La sfida delle risorse idriche e siccità in Sicilia

La gestione delle risorse idriche e siccità rappresenta una delle principali emergenze ambientali in Sicilia.

Il tema è stato al centro delle presentazioni del Progetto WATER-SAFE – Water mAnagemenT, leakagE Rehabilitation, and Sustainable Actions For Efficiency, realizzato a Palermo dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Palermo, con la partecipazione dell’Ordine Regionale dei Geologi di Sicilia.

L’iniziativa ha visto la partecipazione di esperti del settore, tra cui il Dott. Rosario Ruggieri, Membro della Karst Commission della International Association of Hydrogeologists, il quale ha focalizzato l’attenzione su vulnerabilità e protezione delle fonti idriche e sull’urgenza di interventi mirati[1][2].

WATER-SAFE: innovazione per la gestione delle risorse idriche

Il Progetto WATER-SAFE punta a sviluppare tecnologie innovative e modelli avanzati di governance per fronteggiare efficacemente la crisi idrica siciliana.

Tra gli obiettivi principali vi sono l’ottimizzazione della gestione delle risorse idriche, il contenimento delle perdite e la promozione di strategie sostenibili per garantire l’approvvigionamento futuro.

Il progetto vede la collaborazione tra Ordine degli Ingegneri di Palermo, enti gestori delle acque e altri partner, promuovendo una visione integrata e responsabile che mette al centro la sicurezza e la qualità dell’acqua[1][3].

Casi studio negli Iblei: il rischio legato alle risorse idriche e la siccità

Durante l’evento, il Dott. Ruggieri ha presentato due casi studio emblematici che illustrano le problematiche delle risorse idriche e siccità nel territorio ibleo.

Uno dei fenomeni principali segnalati riguarda l’insalinamento da cloruri lungo la fascia costiera Iblea, che avanza per circa 2 km verso l’entroterra per effetto del cuneo salino.

Questa situazione è conseguenza diretta del sovrasfruttamento della falda costiera, favorito dalla presenza massiccia di pozzi per usi irrigui nella cosiddetta “fascia trasformata”[2][4].

Un secondo aspetto critico emerge dai casi di inquinamento delle sorgenti Salto di Lepre (Comune di Scicli), dovuto a scarichi di acque mal depurate, e della sorgente Fonte Paradiso (Comune di Santa Croce Camerina), compromessa da una perdita di fluido di circolazione durante attività di trivellazione petrolifera[2].

A ciò si aggiunge l’inquinamento delle fonti Oro e Scribano-Misericordia nel Comune di Ragusa, causato dalla pressione antropica sui bacini di ricarica, nonostante fossero già previste fasce di rispetto ai sensi del D.lgs 152/2006[2].

Aree di salvaguardia e monitoraggio: le prescrizioni per la tutela delle risorse idriche

Dai casi iblei emerge con forza la necessità per gli enti competenti di istituire tempestivamente le aree di salvaguardia dei corpi idrici destinati al consumo umano e di rispettare puntualmente le prescrizioni previste dalla normativa vigente, in particolare dal D.lgs 152/2006[2][5].

Le aree di salvaguardia, distinte in zona di tutela assoluta e zone di rispetto, servono a prevenire contaminazioni e a preservare la qualità delle acque sotterranee e superficiali.

Sono previsti vincoli specifici e limitazioni d’uso del suolo per salvaguardare l’integrità delle risorse[6][5].

Il rispetto e il monitoraggio continuo delle fasce di rispetto rappresentano un pilastro nella prevenzione di nuovi episodi di inquinamento e nella promozione di una gestione responsabile delle risorse idriche e siccità.

Gli esperti sottolineano che l’assenza di azioni efficaci rischia di compromettere, forse in modo irreversibile, la qualità dei corpi idrici utilizzati a fini potabili.

Sfide future per la protezione delle fonti idriche negli Iblei

I casi esposti nel corso del Progetto WATER-SAFE evidenziano le criticità e delineano le sfide future nella tutela delle risorse idriche e siccità nella regione Iblea.

Il sovrasfruttamento delle falde, la gestione degli scarichi urbani, il controllo sulle attività industriali e agricole e il monitoraggio delle sorgenti richiedono interventi normativi e gestionali integrati.

È fondamentale che gli enti competenti adottino nuove strategie di controllo, istituiscano le aree di salvaguardia in tempi rapidi e garantiscano la piena applicazione delle norme, favorendo così un futuro sostenibile e sicuro per le risorse idriche della Sicilia[2][5].

Parole chiave usate regolarmente nell’articolo: risorse idriche e siccità.

Fonti
[1] L’Università di Palermo vince il bando settore ricerca 2025 “Risorse … https://www.fondazionesicilia.it/luniversita-di-palermo-vince-il-bando-settore-ricerca-2025-risorse-idriche-e-siccita/
[2] Crisi idrica e inquinamento: focus sulla provincia e suggerimenti https://www.ragusah24.it/2025/07/08/crisi-idrica-e-inquinamento-focus-sulla-provincia-e-suggerimenti/
[3] Emergenza siccità: l’Università di Palermo vince il bando della … https://www.ilmoderatore.it/emergenza-siccita-luniversita-di-palermo-vince-il-bando-della-fondazione-sicilia-con-il-progetto-water-safe/
[18] La vulnerabilità delle falde nell’altopiano ibleo dalle origini alle … https://www.settimanaterra.org/node/4393
[19] [PDF] REPORT SULLO STATO CHIMICO DEI CORPI IDRICI … – Arpa Sicilia http://www.arpa.sicilia.it/wp-content/uploads/2016/11/Report-stato-chimico-CIS-2011-2014.pdf