguenze misurabili nel tempo.

I cittadini, i turisti e i lavoratori della montagna hanno tutti accesso a cassonetti e EcoCentri. Non esiste scusa valida per abbandonare rifiuti nell’ambiente carsico. La pratica di conferire correttamente i rifiuti è semplice e accessibile a tutti.

L’impegno dei Recuperanti di montagne necessita di accompagnamento culturale. Una bonifica perde valore se la comunità continua comportamenti dannosi.

L’inquinamento grave e in alcuni casi irreversibile del terreno rimane una minaccia costante.

La consegna del premio il 3 febbraio rappresenta un momento di riconoscimento importante.

Non celebra solo il passato, rappresenta un invito rivolto a tutta la comunità dell’Altopiano.

La tutela del territorio richiede l’impegno consapevole e continuo di tutti.

Fonte: Articolo di Stefania Longhini pubblicato su L’Altopiano