Dal Gravettiano al Medioevo, la stessa caverna ha ospitato cacciatori di mammut e pellegrini: ecco perché gli archeologi la definiscono ‘il sito più promettente del Gargano mai esplorato
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L’INDUSTRIA PALEOLITICA DELLA GROTTA DI SAN MICHELE DI CAGNANO VARANO: Una Prospettiva Archeologica su una Cavità Negletta
Sommario
La Grotta di San Michele di Cagnano Varano, ubicata nel promontorio del Gargano in Puglia, rappresenta un giacimento archeologico di notevole importanza per la comprensione del Paleolitico Superiore nel territorio garganico.
Sebbene oggi trasformata in santuario cristiano medievale, l’indagine preliminare condotta nel settembre 1975 dal ricercatore A. Galiberti dell’Università di Siena ha rivelato la presenza di residui di industria litica del Paleolitico Superiore conservati nei lembi stratigrafici delle pareti laterali.
Questo rapporto sintetizza i dati disponibili sulla scoperta e analizza la significatività dell’assemblaggio all’interno del contesto paleolitico della regione.
Introduzione: Dal Santuario alla Preistoria
La Grotta di San Michele costituisce un caso emblematico del palinsesto culturale caratteristico del paesaggio mediterraneo: una cavità che ha ospitato frequentazioni umane lungo un arco temporale di decine di millenni, dal Paleolitico Superiore fino alle pratiche devozionali cristiane dell’era moderna.
Se la sua funzione religiosa è documentata a partire dal medioevo, quando divenne uno dei tanti santuari dedicati all’Arcangelo Michele lungo le vie francigene, la sua storia preistorica è rimasta largamente sconosciuta fino alla ricognizione del 1975.[1][2]
La cavità naturale, scavata nei calcari grigi e bianchi della formazione cretacica di Cagnano, si estende per circa 52 metri di lunghezza con una larghezza variabile tra i 6 e i 15,60 metri e un’altezza compresa tra i 3 e i 7,20 metri.
La sua posizione geografica, situata a 900 metri dalla costa meridionale del Lago di Varano e a circa 100 metri di elevazione, la rende strategica rispetto alla valle dell’Angelo e alle risorse della pianura sottostante.
Tuttavia, gli interventi moderni, in particolare la realizzazione di una pavimentazione in laterizio presumibilmente alla fine dell’Ottocento, hanno abbassato il piano della cavità di oltre un metro, occultando per sempre gran parte del deposito originario.[3][4][1]
Contesto Geografico e Geologico
Geomorfologia della Regione
Il promontorio del Gargano rappresenta una delle aree più significative per gli studi di preistoria italiana, caratterizzata da una fittissima rete di cavità carsiche.
La morfologia carsica della regione è il risultato dell’interazione tra la natura calcarea del substrato e i processi chimici e fisici di dissoluzione operati dalle acque meteoriche lungo decine di migliaia di anni.
La Grotta di San Michele, come molti altri siti garganici, è il frutto di questi processi di dissoluzione e risulta essere parte integrante di un sistema idrogeologico sotterraneo ancora parzialmente attivo.[4][1]
Paleoclima e Paesaggio Pleistocenico
Durante il Pleistocene tardivo, il paesaggio del Gargano era profondamente diverso da quello contemporaneo.
Nel contesto dell’Ultimo Massimo Glaciale (LGM, 25.000-19.000 anni BP), la regione era caratterizzata da un clima più freddo e arido, con livelli marini considerevolmente più bassi.
Ciò comportava che il mare Adriatico iniziava proprio all’altezza del Gargano, e che vaste aree oggi sommerse costituivano fertile pianura con clima umido.
In queste condizioni ambientali, si sviluppavano praterie step-tundra favorevoli alla megafauna pleistocenica, inclusi cavalli selvaggi, rinoceroti lanati, mammut, cervi e stambecchi.
Tale contesto ambientale è fondamentale per comprendere le strategie di sussistenza delle popolazioni paleolitiche che frequentavano le cavità della regione.[5][6][7]
La Scoperta e l’Indagine Preliminare di Galiberti (1975)
Circostanze della Scoperta
Nel settembre del 1975, una segnalazione di Vittorio Russi, studioso locale, portò l’Istituto di Antropologia e Paleontologia Umana dell’Università di Siena a effettuare un sopralluogo nella Grotta di San Michele.
Questo atto rappresentò il primo momento in cui la cavità fu sottoposta a indagine scientifica sistematica dal punto di vista archeologico.
Il ricercatore incaricato, A. Galiberti, condusse un’esplorazione visiva della cavità con l’obiettivo di valutare la persistenza di depositi preistorici e la presenza di materiali di interesse paletnologico.[8]
Stratigrafia e Lembi di Deposito
Il dato più significativo emerso dall’indagine preliminare fu l’identificazione di sei lembi di sedimento sulle pareti laterali della cavità, di cui quattro contenenti industria litica e resti faunistici.
Questi lembi rappresentano i soli residui superstiti del deposito originario della grotta, preservati grazie alla loro posizione in nicchie della roccia affiorante.
La loro preservazione è dovuta al fatto che la pavimentazione moderna in cotto non si estende uniformemente su tutta l’area della cavità, lasciando alcune zone scoperte dove il sedimento preistorico rimane ancora accessibile.[8]
Lembo n. 1 (parete sinistra):[8]
Il primo lembo significativo è ubicato sulla parete sinistra e presenta uno spessore di circa 130 centimetri rispetto all’attuale pavimento.
All’interno di questo lembo si distinguono due livelli stratigrafici distinti: un livello superiore di circa 60 centimetri costituito da un suolo sabbioso-argilloso di colore bruno con pietrisco, e un livello inferiore di suolo sciolto sabbioso-argilloso bruno-giallo.
La raccolta complessiva da questo lembo ha prodotto 12 pezzi: 10 schegge (di cui 5 ritoccate) e 2 nuclei.
Particolarmente significativa è la variabilità dello stato di conservazione dei reperti. Alcuni pezzi mostrano superficie opaca fresca, indicando un’assenza di alterazione diagenetica; altri, al contrario, mostrano una lucidatura diffusa dovuta all’esposizione alle acque percolanti della cavità; un pezzo di grandi dimensioni presenta persino una doppia patina, suggerendo un’esposizione a due contesti distinti nel corso dei millenni—fatto questo che complica l’interpretazione stratigrafica.
Lembo n. 2 (parete destra):[8]
Il secondo lembo, situato sulla parete destra, presenta una composizione sedimentaria diversa: un suolo sabbioso-argilloso bruno-giallo non stratificato. Questo lembo ha restituito 14 pezzi litici nel complesso molto freschi (opachi), con un solo elemento che mostra una leggera patina di alterazione. In associazione con questi reperti sono stati recuperati 2 molari di cavallo, che rappresentano la prova più diretta della caccia al cavallo selvaggio nella cavità.
Reperti dispersi sul pavimento:[8]
Dove la copertura in cotto è assente, sulla superficie attuale della grotta sono stati raccolti ulteriori frammenti di industria litica mescolati a ceramica preistorica e storica, evidenza della pluristratificazione culturale del sito.
Tra questi materiali spicca un grattatoio corto di notevoli dimensioni, leggermente assottigliato sulla faccia ventrale, che il Galiberti ascrive al Paleolitico Superiore.
L’Industria Litica: Analisi Tecno-Tipologica
Caratteristiche Generali
L’industria litica recuperata da Galiberti, sebbene quantitativamente modesta (complessivamente circa 26-28 pezzi ritrovati nei lembi in situ), presenta caratteri inequivocabili di attribuzione al Paleolitico Superiore.
Ciò è particolarmente significativo perché l’attribuzione cronologico-culturale non si basa su una semplice frequenza statistica—come accade in molti siti fragmentari—bensì sulla presenza di elementi diagnostici di tipo paleolitico superiore specificamente caratterizzati.[8]
Nuclei Prismatici
Uno dei reperti più diagnostici è un nucleo prismatico a due piani di percussione contrapposti di tipo paleolitico superiore.
I nuclei prismatici rappresentano una innovazione tecnologica caratteristica del Paleolitico Superiore, in particolare del Gravettiano (33.000-24.000 BP), dove la loro introduzione comportò una riorganizzazione completa delle catene operative di lavorazione della selce.
A differenza dei nuclei carenoidi del Paleolitico medio e delle fasi più antiche del Paleolitico superiore (Aurignaziano), i nuclei prismatici sono finalizzati alla produzione standardizzata di lame di dimensioni considerevoli, grazie al controllo esercitato mediante i due piani di percussione contrapposti.[9][8]
Questa tecnologia nucleare divenne il modello predominante nel Gravettiano e rimase fondamentale durante l’Epigravettiano, anche se con variazioni nelle forme e nelle strategie di sfruttamento. La presenza di un nucleo prismatico a San Michele fornisce quindi un marcatore cronologico significativo e colloca il sito almeno nel contesto del Gravettiano o dell’Epigravettiano antico.[10]
Grattatoi
I grattatoi costituiscono la classe tipologica più rappresentata e più culturalmente significativa nell’assemblaggio di San Michele. Sono stati identificati tre grattatoi principali:[8]
- Grattatoio lungo a margini ritoccati (G2), dal lembo n. 2, realizzato su supporto laminare con ritocco erto profondo sui margini. Questa morfologia è caratteristica dei grattatoi paleolitico-superiori evoluti, in particolare quelli del Gravettiano e dell’Epigravettiano.[9]
- Grattatoio denticolato di grandi dimensioni dal lembo n. 1, che rappresenta una forma particolare in cui il fronte dello strumento presenta una serie di piccole intaccature che conferiscono un aspetto seghettato al margine di lavoro. Grattatoi denticolati di questo tipo sono noti dai contesti gravettiani e epigravettiani.
- Grattatoio corto (G4) dal pavimento, di notevoli dimensioni con assottigliamento della faccia ventrale. Questa morfologia rappresenta una variante interessante, suggestiva di una fase più tarda del Paleolitico Superiore.
Nel Gravettiano e nell’Epigravettiano, i grattatoi mostrano grande varietà tipologica, con forme che spaziano da grattatoi frontali corti e subcircolari fino a forme allungate su lama. La loro frequenza nell’industria complessiva è solitamente compresa tra il 10 e il 30 percento, il che colloca San Michele in linea con i dati regionali.[10][9]
Lame a Dorso
Un frammento distale di lama a dorso (PD-DT) è stato recuperato dal lembo n. 2. Le lame a dorso rappresentano uno strumento diagnostico per eccellenza del Paleolitico Superiore europeo. Realizzate mediante ritocco erto profondo su supporti laminari, le lame a dorso sono particolarmente frequenti nel Gravettiano, dove costituiscono una delle componenti principali dell’assemblaggio, spesso associate a punte a dorso (le cosiddette punte di La Gravette).[9][8]
In Italia, le lame a dorso sono documentate dal Gravettiano all’Epigravettiano finale, sebbene con frequenze variabili. La loro presenza a San Michele, associata ai nuclei prismatici e ai grattatoi, supporta l’attribuzione dell’industria al Paleolitico Superiore avanzato.
