Quando tre gruppi speleologici risolvono un enigma geologico lungo 750 metri. La storia di una sorgente straordinaria tra geologia, guerra e ricerca scientifica contemporanea
La Scoperta che Riscrive la Topografia Sotterranea del Friuli. Nei giorni scorsi si sono conclusi i lavori di rilevamento della storica cavità denominata Grotta presso la Centrale di Timau o Grotte di Timau
Negli ultimi mesi del 2024 e agli inizi del 2025, il mondo speleologico italiano com il Fontanon di Timau ha celebrato il completamento di un’impresa di rilievo topografico che rappresenta un capolavoro nella ricerca sotterranea del Friuli Venezia Giulia.
Il Fontanon di Timau e il suo complesso sistema di cavità carsiche denominato “Grotta presso la Centrale di Timau” (catasto regionale n. 165) sono stati finalmente sottoposti a un rilievo topografico completo e aggiornato, realizzato dalla collaborazione di tre prestigiosi gruppi speleologici: il Gruppo Triestino Speleologi (GTS), la Società di Studi Carsici “A.F. Lindner” e il Gruppo Speleologico “Michele Gortani” CAI Tolmezzo.
Questo progetto, coordinato dal 2024 con diverse campagne di rilievo che si sono concluse tra dicembre 2024 e gennaio 2025, ha portato alla luce una cavità ancora più vasta e complessa di quanto precedentemente documentato.
Con uno sviluppo totale che supera i 750 metri di percorsi caratterizzati da un andamento labirintico con rami sovrapposti su molteplici livelli, il Fontanon si conferma come uno dei sistemi carsici più importanti delle Alpi Orientali. I risultati di questi lavori verranno presentati nel corso del prossimo incontro di speleologia che si terrà a Costacciaro (Umbria) dal 29 ottobre al 1° novembre 2026.
Una Sorgente ai Confini d’Italia
Il Fontanon di Timau si trova nel cuore della valle del But, nel comune di Paluzza, provincia di Udine, in Friuli Venezia Giulia, a pochi chilometri dal confine austriaco segnato dal Passo di Monte Croce Carnico (1.360 m s.l.m.).
Questa ubicazione geografica straordinaria, al limite estremo settentrionale dell’Italia peninsulare, conferisce al sito un’importanza geomorfologica e idrogeologica eccezionale: rappresenta un punto di convergenza cruciale tra le acque che si infiltrano dalle calcaree Alpi Carniche Orientali e il loro reinserimento nel ciclo idrologico superficiale attraverso una sorgente carsica di straordinaria potenza.
Timau stesso possiede una storia affascinante. Secondo le tradizioni locali, il paese sarebbe stato fondato nel 1284 da un gruppo di minatori provenienti da Carenzia, attirati dalle ricchezze minerarie della zona—una storia intrinsecamente intrecciata con l’evoluzione stessa delle cavità oggi studiate dagli speleologi contemporanei.
Nel 1729, il paese fu travolto da una devastante frana e successivamente ricostruito a circa un chilometro di distanza, dalla parte opposta della vallata. Questo evento catastrofico rimane una testimonianza vivente dei rischi geomorfologici legati all’instabilità delle pendici in un’area di elevata tettonica e fratturazione.
L’Importanza Idrogeologica: Una Sorgente Leggendaria
La sorgente del Fontanon di Timau costituisce uno dei geositi di più rilevanza regionale nel Friuli Venezia Giulia, essendo riconosciuta come una location di straordinario valore scientifico e ambientale.
Si tratta di una sorgente carsica perenne, nota fin dall’antichità: gli storici hanno documentato la sua importanza già ai tempi dei Romani e, presumibilmente, anche durante l’epoca celtica, quando i popoli prealpini sfruttavano le risorse idriche della valle del But.
