Nella Rift Valley etiope i satelliti hanno seguito in tempo reale una rara intrusione di magma lunga circa 50 chilometri. Lo studio, coordinato dall’Università di Pisa, mostra come 1,4 chilometri cubi di magma si siano propagati nel sottosuolo senza raggiungere la superficie.
La Rift Valley etiope sotto osservazione dallo spazio
Un raro fenomeno geologico è stato documentato grazie all’osservazione satellitare nella Rift Valley etiope, dove circa 1,4 chilometri cubi di magma si sono spostati nel sottosuolo per quasi 50 chilometri senza provocare un’eruzione vulcanica.
L’evento si è sviluppato tra dicembre 2024 e marzo 2025 nell’area del sistema vulcanico Fentale-Dofen, all’interno del Main Ethiopian Rift. Il monitoraggio è stato condotto da un gruppo internazionale di ricercatori coordinato da Carolina Pagli, docente del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa, che ha integrato dati satellitari radar, osservazioni geodetiche e rilievi sul terreno per seguire l’evoluzione del fenomeno. (PMC?)
Intrusione di magma: un fenomeno diverso da un’eruzione vulcanica
L’evento osservato non corrisponde a un’eruzione. Il magma è rimasto confinato in profondità, formando un lungo dicco magmatico che ha progressivamente aperto fratture nella crosta terrestre senza raggiungere la superficie.
Pur in assenza di colate laviche, il movimento del magma ha prodotto effetti rilevanti. I satelliti hanno registrato deformazioni del terreno dell’ordine di alcuni metri, mentre la rete sismica ha rilevato migliaia di terremoti associati alla propagazione dell’intrusione. La fase principale si è protratta per circa due mesi, dal 17 dicembre 2024 al 15 febbraio 2025, all’interno di una sequenza che è proseguita fino al marzo 2025. (PMC?)
Il ruolo dei satelliti nel monitoraggio della Rift Valley etiope
Le immagini radar acquisite dai satelliti con tecnologia InSAR hanno permesso di misurare con elevata precisione gli spostamenti della superficie terrestre. Questa tecnica consente di individuare deformazioni anche di pochi centimetri, rendendo possibile seguire il percorso del magma in profondità quasi in tempo reale.
In una regione dove l’accesso sul terreno è complesso, il monitoraggio satellitare ha fornito informazioni fondamentali per comprendere l’evoluzione della crisi geologica e valutare i possibili scenari futuri. L’integrazione tra osservazioni da satellite e dati raccolti sul campo rappresenta oggi uno degli strumenti più efficaci per lo studio dei sistemi vulcanici attivi. (PMC?)
Un laboratorio naturale per comprendere la dinamica dei continenti
La Rift Valley etiope costituisce uno dei principali laboratori naturali per lo studio della separazione delle placche tettoniche. In quest’area la placca africana si sta lentamente dividendo, favorendo la risalita del magma dal mantello terrestre.
Le intrusioni magmatiche profonde contribuiscono alla progressiva deformazione della crosta e rappresentano uno dei meccanismi attraverso cui, nel corso di milioni di anni, può formarsi un nuovo bacino oceanico. Studi recenti evidenziano come questi processi avvengano in modo episodico, alternando lunghi periodi di quiete a fasi di intensa attività magmatica. (Nature?)
Una ricerca coordinata dall’Università di Pisa
Il lavoro coordinato dall’Università di Pisa conferma il valore dell’osservazione della Terra dallo spazio nello studio dei fenomeni geologici di grande scala. La possibilità di seguire il movimento del magma mentre avviene permette ai ricercatori di migliorare i modelli che descrivono il comportamento dei sistemi vulcanici e di comprendere meglio le relazioni tra attività sismica, deformazione del suolo e dinamica del magma.
Le informazioni raccolte durante questa crisi magmatica rappresentano inoltre una base importante per affinare i sistemi di monitoraggio e contribuire alla valutazione del rischio nelle aree vulcaniche attive del pianeta.
Fonti
- Università di Pisa.
- Nature Communications – Simultaneous rift-scale inflation of a deep crustal sill network in Afar, East Africa: https://www.nature.com/articles/s41467-024-47136-4
- Springer Nature – Real-time satellite monitoring of the 2024–2025 dyke intrusion sequence at Fentale-Dofen volcanoes, Ethiopia: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12515745/