Schegge Ritoccate
Dieci schegge sono state raccolte complessivamente, di cui cinque recano tracce di ritocco. Le schegge ritoccate nel Paleolitico Superiore possono presentare variabilità morfologica notevole, dal ritocco semplice diretto fino a ritocchi complessi alterati. Nel contesto di San Michele, il ritocco delle schegge potrebbe rappresentare sia strumenti finiti sia prodotti di scarto della lavorazione di altri utensili.[8]
Materia Prima
La selce costituisce la materia prima esclusiva dell’industria litica di San Michele. Il Gargano è geologicamente ricco di depositi di selce di buona qualità, provenienti dalle formazioni calcaree mesozoiche della regione. Questa disponibilità locale di materia prima di eccellente qualità rappresenta un fattore di attrazione significativo per le popolazioni paleolitiche, che avrebbero potuto approvvigionarsi in situ senza necessità di importare grandi quantità di selce da regioni distanti.[8]
Successivamente, durante il Neolitico, il Gargano divenne il centro di un sistema di estrazione mineraria sistematica della selce, con miniere sotterranee come quella della Defensola di Vieste, attiva dal VI millennio a.C. (6010-5720 a.C.). È plausibile che anche le popolazioni paleolitiche conoscessero e sfruttassero gli affioramenti di selce della regione, sebbene non vi sia evidenza di estrazione organizzata come quella neolitica.[11]
Contesto Paleontologico: La Fauna Associata
Molari di Cavallo
I due molari di cavallo (Equus sp.) recuperati in associazione con l’industria del lembo n. 2 rappresentano un dato paleontologico di significatività primaria. Questi reperti, sebbene fragmentari, forniscono testimonianza diretta della caccia al cavallo selvaggio da parte delle popolazioni paleolitiche della grotta.[8]
Nel Gargano, il cavallo era uno dei componenti principali della megafauna pleistocenica, particolarmente abbondante nelle praterie step-tundra che caratterizzavano il paesaggio durante il Paleolitico Superiore avanzato. La pratica della caccia al cavallo è ben documentata in numerosi siti paleolitici europei e rappresenta uno degli elementi cruciali per comprendere le strategie di sussistenza delle comunità di cacciatori-raccoglitori.[12]
Le pratiche di caccia al cavallo implicavano non solo competenze tecniche nel maneggio delle armi (lance, sagaie con punte), ma anche una profonda conoscenza del comportamento animale e dell’ecologia dei branchi di equidi. La caccia di grandi animali come il cavallo rappresentava, nel contesto sociale paleolitico, un’attività ad alto prestigio, capace di generare forti legami simbolici tra i maschi adulti del gruppo e di consolidare la struttura gerarchica della comunità.[12]
Il Contesto Regionale: La Grotta San Michele nel Sistema del Paleolitico Superiore Garganico
Grotta Paglicci: Il Caposaldo Nazionale
La Grotta Paglicci, ubicata nel territorio di Rignano Garganico a breve distanza dalla costa meridionale del promontorio, rappresenta il giacimento paleolitico di maggior importanza non solo nel Gargano, ma a livello nazionale. Scoperta negli anni Cinquanta e oggetto di scavi sistematici dall’Università di Siena sotto la direzione del professor Arturo Palma di Cesnola, Paglicci ha restituito più di 45.000 reperti archeologici distribuiti su una sequenza stratigrafica che copre l’intero arco del Paleolitico (dal Paleolitico inferiore, con datazioni intorno a 200-300.000 anni fa, fino al Paleolitico Superiore finale, intorno a 11-12.000 anni fa).[13][14][15][16][17]
Gli elementi che rendono Paglicci di straordinaria importanza scientifica includono:
- Arte parietale: dipinti di cavalli in ocra rossa e impronte di mani, testimonianze rare in Europa meridionale
- Sepolture umane: due scheletri del Gravettiano (Paglicci 25, donna ~23.000 BP; Paglicci 12, giovane ~24.740 BP) con corredo funebre ricco
- Arte mobiliare: lo stambecco di Paglicci, datato intorno a 22.000 anni fa, rappresenta il più antico pezzo di arte mobiliare datato in Italia
- Fauna pleistocenica: resti del più antico cane domestico d’Italia (20.000-14.000 anni fa)
Dal punto di vista genetico, i due individui sepolti a Paglicci sono stati sottoposti ad analisi paleogenomica. L’individuo Paglicci 23 (sepoltura della donna), datato a 28.000 BP, ha mostrato mtDNA dell’aplogruppo H. L’individuo Paglicci 133 ha rivelato Y-DNA dell’aplogruppo I (CTS674+, CTS9269+) e mtDNA dell’aplogruppo U8c. Entrambi gli individui sono attribuiti agli Homo sapiens moderni europei (EEMH) e mostrano affinità genetiche con popolazioni del Vicino Oriente, supportando il modello di dispersione dei Sapiens lungo le coste mediterranee.[14][15]
Siti Sparsi con Industria Paleolitico Superiore
La distribuzione dell’industria litica del Paleolitico Superiore nel Gargano è caratterizzata dalla presenza di numerosi rinvenimenti sparsi, spesso fragmentari, in una serie di località geograficamente disperse:[8]
- Piano San Vito: reperti di superficie attestanti la frequentazione paleolitica del sito
- San Marco in Lamis: reperti di superficie riportati da ricognizioni sistematiche
- Foresta Umbra: reperti di superficie in quota sul promontorio
- Macchia a Mare: giacimento all’aperto, presso Vico del Gargano, con evidenza di frequentazione dal Paleolitico
- Grotta Drisiglia: sito in cavità con industria preistorica
- Grotta dell’Angelo: sito in cavità con sequenza dal Paleolitico al Medioevo
Tuttavia, come sottolinea Galiberti nel suo rapporto del 1977, il quadro generale è caratterizzato da una frammentarietà metodologica considerevole: la maggior parte di questi siti è stata indagata attraverso raccolta superficiale o scavi non sistematici, il che rende difficile attribuire con certezza i complessi litici a fasi cronologiche precise del Paleolitico Superiore.
