Superato il limite esplorativo a 2 km e mezzo dall’ingresso, la grotta prosegue con grandi ambienti a -30 metri di profondità.
Oltre 75km di gallerie, il sistema carsico del supramonte orientale. Da anni si continua a cercare ed esplorare: Su Molente Cave Project


Si è appena conclusa la prima fase della stagione esplorativa speleo subacquea 2022 nella grotta di Su Molente in Codula di Luna nel weekend appena passato.
Trasportati quintali di attrezzature.
Superato il limite esplorativo a 2 km e mezzo dall’ingresso, la grotta prosegue con grandi ambienti a -30 metri di profondità.

di Roberto Loru
Dalla pagina Facebook di Su Molente Cave Project

Si è appena conclusa la prima fase della stagione esplorativa speleo subacquea 2022 nella grotta di Su Molente in Codula di Luna nel weekend appena passato..
Come ogni anno durante l’estate la Codula prende vita, un manipolo di speleo un po pazzi e un po sognatori ravviva le sue anse rigogliose di splendidi oleandri in fiore in cerca di nuovi anfratti e del freddo respiro di quel mondo sotterraneo che per chilometri si snoda nel sottosuolo di queste aride montagne, oltre 75km di gallerie, il sistema carsico del supramonte orientale. Da anni si continua a cercare ed esplorare, a trasportare pesanti zaini e sudare, ad immergersi e stendere centinaia di metri di sagole guida verso l’ignoto, seguendo le limpide acque sotterranee del padrone di casa… il “collettore” che come un bizzarro serpente si snoda tra incredibili gallerie e condotte sommerse in cerca del mare !!
è difficile descrivere il perché di tutto questo, il perche di tanta ostinazione e perseveranza, il perché di tanta fatica, fatiche che nel mondo di sopra, quello alla luce, probabilmente non avremmo mai immaginato di fare !
Ma una risposta l’abbiamo trovata, abbiamo una squadra, un bel gruppo di amici aperto a tutti, che oramai da tempo chiamiamo con affetto “Su Molente Cave Project”, amici che si sono innamorati di questo grande progetto esplorativo, convinti con il loro supporto e aiuto, con il loro sorriso e incoraggiamento, che i confini del buio di questo enorme mondo sotterraneo possono essere ancora una volta nuovamente ridisegnati, sempre più avanti, verso sud verso nord, non importa che direzione prenderà, perché ancora tanto ce da scoprire, basta lasciar correre la fantasia e niente diventa impossibile.

Venerdì 24 giugno

è buio pesto e fa un caldo boia mentre scendiamo nelle ripide pietraie della “Iscala e Su Molente” stracarichi come al solito per raggiungere il fondo della Codula e fare campo. E’ nostra abitudine arrivare sempre la notte prima per poter dormire serenamente e riposare in attesa del mattino seguente.

Sabato 25 giugno

Entriamo presto in grotta, siamo soli, io e Giampiero, il resto del gruppo ci raggiungerà in grotta nel pomeriggio per dare man forte nel recupero materiali. La squadra speleosub degli amici Ceki/Slovacchi Karol e Mira entrerà due ore dopo di noi. Ci immergiamo nel primo sifone alle ore 10.30 e dopo una lunga progressione fatta di trasporti tra gallerie asciutte, dune di sabbia e vari sifoni raggiungiamo finalmente dopo tre ore la sala “della Pelosa” punto di partenza del lungo sifone terminale a valle a circa due chilometri di distanza dall’ingresso grotta. Questo sifone che avevamo esplorato tre anni fa ha una lunghezza di 750m, una profondità media di 10m e solo nel punto terminale dove ci eravamo fermati con le esplorazioni raggiunge i -22m.

Dopo un ristoro per recuperare forze e un po’ di calore ci immergiamo nell’ultimo sifone. Lungo il percorso controlliamo tutti gli specchi d’acqua presenti nel primo tratto in cerca di vie aeree ma senza nessun risultato. Portiamo avanti l’opera di riparazione e bonifica delle sagole danneggiate dalle piene invernali che già l’anno scorso ci avevano dato un gran da fare con grandi danni alle linee. Raggiungiamo senza intoppi il punto limite esplorativo la condotta a -22. Di questo punto avevamo un non ben chiaro ricordo dovuto alla scarsa visibilità dell’acqua a causa delle piogge, un ambiente scuro e di piccole dimensioni con un restringimento verso il basso punto in cui ci eravamo fermati. Questa volta l’acqua è limpida e tutto sembra diverso, la grotta sembra più grande e al termine dove ricordavamo un restringimento si apre davanti e sotto di noi un bel pozzo nero dove scompare la vecchia sagola. Mi calo nel pozzo, intorno a noi il nero, ma si intravede il fondo di sabbia qualche metro sotto. Ancoro la nuova sagola alla vecchia e raggiungo il fondo sabbioso. Fisso nuovamente la sagola e proseguo in quella che sembra essere la via maestra in una galleria apparentemente rettilinea e regolare che dopo una trentina di metri svolta di 90°, proseguiamo in acque cristalline con gli ambienti che si fanno via via più grandi dalle pareti parallele alte e verticali. Altro frazionamento della sagola e continuiamo dritto per dritto nella galleria orizzontale. La profondità si attesta a -30m con acqua dolce e temperatura di 14°, l’ambiente sembra sempre più grande e rettilineo sul fondo la solita sabbia. Trovo un bellissimo spuntone e ancoro la sagola, e ora di rientrare, io ho il rebreather ma Giampiero utilizza le bombole e anche lui mi fa segno di rientrare. Riprendiamo la via del ritorno stanchi ma appagati. A metà strada del lungo sifone incontriamo la squadra degli amici Mira e Karol che da programma dovranno eseguire il rilievo della parte terminale e proseguire l’esplorazione per quanto possibile. Rapido saluto e i due proseguono verso valle e noi verso monte direzione ingresso grotta.
Durante il rientro ci raggiungono Karol e Mira… è troppo presto come mai sono già di rientro !
Ci spiegano che non sono riusciti a raggiungere il punto terminale del sifone a causa di problemi di compensazione ai timpani di Mira che poco prima del punto terminale ha dovuto desistere e fare rientro.
Dopo 9 ore di progressione totale alle 19,30 della sera riemergiamo nel primo sifone del ramo del Bue. Alle 22.00 gli oltre 35 zaini di attrezzature sono fuori dalla grotta circondati dall’insolita presenza di migliaia di falene colorate.
La notte è un allegro festeggiare intorno al fuoco, tutto è andato bene, la nuova via del collettore è stata ritrovata.
La domenica mattina arrivano i nostri amici asinelli con gli amici Bachitta per fare il lavoro sporco e portare tutti gli zaini con i materiali a Cala Luna e poi via mare a Cala Gonone.
La speranza è che la grotta non continui a scendere ma che risalga di quota. I quasi 3km dall’ingresso grotta e la morfologia del sistema che ora si sta sviluppando a -30m richiederanno maggiori sforzi da parte di tutto il team e una nuova pianificazione.
Prossimo appuntamento a settembre…
Stay in touch..

Roberto Loru
Su Molente Cave Project
Notizia Originale e foto su Facebook:
https://www.facebook.com/166374893942566/posts/pfbid0bHoCDf8sFcCXYKt8KYUjVojPjNVCicrW8ZqwvLEqtifU15Rqg8vA646SHcVCX4Zrl/

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