Si è conclusa con una significativa partecipazione la tavola rotonda dedicata alla speleoarcheologia del Pollino che si è svolta il 10 giugno 2026 a San Lorenzo Bellizzi (Cosenza), presso il Centro di ricerca speleo-archeologica, nel rione Sgrotto.
L’iniziativa ha confermato il ruolo del comune calabrese come punto di riferimento per la ricerca, la tutela e la valorizzazione del patrimonio archeologico custodito nelle cavità naturali del Massiccio del Pollino e dei Monti dell’Orsomarso, una delle aree carsiche più importanti dell’Italia meridionale.
Nel corso dell’incontro si sono confrontati rappresentanti delle istituzioni, della ricerca scientifica, dell’università e delle aree protette, affrontando temi che spaziano dal censimento delle grotte di interesse archeologico allo studio del DNA antico nei contesti sotterranei, fino alle prospettive di valorizzazione culturale e turistica dei siti ipogei.

Particolare attenzione è stata dedicata all’eccezionale patrimonio speleoarcheologico del territorio.
Dei 436 siti attualmente censiti nel Catasto delle Grotte della Calabria, ben 305 ricadono infatti nell’area del Pollino e dell’Orsomarso. Molte di queste cavità conservano testimonianze della frequentazione umana fin dalla preistoria, rappresentando una fonte di straordinaria importanza per la ricostruzione delle più antiche fasi di popolamento dell’Italia meridionale.
Inoltre, a fine 2025 sono stati pubblicati i risultati degli studi effettuati sul DNA antico degli individui seppelliti durante l’età del Bronzo a Grotta della Monaca, con esiti di grande interesse sul piano scientifico. Anche questo è stato ampiamente descritto nell’evento del 10 giugno scorso. Per la notizia di sintesi, è comunque interessante il comunicato stampa sull’UNIBO Magazine (https://magazine.unibo.it/…/il-dna-antico-svela-vita…)
Per l’articolo scientifico su Communications Biology cliccare sul seguente link: https://www.nature.com/articles/s42003-025-09194-2
A completare l’evento è stata l’inaugurazione della mostra fotografico-documentaria “Grotte preistoriche dal Pollino all’Orsomarso”, arricchita da diorami e riproduzioni di reperti archeologici.
La giornata ha evidenziato come la collaborazione tra speleologi, archeologi, università, enti di tutela e amministrazioni locali rappresenti uno strumento fondamentale per approfondire la conoscenza del patrimonio sotterraneo e promuoverne una corretta conservazione e valorizzazione.
L’appuntamento del 10 giugno non nasce dal nulla, ma rappresenta un ulteriore tassello di un percorso ormai consolidato. Proprio a San Lorenzo Bellizzi, nell’ottobre 2025, si era svolto l’incontro di studi nazionale “Italia preistorica in grotta. Quadri regionali, storia degli studi, ricerche e nuove scoperte”, promosso con il coinvolgimento dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria e del Centro di ricerca speleo-archeologica “Enzo dei Medici”.
Un riconoscimento dell’importanza scientifica che il territorio del Pollino e dell’Orsomarso ha assunto negli ultimi anni nel panorama della ricerca speleoarcheologica italiana.