È proprio per questo motivo che la Grotta di San Michele assume un’importanza particolare: potrebbe rappresentare un deposito stratigraficamente integro, capace di fornire per la prima volta un quadro robusto della cronologia e della distribuzione del Paleolitico Superiore nel Gargano.[8]
Cronologia e Posizionamento Culturale
Fasi Culturali del Paleolitico Superiore
Il Paleolitico Superiore europeo è suddiviso in una serie di fasi cronologiche ben definite, le cui datazioni sono ormai stabilizzate grazie alle tecniche radiometriche ad altissima precisione. In Italia, le principali fasi sono:[9][10][18]
- Aurignaziano (45.000-33.000 BP): prima fase di insediamento di Homo sapiens in Europa, caratterizzata da industria laminare e nuclei carenoidi
- Gravettiano (33.000-24.000 BP): fase caratterizzata da punte a dorso, nuclei prismatici e grattatoi standardizzati
- Epigravettiano antico (20.000-16.000 BP): prime fasi post-gravettiane, con conservazione di alcuni elementi gravettiani
- Epigravettiano evoluto (16.000-14.500 BP): fase di transizione con innovazioni tecnologiche
- Epigravettiano finale (14.500-10.000 BP): fase tarda, precedente al Mesolitico, caratterizzata da elementi geometrici
Posizionamento della Grotta di San Michele
Il rapporto di Galiberti non propone un’attribuzione cronologica precisa per l’industria di San Michele, limitandosi a riconoscerne inequivocabilmente i caratteri di Paleolitico Superiore.
Tuttavia, sulla base degli elementi diagnostici presenti—in particolare il nucleo prismatico e i grattatoi stilisticamente compatibili con forme del Gravettiano-Epigravettiano—è ragionevole ipotizzare un posizionamento nel range 24.000-14.000 BP, probabile nel Gravettiano evoluto o nell’Epigravettiano antico.[8][10][9]
La fase precedente all’Ultimo Massimo Glaciale (LGM, 25.000-19.000 BP) avrebbe rappresentato un momento di intensa frequentazione umana nelle cavità del Gargano, quando le condizioni ambientali—benché progressivamente più fredde e aride—mantenevano ancora una certa capacità di sostentamento per le comunità di cacciatori.
Tuttavia, senza datazioni radiocarboniche dirette su materiali provenienti dall’assemblaggio di San Michele, qualsiasi proposizione rimane nel campo dell’ipotesi verosimile.
Società e Cultura del Paleolitico Superiore Garganico
Struttura Insediativa
Le comunità paleolitiche superiori che frequentavano il Gargano praticavano un’economia di caccia-raccolta altamente mobile.
I dati etnografici e archeologici suggeriscono che le loro strategie insediative comportavano movimenti di decine di chilometri entro territori ben definiti, con accampamenti specializzati dedicati a funzioni specifiche: insediamenti residenziali permanenti stagionali, bivacchi di caccia, siti di estrazione e lavorazione di materia prima.[12]
La Grotta di San Michele, data la sua posizione geografica e la vicinanza alle pianure del Lago di Varano (ricche di fauna megafaunale), potrebbe aver funzionato come rifugio stagionale durante cacce organizzate al cavallo. La dimensione della grotta, con i suoi 52 metri di lunghezza e ampiezze fino a 15 metri, forniva uno spazio sufficiente per l’alloggiamento di un piccolo gruppo umano (stimato tra 15 e 30 individui in base ai dati etnografici su gruppi di cacciatori-raccoglitori).
Economia di Sussistenza
L’economia paleolitica superiore era fondata primariamente sulla caccia, con la raccolta rivestendo un ruolo significativo ma storicamente sottodocumentato. La caccia al cavallo rappresentava un’attività centrale nelle strategie di sussistenza delle popolazioni garganiche, data l’abbondanza di questi animali nel paesaggio step-tundra del Pleistocene tardivo.[12]
La caccia a grandi animali implicava:
- Organizzazione collettiva: il coordinamento di più individui per l’esecuzione di strategie di battuta e abbattimento
- Sviluppo tecnologico: produzione di armi da caccia sofisticate (sagaie con punte, lance, eventual archi in fasi più tarde)
- Divisione sessuale del lavoro: principalmente uomini adulti nella caccia grossa, donne nella raccolta e processing secondario
- Valore simbolico: l’abilità venatoria rappresentava un marcatore di identità individuale e di status all’interno della comunità
La presenza dei molari di cavallo a San Michele rappresenta traccia diretta di questa pratica economica e conferma che il sito era parte integrante di un sistema di sussistenza incentrato sulla megafauna pleistocenica.
Comportamento Simbolico e Rituale
Sebbene l’evidenza diretta di pratiche rituali sia assente dai lembi di deposito indagati a San Michele (non sono stati rinvenuti resti umani o elementi di arte mobiliare), il contesto regionale fornisce informazioni significative sul comportamento simbolico delle popolazioni paleolitiche superiori del Gargano.