La portata massima del Fontanon può superare i 5.000 litri al secondo—una quantità straordinaria che riflette il vasto bacino di alimentazione sotterraneo che si estende da nordest per oltre dieci chilometri, attraversando le formazioni calcaree del Massiccio Coglians-Cjanevate, penetrando sottoterra al Passo di Monte Croce Carnico e percorrendo una rete complessa di gallerie e fratture fino al punto di risorgenza presso Timau. Le acque provengono tanto dai massicci calcarei sovrastanti la valle quanto dalle compagini carbonatiche del Monte Coglians: un sistema di circolazione idrica sotterranea di portata continentale che rappresenta uno degli acquiferi carsici più importanti delle Alpi Orientali.
Nel XXI secolo, il Fontanon continua a svolgere un duplice ruolo economico-ambientale di grande rilievo. Da un lato, alimenta centrali idroelettriche gestite dalla SECAB (Società Elettrica Cooperativa Anonima del But), che rappresenta un modello di utilizzo locale e sostenibile delle risorse idriche per la produzione energetica. Dall’altro lato, fornisce una quota significativa dell’approvvigionamento di acqua potabile per l’intera valle del But fino a Tolmezzo—una responsabilità che sottolinea l’importanza critica della salvaguardia di questa sorgente dal punto di vista della sicurezza idrica territoriale.
I Segreti Geologici: Milioni di Anni di Scultura Sotterranea
La formazione del Fontanon e delle relative cavità è inscritta nella complessa geologia delle Alpi Carniche, dove il fenomeno carsico ha operato nel corso di milioni di anni su rocce di diverse epoche geologiche. Il sistema sotterraneo di Timau si sviluppa principalmente in due importanti formazioni rocciose:
La Formazione del Devoniano (410-360 milioni di anni fa) è caratterizzata da calcari pelagici chiari di origine marina, depositatisi in ambienti di mare profondo durante il Devoniano. Questi calcari, caratterizzati da facies nodulari e interstrati marnosi, rappresentano i prodotti della sedimentazione in bacini oceanici che occupavano le zone che sarebbero divenute le Alpi.
La Formazione dell’Hochwipfel (Carbonifero Inferiore-Superiore, 360-300 milioni di anni fa) rappresenta un episodio di grande trasformazione paleogeografica, legato all’orogenesi Ercinica. L’Hochwipfel è caratterizzata da successioni di arenarie e peliti (siltiti), talora contenenti frammenti di carbonati e, in alcuni casi, testimonianze di vulcanismo basaltico.
Il fenomeno carsico classico—la dissoluzione chimica di rocce carbonatiche ad opera di acque naturali cariche di anidride carbonica—ha creato nel corso dei millenni una rete di fratture allargate, condotti e gallerie, costituendo il sistema sotterraneo esplorato dagli speleologi moderni. La forma planimetrica complessa, caratterizzata dall’andamento labirintico con rami sovrapposti su molteplici livelli, rispecchia l’eredità di una lunga evoluzione speleogenetica influenzata dalle discontinuità tettoniche e stratigrafiche preesistenti.
Una Grotta dalle Molteplici Identità: Natura o Miniere?
La cavità è denominata in diversi modi nella letteratura speleologica: “Grotta presso la Centrale di Timau” è il nome ufficiale nel Catasto Speleologico Regionale del Friuli Venezia Giulia (numero catastale 165, numero catasto locale 89FR); tuttavia, è anche comunemente nota come “Grotte di Timau” (nome plurale che riflette il fatto che il sistema comprende più ingressi e vani distinti) o, in contesti storici, semplicemente come “Grotta di Timau”.
Secondo il recente rilievo topografico completato tra dicembre 2024 e gennaio 2025, la cavità consta di numerose gallerie il cui sviluppo planimetrico totale supera i 750 metri, distribuiti su un dislivello positivo di almeno 48 metri. La struttura interna è caratterizzata da un andamento labirintico con rami sovrapposti, una configurazione che riflette la complessità della rete di fratture e discontinuità tettoniche lungo le quali si è sviluppato il carsismo.
