Dopo 20 anni di ricerca e 874 uscite, la Commissione Grotte Eugenio Boegan apre una nuova porta sul fiume fantasma della regione giuliana

Una ricerca sull’importanza storica della scoperta della Commissione Grotte Eugenio Boegan di Trieste


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Introduzione

Nel cuore del Carso triestino, a 302 metri di profondità in zona Fernetti, è stata realizzata una delle scoperte speleologiche più significative degli ultimi decenni.

Il 23 gennaio 2026, la Commissione Grotte Eugenio Boegan ha aperto una nuova “finestra” sul fiume Timavo, il misterioso corso d’acqua sotterraneo che attraversa le viscere carsiche della regione giuliana.

Dopo 20 anni di lavoro sistematico—874 uscite di ricerca—gli speleologi triestini hanno conseguito un traguardo che non soltanto arricchisce la conoscenza del complesso sistema idrogeologico del Carso, ma contribuisce anche a preservare la memoria di Luciano Filipas, figura emblematica della speleologia giuliana.[1][2][3]

Questa scoperta non rappresenta un episodio isolato, bensì il proseguimento di una tradizione esplorativa che risale al 1841 e che ha trasformato Trieste nel fulcro mondiale della ricerca speleologica.

Essa si distingue per il rigore metodologico, la dedizione collettiva e il significato scientifico, consolidando la primazia della comunità speleologica triestina nel panorama internazionale.


1. La Commissione Grotte Eugenio Boegan: 140 anni di tradizione esplorativa

Origini e Sviluppo Istituzionale

La Commissione Grotte “Eugenio Boegan” (CGEB) rappresenta il gruppo speleologico più antico continuativamente attivo al mondo.

Fondata nel 1883 come “Comitato alle Grotte” della Società degli Alpinisti Triestini, la comunità iniziale era composta da 98 alpinisti che, nel contesto del liberalismo nazionale della seconda metà dell’Ottocento, riunì intellettuali e studenti triestini in un’impresa comune: l’esplorazione sistematica del substrato carsico.[4][1]

Nel 1886, il Comitato fu rinominato “Commissione Grotte” e, contemporaneamente, la Società degli Alpinisti divenne la Società Alpina delle Giulie (SAG), sezione del Club Alpino Italiano a Trieste, dove la CGEB continua ad operare come sua articolazione speleo.

Nel corso del XX e XXI secolo, la Commissione si è evoluta da organismo puramente escursionistico a istituzione scientifica di rilievo internazionale, conducendo esplorazioni sistematiche, rilevamenti topografici accurati e ricerche idrogeologiche di valore accademico.[1][4]

Eugenio Boegan (1875–1939): il fondatore della speleologia moderna

La denominazione della Commissione onora Eugenio Boegan, speleologo e scienziato nato a Trieste il 2 ottobre 1875 da una famiglia modesta. Boegan rappresenta la transizione dalla speleologia d’avventura alla speleologia scientifica strutturata.[5][6]

Giovanissimo, nel 1890, fondò con il fratello Felice il “Club Alpino dei Sette”, società escursionistica dedita all’alpinismo e all’esplorazione delle grotte, fino alla sua dissoluzione per pressioni della polizia austriaca nei confronti delle posizioni filo-italiane.

Nel 1898, Boegan vinse un concorso bandito dalla Società Geografica Italiana con una monografia sulla Grotta di Trebiciano, allora il più profondo abisso del mondo noto. Questo successo segnò l’inizio di una straordinaria carriera scientifica.[7][5]

Dal 1904 al 1939, presiedette la Commissione Grotte senza interruzione (salvo la parentesi della Grande Guerra), imprimendo al sodalizio un rigore tecnico-scientifico che persiste sino ai giorni nostri.

La sua eredità intellettuale è cristallizzata in quasi 150 pubblicazioni, tra cui la monumentale “Duemila Grotte. Quarant’anni di esplorazioni nella Venezia Giulia” (1926), realizzata in collaborazione con Luigi Vittorio Bertarelli, primo presidente del Touring Club Italiano.

Questo volume rimane ancora oggi, quasi un secolo dopo la pubblicazione, un insuperato modello di monografia speleologica regionale.[6][5]

Boegan fu promotore della fondazione dell’Istituto Italiano di Speleologia e direttore della rivista “Le Grotte d’Italia”.

Soprattutto, grazie al suo operato metodico, sviluppò il Catasto Speleologico della Venezia Giulia che divenne modello per l’intero territorio italiano e internazionale.

La sua visione trasformò la speleologia da hobby aristocratico in disciplina scientifica multidisciplinare, integrando rilevamenti geometrici, studi idrogeologici, ricerche mineralogiche e osservazioni biologiche.[5][7]


2. Il Timavo: un fiume “fantasma” nella speleologia mondiale

Caratteristiche e Percorso Idrogeologico

Il Timavo rappresenta uno dei più affascinanti enigmi idrici europei. Nasce nelle foreste del Monte Nevoso, scorre in Croazia e Slovenia nella Val Malacca, attraversa il Carso per quasi 90 chilometri, e infine sfocia nel Golfo di Trieste presso San Giovanni di Duino, poco meno di 2 chilometri in territorio italiano, rendendolo il fiume più breve della penisola con sbocco in mare.[8][9]

La peculiarità del Timavo risiede nel suo lungo percorso sotterraneo di circa 40 chilometri, che inizia dalle spettacolari Grotte di San Canziano in Slovenia e termina alle risorgive presso San Giovanni di Duino.

