Convegno sulla speleologia urbana e il sottosuolo di Sant’Eulalia
Il Gruppo Speleo-Archeologico Giovanni Spano porta a Cagliari un convegno dedicato alla speleologia urbana, all’archeologia e alle buone pratiche di tutela del sottosuolo.
L’appuntamento è per venerdì 22 maggio 2026, dalle 16.00 alle 18.30, al Teatro Sant’Eulalia, con ingresso libero e gratuito.
Sentieri nel Buio e i 50 anni del gruppo
L’iniziativa rientra nel programma “Sentieri nel Buio”, dedicato ai 50 anni di ricerca, divulgazione e attività speleologica del gruppo.
L’evento è organizzato in collaborazione con il Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni Culturali dell’Università degli Studi di Cagliari, la Parrocchia di Sant’Eulalia e l’Associazione Sant’Eulalia, che gestisce il Sistema Museale MUTSEU.
Il convegno vuole mettere al centro il lavoro di studio condotto nel tempo sul sottosuolo della chiesa di Sant’Eulalia. La formula è quella di un incontro a più voci, costruito intorno a esperienze di scavo, rilievo e documentazione.[1]
Il caso Sant’Eulalia
La storia del sito di Sant’Eulalia è legata al Gruppo Speleo-Archeologico Giovanni Spano fin dai primi sopralluoghi del 1990, quando gli speleologi furono chiamati dalla Soprintendenza per ispezionare un pozzo di età romana rinvenuto sotto la sagrestia della chiesa.
Da quell’intervento nacque una lunga stagione di indagini, durata quasi vent’anni, che ha riportato alla luce un’area di grande interesse storico e culturale.
Il convegno intende ripercorrere questa vicenda attraverso il contributo di chi ha seguito le diverse fasi degli scavi.
Il sottosuolo di Sant’Eulalia viene presentato come un luogo in cui si leggono oltre duemila anni di storia urbana di Cagliari.[1]
Interventi e temi
Aprirà i lavori Nicola Sitzia, presidente del G.S.A.G.S., con una introduzione al progetto “Sentieri nel Buio”.
Sabrina Cisci parlerà del rapporto tra strade, pozzi, cisterne e tombe nella tutela archeologica della città. Don Mario Cugusi, già parroco di Sant’Eulalia, porterà una testimonianza sulla cronologia dello scavo. Sono previsti anche gli interventi di Donatella Mureddu, Roberto Sanna, Rossana Martorelli e Don Marco Lai, con il coordinamento di Fabio Pinna dell’Università di Cagliari.
Il programma mette in relazione archeologia urbana e speleologia urbana come pratiche che richiedono metodo, attenzione e collaborazione tra enti diversi.
Visita finale
Al termine degli interventi è prevista una visita guidata all’Area archeologica di Sant’Eulalia. Per gli studenti di alcuni corsi di laurea in ambito archeologico e storico-artistico è stato richiesto anche il riconoscimento di crediti formativi, legati alla partecipazione a seminari e visite guidate.
La giornata si inserisce in un calendario più ampio di eventi pensati per i cinquant’anni del gruppo. Per la speleologia italiana si tratta di un momento di divulgazione che unisce ricerca, memoria e tutela del patrimonio ipogeo.
Il comunicato ufficiale:
SENTIERI NEL BUIO
50 ANNI DI RICERCA E DIVULGAZIONE SPELEOLOGICA DEL GRUPPO SPELEO–ARCHEOLOGICO GIOVANNI SPANO
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CONVEGNO
VENERDÌ 22 MAGGIO 2026
“Archeologia e Speleologia urbana: le buone pratiche.
Il caso del sottosuolo della Chiesa di Sant’Eulalia”
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Teatro Sant’Eulalia – via del Collegio 2, Cagliari
dalle ore 16.00 alle 18.30
INGRESSO LIBERO E GRATUITO
Il 22 maggio il Gruppo Speleo Archeologico Giovanni Spano organizza al Teatro Sant’Eulalia di Cagliari il convegno “Archeologia e Speleologia urbana: le buone pratiche. Il caso del sottosuolo della Chiesa di Sant’Eulalia”: un dialogo corale e senza precedenti dedicato alla riscoperta del sottosuolo di Sant’Eulalia. Per la prima volta si incontrano archeologi, speleologi e studiosi e i protagonisti che hanno contribuito alle ricerche e agli scavi dell’Area archeologica di Sant’Eulalia, riportando alla luce un luogo straordinario della memoria storica della città.
