All’Antro del Corchia tre giorni di esercitazioni CNSAS dedicati al recupero medicalizzato in grotta tra gilet riscaldanti e gestione del politrauma
Recupero medicalizzato in grotta all’Antro del Corchia
Dal 20 al 22 marzo, nel comune di Stazzema (LU), la Commissione Medica Speleologica del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico ha svolto tre giornate di attività dedicate al recupero medicalizzato in grotta. L’incontro ha riunito medici, infermieri e formatori laici del CNSAS, tutti tecnici di soccorso speleologico, con l’obiettivo di affinare procedure e materiali da impiegare in ambiente ipogeo.
Le sessioni teoriche in aula sono state affiancate da esercitazioni in grotta all’Antro del Corchia, uno dei complessi carsici più estesi e articolati d’Italia, già utilizzato in più occasioni come laboratorio sul campo per il soccorso speleologico. In questo contesto, il recupero medicalizzato in grotta è stato messo al centro del programma formativo, con scenari operativi studiati per riprodurre condizioni critiche e di difficile gestione.[1][2]
Soccorso speleologico medicalizzato e gilet riscaldante
La prima fase di esercitazione si è svolta lungo il ramo del Giglio, dove le squadre hanno simulato il recupero di un infortunato in barella. In questo scenario è stato testato un gilet riscaldante, attualmente in fase di sperimentazione come presidio di riscaldamento attivo da integrare nei sacchi sanitari.
Il dispositivo è stato valutato sia per il comfort percepito dalla persona trasportata, sia attraverso il monitoraggio strumentale della temperatura corporea con termometro timpanico. I dati raccolti hanno indicato un contributo concreto al mantenimento dell’isotermia in un ambiente freddo, saturo di umidità e privo di irraggiamento solare, condizioni tipiche delle cavità naturali. In questo modo il recupero medicalizzato in grotta si arricchisce di uno strumento in più per la prevenzione dell’ipotermia durante operazioni di lunga durata.

Recupero medicalizzato in grotta e gestione del politrauma
La seconda parte delle attività si è concentrata sulla gestione di un paziente con sospetto politrauma. La simulazione è stata allestita nel ramo del Serpente, un settore dell’Antro del Corchia caratterizzato da passaggi stretti, irregolari e con dimensioni molto ridotte.
In questo scenario è stato impiegato l’estricatore Ferno XT Pro, utilizzato per immobilizzare e movimentare il ferito in condizioni complesse. La progressione dei soccorritori lungo il ramo del Serpente ha mostrato in modo chiaro come il recupero medicalizzato in grotta diventi particolarmente delicato quando lo spazio utile è minimo. I normali sistemi di movimentazione su corda, abitualmente impiegati nel soccorso speleologico, risultano difficili da applicare senza aumentare il rischio di ulteriori traumi.
Criticità negli spazi confinati e sicurezza del paziente
Le prove dedicate al sospetto politrauma non hanno dato un esito pienamente soddisfacente. Le ridotte dimensioni degli ambienti, unite alla presenza di numerosi ostacoli naturali, hanno reso complessa la movimentazione del ferito e delle attrezzature di soccorso. In queste condizioni, garantire stabilità, immobilizzazione e protezione del paziente si è dimostrato particolarmente difficile.
L’esperienza ha messo in luce criticità precise nella gestione del trasporto in sicurezza di un paziente politraumatizzato in tratti di grotta molto stretti. Il recupero medicalizzato in grotta, soprattutto in spazi estremamente confinati, richiede soluzioni pensate specificamente per ridurre al minimo il rischio di aggravare il quadro clinico durante ogni manovra. La lezione operativa emersa da queste giornate indica la necessità di rivedere strumenti e procedure per questo tipo di ambiente.
Sviluppo di nuovi dispositivi per il soccorso speleologico medicalizzato
Alla luce dei risultati ottenuti, la Commissione Medica Speleologica del CNSAS proseguirà il lavoro insieme alla Commissione Tecnica Speleologica, responsabile di progettazione e sviluppo delle attrezzature di soccorso. L’obiettivo è ideare nuovi dispositivi che permettano un trasporto più sicuro e controllato dei pazienti politraumatizzati nei tratti di grotta meno modificabili e più disagevoli.
Il recupero medicalizzato in grotta viene così affrontato come un ambito in continua evoluzione, in cui competenze sanitarie, capacità tecniche e innovazione tecnologica devono procedere di pari passo. Le prove svolte in Toscana rientrano in un percorso di miglioramento costante, nel quale il CNSAS utilizza l’Antro del Corchia e altre cavità complesse come banchi di prova per affinare procedure, strumenti e strategie operative, con l’obiettivo di aumentare l’efficacia e la sicurezza del soccorso in ambiente ipogeo.

Il comunicato del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico
In Toscana test e sperimentazioni per il recupero medicalizzato in grotta
Attività della Commissione Medica Speleologica del CNSAS all’Antro del Corchia (LU)
Dal 20 al 22 marzo, medici e infermieri della Commissione Medica Speleologica del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS), insieme ai formatori laici – anch’essi tecnici del Corpo – si sono riuniti in Toscana, nel comune di Stazzema (LU), per tre giornate di attività teorico-pratiche dedicate al soccorso medicalizzato in ambiente ipogeo.