Durante questo tragitto ipogeo, il fiume attraversa formazioni calcaree, dolomitiche e marnose, scavando un complesso labirinto di gallerie e camere sotterranee ancora non completamente mappato.[10][8]

Il corso sotterraneo del Timavo è stato oggetto di ricerche idrogeologiche ininterrotte da oltre 185 anni.

Le acque sono molto vulnerabili all’inquinamento, in quanto gli acquiferi carsici mancano della capacità autodepurativa posseduta da sedimenti porosi quali ghiaie e sabbie.

Questa caratteristica rende le scoperte di nuove “finestre” sul Timavo estremamente importanti per il monitoraggio ambientale e la comprensione dei percorsi di flusso delle acque sotterranee.[11][12]

Definizione di “Finestra”: gli abissi sul Timavo

Nel gergo speleologico triestino, il termine “finestra” indica un’apertura naturale—solitamente un abisso o una grotta—attraverso la quale è possibile raggiungere, osservare e studiare il corso del fiume sotterraneo.

Queste cavità rappresentano “punti di contatto” privilegiati tra il mondo ipogeo e la ricerca superficiale, funzionando come laboratori naturali per l’idrologia carsica.[13][8]


3. Dalla scoperta di Trebiciano (1841) alla conquista dell’Abisso Filipas (2026): una cronologia epocale

1841: La Grotta di Trebiciano e l’inizio della ricerca sistematica

La moderna speleologia triestina ebbe inizio nel 1841 con la scoperta della Grotta di Trebiciano, ubicata in comune di Trieste a circa 1,5 chilometri dall’abitato di Trebiciano.

L’ingegnere e esploratore austriaco Anton Frederick Lindner, impegnato in ricerche sul corso ipogeo del Timavo, raggiunse il fiume a ben 329 metri di profondità rispetto al livello del pelo dell’acqua e a 370 metri sotto il sifone d’uscita.[14][10]

Questa scoperta trasformò il Carso triestino in palcoscenico internazionale della ricerca speleologica. Nel corso dell’Ottocento, numerose spedizioni furono intraprese con la speranza di captare le acque del Timavo per l’approvvigionamento idrico della città di Trieste.

Sebbene i progetti si rivelassero troppo costosi e tecnicamente non realizzabili, l’impulso esplorativo generato da questa scoperta generò una tradizione ininterrotta di ricerche che continua ancora oggi.[15][10]

Per 83 anni, la Grotta di Trebiciano mantenne il record mondiale di grotta più profonda del pianeta, fino al 1925.[10]

1999: La Grotta Lazzaro Jerko e il secondo raggiungimento del Timavo in Italia

Il percorso sotterraneo del Timavo è stato raggiunto diverse volte in alcune grotte in territorio sloveno, molto meno nel tratto italiano.

Dopo 150 anni dalla scoperta di Trebiciano, la Commissione Grotte Eugenio Boegan realizzò un’impresa di eccezionale valore tecnico e scientifico: la scoperta della Grotta Lazzaro Jerko a Monrupino.

Il merito di questa conquista va in gran parte a Luciano Filipas, che guidò una campagna di scavi metodica e perseverante.[2][16]

Negli anni ’60 del Novecento, il sito era una semplice “fessura soffiante” in una dolina, ubicata tra Percedol e Monrupino.

Campagne di scavo nel 1966 e negli anni ’80 produssero risultati limitati, ostacolati da pareti franose e condizioni di sicurezza precarie.

Quando Filipas si ritirò dal servizio nel 1996, intraprese personalmente una campagna di scavi straordinaria: organizzò il lavoro in modo professionale, affittò il terreno, predispose una baracca deposito e un parco materiale per puntellare le frane.

Scendendo nella cavità 2-3 volte alla settimana, spesso da solo, a 84 anni d’età, nel 1999—dopo oltre 400 uscite—raggiunse il Timavo a -300 metri, il secondo raggiungimento del fiume nel Carso triestino.[2]

Nel 2000, Filipas ricevette un riconoscimento ufficiale dal vicesindaco di Trieste. Successivamente, proseguì gli scavi in altre cavità, scoprendo e documentando l’Abisso Luca Kralj (quarto meno 300 del Carso triestino) e altre importanti cavità.[2]

2024: La Grotta Luftloch della Società Adriatica di Speleologia

Nel marzo 2024, la Società Adriatica di Speleologia (SAS)—gruppo triestino diverso e distinto dalla CGEB—realizzò la scoperta della Grotta Luftloch nel fondo di una dolina di Trebiciano.

Dopo 23-24 anni di scavi e esplorazioni iniziati circa nel 2000, Marco Restaino e il suo team raggiunsero il Timavo a una profondità superiore a 300 metri, identificando un ampio salone in cui il fiume scorre per quasi 300 metri di percorso esplorabile.[17][18][8]

Questa scoperta della SAS rappresenta la terza finestra italiana sul Timavo ed è distinta e separata dalla scoperta della CGEB avvenuta il 23 gennaio 2026.[18][8][17]

2026: L’Abisso Luciano Filipas (87 VG) della Commissione Grotte Eugenio Boegan

Il 23 gennaio 2026, la Commissione Grotte Eugenio Boegan ha aperto una nuova finestra sul Timavo in zona Fernetti, alla profondità di 302 metri.

La cavità, designata nel Catasto Speleologico con il numero 87 VG, è stata ufficialmente dedicata a Luciano Filipas, speleologo deceduto nel giugno 2025.[3][19][2]

Questa scoperta rappresenta il frutto di 20 anni di ricerca metodica, con 874 uscite documentate di ricerca e scavo.

