Esplorazioni nel Nuovo Galles del Sud
Deborah Johnston, speleologa e subacquea con oltre 25 anni di esperienza, una tra le figure più attive nella scena del cave diving australiano, ha raccontato il 22 agosto 2025 su Divernet le sfide e le meraviglie delle immersioni speleologiche nelle grotte australiane.
Con la locuzione cave diving, a costo di essere pedanti, si intende l’immersione in grotta: una disciplina subacquea altamente specializzata, che fonde le tecniche della speleologia con quelle dell’immersione. Il cave diving può essere totalmente sommerso (cioè con tutto il percorso sott’acqua), oppure declinarsi nel più articolato sump diving, dove si esplorano grotte asciutte che presentano tratti sommersi da attraversare con autorespiratori.
Per intenderci: il nostro Luigi Casati fa cave diving. Anzi, è tra i più noti cave diver italiani e internazionali. Esploratore subacqueo specializzato proprio in immersioni in grotta, Casati è una figura storica del cave diving tecnico europeo, con all’attivo numerose spedizioni e record in ambienti estremi, spesso a grande profondità o in condizioni molto tecniche.
Sono due figure diverse, Gigi e Deborah.
Casati, con un’esperienza quarantennale nelle esplorazioni subacquee, ha un profilo internazionale ed estremo, maturato in contesti ad alta quota, in ambienti ipercomplessi e in condizioni tecniche limite. I suoi contributi sono ampiamente documentati a livello globale.
Johnston è un’esploratrice esperta e attiva da oltre 25 anni, ma il suo impatto resta più locale e regionalizzato, senza immersioni particolarmente profonde o in scenari di frontiera.
Eppure, Deborah Johnston non è da meno.
Originaria di Sydney, ha partecipato a spedizioni in tutto il continente e anche all’estero, documentando e mappando ambienti sotterranei spesso accessibili solo a una ristretta cerchia di esploratori esperti. Il suo lavoro è fondamentale per la documentazione, l’accessibilità e la divulgazione di un territorio — l’Australia — dove c’è ancora moltissimo da scoprire.
Nel suo intervento su Divernet, Johnston ha descritto in particolare le grotte sommerse del Nuovo Galles del Sud, una regione che, pur non godendo della stessa fama di altri siti speleologici globali, ospita ambienti di grande interesse geologico e naturalistico. Tra questi spiccano sistemi carsici accessibili solo con tecniche miste come il sump diving, che prevede l’alternanza tra tratti asciutti e tratti sommersi da percorrere con autorespiratori.
La particolarità di molte grotte australiane, sottolinea Johnston, è la necessità di superare lunghi tratti a piedi — spesso trasportando l’equipaggiamento subacqueo in spalla — prima di raggiungere i punti di immersione. In alcuni casi, il percorso prevede l’attraversamento di più sump consecutivi, rendendo le spedizioni complesse dal punto di vista logistico e fisico.
L’accesso a questi siti, aggiunge, è spesso regolato da permessi, essendo situati in aree protette o in riserve naturali. Tuttavia, l’interesse per questo genere di esplorazione è in forte crescita, anche grazie al sostegno delle comunità speleologiche locali e all’evoluzione dell’attrezzatura tecnica, che oggi consente immersioni più sicure, più durature e meglio documentabili.
Deborah Johnston è stata tra i relatori del GO Diving Show ANZ, che si è tenuto a Sydney il 6 e 7 settembre. Durante il suo intervento sul palco tecnico, ha presentato una panoramica aggiornata dei siti più significativi del NSW, illustrando le principali difficoltà logistiche, i requisiti di accesso e le opportunità di ricerca e mappatura ancora aperte.
L’evento è stato una preziosa occasione per molti per avvicinarsi al mondo della speleologia subacquea — massimamente perché i fondali carsici australiani restano, ancora oggi, in gran parte inesplorati e dunque, per definizione, ricchi di mistero e fascino.
Fonte: Divernet, “Cave diving in New South Wales”, di Mark Evans, 22 agosto 2025 – https://divernet.com/scuba-diving/cave-diving-in-new-south-wales/