Si è concluso il convegno “Acque e grotte senza frontiere”: il 14 e 15 giugno 2025 sono stati due giorni intensi di relazioni, mostre e visite ipogee nell’ambito di GO!2025
Si è chiuso con successo il convegno Speleo2025: Acque e grotte senza frontiere, promosso dalla Federazione Speleologica Regionale del Friuli Venezia Giulia all’interno del programma di GO!2025 – Capitale Europea della Cultura.
L’evento ha animato l’Auditorium della Cultura Friulana di Gorizia il 14 e 15 giugno ed ha visto la partecipazione del Presidente della Società Speleologica Italiana – SSI ETS, di presenze istituzionali regionali e locali e di oltre 150 speleologi, studiosi e appassionati provenienti da Italia e Slovenia.
Temi ambientali, importanza del rilievo e diverse tecnologie applicabili, per implementare il catasto speleologico, idrogeologia e biodiversità sotterranea sono stati al centro di due giornate intense e ricche di stimoli.

Di seguito pubblichiamo il comunicato stampa ufficiale a firma di Alessandra Ressa, Ufficio Stampa FSR-FVG:
SPELEO2025: Acque e grotte senza frontiere – Cultura scientifica e valorizzazione del patrimonio speleologico
Gorizia, 15 giugno 2025 – Si è concluso oggi il convegno “Speleo2025: Acque e grotte senza frontiere – Cultura scientifica e valorizzazione del patrimonio speleologico”, due intense giornate dedicate alla speleologia e alla sua divulgazione scientifica. L’evento si è svolto a Gorizia, presso l’Auditorium della Cultura Friulana, nell’ambito del programma di GO!2025 – Capitale Europea della Cultura.
Organizzato dalla Federazione Speleologica Regionale FVG in collaborazione con il Servizio Geologico della Regione Friuli Venezia Giulia e il Comune di Gorizia, il convegno ha rappresentato un importante momento di confronto tra esperti, studiosi e appassionati.
In concomitanza con l’evento è stata inaugurata la mostra “Le grotte fra esplorazione e ricerca: il patrimonio speleologico del Friuli Venezia Giulia”, un’esposizione multimediale che racconta la storia della speleologia regionale, dai primi esploratori fino all’attuale Catasto delle grotte. Il percorso espositivo illustra i rapporti tra uomo e grotta nel tempo, integrando geologia, biodiversità ipogea e tecniche esplorative.
La mostra sarà visitabile fino al 13 luglio nei seguenti orari:
- dal martedì al venerdì: 16:00 – 19:00
- sabato e domenica: 10:00 – 13:00 e 16:00 – 19:00
Oltre 150 speleologi provenienti dal Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lombardia e dalla vicina Slovenia hanno partecipato al convegno, che ha approfondito tematiche chiave del mondo sotterraneo: idrogeologia delle aree carsiche, monitoraggio ambientale, rilievo ipogeo e valorizzazione del patrimonio speleologico. L’evento ha inoltre favorito la cooperazione transfrontaliera tra Italia e Slovenia, con la condivisione di esperienze e risultati provenienti da numerosi progetti di ricerca sul territorio.
La manifestazione si è conclusa nel pomeriggio con suggestive visite ipogee alla Gorizia Sotterranea, alla Grotta del Mitreo e alla Grotta Regina del Carso.
Il programma scientifico
Sabato 14 giugno
La giornata di apertura ha visto la partecipazione del dott. Franci Gabrovšek del Karst Research Institute di Postojna, con una relazione sulla propagazione delle onde di piena nel sistema Reka-Timavo.
A seguire, una serie di interventi ha illustrato le più recenti attività di censimento e studio degli acquiferi carsici, con focus sui tracciamenti idrogeologici nelle zone di confine.
Nel pomeriggio, il prof. Bartolomeo Vigna (Politecnico di Torino) ha offerto una sintesi degli studi sulla circolazione di aria e acqua negli ambienti ipogei, introducendo poi una sessione dedicata alla biologia speleologica, monitoraggio ambientale e inquinamento delle grotte: DNA ambientale, batteri metallofili, protocolli di biorisanamento, fauna cavernicola, oltre alle misurazioni di radon-222 e alla dinamica dell’aria nelle grotte.Domenica 15 giugno
La seconda giornata si è aperta con l’intervento dell’esperto Marco Corvi sul rilievo speleologico tra arte e tecnica, seguito da un programma dedicato alle nuove tecnologie di rilievo: laser scanner, modellazione 3D georiferita, LiDAR, realtà virtuale e droni per l’esplorazione di pozzi inaccessibili.
Gli ultimi contributi si sono concentrati sulle problematiche ambientali: censimento delle grotte inquinate, impatto dei rifiuti nel sottosuolo e azioni per la tutela del Proteo, anfibio cavernicolo simbolo della biodiversità sotterranea europea.Speleo2025 si è confermato come molto più di un evento tecnico: un ponte tra scienza, cultura e tutela ambientale, capace di unire territori, saperi e comunità. In un’epoca in cui la salvaguardia delle risorse idriche e naturali è fondamentale, conoscere e valorizzare il patrimonio carsico diventa una responsabilità condivisa.
Federazione Speleologica Regionale del Friuli Venezia Giulia – APS
Ufficio Stampa: Alessandra Ressa
La riuscita di Speleo2025 dimostra quanto la speleologia possa essere un ambito di ricerca specialistica e strumento di connessione tra popoli, culture e istituzioni.

Il Friuli Venezia Giulia si conferma territorio d’eccellenza per la valorizzazione del patrimonio ipogeo, promuovendo una speleologia moderna, consapevole e inclusiva.
In un mondo che cambia, esplorare il sottosuolo significa anche guardare con occhi nuovi alla superficie ed alla sua storia, con responsabilità, collaborazione e passione.
Di seguito il link al comunicato stampa della Federazione Speleologica – Ufficio Stampa – Alessandra Ressa:
- comunicato stampa della Federazione – conclusione convegno
