Lazio e Campania registrano oltre 3.800 fenomeni di sprofondamento tra origine naturale e antropogenica
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Sinkholes vulcanici: un inventario che sfida i luoghi comuni
Quando si parla di sinkholes, il pensiero va quasi automaticamente alle aree carsiche, alle rocce calcaree dissolte dall’acqua, alle grotte nascoste sotto la pianura. Ma una ricerca pubblicata nel 2026 da Nisio et al. sulle Rendiconti Online della Società Geologica Italiana allarga lo sguardo su un territorio spesso trascurato: le zone vulcaniche del Centro e Sud Italia.iris.cnr+1
Nel Lazio e in Campania sono stati documentati oltre 300 sinkholes naturali e più di 3.500 fenomeni di origine antropogenica. Un patrimonio di dati che ribalta l’idea che gli sprofondamenti siano una prerogativa esclusiva delle aree sedimentarie carbonatiche.scintilena+1
Cause naturali: travertini, falde e instabilità vulcanica
I sinkholes naturali nelle aree vulcaniche hanno meccanismi di formazione propri. Tra i principali fattori ci sono le variazioni dei livelli della falda idrica e la presenza di strati di travertino soggetti a processi di dissoluzione carsica.iris.cnr
Il travertino, roccia sedimentaria di origine idrotermale frequente nei distretti vulcanici, è vulnerabile all’azione dell’acqua che ne scioglie progressivamente la struttura interna. Quando il sostegno viene meno, il terreno collassa in superficie.scintilena
Questi processi possono avvenire lentamente, per anni, oppure in modo repentino. Il collasso finale è spesso improvviso e imprevedibile.scintilena
Il caso di Latera 2023: una voragine che diventa lago in otto giorni
Un caso emblematico di sinkhole naturale in area vulcanica è quello che ha interessato il comune di Latera, in provincia di Viterbo, il 31 gennaio 2023. Nell’arco di soli otto giorni, la voragine si è riempita d’acqua fino a formare un piccolo lago.facebook+1
Il territorio di Latera appartiene al distretto vulcanico dei Monti Vulsini. Le indagini geofisiche e geochimiche condotte successivamente hanno indicato che il collasso strutturale è riconducibile alle fluttuazioni del livello della falda sotterranea, che hanno generato instabilità lungo i margini della cavità, favorendone l’ampliamento.iris.cnr+1
Il sinkhole è stato monitorato con droni sin dalle prime ore, consentendo una raccolta dati di notevole valore scientifico per la comprensione della dinamica evolutiva di questi fenomeni.iris.cnr
Roma: 2.449 sinkholes e un sottosuolo fragile su rocce vulcaniche
Roma è tra le città al mondo più colpite dagli sprofondamenti antropogenici. Il censimento ISPRA ha documentato 2.449 sinkholes nel solo comune, un numero destinato ad aumentare considerando l’intensità del fenomeno negli ultimi anni.academia+1
La spiegazione storica è profonda. Per millenni, sotto la città si è sviluppata una fitta rete di gallerie, cunicoli, cave, catacombe e acquedotti, scavati principalmente nelle rocce vulcaniche — in particolare nel tufo — per esigenze edilizie, religiose e idrauliche.sgi.isprambiente+1
Le cave romane sono state realizzate prevalentemente nei terreni vulcanici e si concentrano soprattutto nella porzione orientale della città. Nel tempo, la memoria della collocazione di queste strutture si è persa. Durante la massiccia espansione edilizia degli anni ’50-’70, molti edifici sono stati costruiti su queste cavità senza indagini tecniche preventive.isprambiente+2
Il ruolo della rete idrica e dei guasti nei sinkholes urbani
Non è solo il cedimento delle antiche cavità a generare sinkholes a Roma. Un fattore aggravante rilevante è costituito dai guasti e dalle perdite nella rete idrica dei sottoservizi, che erodono progressivamente i materiali di riempimento delle cavità e accelerano i collassi superficiali.academia+1