A Grotta Paglicci sono state documentate due sepolture umane del Gravettiano, entrambe con caratteristiche rituali molto evidenti. Gli individui sepolti erano ricoperti di ocra rossa, accompagnati da ricchi corredi funerari comprendenti strumenti litici e possibilmente ornamenti. L’uso dell’ocra rossa nelle sepolture paleolitiche rappresenta una pratica simbolica complessa, legata probabilmente a concettualizzazioni della morte, all’aldilà e al significato rituale del colore rosso (colore del sangue).[19][20][21][22]
Inoltre, la ricchezza e l’elaboratezza dell’arte mobiliare paleolitica garganica (in particolare lo stambecco di Paglicci) testimoniano lo sviluppo di pratiche artistiche sofisticate, legato probabilmente a credenze religiose, a sistemi di prestigio e al controllo di beni di lusso.[23]
Prospettive di Ricerca Futura
Raccomandazioni di Galiberti
Nel suo rapporto preliminare, Galiberti sottolinea esplicitamente l’importanza di condurre un saggio sistematico presso la Grotta di San Michele, al fine di:[8]
- Accertare l’effettiva consistenza e giacitura stratigrafica dei lembi di deposito
- Determinare la reale complessità e integrità dei depositi archeologici
- Fornire un contesto stabile per l’industria litica già raccolta, al momento risultante da indagine puramente ricognitiva
- Acquisire datazioni radiocarboniche assolute che permettano di posizionare con precisione l’industria entro la sequenza cronologica del Paleolitico Superiore
Metodologie Consigliate
Una futura campagna di scavo sistematico a San Michele dovrebbe impiegare metodologie stratigrafiche moderne, incluse:
- Scavo per livelli naturali e artificiali, con documentazione dettagliata della posizione tridimensionale di ogni reperto
- Campionamento per datazione radiocarbonica, preferibilmente su materiali organici (carbone da focarali, osso) ma anche su selce attraverso tecniche di ossidazione
- Analisi micromorphologica dei sedimenti, volta a comprendere i processi di formazione dei depositi e a distinguere tra materiali in situ e ridepositi
- Screening e flotation del sedimento, al fine di recuperare microartifatti, ossa di fauna minore e resti botanici
- Documentazione fotografica e topografica sistematica, per preservare il record anche in caso di future alterazioni
Conclusioni
La Grotta di San Michele di Cagnano Varano rappresenta una delle prospettive scientifiche più promettenti per la ricostruzione del Paleolitico Superiore nel Gargano. Sebbene l’indagine preliminare di Galiberti nel 1975 abbia rivelato un assemblaggio modesto dal punto di vista quantitativo, la qualità delle osservazioni stratigrafiche e la presenza di elementi diagnostici inequivocabili (nuclei prismatici, grattatoi, lame a dorso, molari di cavallo) attestano indubbiamente l’appartenenza dell’industria al Paleolitico Superiore.
Attualmente, il panorama paletnologico del Gargano è dominato dalla Grotta Paglicci, che rimane il sito caposaldo regionale e nazionale. Tuttavia, Paglicci rappresenta un caso di eccezionalità, e il resto della documentazione paleolitica superiore garganica è caratterizzato da frammentarietà e incertezza cronologica. In questo contesto, San Michele emerge come sito il cui potenziale scientifico dipende criticamente da una sua futura indagine sistematica: potrebbe fornire, per la prima volta, un deposito integro in grado di chiarire la cronologia della frequentazione umana nel Gargano e di posizionare il territorio all’interno dei modelli di adattamento regionale del Paleolitico Superiore italiano.
La trasformazione della grotta in santuario cristiano, pur rappresentando una perdita considerevole di dati archeologici, non ha compromesso completamente il potenziale informativo del sito. I lembi stratigrafici residui sulle pareti laterali, sebbene fragmentari, rimangono ancora interrogabili e potrebbero fornire risposte significative alle questioni aperte riguardanti i modelli di insediamento, le strategie di sussistenza e l’adattamento ambientale delle comunità paleolitiche superiori al contesto garganico.
In attesa di ulteriori ricerche, ciò che emerge dalla prima esplorazione è l’immagine di una cavità sospesa tra culto recente e preistoria profonda, capace di ricondurre l’intero promontorio garganico in un sistema di frequentazioni e tecnologie antiche che parla la lingua silenziosa della selce e delle mani che la lavorarono molte migliaia di anni fa—una testimonianza della persistenza umana sulla terra e del continuo sforzo dell’uomo di comprendere il proprio passato, scavando sotto i strati della devozione contemporanea per raggiungere le fondamenta della propria umanità.
Riferimenti Bibliografici
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Paleodrawing.it (2024) – “Le sepolture nel Paleolitico superiore e nel Mesolitico”[22]
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Fonti
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[2] La Grotta di San Michele a Cagnano Varano https://www.vaticano.com/la-grotta-di-san-michele-a-cagnano-varano/
[3] Grotta di San Michele a Cagnano Varano https://www.youtube.com/watch?v=8_TWHnvwun0
[4] Grotta di San Michele https://www.parcogargano.it/poi/grotta-di-san-michele/
