dal Soccorso: questo il momento dell'uscita dalla grotta. Fortunatamente, la necessità di non utilizzare la barella ha semplificato di molto le operazioni di soccorso e di uscita.

Dopo una lunga notte di lavoro, oggi, 1/6/2026, il ferito è stato accompagnato all’esterno della cavità e alle ore 5:40 circa ha raggiunto l’uscita, ponendo fine a un complesso intervento di soccorso che aveva mobilitato tecnici provenienti da Piemonte, Liguria e Lombardia.

Di seguito il comunicato del CNSAS, a cui seguiranno vs le 10 ulteriori approfondimenti:

Grotta dei Cinghiali Volanti (CN): concluso l’intervento del Soccorso Alpino e Speleologico, speleologo estratto dopo una notte di operazioni

Si è concluso alle ore 5:40 di questa mattina l’intervento del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico nella Grotta dei Cinghiali Volanti, nel comune di Garessio (Cuneo), dove nel tardo pomeriggio di ieri uno speleologo era rimasto con un arto inferiore bloccato sotto un masso a circa 120 metri di profondità. Sul posto sono intervenuti complessivamente 53 tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico provenienti da diverse regioni d’Italia. Una volta raggiunto l’infortunato, le prime squadre hanno concentrato gli sforzi sulla liberazione dell’arto rimasto incastrato sotto la roccia.

L’operazione è stata condotta dai tecnici specializzati del Soccorso Speleologico, consentendo di rimuovere il masso e liberare il ferito. Successivamente è stato allestito un piccolo campo sanitario all’interno della grotta per consentire al personale medico e sanitario del CNSAS di effettuare una valutazione approfondita delle condizioni dell’uomo. Accertato che il quadro clinico fosse complessivamente buono e che non fossero presenti condizioni tali da richiedere il trasporto in barella, è stata pianificata e avviata l’uscita assistita dalla cavità. La possibilità per il ferito di collaborare attivamente durante l’evacuazione ha consentito di rendere più rapide e agevoli le operazioni di recupero, che si sono comunque protratte per diverse ore a causa della complessità dell’ambiente ipogeo e delle caratteristiche del percorso.

Alle operazioni hanno partecipato i tecnici e i sanitari del Soccorso Alpino e Speleologico, i Carabinieri e il servizio di elisoccorso di Azienda Zero della Regione Piemonte che ha supportato le attività garantendo il trasporto in quota di personale e materiali necessari all’intervento. L’infortunato è stato accompagnato all’esterno della grotta alle ore 5:40 e affidato successivamente al personale dell’autoambulanza per il trasporto in ospedale e gli ulteriori accertamenti del caso.

L’INCIDENTE

In attesa del prosieguo, comunque positivo, un breve riepilogo.

L’allarme era scattato nel pomeriggio di ieri, intorno alle 17.

Uno speleologo del Ponente ligure, poco più che ventenne, era impegnato in un’esplorazione con una squadra piemontese nella Grotta dei Cinghiali Volanti, una delle cavità dell’area carsica Rocca d’Orse – Val d’Inferno. Intorno alle 14, mentre percorreva uno stretto cunicolo a circa 120 metri di profondità, una lama di roccia si è improvvisamente spostata, bloccandogli il piede destro sotto un masso.

I compagni hanno tentato inizialmente di liberarlo autonomamente, ma senza successo. A quel punto è stato lanciato l’allarme e si è attivata la macchina del Soccorso Speleologico.

Le prime squadre del CNSAS, insieme al personale sanitario specializzato, hanno raggiunto rapidamente l’infortunato, trovato cosciente e collaborativo. Sul posto sono stati mobilitati anche i tecnici del Gruppo Lavoro Disostruzione, gli specialisti chiamati a intervenire nelle situazioni più complesse.

un’altra immagine del Soccorso

CUSCINI GONFIABILI AD ALTA PRESSIONE

La svolta è arrivata in serata. Dopo aver analizzato attentamente la posizione del masso e le condizioni di sicurezza del cunicolo, i disostruttori hanno utilizzato particolari cuscini gonfiabili ad alta pressione. Gli strumenti hanno consentito di sollevare gradualmente le rocce che comprimevano il piede del giovane, permettendo finalmente di liberarlo senza provocare ulteriori traumi.

Il masso che aveva bloccato la gamba fortunatamente non aveva causato grandi danni: dopo essere stato liverato con i provvidenziali cuscinetti, lo speleologo è potuto addirittura uscire in autonomia, accompagnato.

Una volta fuori, lo speleologo è stato trasferito in una tendina allestita all’interno della grotta, dove i sanitari hanno effettuato ulteriori controlli. Gli accertamenti hanno escluso lesioni gravi o invalidanti, una notizia che ha cambiato radicalmente il quadro dell’intervento e consentito di affrontare con maggiore serenità la successiva fase di evacuazione.

Nel corso della notte i soccorritori hanno quindi lavorato senza sosta per predisporre e completare il trasporto del ferito lungo il percorso sotterraneo fino all’esterno della cavità. Alle 5:40 circa il giovane ha finalmente raggiunto l’uscita, ponendo fine a un intervento complesso conclusosi nel migliore dei modi.

L’operazione ha visto impegnati decine di tecnici del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, tra cui sanitari e specialisti del Gruppo Lavoro Disostruzione, confermando ancora una volta l’elevato livello di preparazione richiesto dagli interventi in ambiente ipogeo.

Il Rifugio Pian Bernardo, in frazione Trappa di Garessio, è stato il punto di riferimento logistico e il campo base delle operazioni per tutta la durata del soccorso.

Seguiranno eventuali aggiornamenti sulle condizioni dell’infortunato e sul bilancio definitivo dell’intervento.

RINGRAZIAMENTI

Ora che il soccorso si è concluso nel migliore dei modi, è anche il momento dei ringraziamenti

Scintilena e tutta la comunità speleologica desiderano esprimere un sentito ringraziamento ai tecnici del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, al personale sanitario e a tutti coloro che hanno preso parte a questa complessa operazione di soccorso.

Immagini dal Soccorso

Un grazie particolare va anche a chi, durante le lunghe ore dell’intervento, ha garantito un costante flusso di informazioni e aggiornamenti, permettendo alla comunità speleologica e a quanti seguivano con apprensione l’evolversi della situazione di restare informati fino alla positiva conclusione del soccorso e anche nelle ore successive.

Sono attesi filmati e altre immagini delle operazioni di soccorso. La zona del campo base e dell’area di intervento è però caratterizzata da una copertura telefonica limitata, per cui il materiale arriverà e sarà pubblicato non appena disponibile.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *