Un team di speleologi del Karst Speleological Research di Trieste ha documentato la presenza di particolari colonie batteriche, definite “batteri oro” e “batteri argento”, durante un’esplorazione sul massiccio del Monte Canin.

La ricerca, che apre nuovi scenari sullo studio della vita ipogea, è supportata da un censimento attivo in Friuli Venezia Giulia per mappare la distribuzione di questi microrganismi.

L’esplorazione e la documentazione dei batteri fluorescenti

Durante una recente uscita esplorativa sul Monte Canin, è stata documentata la presenza di estese colonie di microrganismi.

Queste formazioni sono state osservate grazie alla loro particolare fluorescenza se esposte a luce ultravioletta (UV) a una lunghezza d’onda di 365 nm.

L’analisi visiva ha permesso di distinguere due tipologie principali di colonie, convenzionalmente chiamate batteri oro e batteri argento, in base alle loro caratteristiche cromatiche e di riflessione.

La scoperta è avvenuta in un ambiente ipogeo, confermando la straordinaria capacità di adattamento della vita in condizioni di assenza di luce.

Questi ecosistemi sotterranei si rivelano ancora una volta scrigni di biodiversità, con forme di vita che sfruttano processi biochimici specifici per sopravvivere.

Caratteristiche dei batteri oro e argento del Canin

I microrganismi osservati mostrano proprietà visive distinte. I batteri oro si presentano con riflessi che variano dal giallo al dorato.

In alcuni casi, queste tonalità sono percepibili anche in luce bianca, ma è sotto la luce UV che rivelano una fluorescenza calda e intensa.

Al contrario, i batteri argento esibiscono tonalità più fredde, con riflessi argentei o bluastri e una caratteristica fluorescenza ciano-verde.

Entrambe le tipologie batteriche sono state trovate in ambienti sotterranei, dove hanno sviluppato strategie di sopravvivenza uniche.

Questi organismi sono attualmente oggetto di studio per comprendere meglio il loro metabolismo e il ruolo che svolgono all’interno degli delicati ecosistemi delle grotte.

La ricerca scientifica si sta concentrando sull’analisi di questi campioni per svelarne la composizione e le peculiarità.

Un censimento regionale per la ricerca scientifica

Per approfondire la conoscenza su questi microrganismi, è stato attivato un progetto di censimento che copre l’intero territorio del Friuli Venezia Giulia.

L’iniziativa mira a creare una mappa dettagliata della distribuzione dei batteri oro e batteri argento, raccogliendo dati essenziali per la ricerca scientifica.

Gli speleologi, gli escursionisti e gli appassionati di montagna sono invitati a collaborare.

La segnalazione non riguarda solo la presenza delle colonie, ma anche la loro assenza in determinate aree.

Questo tipo di informazione è altrettanto preziosa perché aiuta i ricercatori a definire i confini degli habitat e a comprendere quali fattori ambientali ne favoriscono o ne inibiscono la crescita. Ogni dato raccolto contribuisce a costruire un quadro più completo e accurato.

Come partecipare al censimento dei batteri in grotta

Contribuire al progetto di ricerca è semplice. I partecipanti possono inviare le loro segnalazioni attraverso un modulo online dedicato: https://forms.gle/qxajMCvURLQiU55n9

È fondamentale fornire dati precisi sulla localizzazione della grotta o del sito di osservazione.

La documentazione fotografica è un elemento cruciale: si richiedono immagini scattate sia in luce bianca sia sotto luce UV, per permettere una corretta identificazione delle colonie.

La collaborazione di tutti gli esploratori del mondo sotterraneo è fondamentale per il successo di questo studio.

La raccolta di un’ampia mole di dati permetterà di accelerare le ricerche sui batteri oro e argento, organismi che rappresentano una frontiera affascinante della biologia in ambienti estremi.

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