Ogni anno nella capitale si registrano circa 100 nuovi sinkholes. Dal 1875 a oggi, il censimento ISPRA ha documentato più di 4.500 fenomeni nell’area urbana. Negli ultimi anni la frequenza è in aumento, con oltre 30 km² di superficie urbana coinvolti da eventi di sprofondamento nel corso del secolo scorso.scintilena
Ricerca scientifica e gestione del territorio: un cantiere aperto
Lo studio di Nisio et al. (2026) aggiorna l’inventario nazionale dei sinkholes nelle aree vulcaniche e sottolinea la necessità di una gestione più attenta del territorio. La ricerca mette in evidenza come il rischio da sprofondamento sia spesso sottovalutato nelle pianificazioni urbanistiche delle zone vulcaniche.scintilena
Nel 2023, un convegno organizzato da ISPRA, Università di Firenze, Università Federico II di Napoli e Consiglio dei Geologi ha evidenziato l’assenza, a livello nazionale, di linee guida specifiche per lo studio e la prevenzione dei sinkholes. Un lavoro legislativo e scientifico ancora in corso, che dovrà definire mappe di suscettibilità, soglie di allertamento e protocolli di messa in sicurezza.scintilena
Nel luglio 2025, ISPRA in collaborazione con il CNR-IGAG ha aggiornato la mappa di suscettibilità ai sinkholes per i quartieri di Roma, un passo importante verso la costruzione di strumenti operativi per la sicurezza urbana.scintilena
Tra vulcanismo e carso: un fenomeno che richiede nuova attenzione
I dati raccolti nel Lazio e in Campania confermano che i sinkholes nelle aree vulcaniche rappresentano un fenomeno geologico diffuso e strutturale, non un’eccezione episodica. La sovrapposizione tra substrati vulcanici, falda idrica variabile e secoli di attività umana crea condizioni di rischio specifiche e in parte ancora mal conosciute.sgi.isprambiente+1
La ricerca scientifica avanza. La sfida ora è tradurre queste conoscenze in strumenti concreti di pianificazione territoriale, capaci di tutelare sia i centri urbani sia le aree rurali delle zone vulcaniche italiane.scintilena+1
Voragini in Aree Vulcaniche: Non Solo un Problema Carsico
Studio approfondito su sinkholes naturali e antropogenici nel Lazio e in Campania
Introduzione
Quando si parla di voragini nel sottosuolo, il pensiero corre subito al carsismo classico: la lenta dissoluzione di rocce carbonatiche da parte di acque acide, le caverne che si svuotano e i tetti che cedono. Ma esiste un’intera classe di fenomeni di sprofondamento — documentata con crescente dettaglio dalla letteratura scientifica italiana — che si sviluppa in contesti geologici vulcanici, dove il substrato non è calcare ma tufo, piroclastiti e depositi vulcanosedimentari. Questa distinzione non è solo accademica: ha ricadute dirette sulla gestione del territorio, sulla pianificazione urbanistica e sulla sicurezza pubblica di milioni di persone.[1][2]
Nel 2026, uno studio di Nisio et al. pubblicato sui Rendiconti Online della Società Geologica Italiana (DOI: 10.3301/ROL.2026.13) ha aggiornato l’inventario dei sinkholes nelle aree vulcaniche dell’Italia centrale e meridionale, confermando la straordinaria concentrazione di fenomeni nel Lazio e in Campania, con oltre 300 sinkholes naturali e 3.500 eventi antropogenici documentati nelle due regioni.
Il Quadro Geologico: Perché le Aree Vulcaniche Sono a Rischio
Il centro e il sud Italia sono caratterizzati da una complessa sovrapposizione di litologie. Sull’antico basamento carbonatico appenninico si sono depositati, nel corso del Pleistocene, enormi volumi di materiali piroclastici: tufi, ignimbriti, pomici e depositi di caduta. Queste coperture vulcaniche — spesso incoerenti o semicoerenti — poggiano su substrati profondi, e il tutto è attraversato da falde idriche in pressione e da risalite di fluidi profondi arricchiti di CO? e H?S.[3][1]
