Il Gruppo Speleo-Archeologico Giovanni Spano celebra mezzo secolo di ricerca e divulgazione speleologica con una giornata di studi all’Exma, tra bilanci, tecnologie 3D e nuove scoperte nel mondo ipogeo

Il mondo sotterraneo della Sardegna si racconta in una giornata di studi che mette al centro la speleologia urbana a Cagliari e il patrimonio ipogeo dell’isola.

Sabato 30 maggio 2026, negli spazi dell’Exma in via San Lucifero 71, si tiene il convegno “Sentieri nel Buio. 50 anni di ricerca e divulgazione speleologica del G.S.A.G.S.”, organizzato dal Gruppo Speleo-Archeologico Giovanni Spano con il patrocinio della Regione Autonoma della Sardegna e del Comune di Cagliari.

L’incontro, a ingresso libero fino a esaurimento posti, rappresenta il momento culminante della prima parte di iniziative legate al cinquantennale dell’associazione.

L’evento dedicato alla speleologia urbana a Cagliari arriva dopo mesi di appuntamenti che hanno riscosso un’ampia partecipazione.

Tra questi, la visita alla cavità artificiale di S’Avanzada, aperta al pubblico per la prima volta, e gli itinerari al Pozzo di San Pancrazio, all’Acquedotto Romano e all’area archeologica di Sant’Eulalia, accompagnati da una mostra fotografica.

Il convegno si propone come spazio di confronto tra speleologi, rappresentanti della Federazione Speleologica Sarda, studiosi, istituzioni e cittadini.

Al centro del dibattito, la tutela del patrimonio ipogeo sardo, le trasformazioni della disciplina nell’isola e le prospettive future.

L’apertura dei lavori e i saluti istituzionali

La giornata prende il via alle 9:30 con l’accoglienza dei partecipanti. Alle 10:00 sono previsti i saluti di Nicola Sitzia, presidente del G.S.A.G.S., e di Gianni De Falco, presidente della Federazione Speleologica Sarda.

Intervengono poi Luisa Giua Marassi, assessora all’ecologia urbana, ambiente e verde pubblico del Comune di Cagliari.

Per la Regione Autonoma della Sardegna portano il loro saluto Rosanna Laconi, assessora della Difesa dell’Ambiente, e Ilaria Portas, assessora della Pubblica Istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.

Il programma del convegno speleologia Sardegna 2026: dalla storia alle nuove tecnologie

Alle 10:45 iniziano gli interventi tecnici. Cristiana Cilla, Luchino Chessa, Antonio Trogu e Roberto Sanna del G.S.A.G.S. aprono con “Esplorazioni nelle cavità artificiali di Cagliari: un percorso lungo 50 anni”.

Il panel ripercorre l’impegno del gruppo nella scoperta, nello scavo e nell’apertura di siti sotterranei cittadini.

Un lavoro condotto in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna.

Alle 11:45 Roberto Nini, archeologo e speleologo del Gruppo Speleologico UTEC di Narni, presenta il caso di “Narni Sotterranea – Come la speleologia può cambiare l’economia di un luogo”. Un esempio concreto di come la ricerca ipogea possa incidere sullo sviluppo economico e turistico di un territorio.

Alle 12:15 Marco Mattana e Alessandro Lai, esploratori storici del G.S.A.G.S., approfondiscono il tema dell’Acquedotto Romano di Karales. L’intervento illustra le fasi di una scoperta che i cagliaritani hanno potuto osservare da vicino proprio grazie a “Sentieri nel Buio”.

Dopo cinquant’anni di ricerche e indagini, il gruppo ha portato alla luce il tracciato dell’acquedotto romano.

Un percorso di circa 40 chilometri di condotte che dalla sorgente di Cabudacquas, nel territorio di Villamassargia, conduceva l’acqua fino all’antica Karales.

Alle 12:45 Alice Scanu del G.S.A.G.S. interviene su “Rilievo 3D e realtà immersiva per conoscere, valorizzare e condividere il mondo ipogeo”. L’intervento mostra come le tecnologie digitali permettano di esplorare virtualmente ambienti ipogei, carsici e artificiali. Un’esperienza immersiva che rende accessibile a tutti un patrimonio spesso nascosto.

Archivio digitale, ricerca scientifica e il futuro della speleologia urbana a Cagliari

Dopo la pausa delle 13:15, i lavori riprendono alle 14:30. Silvia Arrica del G.S.A.G.S. traccia una “Storia della speleologia e sua evoluzione in Sardegna”.

L’intervento inquadra la disciplina come scienza a tutti gli effetti. Non solo attività sportiva, ma studio delle cavità naturali che abbraccia geologia, idrologia, biospeleologia e fenomeni fisici del sottosuolo.

Alle 15:00 Francesca Deiana e Marco Frau presentano il “Progetto O.R.M.E. – Organizzazione e Raccolta Memorie Esplorative”. Si tratta del primo archivio digitale che raccoglie i dati delle grotte scoperte ed esplorate dal gruppo in cinquant’anni di attività. Un database con sistema di ricerca rapida e filtri. Uno strumento pensato per consultare le informazioni e pianificare nuove campagne di esplorazione.

Alle 15:30 Jo De Waele, professore ordinario al Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell’Università di Bologna, tiene una relazione su “L’importanza delle grotte e della speleologia nella ricerca scientifica: alcuni esempi concreti”.

Dopo un coffee break, alle 16:45 Marco Frau e Davide Godani curano l’intervento “Esplorazione: dove il mondo non ha fine”. Un racconto dell’esplorazione carsica come viaggio nelle profondità della Terra. Un’esperienza che segna la crescita personale e restituisce alla grotta il suo carattere di frontiera ancora inviolata.

Alle 17:30 Diego Vacca, vicepresidente G.S.A.G.S., e Davide Godani affrontano il tema della speleosubacquea. Il panel ripercorre la storia di questa specializzazione nel gruppo, dalle origini fino alle esperienze più recenti tra le acque sotterranee.

Le nuove scoperte e le prospettive per l’esplorazione ipogea

Alle 18:00 Angelo Naseddu, presidente della Federazione Speleologica Sarda, ripercorre le origini della FSS. A seguire, alle 18:15, Francesca Deiana e Marco Frau presentano per la prima volta al pubblico i risultati delle esplorazioni nella grotta “La Grande Illusione”, nel territorio dell’Iglesiente. Una delle ricerche in profondità più rilevanti condotte dal Gruppo Speleo-Archeologico Giovanni Spano negli ultimi vent’anni.

La moderazione dell’intera giornata è affidata a Giorgia Antoni, Lavinia Congiu e Andrea Rinaldi del G.S.A.G.S.

L’iniziativa “Sentieri nel Buio” riprenderà dopo l’estate con seminari in collaborazione con l’Università di Cagliari e le scuole.

Sono inoltre previste attività di divulgazione scientifica e l’apertura al pubblico della biblioteca del gruppo.

Un patrimonio documentale di circa 5.000 titoli, tra le principali collezioni speleologiche della Sardegna.

L’appuntamento del 30 maggio conferma l’attenzione verso la speleologia urbana a Cagliari come disciplina capace di connettere passato e presente, ricerca scientifica e partecipazione. Per informazioni è possibile scrivere a info@gsags.it.