Sepolcreto Ostiense, parte della vasta necropoli sviluppatasi lungo la via Ostiense nell’antica Roma. (Foto: Wikimedia Commons)

Tombe decorate di età imperiale riemergono durante gli scavi per uno studentato in via Ostiense

Durante le indagini di archeologia preventiva condotte in vista della realizzazione di uno studentato in via Ostiense, a Roma, è emersa una ampia area funeraria appartenente alla Necropoli Ostiense, uno dei più estesi complessi sepolcrali dell’antica città.

Gli scavi, diretti dall’archeologa Diletta Menghinello per la Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma, hanno riportato alla luce cinque edifici funerari di età imperiale, probabilmente colombari, caratterizzati da camere sepolcrali con volte in muratura e ricchi apparati decorativi. Sono già visibili intonaci affrescati con motivi vegetali, stucchi e nicchie funerarie, oltre a elementi iconografici della simbologia funeraria romana, come figure di oranti e Vittorie alate.

Il complesso appare organizzato attorno a un possibile cortile interno e si inserisce nel più ampio sistema della Necropoli Ostiense, sviluppatasi tra la tarda età repubblicana e il tardo impero lungo l’antica via che collegava Roma al porto di Ostia.

Nelle fasi più tarde l’area fu riutilizzata per una necropoli tardo-antica più semplice, con sepolture a fossa sovrapposte e pochi oggetti di corredo.

Il ritrovamento, avvenuto a circa un metro di profondità, conferma ancora una volta la straordinaria stratificazione archeologica della capitale. Secondo il Ministero della Cultura, i resti saranno tutelati e studiati con l’obiettivo di integrarli nel progetto edilizio e renderli in futuro visitabili, dimostrando come sviluppo urbano e conservazione del patrimonio possano procedere insieme.

Anche se si tratta di strutture funerarie artificiali, molti edifici della necropoli sono ambienti ipogei: il patrimonio sotterraneo – naturale o costruito – rappresenta una parte fondamentale della storia e dell’archeologia del territorio.

Per approfondire: Ministero della Cultura – comunicato ufficiale
https://cultura.gov.it/comunicato/28763

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