Un progetto di speleologia per bambini tra Grotte di Slivia, Carso e divulgazione scientifica porta alle Torri di Slivia una storia illustrata che spiega grotte, stalattiti, stalagmiti, fauna ipogea e ricerca sul proteo, con un linguaggio semplice pensato per i visitatori più giovani[1]
Speleologia per bambini a Duino Aurisina
A Duino Aurisina prende forma un’iniziativa di speleologia per bambini costruita attorno a una storia a fumetti collocata all’interno della Grotta di Slivia, uno dei siti più noti dell’area carsica locale.
Il progetto racconta ai più piccoli che cosa sia la speleologia e come nascano le stalattiti e le stalagmiti, usando pannelli distribuiti nel percorso di visita delle Torri di Slivia.
La protagonista del racconto si chiama Valentina ed è presentata come una ricercatrice.
Accanto a lei compare Proty, personaggio che accompagna i bambini lungo il percorso e li aiuta a leggere l’ambiente sotterraneo in modo immediato.
L’iniziativa è promossa dal titolare delle Grotte di Slivia, Corrado Greco, con il contributo del Servizio geologico della Regione e la collaborazione della ricercatrice Valentina Balestra, che ha seguito la definizione dei contenuti, e dell’insegnante Francesca Urbinati, autrice dei pannelli.
Fumetto speleologia e divulgazione nelle Grotte di Slivia
Il cuore del progetto è un fumetto speleologia pensato per spiegare in termini accessibili un ambiente che spesso, per un pubblico giovane, può sembrare difficile da comprendere.
Greco spiega che l’idea nasce dall’osservazione diretta dei bambini in visita, spesso incuriositi dalla discesa nel Carso ma non sempre in grado di interpretare il significato della cavità e dei fenomeni che incontrano lungo il cammino.
Per questo la speleologia per bambini viene raccontata con parole semplici e con scene che illustrano attrezzature, modalità di progressione in grotta e principali forme di vita del mondo ipogeo. Nei pannelli trovano spazio anche i temi dei danni prodotti dall’inquinamento atmosferico alle concrezioni e il ruolo dell’acqua nella discesa attraverso il terreno e la roccia. Una parte del percorso è dedicata inoltre alle specie che vivono in grotta, con riferimenti agli insetti, ai pipistrelli e al proteo, animale simbolo del Carso sotterraneo.
Grotte di Slivia, ricerca scientifica e modello 3D del proteo
L’articolo mette in evidenza che l’iniziativa non nasce soltanto per raccontare la speleologia per bambini, ma anche per rafforzare il legame tra grotte turistiche e informazione scientifica.
Nello stesso contesto viene ricordato che Greco è impegnato anche in un altro progetto dedicato al proteo, descritto come il primo modello tridimensionale ad altissima risoluzione dell’animale.
Il modello è stato ottenuto con un progetto definito innovativo perché realizzato per la prima volta in ambiente ipogeo.
La scansione è indicata come molto precisa, con una risoluzione inferiore a 5 millimetri.
Il risultato consente una migliore conoscenza di un animale che, secondo quanto riportato, solitamente resta nascosto negli anfratti delle grotte.
Grotta Gigante, visita alle grotte e attenzione al Carso
Una discesa di 101 metri con stalagmiti ravvicinate, riferita alla Grotta dei Torri o Grotta Gigante, descritta da Cecilia come la cavità più affascinante del complesso per la ricchezza di concrezioni e per la profondità accessibile lungo il percorso di visita.
L’itinerario è aperto al pubblico da aprile a settembre e che in passato la cavità aveva subito episodi di vandalismo, elemento che rafforza il tema della tutela del patrimonio sotterraneo.
Nel complesso, la notizia mostra come la speleologia per bambini possa diventare uno strumento utile per avvicinare nuove generazioni al Carso senza semplificare troppo i contenuti.
Il fumetto di Valentina e Proty, inserito nelle Grotte di Slivia, lega visita, educazione ambientale e divulgazione scientifica in un formato leggibile anche per un pubblico familiare. In questo quadro, Duino Aurisina conferma il ruolo delle sue cavità come spazio di conoscenza, non solo di fruizione turistica, con un’attenzione particolare ai giovani visitatori e alla comprensione del paesaggio sotterraneo.