Dalla nuova finestra, attualmente il Timavo è visibile a circa 10 metri di distanza, confermando una volta di più l’importanza strategica di questa cavità per la comprensione del complesso sistema idrogeologico del Carso.[19][3]

Seguiranno ulteriori esplorazioni a breve che raggiungeranno il fiume e porteranno sicuramente a nuovi entusiasmanti sviluppi.


4. Luciano Filipas (1939–2025): una figura emblematica della speleologia giuliana

Vita e Carriera Esplorativa

Luciano Filipas nacque il 26 giugno 1939 a Valsantamarina, presso Fiume, e si trasferì con la famiglia a Trieste nel 1947.

Dagli anni ’50 agli anni ’80, fu tra gli esploratori più attivi della Commissione Grotte, scendendo in cavità difficili e pericolose sia nel Carso che in altre regioni d’Italia: l’Abisso Kamikaze, l’Abisso Polidori nelle Alpi Carniche, la Spluga della Preta nel Veneto, le Stufe di San Calogero in Sicilia, e anche cenotes dello Yucatan.[2]

Oltre all’attività esclusivamente esplorativa, Filipas esercitò un’azione sistematica di ricerca sul Carso, tracciando indizi di nuove cavità che, con opportuni scavi, riusciva a trasformare in grotte catalogabili.

Questa attività gli permise di scoprire decine di nuove cavità, alcune di notevole interesse per bellezza o dimensioni, contribuendo in modo sostanziale all’arricchimento del Catasto Speleologico regionale. Circa trenta rilievi topografici nel Catasto recano la firma di Filipas.[2]

L’Impresa della Grotta Lazzaro Jerko e il Raggiungimento del Timavo

L’impresa che inscrive il nome di Luciano Filipas nel “libro d’oro” degli speleologi giuliani rimane il raggiungimento del Timavo nella Grotta Lazzaro Jerko nel 1999.

Come descritto in precedenza, dopo oltre 400 uscite e anni di lavoro manuale, Filipas riuscì a vincere i difficilissimi ostacoli naturali—frane, pareti instabili, strettoie—raggiungendo il fiume a -300 metri.

Questo risultato rappresentò il secondo contatto documentato con il Timavo nel Carso triestino dopo 150+ anni, aprendo nuove prospettive di ricerca e confermando la continuità del corso sotterraneo del fiume.[2]

Ulteriori Scoperte e Scavi

Negli anni successivi al 1999, Filipas proseguì la sua attività esplorativa e di scavo. Nel nuovo secolo scoprì l’Abisso Luca Kralj, che raggiunge -307 metri (il quarto meno 300 del Carso triestino), per il quale organizzò due campagne di scavo rispettivamente nel 2010 e 2011, al fine di aprire nuovi ingressi e completare l’esplorazione della cavità. L’abisso, poco meno di sei chilometri di sviluppo su 275 metri di dislivello, rimane ancora oggetto di ricerche.[2]

Gli Ultimi Anni e il Tributo della Boegan

Nel 2010, già septuagenario e nonostante vari problemi di salute alla spina dorsale, Filipas si unì ancora al team della Commissione Grotte iniziato nel 2006 negli scavi dell’87 VG, una cavità soffiante presso Fernetti. Per molti anni scese fino a -120 metri, prestando la sua opera di esperto scavatore, spesso rivelatasi preziosa per la scoperta e l’apertura di nuovi passaggi.[2]

Nel giugno 2025, Luciano Filipas scomparve, poco prima di compiere 86 anni. La Commissione Grotte Eugenio Boegan, in onore della sua memoria, dedicò la cavità 87 VG—da lui contribuito ad esplorare negli ultimi anni di vita—con il suo nome: Abisso Luciano Filipas.[3][19][2]


5. Il Significato Storico della Scoperta dell’Abisso Luciano Filipas

Rarità e Valore Scientifico delle “Finestre” sul Timavo

Nella storia della speleologia mondiale, il numero di cavità che raggiungono un fiume ipogeo di tale complessità e portata è eccezionalmente limitato.

Nel caso del Timavo, in Italia solo quattro cavità conosciute—Trebiciano (1841), Lazzaro Jerko (1999), Luftloch (2024) e l’Abisso Filipas (2026)—permettono l’osservazione e lo studio diretto del corso sotterraneo.[8][13][10] Un altra manciata di grotte slovene arrivano al mitico fiume sotterraneo.

Ogni nuova “finestra” rappresenta un’occasione irripetibile per raccogliere dati idrogeologici, biologici e geomorfologici che contribuiscono alla comprensione del complesso reticolo carsico.

L’Abisso Filipas, situato in prossimità della Grotta Luftloch della SAS, potrebbe fornire dati cruciali sui flussi idrici e sulla possibile connessione tra i due sistemi, attualmente distanti circa 200 metri di percorso sotterraneo ancora inesplorato.[13]

Contributo all’Idrogeologia Carsica

L’importanza idrogeologica della scoperta risiede nella capacità di affinare la comprensione dei percorsi e della velocità di flusso delle acque sotterranee nel Carso.

Gli acquiferi carsificati, caratterizzati da elevata permeabilità per fratturazione e dissoluzione, presentano velocità di flusso molto superiori rispetto ad acquiferi porosi tradizionali.[12][11]

Il Timavo, con il suo tracciato di 40+ chilometri sotterranei e multiple “finestre”, costituisce un laboratorio naturale ideale per esperimenti di tracciamento idrico.