Il meccanismo principale di formazione dei sinkholes in queste aree è definito in letteratura deep piping sinkhole: i fluidi che risalgono lungo faglie e fratture erodono meccanicamente i materiali di copertura dal basso verso l’alto, creando condotti verticali che si propagano fino a provocare il collasso superficiale. Questa dinamica è fondamentalmente diversa dalla semplice dissoluzione carsica, eppure produce lo stesso risultato visivo: una voragine che si apre improvvisamente nel terreno.[1][3]
Fattori predisponenti tipici delle aree vulcaniche:
- Depositi piroclastici incoerenti (tufo, pomici, ceneri) con caratteristiche geotecniche scadenti[1]
- Strati di travertino intercalati nelle sequenze vulcano-sedimentarie, soggetti a dissoluzione per acque meteoriche e fluidi profondi[4]
- Falde idriche in pressione nel substrato carbonatico sepolto, spesso a profondità tra 80 e oltre 100 m[1]
- Lineamenti tettonici e faglie sismogeniche, lungo cui si concentrano le risalite di fluidi aggressivi[3]
- Variazioni del livello della falda, che alternano spinte idrostatiche e fasi di svuotamento destabilizzante[5][6]
Il Caso Emblematico: Il Sinkhole di Latera (2023)
Il 31 gennaio 2023, nei pressi della Strada Provinciale n. 118 nel comune di Latera (Viterbo, Lazio settentrionale), si è aperta improvvisamente una voragine di circa 36 metri di diametro in piena area vulcanica — all’interno del Complesso Vulcanico di Latera (LVC), un sistema caldera la cui attività risale a circa 0,28–0,14 milioni di anni fa.[7][8][5]
L’evento è diventato un caso di studio internazionale per diverse ragioni:
- Velocità di formazione: in soli 8 giorni il sinkhole si è riempito d’acqua, formando un piccolo lago — un’evoluzione rapida che ha consentito di monitorare l’intero processo fin dall’inizio[8]
- Contesto geologico inaspettato: il collasso si è verificato in una zona vulcanica dove non si erano mai registrati fenomeni analoghi, dimostrando che anche aree non tradizionalmente carsiche sono vulnerabili[5]
- Monitoraggio multiparametrico: ricercatori del CNR hanno impiegato droni, indagini geofisiche e geochimiche fin dai primissimi giorni, costruendo un modello evolutivo del fenomeno[6][5]
I dati raccolti indicano che il collasso è attribuibile principalmente alle fluttuazioni del livello della falda idrica e allo sviluppo di instabilità lungo le sponde, con un progressivo allargamento della voragine nel tempo. La presenza di travertino nella sequenza stratigrafica locale — minerale suscettibile alla dissoluzione per acque acide — ha costituito un ulteriore fattore predisponente.[6][4][5]
Il Censimento: 300 Sinkholes Naturali e 3.500 Antropogenici nel Lazio e Campania
L’inventario aggiornato da Nisio et al. (2026) restituisce un quadro numerico impressionante per le sole due regioni del Lazio e della Campania: oltre 300 sinkholes naturali e 3.500 sinkholes antropogenici. Questi dati si inseriscono in un contesto nazionale più ampio: l’ISPRA ha censito, ad aprile 2025, più di 15.000 casi di sinkholes naturali in aree di pianura, altopiano o fascia pedemontana sull’intero territorio italiano.[2]
Le aree maggiormente esposte si concentrano sul versante tirrenico centrale, con Lazio, Campania, Friuli-Venezia Giulia, Puglia, Abruzzo e Toscana ai vertici della distribuzione. Il database del CNR-IRPI documenta circa 900 eventi storici di sprofondamento dal 276 a.C. ai giorni nostri, con Campania, Lazio, Sicilia e Puglia come regioni più colpite.[9][10][11][2]
Roma: Una Capitale su un Sottosuolo Fragile
Roma rappresenta il caso urbano più critico a livello mondiale per i sinkholes antropogenici. La città sorge su una complessa successione geologica che include depositi argillosi plio-pleistocenici, materiali vulcanici e vulcanosedimentari del Pleistocene medio-Olocene, tutto attraversato da più di duemila anni di attività estrattiva e infrastrutturale.[12][13]
I dati ISPRA più aggiornati (luglio 2025) parlano di:
- ~4.500 sinkholes antropogenici censiti dal 1875 ad oggi[14][11]
- ~100 nuovi eventi ogni anno[15][14]