[5] The Late Pleistocene fauna from Ingarano (Gargano, Italy) https://www.paleoitalia.it/wp-content/uploads/2024/07/07_Petronio-et-al_1995_BSPI_343.pdf
[6] Ultimo massimo glaciale – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Ultimo_massimo_glaciale
[7] Italia preistorica e protostorica https://it.wikipedia.org/wiki/Italia_preistorica_e_protostorica
[8] A TTI http://www.stsn.it/AttiA1977/Galiberti_M.pdf
[9] Gravettiano https://it.wikipedia.org/wiki/Gravettiano
[10] Epigravettiano https://it.wikipedia.org/wiki/Epigravettiano
[11] Gargano, le miniere di selce della preistoria: il distretto … https://www.scintilena.com/gargano-le-miniere-di-selce-della-preistoria-il-distretto-minerario-piu-antico-deuropa/01/17/
[12] la caccia nella preistoria https://www.unife.it/interfacolta/lm.preistoria/insegnamenti/cronologia-e-culture-del-paleolitico-superiore/programma-desame/articoli-parti-di-libri/la-caccia-nella-preistoria
[13] Arte a Grotta Paglicci – Rignano Garganico (FG) https://www.preistoriainitalia.it/scheda/arte-a-grotta-paglicci-rignano-garganico-fg/
[14] Paglicci Cave https://en.wikipedia.org/wiki/Paglicci_Cave
[15] Grotta Paglicci – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Grotta_Paglicci
[16] Grotta Paglicci https://www.grotta-paglicci.it
[17] Grotta Paglicci – Siti Archeologici del Gargano – Gargano.eu https://www.gargano.eu/archeologia.asp
[18] Homo sapiens Scoperto il più antico in Europa https://www.archeologiaviva.it/14383/homo-sapiens/
[19] Sepolture simboliche nella culla dell’umanità: Israele … https://www.scintilena.com/scoperta-archeologica-nella-grotta-di-tinshemet-rivela-i-segreti-dei-primi-comportamenti-rituali-umani/07/26/
[20] Il sangue della Terra https://lucysuimondi.com/il-sangue-della-terra/
[21] Sepolture della Grotta del Romito – Papasidero (CS) https://www.preistoriainitalia.it/scheda/sepolture-della-grotta-del-romito-papasidero-cs/
[22] Le sepolture nel Paleolitico superiore e nel Mesolitico https://www.paleodrawing.it/le-sepolture/
[23] 10. Arte paleolitica https://www.archeopedia.it/paletnologia/10-arte-paleolitica
[24] Origine africana dell’Homo sapiens https://it.wikipedia.org/wiki/Origine_africana_dell’Homo_sapiens
[25] vulnerabilità aree carsiche.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_aeff132f-4e90-4a57-9599-51b44b46c5c8/7bb85516-a81a-4be5-8e60-ab6ca58753a0/vulnerabilita-aree-carsiche.txt
[26] Between history, work and passion: medieval castle, mud volcanoes and Ferrari https://iris.unimore.it/bitstream/11380/1067632/1/2015Sciarraetal.GFTsalse.pdf
[27] Lithic techno-complexes in Italy from 50 to 39 thousand years BP: an
overview of lithic technological changes across the Middle-Upper Palaeolithic
boundary https://arxiv.org/pdf/1912.01380.pdf
[28] Archeologia dell’edilizia storica e costruzione del documento archeologico. Problemi di popolamento mediterraneo. I. Un’archeologia del costruito per la storia del territorio medievale https://www.openaccessrepository.it/record/61640/files/fulltext.pdf
[29] Late Neandertals in Central Italy. High-resolution chronicles from
Grotta dei Santi (Monte Argentario, Tuscany) http://arxiv.org/pdf/2001.10811.pdf
[30] Promotion of Paleontological Heritage: Case Histories from Southern Italy https://www.mdpi.com/2571-9408/8/3/100
[31] Early Neolithic Settlement of the Po Plain (Northern Italy) https://revije.ff.uni-lj.si/DocumentaPraehistorica/article/download/47.11/9172
[32] The Early Iron Age in South Italy https://zenodo.org/record/1832404/files/article.pdf
[33] Chronometric data and stratigraphic evidence support discontinuity between Neanderthals and early Homo sapiens in the Italian Peninsula https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11399134/
[34] Sepolture di Grotta Paglicci – Rignano Garganico (FG) https://www.preistoriainitalia.it/scheda/sepolture-di-grotta-paglicci-rignano-garganico-fg/
[35] Gargano Da Scoprire: Grotta di San Michele – Cagnano Varano https://www.youtube.com/watch?v=Z-6ni-AIPjw
[36] urlo https://www.paleolithicartmagazine.org/pagina30.html
[37] Grotta Paglicci: il tesoro paleolitico nascosto del Gargano https://www.pugnochiuso.com/it/grotta-paglicci-il-tesoro-paleolitico-nascosto-del-gargano/
[38] La Puglia nella Preistoria https://www.cartapulia.it/-/la-puglia-nella-preistoria
[39] Grotta Paglicci https://www.parcogargano.it/poi/grotta-paglicci/
[40] Macromammal and bird assemblages across the Late Middle to Upper
Palaeolithic transition in Italy: an extended zooarchaeological review https://arxiv.org/pdf/1912.00960.pdf
[41] Burial-Deformation History of Folded Rocks Unraveled by Fracture Analysis, Stylolite Paleopiezometry and Vein Cement Geochemistry: A Case Study in the Cingoli Anticline (Umbria-Marche, Northern Apennines) https://www.mdpi.com/2076-3263/11/3/135/pdf
[42] A strontium isoscape of Italy for provenance studies http://eartharxiv.org/repository/object/2602/download/5286/
[43] Dauni in medio Adriatico https://morepress.unizd.hr/journals/adriatica/article/download/1105/1732
[44] Back to Uluzzo – archaeological, palaeoenvironmental and chronological context of the Mid–Upper Palaeolithic sequence at Uluzzo C Rock Shelter (Apulia, southern Italy) https://onlinelibrary.wiley.com/doi/pdfdirect/10.1002/jqs.3349
