Speleologi provenienti da cinque paesi esplorano quasi 2 km di cavità sconosciute in una delle zone carsiche meno studiate dei Balcani

Nel mese di luglio 2025, un team composto da 21 speleologi provenienti da Bosnia-Erzegovina, Croazia, Bulgaria, Turchia e Regno Unito ha preso parte alla 16ª Spedizione Speleologica e di Ricerca Scientifica Internazionale “Ponor Kovaci – Sorgente della Ricina 2025”, organizzata dalla società speleologica Mijatovi dvori di Tomislavgrad.

Obiettivo principale: esplorazione del massiccio montuoso della Cvrsnica, nell’Erzegovina occidentale, una regione ancora in gran parte inesplorata dal punto, di vista speleologico e ambientale.

Il campo base, situato a 1.810 metri sul livello del mare, ha fatto da punto operativo per la ricognizione e l’esplorazione di 19 siti speleologici, con la scoperta di oltre 40 nuove cavità sotterranee. Complessivamente, sono stati mappati quasi 2 km di gallerie sotterranee, con la documentazione di tre pozzi profondi oltre 100 metri.

La scoperta più rilevante è il “Pozzo Radetzky”, individuato da un team bulgaro: con una profondità di 126 metri e oltre 400 metri di gallerie esplorate, si tratta attualmente del più vasto sistema ipogeo conosciuto sulla Cvrsnica. L’esplorazione è ancora in corso, e si può ipotizzare un potenziale ulteriore sviluppo speleologico.

Oltre al lavoro esplorativo, il progetto ha incluso una componente scientifica di rilievo, con indagini multidisciplinari in diversi ambiti:

  • Geologia e idrologia: studio della stratigrafia e delle sorgenti carsiche.
  • Microclimatologia sotterranea: raccolta dati su temperatura, umidità e flussi d’aria.
  • Ecologia sotterranea: campionamento biologico in 8 grotte e 9 sorgenti, con analisi del plancton, sedimenti e presenza faunistica.
  • Biodiversità e genetica: la raccolta di organismi cavernicoli potrebbe portare all’identificazione di nuove specie endemiche.

Secondo gli organizzatori, una parte importante dell’analisi sarà condotta nei prossimi mesi, con particolare attenzione alle valutazioni genetiche e tassonomiche dei campioni raccolti.

Gli ambienti carsici esplorati sono un archivio ecologico fragile, con importante significato sia per la biologia che per la conservazione ambientale.

Il lavoro è stato realizzato grazie al supporto logistico e scientifico di esperti locali e internazionali, confermando il valore della cooperazione scientifica transfrontaliera nella comprensione dei paesaggi carsici dell’Europa sud-orientale.

A chiusura della spedizione, la Società Speleologica Mijatovi dvori ha dichiarato:

«Gli esperti locali dell’area ci hanno fornito un aiuto eccezionale, per il quale li ringraziamo anche in questa occasione. I dati ottenuti, il materiale biologico e la documentazione fotografica sono oggetto di ulteriori ricerche dettagliate, in particolare genetiche e tassonomiche, dalle quali ci aspettiamo dati e conoscenze estremamente preziose, così come nuove specie endemiche per la scienza».

Il nome Mijatovi dvori significa “la dimora di Mijat”: si tratta con ogni probabilità di un riferimento a Mijat Tomic, figura leggendaria e ribelle del XVII secolo originario dell’Erzegovina. Il richiamo storico si intreccia con lo spirito esplorativo della spedizione: un’alleanza fra identità culturale, scienza e tutela ambientale.

Fonte (articolo e foto): Sarajevo Times, 24 luglio 2025
https://sarajevotimes.com/speleologists-on-cvrsnica-mountain-discovered-more-than-40-new-underground-objects

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