- Più di 20 km² di territorio interessato dalla presenza di cavità sotterranee[14]
- Più di 30 km² di superficie urbana coinvolti da sprofondamenti negli ultimi cento anni[14]
Le cavità sottostanti la città — cunicoli di estrazione del tufo, acquedotti romani, catacombe, fognature storiche — costituiscono una rete labirintica che periodicamente cede. La natura vulcanica del substrato (tufo giallo, tufo lionato, pozzolane) è la chiave interpretativa: questi materiali erano facili da scavare in antico, ma decadono progressivamente nel tempo. In aprile 2026 è stato pubblicato su Engineering Geology un nuovo studio dedicato alla mappatura del rischio da sinkhole antropogenici nell’area metropolitana di Roma.[13][16][17][18][19][12]
Il Meccanismo Vulcanico: Differenze con il Carsismo Classico
| Caratteristica | Carsismo classico | Aree vulcaniche |
|---|---|---|
| Roccia interessata | Calcare, dolomia, gesso | Tufo, piroclastiti, travertino intercalato |
| Meccanismo principale | Dissoluzione chimica superficiale | Deep piping + dissoluzione + variazioni falda |
| Fluidi responsabili | Acque meteoriche acide (CO?) | Fluidi profondi (CO? + H?S) lungo faglie |
| Velocità di formazione | Lenta (secoli/millenni) | Rapida (ore/giorni) |
| Profondità substrato | Variabile, spesso affiorante | 80–100+ m[1] |
| Forma tipica | Dolina, inghiottitoio | Sub-circolare, piping verticale |
| Collegamento sismico | Indiretto | Diretto (>40% in zone sismiche)[20] |
Nelle aree vulcaniche tirreniche, il ruolo delle faglie è fondamentale: più del 50% dei sinkholes studiati da ISPRA si allinea lungo faglie regionali sismogeniche. Questo implica che il rischio sismico e il rischio sinkhole sono spazialmente correlati, con potenziali effetti a cascata in caso di forti terremoti.[20][1]
Il Caso Campania: Spacchi e Sprofondamenti tra Rocce Carbonatiche e Vulcanism
In Campania, il fenomeno assume caratteristiche ancora più complesse per la sovrapposizione di litologie diverse. Lungo la costa settentrionale della penisola sorrentina, ai piedi dei Monti Lattari, si trovano imponenti pareti rocciose che in realtà sono il risultato di collassi catastrofici di sprofondamento, probabilmente attivati da forti terremoti.[21]
In quest’area, l’intensa tettonizzazione e la risalita di acque sulfuree aggressive hanno guidato la carsificazione delle rocce carbonatiche sottostanti, creando un reticolo di vuoti sotterranei responsabili dei collassi. Gli sprofondamenti sono talvolta associati a profonde fenditure del versante: lo “spacco della Jala” a Vico Equense (NA), ad esempio, solca il versante per 400 m di lunghezza, 90 m di profondità e larghezze localmente superiori al metro, formatosi probabilmente negli ultimi 5 secoli.[21]
Napoli, al pari di Roma, è interessata da sinkholes antropogenici: tra il 1915 e il 2010 sono stati documentati circa 190 eventi all’interno del territorio comunale, tutti riconducibili al collasso di cavità scavate nel tufo napoletano.[22]
Distribuzione Geografica e Tipologie
Sulla base dei dati ISPRA e CNR, i sinkholes nelle aree vulcaniche si distribuiscono principalmente in quattro contesti geomorfologici:
- Valli intramontane: sedimenti alluvionali con lenti di argilla e travertino, substrato profondo oltre 160 m; frequentemente riempiti da acque mineralizzate con bolle di gas[1]
- Fasce pedemontane e vallive: depositi alluvionali misti, substrato a 100–150 m; falda sotto il piano campagna[1]
- Aree vulcaniche vere e proprie (fascia pedemontana, valli): piroclastiti incoerenti o semi-litificate, substrato tra 80 e oltre 100 m[1]
- Zone urbane (Roma, Napoli, Cagliari): cavità antropiche abbandonate come causa primaria, amplificata da perdite nelle reti idriche[16][13]
In circa il 50% dei casi studiati da ISPRA, i sinkholes naturali ospitano piccoli laghi o stagni, spesso caratterizzati da sorgenti fortemente mineralizzate arricchite di CO? e H?S — testimonianza diretta della connessione con il substrato carbonatico profondo e con i fluidi endogeni.[1]
