Documentazione e studi scientifici per la valorizzazione del patrimonio carsico in Central Congo

Nuova spedizione speleologica in Repubblica Democratica del Congo per il progetto GeoRes4Dev

Dal 24 giugno all’8 luglio 2025 si svolge una nuova spedizione speleologica in Repubblica Democratica del Congo, nell’ambito del progetto GeoRes4Dev, coordinato dal Museo Reale Belga dell’Africa Centrale (RMCA) di Tervuren e supportato dal Centro di Ricerche Geologiche e Mineralogiche (CGRM) di Kinshasa e dalle università locali.

Dopo le missioni realizzate tra il 2019 e il 2024 in Congo Brazzaville e DRC, il team italiano La Venta ha attraversato la regione del Central Congo, partendo da Kinshasa e raggiungendo la cittadina di Mbanza Ngungu, con l’obiettivo di documentare e studiare i sistemi carsici di quest’area poco conosciuta[1][2].

Documentazione fotografica e video per la valorizzazione del patrimonio carsico locale

Uno degli scopi principali della spedizione è stato realizzare un primo contributo video e fotografico per il progetto di valorizzazione del patrimonio naturalistico locale.

Il territorio esplorato è caratterizzato da colline incise da grandi doline, spesso circondate da fitte foreste di bambù, e da risorgenze che alimentano i campi di manioca, coltura prevalente dei villaggi limitrofi.

La documentazione intende supportare la conoscenza e la promozione di quest’area carsica situata vicino al confine con l’Angola[1][2].

Approfondimenti scientifici su geologia, sedimentologia e monitoraggio ambientale delle grotte

Parallelamente alla documentazione, sono proseguiti studi scientifici fondamentali per approfondire aspetti di sedimentologia, geologia, analisi strutturale e monitoraggio ambientale delle grotte.

Questi studi riguardano una regione carsica ancora poco studiata e rappresentano un contributo importante per la conoscenza dei fenomeni carsici in Africa centrale[1][2].

Esplorazione e mappatura dei sistemi carsici principali e nuove cavità

Durante la spedizione il team ha proseguito l’esplorazione e la mappatura dei principali sistemi carsici dell’area, come la grotta Ndimba Dimba e il sistema Ngovo-Ngungi. Sono state inoltre esplorate nuove cavità segnalate da guide locali nelle precedenti missioni.

Tra le scoperte più rilevanti, si segnalano enormi gallerie di origine precambriana e spettacolari cascate sotterranee che interrompono il corso dei fiumi ipogei[2].

Nuove scoperte e prolungamenti nel sistema Ngovo-Ngungi

Negli ultimi giorni della spedizione sono stati esplorati nuovi rami del sistema Ngovo-Ngungi, con il rilievo di oltre 700 metri di nuovi ambienti sotterranei.

Tra questi, un laminatoio allagato e un meandro fossile che conducono a un pozzo affacciato su un lago alimentato da una cascata laterale.

Queste esplorazioni confermano che il sistema è tra i più estesi del continente africano, con ampie potenzialità di sviluppo e peculiarità morfologiche e geologiche di interesse per studi futuri[2].

Condizioni di viaggio e supporto alla spedizione speleologica

La spedizione si è svolta in condizioni impegnative, con lunghi spostamenti su piste dissestate e attraversamento di villaggi remoti.

Il team ha utilizzato pick-up sovraccarichi e moto taxi per raggiungere le zone carsiche.

La spedizione è patrocinata dalla Società Speleologica Italiana ETS e ha ricevuto il supporto tecnico e logistico di sponsor come Ferrino Outdoor, MilesBeyond, VIGEA – Virtual Geographic Agency, Amphibious, Calzaturificio Gaibana, Bee1 e Fenixlight[1][2].

Questa missione rappresenta un contributo significativo alla speleologia africana, con un approccio integrato tra esplorazione, documentazione e ricerca scientifica, volto a valorizzare un patrimonio carsico ancora poco conosciuto e a promuovere la tutela ambientale e culturale della Repubblica Democratica del Congo.

Fonti:

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