Risalente all’ottavo secolo A.C. rivela le più antiche decorazioni pittoriche di Tarquinia

Una tomba etrusca a camera risalente alla fine dell’VIII secolo a.C. è stata portata alla luce nella necropoli dei Monterozzi di Tarquinia, rivelando tracce delle più antiche decorazioni pittoriche mai documentate nel sito patrimonio UNESCO[1][2][3].

La scoperta rappresenta un’importante testimonianza archeologica per la comprensione delle fasi più antiche della civiltà etrusca.

Le operazioni di scavo nella necropoli etrusca

La prima campagna di scavi del Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia si è conclusa con il rinvenimento di questa sepoltura inviolata[1][3].

Le operazioni sono state coordinate dal direttore Vincenzo Bellelli e dall’archeologo Daniele Rossetti, che hanno diretto gli scavi finanziati dalla Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura[1][4].

Il sepolcro è stato individuato in un settore periferico della necropoli dei Monterozzi, in un’area ai margini del sito monumentale dove le precedenti esplorazioni della Fondazione Lerici negli anni ’50-’70 non avevano evidenziato significative presenze archeologiche[1][5].

Caratteristiche della tomba etrusca del VIII secolo

La tomba a camera presenta un’unica banchina modanata destinata alla deposizione del defunto[1][3][4].

Si tratta di un piccolo ipogeo del tipo a “fenditura superiore”, ricavato nel banco calcareo ricco di fossili marini caratteristico della zona[1][5].

Durante le operazioni di pulizia delle pareti e del letto funebre sono emerse tracce di colore rosso e giallo, che gli studiosi ritengono riferibili a una rudimentale decorazione pittorica a fascioni[1][3][4].

Questa rappresenta la più antica attestazione decorativa finora documentata nella necropoli dei Monterozzi di Tarquinia.

Il corredo funerario e i reperti archeologici

Il corredo funerario, benché danneggiato dalle infiltrazioni d’acqua e dal crollo parziale della copertura, è stato in gran parte recuperato ed è attualmente sottoposto a restauro[1][3][6].

Tra i materiali rinvenuti figurano vasi di impasto non tornito e di argilla depurata, ornamenti personali e vasellame in lamina di bronzo[1][3][4].

Particolarmente numerosi risultano gli anellini di bronzo sparsi in tutto l’ambiente sepolcrale[1][2][3].

Lo spazio antistante all’ingresso dell’ipogeo, delimitato da grossi blocchi calcarei, è stato riutilizzato per una seconda sepoltura più recente, anch’essa accompagnata da un corredo frammentario[1][4].

Il patrimonio UNESCO della necropoli dei Monterozzi

La necropoli dei Monterozzi si estende per circa 6 chilometri lungo un pianoro parallelo alla costa tirrenica, tra questa e l’altura della Civita dove sorgeva l’antica città etrusca[7][8].

Il sito annovera più di 6.000 tombe scavate nella roccia e sormontate da tumuli, che hanno conferito al colle il suo caratteristico nome[4][7].

Le celebri tombe dipinte, circa 200 esemplari, costituiscono il nucleo più prestigioso della necropoli, inserita nel Patrimonio UNESCO nel 2004 insieme alla necropoli della Banditaccia di Cerveteri[4][8][9].

Queste decorazioni parietali rappresentano il più grande complesso di pitture antiche preromane del Mediterraneo e coprono un arco temporale dal VII al II secolo a.C.[4][7].

Importanza scientifica della scoperta archeologica

La tomba etrusca di VIII secolo permette di approfondire la conoscenza delle fasi più antiche di occupazione della necropoli dei Monterozzi e della storia di Tarquinia[1][6].

Le tracce di decorazione pittorica rinvenute anticipano di diversi secoli la tradizione delle celebri tombe dipinte che hanno reso famosa la necropoli tarquiniese.

Il rinvenimento si inserisce nel più ampio contesto degli studi sulla civiltà etrusca, che rappresenta la prima cultura urbana del Mediterraneo occidentale e si sviluppò per circa 700 anni dall’VIII al I secolo a.C. nel territorio che va dal Lazio settentrionale alla Toscana[8][9].

Nelle prossime settimane la tomba appena scoperta sarà accessibile al pubblico attraverso percorsi guidati organizzati dal Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia[1][5], permettendo ai visitatori di ammirare questa importante testimonianza delle origini della civiltà etrusca.

Fonti
[1] A Tarquinia riemerge una tomba a camera etrusca di fine VIII secolo https://www.arte.it/notizie/viterbo/a-tarquinia-riemerge-una-tomba-a-camera-etrusca-di-fine-viii-secolo-22528
[2] Tarquinia – Nuova scoperta alla Necropoli dei Monterozzi https://etrurianews.it/2025/09/03/tarquinia-nuova-scoperta-alla-necropoli-dei-monterozzi-torna-alla-luce-una-tomba-a-camera-inviolata/
[3] Scoperta tomba a camera etrusca nella necropoli dei Monterozzi. https://pact.cultura.gov.it/eccezionale-scoperta-archeologica-nella-necropoli-dei-monterozzi-a-tarquinia-di-una-tomba-a-camera-etrusca/
[4] Tarquinia: scoperta una tomba etrusca inviolata della fine dell’VIII secolo a.C. https://www.ilgiornaledellarte.com/Articolo/Tarquinia-scoperta-una-tomba-etrusca-inviolata-della-fine-dellVIII-secolo-aC
[5] Scoperta tomba inviolata nella necropoli di Monterozzi (parco … https://roma.corriere.it/notizie/arte-e-cultura/25_settembre_03/scoperta-tomba-inviolata-nella-necropoli-di-monterozzi-parco-archeologico-di-cerveteri-e-tarquinia-all-interno-decorazioni-f42ab798-dd55-4023-b7f0-afe573a32xlk.shtml
[6] Tarquinia, importante scoperta archeologica: rinvenuta una tomba a camera etrusca rimasta intatta https://www.finestresullarte.info/archeologia/tarquinia-scoperta-archeologica-rinvenuta-nella-necropoli-dei-monterozzi-tomba-etrusca-a-camera-ancora-intatta
[7] La Necropoli dei Monterozzi di Tarquinia – PACT https://pact.cultura.gov.it/necropoli-dei-monterozzi-di-tarquinia/
[8] Le necropoli etrusche di Cerveteri e Tarquinia – Unesco Beni Culturali https://unesco.cultura.gov.it/projects/le-necropoli-etrusche-di-cerveteri-e-tarquinia/
[9] Necropoli Etrusche di Cerveteri e Tarquinia – Unesco.it https://www.unesco.it/it/unesco-vicino-a-te/siti-patrimonio-mondiale/necropoli-etrusche-di-cerveteri-e-tarquinia/