L’inizio dell’anno è cominciato molto bene per l’attività esplorativa in Piani Eterni. Da ormai quasi tre anni le esplorazioni nelle remotissime zone di Samarcanda, l’estremo limite meridionale del sistema, si erano fermate a causa delle distanze proibitive e della mancanza di squadre che riuscissero a prendersi i giorni necessari per i lunghi campi interni. Inoltre la progressione dalla Locanda del Bucaniere (campo 2, a circa 7 ore dall’ingresso) richiedeva ormai punte di oltre 30 ore verso le zone esplorative, rendendo qualsiasi attività ben poco efficiente (si era arrivati a permanenze di 4 giorni solo per arrivare e tornare da Samarcanda, con tempi effettivi di esplorazione in zona di pochissime ore se andava bene).

Da anni accarezzavamo il sogno di installare un terzo campo per rendere più umane e fattibili le punte, ma l’inverno scorso la punta organizzata era saltata a causa di una brutta influenza trasmessasi nella squadra prima ancora di entrare.
Quest’anno è andata diversamente e finalmente si è ripartiti col botto.

Una squadra di ben 10 speleo, provenienti dai gruppi di Padova, Sacile, Ronchi dei Legionari, Tarcento, Proteo Vicenza e Valdagno, è riuscita a entrare in grotta il 3 gennaio dopo aver battuto la pista fino all’ingresso coperto da quasi 2 metri di neve.

(Foto 1,2: A. Benazzato)

La macchina logistica ha funzionato benissimo permettendo di arrivare in serata alla Locanda dei Bucanieri dove ci siamo fermati per riposare e riorganizzarci. Il giorno seguente una squadra di tre, supportata da 2 sherpa, si è diretta verso Samarcanda con tutto il materiale per installare in Campo 3. Da qui è stato possibile riprendere le esplorazioni del Ramo dei Russi, grande diramazione che parte da Samarcanda con dimensioni corchiane e che ancora una volta non ha deluso: oltre una serie di brevi risalite si è entrati un grande ambiente (la Sala del Fanciullo) dove sia verso monte e che a valle si diramano spettacolari gallerie che continuano imperterrite dove la progressione si è fermata solo per mancanza di tempo. Si sapeva che ci sarebbe stato tanto da fare da quelle parti, ma ormai si parte per chiudere un cantiere e si torna con troppi altri fronti aperti.


(foto 1,2,3: A. Benazzato, foto 4: F. Felici)

Mentre la squadra dei tre si cimentava nell’esplorazione delle zone più remote, i rimanenti sette hanno portato avanti una serie di cantieri che erano rimasti in sospeso negli anni scorsi nei pressi del campo 2. In particolare si è riusciti ad aprire la frana al limite estremo della grande forra di CUC, giungendo a soli venti metri dall’esterno, con un aria fortissima. Alcuni blocchi instabili hanno impedito di progredire in sicurezza ma è probabile che da qui si riesca in futuro ad uscire all’esterno, riducendo la progressione fino alla Locanda da 7 ore a una sola!!

Altre esplorazioni si sono svolte nella Forra di Pequod che purtroppo chiude su strettoie, mentre si è cercato di scavare un sifone di sabbia che metterebbe in comunicazione le gallerie DC con le Moby Dick, riuscendo così ad accorciare ulteriormente la via verso Samarcanda.

È evidente che nei prossimi anni la presenza del campo 3 renderà possibile intraprendere nuove e più proficue esplorazioni nel settore di Samarcanda, e si spera che i nuovi rami portino alla vera svolta, che sarebbe avvicinarsi all’esterno e magari all’abisso F47 che stiamo cercando di collegare dall’alto. Siamo certi che una volta aperta una via diretta per questi mondi remoti si potranno aggiungere altre decine di kilometri di rilievo al sistema. È solo questione di tempo e perseveranza.

L’attività in Piani Eterni è il frutto di uno sforzo intergruppi e transnazionale. A questo giro hanno partecipato speleologi dei gruppi di Padova, Sacile, Monfalcone, Proteo Vicenza e Valdagno, Tarcento, ma l’attività è sostenuta anche dai gruppi di Feltre, Valdobbiadene, Belluno e Treviso, più tanti speleologi indipendenti. In questa punta in particolare si è avuta una grossa mano dal gruppo Società di Studi Carsici Lindner di Ronchi dei Legionari e da speleologi triestini (del medesimo gruppo) che ci hanno gentilmente alleggerito nella discesa a valle.

L’attività esplorativa si svolge come sempre in collaborazione con l’Ente Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi e con il reparto Carabinieri Biodiversità di Belluno.

Francesco Sauro





Foto 1,2,3,4: L. Rossato

da: http://gruppospeleologicopadovano.blogspot.it/2018/01/sempre-piu-piani-eterni.html

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