Utilizzando traccianti fluorescenti (uranine, naphthionate), ricercatori e speleologi hanno dimostrato flussi idrici dell’ordine di 29-36 m/h nel sistema Reka-Timavo.

Scoperte come l’Abisso Filipas permettono di installare punti di monitoraggio per le analisi chimiche, batteriologiche e per la determinazione della presenza di contaminanti e microplastiche.[20]

Data la vulnerabilità degli acquiferi carsici all’inquinamento—in assenza di filtrazione naturale attraverso sedimenti porosi—la conoscenza dettagliata dei percorsi idrici è essenziale per la protezione delle risorse idriche potabili della regione.[11][12]

Significato per la Paleoclimatologia e la Geomorfologia

Le grotte, e in particolare i loro speleotemi (stalattiti, stalagmiti, concrezioni calcitiche), costituiscono archivi straordinari di informazioni paleoclimatiche.

L’analisi della composizione isotopica del calcio e dell’ossigeno negli speleotemi permette di ricostruire variazioni delle temperature e della precipitazione pluviometrica nel passato, risalendo fino a centinaia di migliaia di anni.[21]

L’Abisso Filipas, con il suo ambiente stabile in cui il Timavo scorre indisturbato, potrebbe contenere speleotemi di notevole interesse scientifico per la ricostruzione dei paleoclimi dell’Europa meridionale.

Le acque del Timavo, percorrendo il substrato carsico, depositano sedimenti che riflettono le condizioni erosive e idrochimiche attraversate: l’analisi di questi sedimenti fornisce informazioni sulla geomorfologia carsica e sulla storia geologica recente.

Importanza per la Biologia Sotterranea e la Conservazione

Le acque sotterranee del Carso ospitano una fauna specializzata e spesso endemica, adattata a vivere in assenza di luce e nutrienti limitati.

Il proteo (Proteus anguinus), anfibi cavernicolo cieco e depigmentato, rappresenta l’emblema della fauna ipogea europea.

Nel 2024, gli esploratori della Grotta Luftloch hanno scoperto esemplari di proteo notevolmente più grandi dei comuni, suggerendo condizioni ambientali particolari.[22]

L’Abisso Filipas offre l’opportunità di campionare questa fauna e di monitorare la qualità biologica delle acque come indicatore di inquinamento.

La presenza abbondante di protei segnala acque scarsamente contaminate, mentre la loro assenza o diminuzione può indicare fenomeni di degrado ambientale.[14]


6. Continuità Metodologica: da Lindner e i Grottenarbeiter ai Moderni Speleologi

Metodologie Storiche: gli Scavi del XIX Secolo

Le prime esplorazioni del Timavo nel 1841 si basavano su metodi rudimentali ma efficaci.

I cosiddetti Grottenarbeiter (letteralmente “lavoratori di grotta”)—operai specializzati dell’Impero Austro-Ungarico—scendevano nelle cavità muniti di scale di corda, prese in roccia manuali e sistemi di illuminazione rudimentali a fiamma aperta.

Gli allargamenti delle strettoie erano eseguiti a mazza e piccone, e i rilievi topografici erano redatti manualmente, con bussola e catena di misurazione.[23]

Nonostante la pericolosità e l’assenza di sicurezza moderna, questi pionieri riuscirono a penetrare in cavità di notevole complessità, dimostrando straordinario coraggio e determinazione.[23]

Metodologie Moderne: Dalla CGEB alla Contemporanea Speleologia Scientifica

Nel XX secolo, la Commissione Grotte Eugenio Boegan, sotto la guida di Boegan stesso, adottò progressivamente metodologie scientifiche: rilievi topografici accurati con teodoliti, documentazione fotografica sistematica, analisi idrogeologiche e biologiche, collocazione di scale e fissi permanenti in roccia per garantire sicurezza e ripetibilità delle esplorazioni.[1]

Nel XXI secolo, la CGEB e altri gruppi speleologici triestini hanno integrato tecnologie avanzate:

  • Speleosubacquea: per l’esplorazione dei tratti sommersi del Timavo, gli speleosub si immergono in ambienti a visibilità quasi nulla, muniti di rebreather e computer di decompressione per gestire miscele di gas respirati a profondità estreme.[18][14]
  • Sagole e filo d’Arianna: lunghi cordami usati per l’orientamento in gallerie labirintiche o a visibilità nulla, consentendo l’avanzamento sicuro e il ritorno risicuro.[14]
  • Traccianti Fluorescenti: uranine e naphthionate iniettate negli inghiottitoi per seguire il percorso sotterraneo delle acque e determinare velocità e direzioni di flusso.[20]
  • Rilievi Digitali e GIS: creazione di modelli tridimensionali delle cavità, integrazione dei dati topografici in sistemi informativi geografici per analisi territoriali, studi di connessione tra cavità.[15][18]
  • Analisi Scientifiche: campionamento di acque, argille, sabbie per analisi mineralogiche, batteriologiche, di contaminanti e microplastiche.[18]

L’Abisso Filipas rappresenta il frutto di questa metodologia moderna: 20 anni di lavoro sistematico, 874 uscite documentate, integrazione di scavi manuali tradizionali con tecnologie di rilievo contemporanea.


7. Il Contesto Internazionale e il Primato Triestino nella Speleologia

La Scuola Speleologica Giuliana nel Panorama Mondiale

La tradizione speleologica triestina, nata nel 1883 con la fondazione della Commissione Grotte, si è sviluppata parallelamente alle prime esperienze speleologiche europee.

