Frane, rifugi chiusi e giovani che scelgono di restare: storie dalle Terre Alte tra Grigna ed Esino
Tra frane e rifugi in vendita, la montagna prova a resistere
Ci sono montagne che resistono in silenzio. Lo fanno anche quando una frana interrompe una strada, quando un rifugio chiude, quando raggiungere un alpeggio diventa improvvisamente complicato.
Una frana blocca l’accesso all’Alpeggio di Moncodeno
Succede sopra Esino Lario, dove in questi giorni una frana ha isolato un alpeggio, ma non la volontà di chi continua a viverlo ogni giorno.
Fra poco più di un mese, seguendo la tradizione e ancora più le esigenze del loro bestiame, Erica Benedetti e Luca Bianchi, saliranno all’alpeggio di Moncodeno, sul versante nord della Grigna Settentrionale. O meglio, sperano di poterlo fare. A causa di una grossa frana, staccatasi nel corso della passata stagione invernale nella Valle delle Lavine, infatti, l’unico sentiero percorribile con gli animali, risulta interrotto.
A raccontarlo è un articolo pubblicato da La Provincia Unica, che descrive le difficoltà, ma anche la determinazione dei giovani che hanno scelto di continuare l’attività in quota nonostante l’isolamento causato dal dissesto.
Una montagna vera, fatta di lavoro quotidiano, animali, fatica e presenza umana.
I due giovani ragazzi producono “formaggi come una volta”, da latte crudo di vacche Grigio Alpine, allevate In Valsassina: a Cortenova in inverno e nell’alpeggio di Moncodeno in estate.

Quei ragazzi sono anche figlia e genero di Mariangela ed Enrico, storici rifugisti del Rifugio Bogani, per anni punto di riferimento per escursionisti, alpinisti e speleologi della Grigna.
La continuità familiare racconta molto più di una semplice attività economica: canta il legame profondo con le Terre Alte e la scelta concreta di continuare ad abitarle.
“Se il passaggio non sarà libero – racconta Erica – non potremo portare in quota gli animali e il problema sarà davvero grave. Abbiamo una ventina di capi fra asinelli ma, soprattutto, vacche di razza grigia alpina, una specie rustica che ha assolutamente bisogno di salire nei pascoli alti prima dell’estate, Non possono rimanere a valle, subirebbero gravi danni fisici e alla loro salute. Il tutto senza contare l’impossibilità di portare avanti il nostro lavoro“.

Speriamo che si intervenga in fretta: Comune, Comunità Montana e Parco non possono che provvedere a mettere in sicurezza il sentiero: non solo per consentire a un’attività produttiva così importante per il territorio di andare avanti, ma anche e soprattutto perché su quel sentiero passano, tutto l’anno, migliaia di escursionisti.
Proprio mentre l’alpeggio affronta le conseguenze della frana, il Rifugio Bogani, poco sopra, è entrato in una nuova fase della sua storia.
Il Rifugio Bogani in vendita
Per 31 anni, fino a dicembre 2025, il rifugio Arnaldo Bogani, in Grigna, è stato gestito da Mariangela Buzzoni ed Enrico Benedetti. Il Cai di Monza, proprietario della struttura ha annunciato nei giorni scorsi il proposito di venderla. La gestione risulta sempre più complicata e il sodalizio è già impegnato in progetti diversi. Per questo, il CAI Monza ha deciso di tentare la vendita, pubblicando una manifestazione di interesse sul proprio sito.
Questo, nonostante il forte legame affettivo che i Soci del CAI hanno con il Rifugio, già Capanna, costruita nel 1906 all’alpe di Moncodeno, a 1.800 metri sul versante nord della Grigna settentrionale.
Resta da capire cosa succederà dopo la scadenza della manifestazione di interesse: se sarà aperta una vera procedura comparativa tra più offerte, se ci sarà una trattativa diretta, oppure se conteranno anche elementi diversi dal prezzo, come la continuità culturale, associativa e alpinistica del rifugio.
Proprio qui che nascono molte delle domande attuali, anche perché negli articoli e nel documento pubblicato non compaiono (ma non era obbligatorio inserirli) una base economica, una perizia di riferimento, requisiti generali di partecipazione o eventuali vincoli futuri sulla destinazione del rifugio.
Tutto questo è probabilmente legittimo sul piano giuridico, ma inevitabilmente alimenta discussioni, perché per il Bogani il valore storico e simbolico supera certamente quello economico di un semplice bene immobiliare
La decisione apre inoltre, inevitabilmente, riflessioni sul futuro dei rifugi alpini, soprattutto quelli non agevolmente accessibili, sempre più difficili da mantenere tra costi, gestione, accessibilità e fragilità del territorio. Ma proprio per questo così importanti e necessari.
Mariangela, tra l’altro, era stata inserita dal CAI nel progetto “Custodi delle Terre Alte”, riconoscimento che oggi assume un significato ancora più forte. Custodire la montagna non significa soltanto gestire una struttura, ma mantenere viva una presenza umana fatta di conoscenza, accoglienza e presidio del territorio.

Per gli speleologi della Grigna il Bogani non è mai stato solo un rifugio. È stato per anni la casa di InGrigna, il progetto esplorativo che continua a indagare il grande sistema carsico della Grigna Settentrionale. Un luogo di partenze, rientri, materiali asciugati al sole, discussioni notturne e amicizie costruite nel tempo.
Vediamo – con ottimismo – come andranno le cose: l’importante è che ci sia un futuro, e che il futuro del Rifugio Bogani sia compatibile con le attese dei soci CAI che hanno consentito la sua nascita, e con chi lo ha sempre amato, per il bene del territorio.
A proposito, InGrigna guarda già avanti: il Campo Speleo 2026
A proposito, InGrigna guarda già avanti.
Sono appena state definite le date del tradizionale Campo Speleo estivo 2026, che avrà luogo dall’8 al 22 agosto 2026. Gli speleologi torneranno , come qualcuno ha già scritto, “con il ? a pezzi”, senza i rifugisti del cuore, ma con la stessa ostinazione di sempre.
Un campo per resilienti.
Scrive il “mitico” Alex Rinaldi, youtuber ed esploratore della Grigna (“Ma dove siamo?“):
“Campo INGRIGNA 2026, dall’8 al 22 agosto… stiamo arrivando!!!!
Tra le molte grotte in esplosione: Abisso Pozzo nel Dito, Abisso delle Spade, Abisso Buzio, Trentinaglia e chi più ne ha più ne metta!
Quest’anno si vuole tornare al fondo di W le Donne (-1313).
Chi fosse interessato lo faccia sapere il più presto possibile per riuscire ad organizzare al meglio!”
Per informazioni: andrea.maconi@fastwebnet.it

Forse oggi le Terre Alte si custodiscono proprio così: continuando a esserci. Anche quando la strada si interrompe. Anche quando tutto sembra diventare più difficile.
Link utili:
- Orobie – In vendita il Rifugio Bogani: https://www.orobie.it/articolo/2026/05/in-vendita-il-rifugio-bogani/59150/
- La Provincia Unica TV.it – Alpeggio isolato dalla frana – https://www.laprovinciaunicatv.it/ https://www.laprovinciaunicatv.it/stories/lecco/lago/esino-lario-alpeggio-isolato-da-una-frana-o_3850646_11/