Monitoraggio, Strumenti e Stato della Ricerca
L’approccio scientifico alla valutazione del rischio sinkhole in Italia si è notevolmente evoluto nell’ultimo decennio:
- ISPRA ha realizzato e aggiornato (luglio 2025) la mappa di suscettibilità ai sinkhole per i quartieri di Roma, sviluppata in collaborazione con il CNR-IGAG[15][14]
- Il monitoraggio del sinkhole di Latera (2023) ha dimostrato l’efficacia dell’uso di droni (UAV) per il monitoraggio continuativo, integrato con fotogrammetria e LiDAR a basso costo[23][5]
- Il CNR-IRPI mantiene il catalogo cronologico degli sprofondamenti in Italia, che conta circa 900 eventi dal 276 a.C. ad oggi ed è in continuo aggiornamento[10][9]
- Indagini geofisiche e geochimiche (gas radon, CO?, analisi delle acque) sono sempre più utilizzate come proxy per l’identificazione di aree a rischio prima del collasso[6]
- Il recente studio su Engineering Geology (aprile 2026) introduce metodologie avanzate per la mappatura del rischio sinkhole antropogenico nell’area metropolitana di Roma[18]
Implicazioni per la Gestione del Territorio
Il fenomeno dei sinkholes in aree vulcaniche pone sfide specifiche alla pianificazione territoriale:
- Non basta mappare le aree carsiche: regioni come il Lazio sono classificate per il carsismo carbonatico, ma il rischio sinkhole è ugualmente elevato (spesso maggiore) nelle aree di pianura su substrato vulcanico[2][1]
- Il patrimonio storico-antropico è un fattore di rischio aggiuntivo: nelle città costruite su tufo, ogni struttura ipogea abbandonata — cava, cunicolo, acquedotto, catacomba — è una potenziale sorgente di instabilità[13][16]
- La velocità del fenomeno richiede sistemi di allerta: alcuni sinkholes si formano in poche ore, rendendo praticamente impossibile una risposta reattiva senza monitoraggio preventivo[24][3]
- I cambiamenti climatici amplificano il rischio: le variazioni nei regimi pluviometrici, con eventi estremi più frequenti, accelerano le fluttuazioni della falda che triggerano i collassi[25][14]
Conclusioni
I sinkholes in aree vulcaniche rappresentano un rischio geologico distinto e autonomo rispetto al carsismo classico, eppure rimasto a lungo nell’ombra delle classificazioni tradizionali. Il Lazio e la Campania, con i loro substrati vulcanici pluristratificati, le falde in pressione, i fluidi profondi aggressivi e i millenni di scavi antropici, sono territori strutturalmente predisposti a questo tipo di instabilità.
Lo studio di Nisio et al. (2026), insieme agli aggiornamenti ISPRA e alle ricerche sul caso Latera, consolidano un corpus scientifico che indica con chiarezza: la gestione del rischio geologico in queste regioni non può prescindere dalla comprensione integrata dei meccanismi vulcanici, tettonici e idrogeologici che controllano la formazione delle voragini. Una maggiore attenzione nella pianificazione urbanistica, nel monitoraggio continuo e nella comunicazione del rischio alla cittadinanza è non solo auspicabile, ma urgente.
Fonte scientifica di riferimento: Nisio, S., et al. “Sinkholes in volcanic areas of Central and Southern Italy: inventory update and occurrence of natural and anthropogenic processes.” Rend. Online Soc. Geol. It 69 (2026). DOI: https://doi.org/10.3301/ROL.2026.13. Licenza: Creative Commons Attribution License.
Ulteriori fonti: ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale; CNR-IRPI – Catalogo cronologico degli sprofondamenti in Italia; CNR-IGAG – Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria; Puzzilli et al. (2024) “Natural Sinkhole Monitoring and Characterization: The Case of Latera Sinkhole (Latium, Central Italy)”, Geosciences, MDPI; Nisio & Caramanna, ISPRA – “A review of natural sinkhole phenomena in Italian plain areas”.