Insieme alla scuola francese e dell’Europa dell’EST, la comunità giuliana fu tra le prime in Europa a intraprendere esplorazioni sistematiche e scientifiche di cavità sotterranee.[24]

Grazie agli sforzi della CGEB e di personalità quali Eugenio Boegan, la speleologia triestina acquisì una reputazione internazionale che persiste ancora oggi.

La scoperta della Grotta Lazzaro Jerko (1999) per mano di Filipas consolidò questa primazia, mentre le contemporanee esplorazioni speleosubacquee condotte dalla Società Adriatica di Speleologia in collaborazione con esperti francesi (come il celebre Claude Touloumdjian) e sloveni hanno mantenuto Trieste al centro della ricerca mondiale sul Timavo.[14]

Trieste come Centro Globale di Ricerca Carsica

Oggi, Trieste ospita il Catasto Speleologico Regionale, che cataloga oltre 2.600 grotte identificate.

La Commissione Grotte Eugenio Boegan pubblica regolarmente la rivista scientifica “Atti e Memorie” e l’appendice semestrale “Progressione”, contribuendo al dibattito scientifico internazionale.[25][1]

La Grotta Gigante, gestita congiuntamente dalla CGEB e dalla SAG, rimane una delle cavità più visitate al mondo e una piattaforma per la ricerca geomorfologica e climatica.

Progetti transnazionali come il “Timavo System Exploration” (lanciato nel 2013 dalla SAS) coinvolgono speleologi italiani, sloveni e francesi in un’impresa coordinata di mappatura del percorso sotterraneo del Timavo.[14]


8. Sfide e Prospettive Future

Questioni Aperte Sulle Connessioni Sotterranee

Una delle questioni più affascinanti rimaste aperta riguarda la possibile connessione tra l’Abisso Filipas (CGEB, 2026) e la Grotta Luftloch (SAS, 2024).

Le due cavità distano circa 200 metri di percorso sotterraneo ancora inesplorato. (ATTENZIONE Notizia non verificata)

Le prossime campagne di immersioni speleosubacquee mirano a colmare questa distanza e a unificare i due sistemi, creando un’unica “finestra” di grande complessità.[13]

Inoltre, rimane da comprendere se altre “finestre” sul Timavo rimangono ancora nascoste nel sottosuolo del Carso.

I dati idrogeologici suggeriscono che il sistema è ancora incompleto e che ulteriori scoperte potrebbero realizzarsi nelle prossime decadi.

Protezione Ambientale e Gestione Sostenibile

L’Abisso Filipas rappresenta anche un’area sensibile dal punto di vista ambientale.

Il Carso, sebbene ospiti spettacolari formazioni naturali, è vulnerabile all’inquinamento industriale, agricolo e urbano.

La vicinanza della ex discarica comunale di Trieste al tracciato sotterraneo del Timavo pone interrogativi circa la contaminazione delle acque.[14]

La scoperta di nuove cavità offre l’opportunità di installare stazioni di monitoraggio e di condurre ricerche longitudinali sulla qualità biologica e chimica delle acque.

La preservazione di questi ambienti ipogei rimane prioritaria, richiedendo una gestione sostenibile e il coinvolgimento di tutte le parti interessate—enti pubblici, società speleologiche, ricercatori universitari.


Conclusioni

La scoperta dell’Abisso Luciano Filipas, realizzata il 23 gennaio 2026 dalla Commissione Grotte Eugenio Boegan dopo 20 anni di ricerca metodica, rappresenta uno dei momenti più significativi della storia speleologica moderna.

Essa testimonia la continuità di una tradizione che risale al 1883, quando il primo Comitato alle Grotte iniziò l’esplorazione sistematica del Carso triestino.

Questa scoperta non è meramente una conquista alpinistica o una curiosità geologica: essa costituisce un contributo sostanziale alla conoscenza del più complesso sistema idrogeologico europeo, il cui studio ha implicazioni per l’idrologia, la paleoclimatologia, la biologia sotterranea e la gestione sostenibile delle risorse idriche. L’Abisso Filipas, dedicato a una figura emblematica della speleologia giuliana che dedicò la propria vita all’esplorazione e alla scoperta, incarna i valori di dedizione, rigore scientifico e rispetto per i delicati ecosistemi sotterranei che caratterizzano la comunità speleologica triestina.

Nel contesto della comunità speleologica italiana, questa scoperta rafforza il ruolo di Trieste e della regione giuliana come epicentro mondiale della ricerca sul carsismo e della speleologia.

Con le future esplorazioni e l’approfondimento delle connessioni sotterranee, il Timavo continuerà a rivelare i segreti che custodisce da millenni nelle viscere della terra.


Bibliografia e Fonti

Petri? et al., “Determining the directions and characteristics of underground water flow in karst,” Carsologica, 2013-2023. [20]
Commissione Grotte Eugenio Boegan, Wikipedia, 2013-2025. [1]
Spirito, Pietro, “Scoperta la grotta segreta del fiume Timavo,” Rivista Natura, 2024. [8]
Boegan, Commissione Grotte, “Luciano Filipas,” profilo biografico, 2017-2025. [2]
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Scintilena.com, “Grotta Luftloch: la Società Adriatica di Speleologia dopo 23 anni,” 2024. [18]
Regione FVG, “La Grotta Luftloch regala il proteo più grande d’Italia,” Facebook, 2024.[22]