Le attività in aula sono state seguite da esercitazioni in grotta presso l’Antro del Corchia, uno dei complessi carsici più estesi d’Italia, scelto per le sue caratteristiche morfologiche che consentono di simulare scenari operativi particolarmente complessi.
L’esercitazione si è concentrata in primo luogo sul recupero di un ferito su barella lungo il ramo del Giglio, con l’impiego di un gilet riscaldante attualmente in fase di test come presidio di riscaldamento attivo. Il dispositivo, pensato per essere integrato nei sacchi sanitari utilizzati durante gli interventi, è stato valutato sia in termini di comfort percepito dal paziente sia attraverso il monitoraggio della temperatura corporea, rilevata mediante termometro timpanico.
Le prove hanno evidenziato risultati favorevoli: il gilet si è dimostrato efficace nel contribuire al mantenimento delle condizioni di isotermia del ferito in un ambiente caratterizzato da basse temperature, elevata umidità – prossima al 100% – e assenza di irraggiamento solare, come quello tipico delle cavità naturali.
Nella seconda fase dell’attività, è stata simulata la movimentazione di un ferito con sospetto politrauma mediante l’utilizzo dell’estricatore Ferno XT Pro, all’interno del ramo del Serpente, un tratto della grotta particolarmente angusto e caratterizzato da passaggi stretti e irregolari.
In questo contesto, la progressione si è rivelata particolarmente complessa: le dimensioni ridotte degli ambienti e la presenza di numerosi ostacoli naturali hanno reso difficoltoso il trasporto del presidio di soccorso speleologico con il ferito tramite l’ausilio dei dispositivi di movimentazione su corda normalmente impiegati nelle operazioni di soccorso in grotta.
L’esito delle prove in questo scenario non è stato pienamente soddisfacente, evidenziando criticità nella gestione del trasporto in sicurezza di un paziente politraumatizzato in spazi estremamente confinati, dove il rischio di aggravare le condizioni cliniche durante le manovre è particolarmente elevato.
L’attività ha quindi confermato la necessità di sviluppare soluzioni specifiche per il recupero di feriti in tratti di grotta particolarmente stretti e difficilmente modificabili. In questa direzione, la Commissione Medica del CNSAS, in collaborazione con la Commissione Tecnica Speleologica – responsabile della progettazione e sviluppo delle attrezzature utilizzate nelle operazioni di soccorso del CNSAS – proseguirà le attività di studio e sperimentazione finalizzate all’ideazione di nuovi dispositivi in grado di garantire il trasporto sicuro di pazienti politraumatizzati anche negli ambienti più estremi.
Queste attività rientrano nel continuo impegno del CNSAS nel migliorare l’efficacia e la sicurezza del soccorso in ambiente ipogeo, attraverso l’integrazione tra competenze sanitarie, capacità tecniche e innovazione tecnologica.
Fonti:
1] esercitazione interregionale nell’Antro del Corchia – Scintilena https://www.scintilena.com/soccorso-speleologico-sulle-apuane-esercitazione-interregionale-nellantro-del-corchia/03/29/
[2] successo dell’Open Day 2025 della CTS all’Antro del Corchia https://news.cnsas.it/tecnologia-e-innovazione-per-il-soccorso-in-grotta-successo-dellopen-day-2025-della-cts-allantro-del-corchia/
[8] Soccorso speleologico medicalizzato: Innovazione nella Grotta a Male https://www.scintilena.com/soccorso-speleologico-medicalizzato-innovazione-nella-grotta-a-male/11/13/
[9] Esercitazione interregionale di soccorso speleologico nell’Antro del … https://www.toscanaindiretta.it/cronaca/2026/03/29/esercitazione-interregionale-di-soccorso-speleologico-nellantro-del-corchia/234675/
[10] Toscana – CNSAS News https://news.cnsas.it/toscana/
[11] Delegazione III zona speleo – SAST https://www.sast.it/delegazione-iii-zona-speleo/
[12] [PDF] alpino e – boegan.it https://www.boegan.it/wp-content/uploads/2012/02/CNSAS_50anni_webCompleto.pdf
[13] La Scuola di soccorso speleologico dell’Emilia – Facebook https://www.facebook.com/saercnsas/posts/la-scuola-di-soccorso-speleologico-dellemilia-romagna-ha-partecipato-allimportan/1262777142707942/
[14] Soccorso Alpino e Speleologico Toscano – Facebook https://www.facebook.com/SoccorsoAlpinoeSpeleologicoToscanoSAST/posts/durante-il-fine-settimana-del-21-e-22-marzo-lantro-del-corchia-%C3%A8-stato-teatro-di/1784375232582792/
[15] Soccorso Alpino e Speleologico Trentino | Instagram – Instagram https://www.instagram.com/p/DPyCJTdk8lF/