La XXI riunione della rete ReMi ISPRA ha riunito a Tarvisio rappresentanti di parchi geominerari, musei minerari e istituzioni italiane ed europee per discutere la valorizzazione dei siti minerari storici e condividere buone pratiche di gestione del patrimonio minerario.

La XXI riunione della rete ReMi ISPRA a Tarvisio

Si è svolta il 27 giugno 2026 a Tarvisio la XXI riunione della rete ReMi ISPRA, organizzata nell’ambito del primo Incontro Internazionale dei Minatori d’Europa, manifestazione ospitata dal Parco Geominerario di Cave del Predil dal 26 al 28 giugno.

L’appuntamento ha rappresentato un momento di confronto tra enti che operano nella conservazione e nella valorizzazione dei siti minerari storici. Alla tavola rotonda hanno partecipato rappresentanti di parchi geominerari, musei minerari e istituzioni provenienti dall’arco alpino italiano e da altri Paesi europei, con l’obiettivo di condividere esperienze, individuare criticità e proporre strategie comuni per la gestione del patrimonio minerario. (ISPRA?)

La rete ReMi ISPRA e la tutela del patrimonio minerario

La rete ReMi ISPRA è il progetto promosso dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale per mettere in relazione parchi, musei e realtà impegnate nella conservazione delle aree minerarie storiche italiane.

Avviata nel 2006, la rete favorisce la collaborazione tra amministrazioni, enti locali e gestori dei siti minerari, sostenendo la diffusione delle buone pratiche nella tutela, nel recupero ambientale e nella valorizzazione culturale delle miniere dismesse. Nel corso degli anni è diventata un punto di riferimento per lo scambio di competenze e per la promozione del patrimonio minerario nazionale. (ISPRA?)

Siti minerari storici: confronto sulle buone pratiche

Il programma della giornata ha previsto una tavola rotonda dedicata ai siti minerari storici, coordinata da Agata Patanè, coordinatrice della rete ReMi, e dal professor Massimo Preite, componente del Board di ERIH – European Route of Industrial Heritage.

Il confronto si è concentrato sulle modalità di valorizzazione delle miniere storiche, sulla gestione dei musei minerari, sulla conservazione delle testimonianze archeologiche industriali e sulle opportunità offerte dal turismo culturale. Tra gli obiettivi dell’incontro vi era anche quello di individuare azioni condivise per migliorare la fruizione dei siti e rafforzare la collaborazione tra le diverse realtà europee impegnate nella tutela del patrimonio minerario. (Turismo FVG?)

Cave del Predil, esempio di recupero del patrimonio minerario

La scelta di Tarvisio e di Cave del Predil come sede dell’incontro assume un significato particolare. La storica miniera di Raibl, sfruttata fin dall’epoca romana per l’estrazione di piombo e zinco e rimasta attiva fino ai primi anni Novanta, rappresenta oggi uno dei principali esempi italiani di recupero di un sito minerario storico.

L’ex complesso minerario è stato trasformato in un parco geominerario visitabile, con un percorso all’interno delle gallerie, un museo della tradizione mineraria e spazi dedicati alla memoria del lavoro dei minatori. La valorizzazione del sito costituisce un modello di riconversione che unisce tutela del patrimonio industriale, divulgazione scientifica e sviluppo turistico del territorio. (Italia.it?)

Un patrimonio che interessa anche il mondo della speleologia

Le miniere storiche rappresentano un ambito di interesse anche per la comunità speleologica. Molte gallerie minerarie costituiscono infatti importanti cavità artificiali oggetto di studio sotto il profilo storico, geologico e ambientale. La documentazione, il rilievo e la conservazione di questi ambienti contribuiscono alla conoscenza del patrimonio sotterraneo e delle tecniche estrattive che hanno caratterizzato numerosi territori europei.

Incontri come quello organizzato a Tarvisio favoriscono il dialogo tra musei, enti di ricerca, amministrazioni e associazioni, creando occasioni di collaborazione per la tutela di un patrimonio che conserva testimonianze del lavoro, della storia industriale e dell’evoluzione del rapporto tra l’uomo e il sottosuolo.

Fonti