Fonti
[1] Commissione Grotte Eugenio Boegan https://it.wikipedia.org/wiki/Commissione_Grotte_Eugenio_Boegan
[2] Luciano Filipas https://www.boegan.it/2025/07/luciano-filippas/
[3] 87 VG – Abisso Luciano Filipas nuova finestra sul Timavo https://www.boegan.it/2026/01/87-vg-abisso-luciano-filipas-nuova-finestra-sul-timavo/
[4] Commissione Grotte ” EUGENIO BOEGAN” C.A.I. Trieste http://www.openspeleo.org/openspeleo/groups-view-75.en.html
[5] BOEGAN Eugenio (2.10.1875 – 18.11.1939) https://www.boegan.it/2009/09/boegan-eugenio/
[6] Eugenio Boegan https://it.wikipedia.org/wiki/Eugenio_Boegan
[7] Speleologi che hanno fatto la storia: Eugenio Boegan … https://www.scintilena.com/speleologi-che-hanno-fatto-la-storia-eugenio-boegan-1875-1939/01/03/
[8] Scoperta la grotta segreta del fiume Timavo https://rivistanatura.com/scoperta-la-grotta-segreta-del-fiume-timavo/
[9] Le grotte del Timavo nel cuore del Carso https://quitrieste.it/2012/11/le-grotte-del-timavo-nel-cuore-del-carso/
[10] Abisso di Trebiciano https://it.wikipedia.org/wiki/Abisso_di_Trebiciano
[11] l’importanza e le caratteristiche degli acquiferi carsici http://www.gepgis.eu/it/wp-content/uploads/2014/01/caratteristiche_acquiferi.pdf
[12] Carso e fenomeni carsici https://moodle2.units.it/pluginfile.php/562405/mod_resource/content/0/Carso%20F%20Timavo%20Idrogeologia.pdf
[13] Scoperta di Nuove Gallerie del Timavo Sotterraneo https://www.scintilena.com/scoperta-di-nuove-gallerie-del-timavo-sotterraneo/09/22/
[14] Trieste, il pauroso salto del Timavo nell’Abisso di Trebiciano https://www.fsrfvg.it/?p=5584
[15] LA RICERCA DEL TIMAVO SOTTERRANEO https://sastrieste.it/wp-content/uploads/2019/11/Galli-ricerca-timavo-10_01-26.pdf
[16] Scoperta Speleologica: 25 Anni dalla Discesa al Timavo … https://www.scintilena.com/scoperta-speleologica-25-anni-dalla-discesa-al-timavo-nella-grotta-meravigliosa-di-lazzaro-jerko/11/21/
[17] Il Timavo Rivelato: Nuove Esplorazioni Illuminano … https://www.scintilena.com/il-timavo-rivelato-nuove-esplorazioni-illuminano-il-mistero-del-fiume-sotterraneo/05/23/
[18] Grotta Luftloch: la società Adriatica di Speleologia dopo 23 … https://www.scintilena.com/grotta-luftloch-la-societa-adriatica-di-speleologia-dopo-23-anni-di-lavoro-scopre-un-nuovo-tratto-sotterraneo-del-fiume-timavo/03/27/
[19] Commissione Grotte “EUGENIO BOEGAN” (CGEB – TS) https://www.facebook.com/100063982991639/photos/d41d8cd9/1289222763220478/
[20] Determining the directions and characteristics of underground water flow in karst for the purpose of traffic routes construction: the case of the new Diva?a-Koper railway line (SW Slovenia) https://ojs.zrc-sazu.si/carsologica/article/view/8582
[21] Submerged Speleothems and Sea Level Reconstructions: A Global Overview and New Results from the Mediterranean Sea https://www.mdpi.com/2073-4441/13/12/1663/pdf
[22] La grotta Luftloch regala il proteo più grande d’Italia ? … https://www.facebook.com/regione.fvg.it/posts/la-grotta-luftloch-regala-il-proteo-pi%C3%B9-grande-ditalia-nella-grotta-luftloch-dov/1398213792350646/?locale=it_IT
[23] Alla Scoperta dei Grottenarbeiter: I Pionieri della Speleologia https://www.scintilena.com/alla-scoperta-dei-grottenarbeiter-i-pionieri-della-speleologia/09/28/
[24] Il Carso sotterraneo: le grotte da esplorare https://trieste.green/il-carso-sotterraneo-le-grotte-da-esplorare/
[25] Commissione Grotte “EUGENIO BOEGAN” (CGEB – TS) https://www.facebook.com/p/Commissione-Grotte-EUGENIO-BOEGAN-CGEB-TS-100063982991639/?locale=it_IT
[26] Luftloch – SAS – Società Adriatica di Speleologia https://sastrieste.it/index.php/2019/11/08/luftloch/
[27] Speleologia e Ricerca Scientifica: Nuove Frontiere nello … https://www.scintilena.com/speleologia-e-ricerca-scientifica-nuove-frontiere-nello-studio-delle-grotte/05/12/
[28] vulnerabilità aree carsiche.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_aeff132f-4e90-4a57-9599-51b44b46c5c8/7bb85516-a81a-4be5-8e60-ab6ca58753a0/vulnerabilita-aree-carsiche.txt
[29] La Biblioteca Speleo della Società Alpina delle Giulie – Commissione Grotte, Eugenio Boegan, Trieste https://www.semanticscholar.org/paper/1b37b7e206e09e091459592a65d7ffa92733a7aa
[30] Le grotte di San Canziano https://www.semanticscholar.org/paper/cdf4296f8e8dd3c3bf37943098cc384dab2562c4
[31] Ice cores and calcite precipitates from alpine ice caves as useful proxies in paleoclimate reconstructions https://www.semanticscholar.org/paper/1948c62d8c4dc0f5504740309b5aa99d4a10a023