Fonte principale (studio citato nel post)
- Nisio, S. et al. (2026) — “Sinkholes in volcanic areas of Central and Southern Italy: inventory update and occurrence of natural and anthropogenic processes”
Rend. Online Soc. Geol. It 69 (2026)
? https://doi.org/10.3301/ROL.2026.13
ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale
- Mappa suscettibilità sinkholes Roma (luglio 2025)scintilena+1
? https://www.isprambiente.gov.it/it/archivio/notizie-e-novita-normative/notizie-ispra/2025/07/aggiornata-la-mappa-di-suscettibili - Sinkholes antropogenici a Romaisprambiente
? https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/suolo-e-territorio/sinkholes-e-cavita-sotterranee/i-sinkholes-antropogenici/i-sinkho - Sinkholes antropogenici nel territorio di Roma Capitale (Memorie Descrittive Carta Geologica d’Italia)isprambiente
? https://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/periodici-tecnici/memorie-descrittive-della-carta-geologica-ditalia/memdes_93_c - Aree soggette a sinkholes (Indicatori Ambientali)indicatoriambientali.isprambiente
? https://indicatoriambientali.isprambiente.it/en/subsidence-and-sinkholes-hazards/areas-subject-sinkholes - Nisio & Caramanna – “A review of natural sinkhole phenomena in Italian plain areas”sgi1.isprambiente
? http://sgi1.isprambiente.it/sinkholeweb/pubblicazioni/caramanna%20nisio.pdf - Nisio, Caramanna, Ciotoli – “Sinkholes in Italy: first results on the inventory and analysis”sgi.isprambiente
? https://sgi.isprambiente.it/sinkholeweb/pubblicazioni/nisio%20caramanna%20ciotoli.pdf
CNR – Consiglio Nazionale delle Ricerche
- CNR-IRPI – Catalogo cronologico degli sprofondamenti in Italiairpi.cnr+1
? https://www.irpi.cnr.it/focus/sinkholes-italia/
? https://www.irpi.cnr.it/en/focus/sinkholes-italy/ - Puzzilli et al. (2024) – “Natural Sinkhole Monitoring and Characterization: The Case of Latera Sinkhole (Latium, Central Italy)”, Geosciences, MDPImdpi+1
? https://www.mdpi.com/2076-3263/14/1/18
? https://iris.cnr.it/handle/20.500.14243/455237
Scintilena (notiziario speleologico)
- Sinkhole: Fenomeni di Dissesto e Rischi per la Sicurezzascintilena
? https://www.scintilena.com/sinkhole-fenomeni-di-dissesto-e-rischi-per-la-sicurezza/12/07/ - Sinkhole: Quando la Terra Sprofondascintilena
? https://www.scintilena.com/sinkhole-le-cause-delle-voragini-della-terra/10/04/ - Sicurezza urbana e sinkhole a Roma: aggiornata la mappa di suscettibilitàscintilena
? https://www.scintilena.com/sicurezza-urbana-e-sinkhole-a-roma-aggiornata-la-mappa-di-suscettibilita/07/28/ - Voragini della Terra: Cause e Impatti dei Sinkholescintilena
? https://www.scintilena.com/voragini-della-terra-cause-e-impatti-dei-sinkhole/12/04/ - Sinkhole in Sardegna: uno studio sulle voragini e il rischio geologicoscintilena
? https://www.scintilena.com/sinkhole-in-sardegna-uno-studio-sulle-voragini-e-il-rischio-geologico/02/17/ - In Campania tra spacchi e sinkhole (corso SNS-CAI)scintilena
? https://www.scintilena.com/in-campania-tra-spacchi-e-sinkhole-un-ottimo-esempio-di-corso-sns-cai-per-conoscere-la-diversita-dei-contesti-sotterranei-italiani/
Altre fonti scientifiche
- Nisio (2012) – “Anthropogenic sinkholes in the territory of the city of Naples”, ScienceDirectsciencedirect
? https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S1474706511003007 - Nhess Copernicus (2018) – “Growth of a sinkhole in a seismic zone of the northern Apennines (Italy)”nhess.copernicus
? https://nhess.copernicus.org/articles/18/2355/2018/nhess-18-2355-2018.pdf - MDPI (2024) – “Photogrammetry from UAV and Low-Cost Lidar for Sinkhole Hazard Mitigation in Urban Areas”mdpi
? https://www.mdpi.com/2673-7086/4/2/20/pdf - MDPI (2021) – “Hydro-Stratigraphic Conditions and Human Activity Leading to Development of a Sinkhole Cluster”mdpi
? https://www.mdpi.com/2306-5338/8/3/111/pdf - Engineering Geology (aprile 2026) – nuovo studio mappatura rischio sinkhole area metropolitana Romafacebook+1
? https://www.facebook.com/ISPRAmbiente/posts/
Fonti istituzionali e divulgative
- Greenreport.it – “In tutta Italia censite oltre 3.000 voragini naturali”greenreport
? https://www.greenreport.it/news/territorio-e-smart-city/5004-in-tutta-italia-censiti-oltre-3-000-voragini-naturali-ma-solo-a-roma - ISPRA Facebook – Voragine di 36 metri in provincia di Viterbo (Latera)facebook
? https://www.facebook.com/ISPRAmbiente/posts/-voragine-di-36-metri-in-provincia-di-viterbo-gli-esperti-ispra-sul-campo-per-in/588