[45] palma di cesnola arturo (34 risultati) https://www.abebooks.it/ricerca-libro/autore/palma-di-cesnola-arturo/
[46] Società Toscana di Scienze Naturali http://www.stsn.it/AttiA1973/Notini_M.pdf
[47] le pi antiche culture preistoriche della « ladinia » – (paleolitico … https://www.micura.it/upload-ladinia/files/52.pdf
[48] 2. Tipologia litica https://www.archeopedia.it/paletnologia/2-tipologia-litica
[49] Paglicci ed il Paleolitico del Gargano http://www.claudiogrenzieditore.it/scheda_libro.asp?id_libro=384
[50] Grattatoio su lama (grattatoio Industria litica) https://catalogo.cultura.gov.it/detail/ArchaeologicalProperty/1201414001
[51] Arturo Palma di Cesnola http://www.archeologiadigitale.it/attidaunia/pdf/08-palma.pdf
[52] L’industria litica dell’insediamento preistorico di Palmanova https://www.museofriulanostorianaturale.it/images/pubblicazioni/gortania-2/Bressan%20Candussio%20%201981.%20Lindustria%20litica%20dellinsediamento%20preistorico%20di%20Palmanova%20Udine.pdf
[53] Università degli Studi di Ferrara https://core.ac.uk/download/pdf/158821699.pdf
[54] Il Paleolitico superiore arcaico (facies uluzziana) della … https://www.lafeltrinelli.it/paleolitico-superiore-arcaico-facies-uluzziana-libri-vintage-arturo-palma-di-cesnola/e/2560008307153
[55] Reperti https://www.museoarcheologicosantascolastica.it/intranet/ui_oggetti.php?pagina=545
[56] I nuclei dell’US 1 del sito epigravettiano di La Greppia II … https://apsat.mpasol.it/biblio/uploadedfiles/DiniM,MoriconiM2005_PA40_Nuclei%20US1%20del%20sito%20epigravettiano%20di%20La%20Greppia%20II_IMM&OCR.pdf
[57] Frammenti in situ nelle biblioteche cappuccine del Canton Ticino (CH) https://www.fragmentology.ms/article/download/3594/3301
[58] cultura e divertimento nel “Parco dei dinosauri” di Borgo … https://www.ambienteambienti.com/il-gargano-della-preistoria-cultura-e-divertimento-nel-parco-dei-dinosauri-di-borgo-celano/
[59] Catene operative di produzione litica nell’Eneolitico del … https://www.academia.edu/34906254/Catene_operative_di_produzione_litica_nell_Eneolitico_del_Gargano_Un_primo_approccio_tecnologico_e_spaziale
[60] PALEOLITICO MEDIO DEL GARGANO – PREISTORIA SIENA https://preistoriasienaunisi.altervista.org/paleolitico-medio-del-gargano/
[61] Museo Paleontologico e Parco dei Dinosauri https://www.dinosauriborgocelano.it
[62] Insediamento di Macchia di Mare https://www.parcogargano.it/poi/insediamento-di-macchia-di-mare/
[63] DEVIA E LA GROTTA DELL’ANGELO: DAL PALEOLITICO … https://www.facebook.com/61553617765697/posts/devia-e-la-grotta-dellangelo-dal-paleolitico-al-medioevo-sulle-tracce-dellarcang/122204316440120592/
[64] Preistoria – Protostoria Storia della Daunia https://www.archeologiadigitale.it/attidaunia/pdf/11-cuda.pdf
[65] reperto paleontologico San Marco In Lamis, https://catalogo.cultura.gov.it/detail/ArchaeologicalProperty/1600020452
[66] Coppa Cardone Resti di un Villaggio di Capannicoli nel … https://emeroteca.provincia.brindisi.it/Archivio%20Storico%20Pugliese/1953/Archivio%20Storico%20pugliese%20A.6%201953%20fasc.1-4%20articoli/Coppa%20Cardone%20Resti%20di%20un%20Villaggio%20di%20Capannicoli%20nel%20Gargano.pdf
[67] Museo Foresta Umbra – Sito ufficiale del Museo Natura … https://museoforestaumbra.it
[68] 5° CONVEGNO – Preistoria – Protostoria – Storia della Daunia http://www.archeologiadigitale.it/attidaunia/pdf/05-palma.pdf
[69] Lo studio dello smalto prenatale delle gemme dentali dell’individuo fetale del Paleolitico superiore Ostuni 1b (Puglia, ca 28 ka BP) per mezzo di analisi istologica virtuale http://annali.unife.it/museologia/article/view/1516
[70] I resti umani della Grotta di S. Teodoro (Messina): datazione assoluta con il metodo della spettrometria gamma diretta (U/Pa) https://www.semanticscholar.org/paper/9dc6e7417cdebd916dd822d75dcf047dad041ace
[71] La successione esterna del Riparo Dalmeri (Trento, Italia). Prime informazioni geoarcheologiche https://www.semanticscholar.org/paper/eef21e029c59277c31a72709dd7c3bd461743225
[72] Industrie litiche Musteriane nella sequenza loess-paleosuoli di Monte Netto (Brescia) http://annali.unife.it/museologia/article/view/1494
[73] Nuclear techniques for the analysis and dating of cultural heritage with the tandetron accelerator at the CEDAD http://conservation-science.unibo.it/article/view/4743
[74] Long Upper Palaeolithic sequences from the sites of Poiana Ciresului, Bistricioara and Ceahlau-Dartsu (NE-Romania) https://www.semanticscholar.org/paper/ef4d324b4a2fa4a6222bdedf324b411093a8d0f8
[75] Palaeohydrography and early settlements in Padua (Italy) https://www.semanticscholar.org/paper/f0c29b51d6175bdded7c77692c9aae83b6e9770d
[76] FIRST RADIOCARBON DATING OF NEOLITHIC STONE CIST GRAVES FROM THE AOSTA VALLEY (ITALY): INSIGHTS INTO THE CHRONOLOGY AND BURIAL RITES OF THE WESTERN ALPINE REGION https://www.cambridge.org/core/services/aop-cambridge-core/content/view/19F9257F5FF6C44E6E34756636974515/S0033822223000127a.pdf/div-class-title-first-radiocarbon-dating-of-neolithic-stone-cist-graves-from-the-aosta-valley-italy-insights-into-the-chronology-and-burial-rites-of-the-western-alpine-region-div.pdf