[32] Geo-archaeology of the Grozzana area (N–E Italy) https://www.tandfonline.com/doi/pdf/10.1080/17445647.2019.1659866?needAccess=true
[33] Archeologia dell’edilizia storica e costruzione del documento archeologico. Problemi di popolamento mediterraneo. I. Un’archeologia del costruito per la storia del territorio medievale https://www.openaccessrepository.it/record/61640/files/fulltext.pdf
[34] Erudizione cittadina e fonti documentarie https://books.fupress.com/isbn/9788864538402
[35] Una città, il viaggio, le frontiere, un’identità letteraria https://fupress.com/redir.ashx?RetUrl=19420.pdf
[36] Iconografia claustrale e spazi liturgici https://hrcak.srce.hr/file/447865
[37] Conservazione e nuove frontiere tecniche pluridisciplinari https://oaj.fupress.net/index.php/ra/article/download/14285/11555
[38] Osservazioni su alcuni reperti vitrei della necropoli di via Spinè a Oderzo https://edizionicafoscari.unive.it/libri/978-88-6969-390-8/osservazioni-su-alcuni-reperti-vitrei-della-necrop/
[39] L’archeologia dell’architettura in Italia nell’ultimo quinquennio (1997-2001) https://arqarqt.revistas.csic.es/index.php/arqarqt/article/download/3/3
[40] Il mondo della speleologia piange Luciano Filipas … https://www.ilpiccolo.it/cronaca/speleologia-piange-luciano-filipas-esploratore-fiume-timavo-dbp8m9oy
[41] Commissione Grotte Eugenio Boegan https://www.boegan.it
[42] Luciano Filipas. – Facebook https://www.facebook.com/piccoloditrieste/posts/la-trieste-che-ama-le-grotte-e-la-speleologia-piange-in-questi-giorni-la-scompar/1167625862064896/
[43] Contatti – Catasto Storico delle grotte https://www.catastogrotte.it/contatti
[44] In corso prova di tracciamento del fiume Timavo https://www.scintilena.com/in-corso-prova-di-tracciamento-del-fiume-timavo/10/31/
[45] GROTTA IMPOSSIBILE DI CATTINARA https://www.catastogrotte.it/backend/assets/js/tinymce/source/Storia%20esplorazioni%20Impossibile.pdf
[46] La storia della Speleologia Triestina in relazione al problema Timavo http://scholarcommons.usf.edu/ijs/vol18/iss1/4/
[47] Geografie https://polisemie.warwick.ac.uk/index.php/polisemie/article/download/1364/1175
[48] UN CASO DI SPIONAGGIO DEL XVIII SECOLO: IL VIAGGIO-RICOGNIZIONE A POLA DI UN GRUPPO DI FUNZIONARI DELL’IMPERATORE ASBURGICO. APPUNTI DA UNA RELAZIONE ANONIMA AL CONTE E PROVVEDITORE DI POLA DEL 12 APRILE 1788 https://hrcak.srce.hr/file/333218
[49] La Carta idrografica d’Italia come fonte per la storia degli opifici idraulici alla fine dell’Ottocento. Il caso toscano https://www.bsgi.it/index.php/bsgi/article/download/1302/924
[50] Un eccentrico mistero nella Roma di metà Ottocento : Una vedova e un mistero. Storia del secolo XIX (1846) di Cesare Malpica https://journals.openedition.org/transalpina/pdf/3740
[51] Predoni a casa nostra e il geografo solidale: Massimo Quaini tra terra e acqua https://iris.unive.it/bitstream/10278/3743516/1/Predoni%20a%20casa%20nostra%20e%20il%20geografo%20solidale.pdf
[52] speleologia https://www.boegan.it/wp-content/uploads/2021/01/GUIDI-P.-CUCCHI-F.-ZINI-L.-1999-Lazzaro-Jerko-aperta-la-via-al-Timavo.pdf
[53] Allestimenti interni dell’Abisso di Trebiciano – SAS https://sastrieste.it/index.php/2019/11/14/allestimenti-interni-abisso-di-trebiciano/
[54] La storia della Speleologia Triestina in … https://digitalcommons.usf.edu/cgi/viewcontent.cgi?article=1385&context=ijs
[55] Scheda catastale – Grotta Lazzaro Jerco https://catastogrotte.regione.fvg.it/scheda/2305-Grotta_Lazzaro_Jerco
[56] Sensazionale scoperta all’Abisso Trebiciano porterà grandi … https://www.scintilena.com/sensazionale-scoperta-allabisso-trebiciano-portera-grandi-novita-al-corso-sotterraneo-del-timavo/08/18/
[57] il fiume timavo – ALPI GIULIE https://caisag.ts.it/wp-content/uploads/2019/07/AG-2-2017-web.pdf
[58] LA GROTTA MERAVIGLIOSA DI LAZZARO JERKO http://www.boegan.it/wp-content/uploads/2009/01/LAZZARO-JERKO_c.pdf
[59] 110 Trebiciano un abisso sul Timavo – un’escursione verso … https://www.youtube.com/watch?v=3Hqrcxzkb_E
[60] Viaggio nelle acque carsiche tra fiumi sotterranei e grotte … https://www.studicarsici.it/esplorazioni/viaggio-nelle-acque-carsiche-tra-fiumi-sotterranei-e-grotte-segrete/
[61] Evidencias de canibalización de secuencias Cretácicas y Paleógenas de la Cuenca Oriente en la cuña orogénica de los Andes ecuatorianos https://revistas.uis.edu.co/index.php/revistaboletindegeologia/article/download/12697/11661