L’evento è aperto a tutti ed è organizzato dal G.S.A.G.S nell’ambito dell’iniziativa “Sentieri nel Buio” per i 50 anni di attività del gruppo, in collaborazione con il Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni Culturali dell’Università degli Studi di Cagliari, la Parrocchia e Associazione Sant’Eulalia
La storia degli scavi sotto la chiesa di Sant’Eulalia a Cagliari è legata al Gruppo Speleo-Archeologico “Giovanni Spano” fin dai primi tempi. Furono tra i primi, nel 1990, su incarico della Soprintendenza Archeologica di Cagliari e in collaborazione con il Parroco Don Cugusi, a ispezionare per un primo sopralluogo l’imboccatura di un pozzo di età romana colmo di detriti, rinvenuto sotto il pavimento deteriorato dall’umidità della sagrestia della chiesa di Sant’Eulalia, durante i lavori di risanamento. Nata come una breve esplorazione speleo-archeologica, diede il via a una lunga fase di indagini: quasi vent’anni di scavi e di scoperte straordinarie. In occasione dei festeggiamenti per i 50 anni di ricerca, divulgazione e attività speleologica attraverso l’iniziativa “Sentieri nel Buio” che vede una serie di eventi nel corso dell’anno, il G.S.A.G.S., in collaborazione con il Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni Culturali dell’Università degli Studi di Cagliari, la Parrocchia e l’Associazione Sant’Eulalia (MUTSEU Sistema Museale Sant’Eulalia), organizza a Cagliari, venerdì 22 maggio nel Teatro Sant’Eulalia, in via del Collegio n. 2, dalle16.00 alle 18.30, il convegno dal titolo “Archeologia e speleologia urbana: le buone pratiche. Il caso del sottosuolo della chiesa di Sant’Eulalia.” Un incontro a più voci, che vede per la prima volta riuniti tutti i protagonisti delle scoperte, degli scavi e delle ricerche nell’Area archeologica di Sant’Eulalia, che hanno lavorato con passione per riportare alla luce il sito.
Un racconto corale inedito di chi ha vissuto le diverse fasi dell’esplorazione e degli scavi di questo sito di grande interesse storico, archeologico e culturale, che oggi tutti abbiamo la possibilità di ammirare: un luogo sotterraneo affascinante, dove la storia di oltre duemila anni di Cagliari, dall’età romana fino al medioevo e oltre, emerge in silenzio tra pietra, luce e memoria.
Intervengono: Nicola Sitzia, Presidente G.S.A.G.S. che introduce il progetto “Sentieri nel Buio. 50 anni di ricerca e divulgazione speleologica del Gruppo Speleo-Archeologico Giovanni Spano; Sabrina Cisci, funzionaria responsabile della tutela archeologica per Cagliari S.A.B.A.P. (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio), per la Città Metropolitana di Cagliari e le Province di Oristano e Sud Sardegna, interverrà sul tema “Strade, pozzi, cisterne, tombe: la storia sotto i nostri piedi da raccontare e tutelare”; Don Mario Cugusi, parroco di Serdiana, già parroco di Sant’Eulalia, porterà la sua testimonianza su “Sant’Eulalia, cronologia di uno scavo”; Donatella Mureddu, archeologa (tra le prime che seguirono i lavori di scavo nel sito) porterà il suo contributo “Sant’Eulalia, il pozzo e la storia”; Roberto Sanna, speleologo G.S.A.G.S. sul tema “La speleologia al servizio dell’archeologia. Il quartiere Marina e le sue cavità”; Rossana Martorelli, professoressa di Archeologia cristiana, tardoantica e medievale UniCa, con il suo contributo su ”1999-2008. Il “cantiere” di S. Eulalia:un’occasione di formazione, studio e recupero di un frammento di storia urbana”; Don Marco Lai, parroco di Sant’Eulalia e presidente dell’Associazione Sant’Eulalia nel panel “L’area archeologica di Sant’Eulalia: la storia continua”.
Introduce e modera Fabio Pinna, professore di Archeologia cristiana, tardoantica e medievale all’Università degli Studi di Cagliari. L’ingresso al convegno è libero e gratuito, fino ad esaurimento posti del teatro.
Dopo gli interventi, seguirà la visita guidata all’Area archeologica di Sant’Eulalia.
“Nel 1992, dopo la scoperta del pozzo gli speleologi del G.S.A.G.S., chiamati dalla Soprintendenza Archeologica di Cagliari, hanno iniziato a scavare con piccozza, cazzuola e pala, pensando di trovare un tratto dell’acquedotto romano. I lavori si svolgevano la notte per cinque, sei ore ininterrotte, per alcuni mesi si portava su la terra che aveva riempito il pozzo. Dalla prima scoperta del pozzo l’area ha riservato inaspettate sorprese: una volta liberata dalla terra e dai detriti, finalmente è spuntata la meraviglia che oggi conosciamo. Successivamente gli scavi sono proseguiti nella cisterna, ugualmente all’epoca colma di terra, e sono arrivati altri ritrovamenti. Gli scavi dell’Università sono stati avviati successivamente, la professoressa Martorelli nel suo intervento data l’inizio al 1998. Il lunghissimo lavoro di scavo ci ha impegnato per circa un anno (1992-1993) con l’intervento di circa quindici soci”, racconta Roberto Sanna, tra i primi speleologi del G.S.A.G.S a effettuare gli scavi.
Per gli studenti dei corsi di Laurea in Beni Culturali Archeologici, Storico-Artistici e Archivistici, Archeologia e Storia dell’Arte, è stato richiesto il riconoscimento di un credito formativo a coloro che parteciperanno a tre seminari in collaborazione con l’Università di Cagliari, di cui due in corso di definizione, e a tre visite guidate