[77] IsoMedIta: A Stable Isotope Database for Medieval Italy https://brill.com/downloadpdf/journals/rdj/aop/article-10.1163-24523666-bja10032/article-10.1163-24523666-bja10032.pdf
[78] Pollen-based reconstruction of Holocene vegetation and climate in Southern Italy: the case of Lago di Trifoglietti https://www.clim-past.net/8/1973/2012/cp-8-1973-2012.pdf
[79] RADIOCARBON EVIDENCE OF THE MIDDLE TO UPPER PALAEOLITHIC TRANSITION IN SOUTHWESTERN EUROPE LA TRANSICIÓN DEL PALEOLÍTICO MEDIO AL SUPERIOR EN EL SUROESTE DE EUROPA EN BASE A LAS DATACIONES RADIOCARBÓNICAS https://tp.revistas.csic.es/index.php/tp/article/download/79/79/79
[80] Holocene climate variability in north-eastern Italy: potential influence of the NAO and solar activity recorded by speleothem data https://cp.copernicus.org/articles/8/1367/2012/cp-8-1367-2012.pdf
[81] Radiocarbon Dates Associated to Neolithic Contexts (Ca. 5900 – 2000 Cal BC) from the Northwestern Mediterranean Arch to the High Rhine Area http://openarchaeologydata.metajnl.com/articles/10.5334/joad.72/galley/86/download/
[82] Biomolecular analysis of the Epigravettian human remains from Riparo Tagliente in northern Italy https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11526120/
[83] EVIDENZE GEOARCHEOLOGICHE DALLA PIANA DI https://amq.aiqua.it/index.php/amq/article/download/528/465/1828
[84] Grotta Romanelli – Castro (LE) https://www.preistoriainitalia.it/scheda/grotta-romanelli-castro-le/
[85] Osservazioni sul significato dei termini LGM (UMG), tardoglaciale e postglaciale in ambito globale, italiano ed alpino https://www.aiqua.it/index.php/volume-18-2/293-osservazioni-sul-significato-dei-termini-lgm-umg-tardoglaciale-e-postglaciale-in-ambito-globale-italiano-ed-alpino
[86] 6. Paleolitico Superiore https://www.archeopedia.it/paletnologia/6-paleolitico-superiore
[87] Osservazioni sul significato dei termini LGM (UMG), Tardoglaciale e postglaciale in ambito globale, italiano ed alpino https://www.academia.edu/46964126/Osservazioni_sul_significato_dei_termini_LGM_UMG_Tardoglaciale_e_postglaciale_in_ambito_globale_italiano_ed_alpino
[88] Paleolitico https://hls-dhs-dss.ch/it/articles/008010/
[89] Paleolitico https://www.glialbori.com/paleolitico/
[90] Pleistocene – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Pleistocene
[91] i sistemi economici nel tempo http://wildiritto.pbworks.com/w/page/124254312/I%20SISTEMI%20ECONOMICI%20NEL%20TEMPO
[92] Il clima durante l’ultimo massimo glaciale https://www.meteoaquilano.it/pubblicazioni/Il%20clima%20durante%20l’ultimo%20massimo%20glaciale.pdf
[93] Grotta del Cavallo (da età paleolitica a età neolitica) https://www.cartapulia.it/esplora-la-carta/-/rcp/ricercaCartapulia_INSTANCE_1yi8w0oVRO9u/dettaglio/25915
[94] The Italian genome reflects the history of Europe and the Mediterranean basin https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC5070887/
[95] The Stem Species of Our Species: A Place for the Archaic Human Cranium from Ceprano, Italy https://dx.plos.org/10.1371/journal.pone.0018821
[96] Working toward a synthesis of archaeological, linguistic, and genetic data for inferring African population history https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC3024023/
[97] Pan?Africanism vs. single?origin of Homo sapiens: Putting the debate in the light of evolutionary biology https://onlinelibrary.wiley.com/doi/pdfdirect/10.1002/evan.21955
[98] The Stem Species of Our Species: A Place for the Archaic Human Cranium from Ceprano, Italy https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC3080388/
[99] Deep Haplotype Divergence and Long-Range Linkage Disequilibrium at Xp21.1 Provide Evidence That Humans Descend From a Structured Ancestral Population https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC1449746/
[100] Archaic lineages in the history of modern humans. https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC1461280/
[101] Bayesian inference of ancient human demography from individual genome sequences https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC3245873/
[102] LA MIA PREISTORIA: GRAFFITI E MANUFATTI SU OSSO … https://lamiapreistoria.blogspot.com/2011/07/graffiti-e-manufatti-su-osso.html
[103] 45.000 anni fa il ritorno in Africa per Homo sapiens? https://pikaia.eu/45-000-anni-fa-il-ritorno-in-africa-per-homo-sapiens/
[104] L’arte della preistoria: dipinti e graffiti rupestri del Paleolitico https://www.artesvelata.it/arte-preistoria-paleolitico/
[105] Storia genetica dell’Italia https://it.wikipedia.org/wiki/Storia_genetica_dell’Italia
[106] Nuovi oggetti di arte mobiliare dai livelli dell’Epigravettiano … https://www2.muse.it/pubblicazioni/7/46/vol1/05%20Calattini.pdf
[107] Homo Sapiens, l’ultimo ramo dell’antropocentrismo ovvero … https://www.preistoriainitalia.it/2025/02/09/homo-sapiens-lultimo-ramo-dellantropocentrismo-ovvero-come-la-paleogenetica-riscrive-le-origini/
[108] GRAFFITI PALEOLITICI E SCULTURA SU OSSO https://lamiapreistoria.blogspot.com/2011/07/graffiti-paleolitici-e-scultura-su-osso.html
[109] Aplogruppi Progenitore / Adamo Y cromosomale https://www.gobbatofranco.it/Doc1/Aplogruppi.pdf
[110] Le tombe del Paleolitico dei sapiens # ep 18 https://www.storiadeuropa.com/tombe-sapiens-paleolitico/