Storicamente, i rilievi precedenti registravano uno sviluppo inferiore di circa 200-380 metri, il che implica che i lavori di mappatura degli ultimi mesi hanno sia affinato la comprensione della topografia esistente che, probabilmente, scoperto e documentato nuovi rami e passaggi precedentemente inaccessibili o non pienamente esplorati.
Una questione di notevole interesse storico-scientifico riguarda la natura ultima della cavità: è una grotta completamente naturale di origine carsica, oppure rappresenta un sistema di gallerie artificiali di sfruttamento minerario che successivamente è stato occupato da processi naturali? I grandi studiosi che hanno ricercato nella zona tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento—inclusi Olinto e Giovanni Marinelli, Lazzarini, De Gasperi, e il poliedrico Michele Gortani—giunsero alla conclusione che la cavità non si tratta di formazione puramente naturale, bensì di antiche gallerie di sfruttamento minerario di calcopirite (un minerale di rame-ferro) e di rame-argento. Tuttavia, documentazione più recente contesta in parte questa interpretazione, suggerendo che almeno la maggior parte della struttura sia di origine carsica naturale, mentre solo sezioni specifiche potrebbero rappresentare evidenze di attività estrattive preistorica o protostorica.
Il Nuovo Frammento del Puzzle: La Grotta della Risalita
Tra i risultati più significativi della campagna di rilievo 2024-2025 figura la scoperta e la documentazione topografica della cosiddetta “Grotta della Risalita”, una diramazione collegata al sistema principale che era rimasta poco nota o poco documentata nella letteratura speleologica precedente.
La Grotta della Risalita rappresenta un elemento di continuità all’interno del complesso sistema carsico di Timau, e il suo includimento nel rilievo complessivo ha comportato un incremento significativo dello sviluppo planimetrico totale della cavità. La denominazione stessa—”Risalita”—suggerisce probabilmente un passaggio o una sezione della cavità che comporta un movimento ascendente (una “salita” nel lessico speleologico), caratteristica che la distingue dall’andamento prevalentemente orizzontale di molti altri rami del sistema.
La Voce del Cannone: Quando la Grotta Divenne Fortino
La Grotta presso la Centrale di Timau riveste un’importanza straordinaria anche come sito di patrimonio culturale legato alla Prima Guerra Mondiale. Durante il conflitto 1915-1917, quando le linee del fronte attraversavano le alture circostanti Timau, questa cavità—come molte altre nel Carso e nelle Alpi Orientali—fu parzialmente adattata dalle autorità militari a fortino sotterraneo o fortezza naturale.
Le modifiche militari sono ancora chiaramente visibili: sette feritoie sono state ricavate o rianneggiate sotto forma di aperture difensive sulla parete del monte, tutte posizionate al medesimo livello e disposte per una lunghezza di circa 50 metri. Circa 60 metri dello sviluppo totale della cavità sono stati dedicati a questo adattamento bellico, che include inoltre scale in ferro battuto, canali per lo scarico dell’acqua (utilizzata per il raffreddamento dei meccanismi di tiro delle mitragliatrici), e altre infrastrutture tattiche.
La qualità eccezionale dello stato di conservazione di queste opere fornisce una testimonianza rara e vivida della tecnologia militare alpina del primo conflitto mondiale. Storicamente, si ritiene che i soldati destinati al presidio della cavità siano stati considerati particolarmente fortunati rispetto ai loro colleghi impegnati sulle sommità esposte, quali il Pal Grande sovrastante, dove gli attacchi e i bombardamenti rendevano la vita ancora più precaria.
I Protagonisti del Rilievo: Tre Istituzioni, Una Passione
Il successo del rilievo topografico completato nel 2024-2025 è frutto della collaborazione coordinata di tre importanti istituzioni speleologiche:
Gruppo Triestino Speleologi (GTS): fondato nel dicembre 1946, il GTS è uno dei più antichi e prestigiosi gruppi speleologici italiani, con una lunga tradizione di esplorazioni e studi nelle cavità del Friuli Venezia Giulia e oltre. Socio della Società Speleologica Italiana (SSI), della Federazione Speleologica Regionale del FVG e della Federazione Speleologica Triestina, il GTS pubblica il rinomato “Bollettino del Gruppo Triestino Speleologi”, di cui il recente volume XXII (2025) contiene il rapporto dettagliato del rilievo.
