Dieci aspiranti soccorritori mettono in pratica le tecniche di recupero con barella nel Bergamasco, tra la miniera di Plassa e l’abisso Marmazzo


La formazione CNSAS per il soccorso speleologico nel bergamasco

La Scuola regionale della IX Delegazione Speleologica del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) ha condotto un nuovo evento formativo dedicato all’ottenimento della qualifica di Operatore di Soccorso Speleologico (OSS). L’attività si è svolta nei giorni scorsi in due luoghi distinti della provincia di Bergamo, coinvolgendo dieci aspiranti soccorritori selezionati nel corso dello scorso anno.

Il soccorso speleologico rappresenta una componente specialistica del CNSAS. Gli interventi in ambiente ipogeo e in contesti confinati richiedono competenze tecniche avanzate, un addestramento costante e la capacità di adattarsi a scenari complessi e variabili. La formazione degli operatori segue un percorso strutturato, articolato in più sessioni pratiche progressive.


Il recupero con barella e la tecnica del contrappeso: focus della sessione

Il tema centrale di questa seconda sessione formativa è stato il recupero della barella mediante la tecnica del contrappeso. Gli allievi hanno approfondito le diverse varianti di uscita dalla verticale, una manovra critica nelle operazioni reali di soccorso speleologico.

La tecnica del contrappeso consente di gestire il peso della barella e del ferito nelle risalite verticali all’interno delle grotte, riducendo lo sforzo fisico delle squadre e aumentando la sicurezza del trasporto. Ogni variante risponde a geometrie di cavità diverse e richiede un’attenta valutazione del contesto operativo.


Prima giornata: esercitazioni in miniera a Oltre il Colle

Il programma formativo è iniziato sabato presso la miniera in località Plassa, nel comune di Oltre il Colle. Questo sito è frequentemente utilizzato dalla delegazione per le prime fasi di addestramento tecnico, grazie a un ambiente controllato che si presta all’apprendimento delle manovre di base.

Affiancati da istruttori regionali e collaboratori, i dieci allievi hanno esercitato le manovre di recupero con barella in condizioni gestibili. Il contesto della miniera consente di consolidare la tecnica prima di affrontare ambienti naturali più articolati. L’approccio progressivo è parte integrante del metodo formativo adottato dalla Scuola regionale per il soccorso speleologico.


Seconda giornata: applicazione reale nell’abisso Marmazzo a Camerata Cornello

La domenica l’attività si è spostata nell’abisso Marmazzo, in località Cespedosio nel comune di Camerata Cornello. In questo ambiente naturale più complesso, i partecipanti hanno messo in pratica quanto appreso il giorno precedente.

È stato simulato un intervento di recupero con barella lungo le verticali della cavità, con alternanza delle squadre impegnate nelle manovre. Le tecniche del contrappeso e del recupero con paranco sono state adattate di volta in volta alle caratteristiche specifiche dell’abisso Marmazzo. Nel corso della giornata è stata introdotta anche la ripresa di ancoraggi, ampliando ulteriormente il quadro delle competenze tecniche affrontate durante questa sessione di soccorso speleologico.


Istruttori e allievi: la composizione del gruppo di lavoro

Entrambe le giornate hanno visto una partecipazione costante. Erano presenti i dieci allievi OSS e nove tra istruttori regionali e collaboratori, per un totale di diciannove persone attivamente coinvolte nelle esercitazioni.

Questo rapporto numerico ha permesso di strutturare l’attività in modo efficace, garantendo un’assistenza ravvicinata durante le manovre più tecniche. La presenza di un corpo docente numeroso rispetto agli allievi è una caratteristica importante nella formazione al soccorso speleologico, dove la supervisione diretta è essenziale per la sicurezza e la qualità dell’apprendimento.


Un percorso OSS verso la qualifica di Operatore di Soccorso Speleologico

Questo secondo evento formativo si inserisce in un percorso più ampio verso la qualifica di Operatore di Soccorso Speleologico. Gli aspiranti soccorritori avevano già superato le selezioni lo scorso anno e stanno progressivamente acquisendo le competenze operative richieste.

Il CNSAS e la sua componente speleologica svolgono un ruolo fondamentale nel sistema nazionale di emergenza. La formazione continua degli operatori è il presupposto indispensabile per garantire interventi efficaci in ambienti dove le condizioni possono cambiare rapidamente e dove l’errore tecnico non è ammesso.