[62] Un modelo de la historia de la vegetación de la Cordillera de La Costa de Chile central-sur: la hipótesis glacial de Darwin http://www.scielo.cl/pdf/rchnat/v74n4/art07.pdf
[63] Estratigrafía, mamíferos fósiles y edad de las secuencias volcanosedimentarias eoceno-miocenas de la sierra de Huantraico-sierra Negra y cerro Villegas (provincia del Neuquén, Argentina) http://www.andeangeology.cl/index.php/revista1/article/download/V39n3-a07/pdf
[64] DINÂMICA DE RAMPA DE COLÚVIO NA SUPERFÍCIE DE PALMAS/ÁGUA DOCE DURANTE O QUATERNÁRIO TARDIO – BASES PARA COMPREENDER A EVOLUÇÃO DAS ENCOSTAS NO PLANALTO DAS ARAUCÁRIAS http://www.lsie.unb.br/rbg/index.php/rbg/article/download/1247/627
[65] Estudio geoespeleológico de la caverna del cerro Ecce Homo en el municipio de Chimichagua, Cesar https://revistas.uptc.edu.co/revistas/index.php/ingenieria_sogamoso/article/download/4245/3670
[66] Idrologia, Esplorazioni Speleosubacquee e Scavi Recenti https://www.scintilena.com/alla-scoperta-del-timavo-idrologia-esplorazioni-speleosubacquee-e-scavi-recenti/03/21/
[67] I presidenti https://www.boegan.it/2008/12/i-presidenti/
[68] SOPRA E SOTTO IL CARSO https://www.fsrfvg.it/sopraesotto/Sopra-e-sotto-il-Carso-2013-01.pdf
[69] Le acque carsiche e il loro impiego nell’ambito delle … https://www.acquadiqualita.it/it/news/le-acque-carsiche-e-il-loro-impiego-nell-ambito-delle-acque-destinate-al-consumo-umano.php
[70] CARSO TRIESTINO: I RAPPORTI FRA SPELEOLOGIA E … https://www.boegan.it/wp-content/uploads/2022/12/Articolo-4_AM_51.pdf
[71] IL LACUS TIMAVI: LA FAUNA ACQUATICA … https://www.boegan.it/wp-content/uploads/2017/05/13_-LA-FAUNA-ACQUATICA-SOTTERRANEA.pdf
[72] Commissione Grotte Eugenio Boegan https://www.boegan.it/wp-content/uploads/2020/12/Eugenio-Boegan-a-venticinque-anni-dalla-sua-scomparsa_web-1.pdf
[73] On depositional processes governing along?strike facies variations of fine?grained deposits: Unlocking the Little Ice Age subaqueous clinothems on the Adriatic shelf https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/sed.13162
[74] Understanding Ancient Landscapes in the Venetian Plain through an Integrated Geoarchaeological and Geophysical Approach https://www.mdpi.com/2072-4292/12/18/2973/pdf
[75] UAV and field survey observations on the November 26th 2022 Celario flowslide, Ischia Island (Southern Italy) https://www.tandfonline.com/doi/pdf/10.1080/17445647.2023.2261484?needAccess=true
[76] Late Miocene-Early Pliocene Out-of-Sequence Thrusting in the Southern Apennines (Italy) https://www.mdpi.com/2076-3263/10/8/301/pdf
[77] The sea level time series of Trieste, Molo Sartorio, Italy (1869–2021) https://essd.copernicus.org/articles/15/1749/2023/essd-15-1749-2023.pdf
[78] The Moglio-Testico Unit (Ligurian Alps, Italy) as Subducted Metamorphic Oceanic Fragment: Stratigraphic, Structural and Metamorphic Constraints https://www.mdpi.com/2075-163X/12/11/1343/pdf?version=1666673972
[79] Tecnologie Moderne: Rivoluzione nello Scavo Archeologico https://www.masterin.it/start/12019-tecniche-moderne-nello-scavo-archeologico-come-la-tecnologia-sta-rivoluzionando-la-disciplina/
[80] Importanza della speleologia per la scienza e l’ambiente – https://www.scintilena.com/importanza-della-speleologia-per-la-scienza-e-lambiente/03/17/
[81] Metodi moderni di scavo archeologico https://thewideidea.com/it/2022/04/07/Metodi-moderni-di-scavo-archeologico/
[82] Proprietà delle grotte https://www.boegan.it/2009/10/proprieta-delle-grotte/
[83] l’uso della tecnologia dem https://www.archcalc.cnr.it/indice/PDF28/13_Zoni.pdf
[84] Luftloch Archivi – SAS – Società Adriatica di Speleologia https://sastrieste.it/index.php/category/luftloch/
[85] F.A.Q. Ambiente S.S.I. – https://www.speleotoscana.it/2012/11/30/faq-ambiente-ssi/
[86] Come funziona il metodo stratigrafico usato dagli … https://www.geopop.it/metodo-stratigrafico-cose-come-funziona/
[87] Catasto Speleologico Regionale – Scheda completa – Luftloch https://catastogrotte.regione.fvg.it/schedacompleta/7477-Luftloch
[88] Le grotte turistiche e la protezione dell’ambiente https://www.openstarts.units.it/server/api/core/bitstreams/9462bc96-e9da-481c-9a99-3471f5168d95/content
89 Archeologia, speleologia e moderne tecnologie. Un … https://www.academia.edu/44715203/Archeologia_speleologia_e_moderne_tecnologie_Un_dialogo_metodologico
[90] Metodologie e strumenti di studio digitali per l’archeologia. … https://digitalia.cultura.gov.it/article/download/1056/686/4570