La spedizione speleologica Montenegro 2025 della Commissione Grotte Eugenio Boegan parte verso le Prokletija
Contesto e location
La spedizione speleologica Montenegro 2025 muove i suoi primi passi sullo Žijovo, un altopiano calcareo a quasi 2.000 metri di quota.
Qui si estendono le Prokletija albanesi, note anche come “Montagne Maledette”.
La Commissione Grotte Eugenio Boegan opera in un’area di circa 2 km².
Le rocce triassiche e giurassiche mostrano stratificazioni di oltre 1.200 metri.
L’ambiente ricorda il Monte Canin, ma risulta più selvaggio e isolato.
Ogni crepa sulla superficie promette il varco verso cunicoli inesplorati.
Il silenzio è rotto solo dal gocciolio dell’acqua e dal respiro degli speleologi.
Obiettivi della spedizione speleologica
La spedizione speleologica Montenegro 2025 ha tre scopi principali.
- Completare la mappatura delle cavità scoperte nel 2024.
- Individuare nuove grotte mediante ricognizioni sul terreno.
- Raccogliere dati e materiale multimediale per studi scientifici e divulgazione.
Le rilevazioni sfruttano droni, GIS e Modello Digitale del Terreno.
Le foto aeree supportano l’individuazione di ingressi nascosti.
Gli speleologi puntano a espandere la conoscenza di un territorio ancora poco indagato.
Tecnologie e metodologie per l’esplorazione
La spedizione speleologica Montenegro 2025 utilizza strumenti all’avanguardia.
I droni sorvolano la zona per individuare cavità.
I dati GIS vengono integrati con rilievi sul campo.
Il Modello Digitale del Terreno aiuta a pianificare i percorsi.
Le foto aeree forniscono prospettive dall’alto.
Sul terreno, le squadre procedono con misura.
Ogni grotta viene fotografata e geolocalizzata.
I rilievi cartografici consentono di tracciare planimetrie precise.
Il team speleologico e i partner regionali
La Commissione Grotte Eugenio Boegan guida un gruppo eterogeneo. Alla missione partecipano nove speleologi CGEB: Laura Bertolini, Silvia Foschiatti, Veronika Paulina, Adriano Balzarelli, Alberto Giorgi, Andrea Lalovich, Umberto Mikolic, Rocco Romano e Cristiano Toffoletti.
Con loro collaborano Daniele Santarossa dell’Unione Speleologica Pordenonese, Ida Cossettini del Circolo Speleologico Idrologico Friulano e Lorenzo Scaini del Gruppo Speleologico “Bertarelli” di Gorizia.
La cooperazione raccoglie competenze dalla Speleologia del Friuli Venezia Giulia.
Quote dal capo spedizione
Alberto Giorgi, capo della spedizione, sottolinea l’importanza dell’impresa:
“La speleologia è esplorazione dell’ignoto allo stato puro, forse l’ultima possibile sul nostro pianeta, e ciò significa essere pionieri in un regno che esiste da milioni di anni, ma che non ha mai visto né la luce né l’uomo”.
Questa frase riassume lo spirito di ogni spedizione speleologica Montenegro 2025.
Impatto scientifico e divulgativo
La missione produrrà dati geologici preziosi.
I campioni raccolti permetteranno studi sulla stratigrafia triassico-giurassica.
Il materiale multimediale narrerà la scoperta delle grotte e il lavoro in quota.
La Commissione Grotte Eugenio Boegan intende condividere i risultati con la comunità scientifica e con il pubblico.
Prospettive future delle esplorazioni
Dopo il ritorno dal Montenegro, la Commissione Grotte Eugenio Boegan analizzerà i dati raccolti.
La documentazione potrà stimolare nuove spedizioni nella stessa zona e in aree limitrofe.
L’esperienza della spedizione speleologica Montenegro 2025 si tradurrà in pubblicazioni e in conferenze rivolte agli appassionati di speleologia.
Le nuove esplorazioni contribuiranno a mappare un patrimonio carsico ancora in gran parte inesplorato.
Il successo di questa spedizione speleologica Montenegro 2025 dipenderà dall’impegno del team e dalla collaborazione tra associazioni regionali.
L’impresa si inserisce nel solco di una tradizione speleologica che punta alla scoperta dei luoghi più remoti e affascinanti d’Europa.
Fonte: Comunicato Stampa Originale
TRA CIELO E PIETRA
IN PARTENZA LA SPEDIZIONE SPELEOLOGICA
“MONTENEGRO 2025”
DELLA COMMISSIONE GROTTE EUGENIO BOEGAN
Dal 21 al 31 agosto 2025, la Commissione Grotte Eugenio Boegan, gruppo speleologico della Società Alpina delle Giulie APS – Sezione di Trieste del Club Alpino Italiano, effettuerà una missione esplorativa in Montenegro, più precisamente nello Žijovo (Ku?ke planine), un altopiano sospeso tra il cielo e la pietra a quasi 2000 metri di quota, ai confini delle “Montagne Maledette” – le Prokletija albanesi –, una catena montuosa calcarea dalle forme spettacolari e ancora in gran parte sconosciuta al mondo speleologico.
In un’area operativa di circa 2 km² si susseguono banconi di roccia calcarea triassica e giurassica, con una potenza stratigrafica che supera i 1.200 metri. Un ambiente aspro e affascinante, per certi versi simile a quello del Monte Canin, ma più selvaggio e remoto, dove ogni passo in superficie potrebbe essere il preludio alla scoperta di squarci oscuri e ingressi appena accennati che conducono gli speleologi in profondità, accompagnati solo dal rumore delle gocce d’acqua e dal proprio respiro.
Tre gli obiettivi della spedizione: proseguire le esplorazioni di alcune cavità scoperte nel 2024 e completarne la mappatura; individuare ed esplorare nuove grotte grazie a ricognizioni mirate e supporto tecnologico (droni, GIS, Modello Digitale del Terreno e foto aeree); raccogliere dati geologici e materiale multimediale per studi scientifici e per raccontare la missione al pubblico.
La spedizione riunisce nove speleologi della C.G.E.B. (Laura Bertolini, Silvia Foschiatti, Veronika Paulina, Adriano Balzarelli, Alberto Giorgi, Andrea Lalovich, Umberto Mikolic, Rocco Romano, Cristiano Toffoletti), insieme a Daniele Santarossa (Unione Speleologica Pordenonese), Ida Cossettini (Circolo Speleologico Idrologico Friulano di Udine) e Lorenzo Scaini (Gruppo Speleologico “Bertarelli” di Gorizia).
Insieme, porteranno in Montenegro la passione e l’esperienza dell’intero mondo speleologico del Friuli Venezia Giulia.
“La speleologia è esplorazione dell’ignoto allo stato puro, forse l’ultima possibile sul nostro pianeta, e ciò significa essere pionieri in un regno che esiste da milioni di anni, ma che non ha mai visto né la luce né l’uomo”, sottolinea il capo spedizione Alberto Giorgi.