Società di Studi Carsici “A.F. Lindner”: con sede a Ronchi dei Legionari (GO), questa società è dedicata allo studio e all’esplorazione degli ambienti carsici, con particolare attenzione alla speleologia. È inoltre sede della rinomata “Scuola di Speleologia Ugo Stoker”, un’istituzione formativa che ha contribuito significativamente alla formazione di generazioni di speleologi del Friuli Venezia Giulia.
Gruppo Speleologico “Michele Gortani” CAI Tolmezzo: questo gruppo, membro del Club Alpino Italiano sezione di Tolmezzo, porta il nome di uno dei più eminenti geologi e speleologi italiani della prima metà del XX secolo.
I rilevatori coinvolti nella campagna sono stati: Gianni Benedetti (GTS APS), Libero Modugno (GTS APS), Carol Pregara (GTS APS), e Francesco Serafin (Società di Studi Carsici “A.F. Lindner” APS). Le date di rilievo registrate sono il 21 dicembre 2024 e il 2 gennaio 2025, indicando una campagna condotta durante il periodo festivo invernale—un periodo tradizionalmente favorevole per attività speleologiche intensive date le migliori condizioni meteorologiche.
Michele Gortani: Il Gigante che Insegnò agli Italiani a Leggere la Terra
La menzione del nome di Michele Gortani nel titolo del gruppo speleologico tolmezzino richiama l’attenzione su una figura straordinaria della scienza italiana, i cui contributi alla geologia, speleologia e conservazione ambientale rimangono ancora oggi di profonda rilevanza.
Michele Gortani (Lugo, Spagna 1883 – Tolmezzo 1966) fu uno dei più eminenti geologi italiani della prima metà del Novecento. Giunto in Italia da giovane, si dedicò inizialmente a ricerche paleontologiche, pubblicando il suo primo lavoro “Nuovi fossili raibliani della Carnia” all’età di soli 19 anni nel 1902. Questo lavoro inaugurò una carriera straordinariamente prolifica che avrebbe incluso oltre 325 pubblicazioni scientifiche che spaziavano dalla geologia alla paleontologia, dalla botanica alla storia dell’etnografia.
L’opera maggiore di Gortani fu la rivoluzione delle conoscenze sulla geologia del Paleozoico Carnico: le sue scoperte agli inizi del XX secolo confutarono completamente le attribuzioni di età precedenti stabilite da geologi austriaci e tedeschi, dimostrando che vaste formazioni delle Alpi Orientali appartenevano al Carbonifero piuttosto che al Siluriano, come precedentemente ritenuto.
Nel campo della speleologia, Gortani fu studioso costante e appassionato. Nel 1903, assieme a colleghi come C. Alzona, G. Trebbi e C. Barbieri, fondò una “Società Speleologica” che pubblicò la “Rivista Italiana di Speleologia”—il primo periodico italiano dedicato espressamente al mondo sotterraneo. Fu inoltre presidente del complesso delle Grotte di Postumia (oggi in Slovenia) e, dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando il Carso si trovò in gran parte sotto il controllo iugoslavo, si dedicò a riorganizzare l’Istituto Italiano di Speleologia.
Oltre alle attività scientifiche, Gortani fu una figura civile e ambientale altamente cosciente: nel 1919 organizzò una “segreteria dei comuni della Carnia” per coordinare azioni di difesa territoriale e riforestazione, un’iniziativa che precedette di molti decenni la consapevolezza diffusa delle questioni ambientali. Dopo il terremoto delle Prealpi Carniche del 1928, le sue opere di consolidamento risparmiarono all’area danni molto più gravi rispetto alle zone circostanti. Negli ultimi anni della sua vita, fondò il Museo Carnico delle Arti e Tradizioni Popolari a Tolmezzo, un’istituzione che rimane ancora oggi uno dei musei etnografici più importanti d’Europa, dedicato al suo nome.
Costacciaro 2026: Quando la Comunità Speleologica Celebra
I risultati della campagna di rilievo topografico del Fontanon di Timau verranno ufficialmente presentati nel corso del prossimo “Incontro di Speleologia” (Raduno Internazionale di Speleologia) che si terrà a Costacciaro (Perugia, Umbria) dal 29 ottobre al 1° novembre 2026.
Costacciaro rimane il fulcro storico e simbolico della comunità speleologica internazionale. Nel lontano 1922, presso la Grotta di Monte Cucco alle pendici del borgo, l’imprenditore cartario Giambattista Miliani organizzò quello che è considerato il primo (o forse il primo al mondo) raduno internazionale di speleologia, in occasione della posa della scala di ingresso alla cavità. Oggi, oltre cento anni dopo, Costacciaro continua a ospitare questi importanti appuntamenti di condivisione scientifica e di fratellanza nella comunità ipogea mondiale.
La presentazione a Costacciaro rappresenterà un riconoscimento formale del lavoro pluriennale di ricerca e documentazione, nonché un’opportunità per la comunità speleologica di ricevere una sintesi completa dei dati topografici, delle scoperte geologiche, e delle implicazioni scientifiche emergenti dal rilievo.
Conclusione: Un Monumento alla Ricerca Contemporanea
Il Fontanon di Timau e il suo complesso sistema di grotte rappresentano un monumento naturale e culturale di straordinaria importanza per la comunità speleologica italiana e internazionale. La recente conclusione della campagna di rilievo topografico (2024-2025) rappresenta un capolavoro di dedicazione scientifica, coordinamento organizzativo, e passione per la ricerca sotterranea.
Con uno sviluppo planimetrico che supera i 750 metri, una struttura interna labirintica su molteplici livelli, testimonianze eccezionali di adattamento militare della Prima Guerra Mondiale, e la recente scoperta della Grotta della Risalita, questa cavità continua a rivelare aspetti nuovi della sua complessità geologica e antropica.
La sorgente stessa del Fontanon rimane un elemento cruciale dell’idrologia regionale, alimentando sia le infrastrutture energetiche sostenibili della valle del But che l’approvvigionamento idrico potabile di comunità intere. La sua importanza come geosito di rilevanza regionale è pienamente giustificata non solo dalle sue dimensioni eccezionali di portata, ma dalla sua funzione ecologica, energetica, e culturale nel paesaggio delle Alpi Carniche.
La presentazione ufficiale dei risultati al prossimo incontro di speleologia di Costacciaro nel 2026 rappresenterà un’occasione di celebrazione della ricerca contemporanea e una riaffermazione dei valori di condivisione scientifica che animano la comunità speleologica mondiale, nella continuità di una tradizione che risale a oltre un secolo fa, quando Michele Gortani e i suoi contemporanei iniziarono a svelare i segreti del sottosuolo friulano.
Fonte facebook: https://www.facebook.com/speleoGTS/posts/pfbid0q7odNvacVVJgASEWfkXPoAqe3YrxnWqvwuobRiXgcBpm9qSxNFiRE5rvdVVdUTGJl
Riferimenti
Bollettino del Gruppo Triestino Speleologi, Volume XXII (2025)[gtspeleo]?[ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws]?
Gruppo Triestino Speleologi – sito ufficialesemanticscholar+1
Società di Studi Carsici A.F. Lindner – sito ufficialeopenaccessrepository+1
Geoparco Alpi Carniche – Fontanon e Grotte di Timauiris.unimore+1
Turismo FVG – Grotta di guerra nell’Alta Carniaitalianbotanist.pensoft+1
YouTube – Rajan Trobec, Grotte di Timau storia e rilievo 3D (2024)[italianbotanist.pensoft]?[youtube]?
Il Tempio Ossario di Timau – storia del paesetandfonline+1
Geoparco Alpi Carniche – Presa della Sorgente del Fontanon di Timautandfonline+1
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